La gambizzazione dell’AD Ansaldo, Adinolfi, avvenuta questa mattina, ha strappato violentemente il velo su un problema che sembra essere diventato pressante e veritiero, nel paese: stiamo tornando agli anni delle pistole e del tutti contro tutti?
I FATTI – L’agguato è avvenuto poco dopo le 8.15 in via Montello 14, nel quartiere di Marassi, dove il manager abita. Qui è stato raggiunto da due uomini in scooter, che hanno esploso contro di lui tre colpi, uno dei quali andato a segno. E sull’agguato emergono nuovi particolari: il calibro della pistola è un 7.62 di fabbricazione est europea e l’arma è una Tokarev, in uso alle forze armate dei Paesi dell’ Est. E questo, assieme alla tecnica dell’agguato, ha fatto pensare subito alle Brigate rosse. Lo hanno confermato poi fonti della sicurezza, secondo cui quello di Genova e’ un gesto ‘altamente simbolico’. Di più: “Uno dei primi attentati delle Br fu proprio all’Ansaldo negli anni ’70 – spiegano le fonti – oggi e’ come se avessero voluto dire ‘ricominciamo come 40 anni fa”. Come se, è d’obbligo.
LE “PROVE” - Non hanno perso tempo giornalisti ed
esperti, nel voler dimostrare la vera matrice di questo attentato.
Spulciando ad esempio tra gli archivi si trova anche qualche riferimento
alla pistola utilizzata in vicende di terrorismo. Nell’aprile del 1981,
ad esempio, la Digos di Milano arresto’ Marizio Pedrazzini, all’epoca
latitante di Prima Linea e conosciuto con il nome di battaglia di
‘Pedro’: all’uomo, secondo alcuni pentiti dell’organizzazione, era
assegnato il compito di coordinare gli autofinanziamenti tramite rapine.
Quando i poliziotti lo bloccarono in corso Buenos Aires, Pedrazzini
aveva infilata nella cintura dei pantaloni una Tokarev calibro 7.62. Non
era una pistola ma un mitra, invece, il Tokarev trovato il 10 ottobre
del 1990 nell’ex covo delle Br di via Monte Nevoso, sempre a Milano,
dove fu rinvenuto anche il memoriale di Aldo Moro. Dietro la ormai
famosa finta parete, scoperta 12 anni dopo l’individuazione della base
Br, oltre al carteggio di Moro, i carabinieri trovarono infatti una
pistola ‘Ppk 7.65′, un mitra ‘Pps 7.62′ Tokarev, una canna di pistola
‘Brigadier’, una trentina di detonatori e una borsa nera con dentro
circa 60 milioni di lire in banconote ormai fuori. Denaro proveniente in
parte dal riscatto per il sequestro dell’imprenditore genovese Piero
Costa. Insomma, due indizi fanno una prova o sono semplicemente due
indizi e basta?
NEBBIA - Nonostante questa tipologia di attentato
possa ricordare anche i regolamenti di conti nella malavita, la pista
politica è sicuramente la più accreditata, perlomeno da quanti oggi
hanno voluto esprimere all’Ad il proprio sostegno. Ma davvero stiamo
tornando alla follia degli anni di piombo? Quando era pericoloso uscire
di casa, perché non potevi sapere se una pallottola rossa, nera o chissà
di quale altro colore ti avrebbe colpito per sbaglio? Diciamo subito
che i tempi non sono dei migliori: non si può certo parlare di una
situazione sociale calma e tranquilla, e di quella economica meglio non
parlare. Ma da qui a pensare che ci sia un rigurgito di pistole pronto a
gambizzare i simboli del capitalismo rampante, forse, ce ne passa. Non
ci credono nemmeno gli italiani, perlomeno quelli che hanno commentato
il fatto attraverso il web.
SOCIAL - Su Twitter e Facebook, ad esempio, l’andazzo è un altro: piuttosto che le Brigate Rosse, qui vengono evocate quelle “occulte”. “L’Ansaldo Nucleare è una società di Ansaldo Energia del gruppo Finmeccanica. Ha chiuso il bilancio 2011 con i conti in utile e non avanza problemi di recessione né ha prospettato prossimi licenziamenti. Chissà perchè hanno colpito proprio un manager di una società che non sta licenziando? Che ci sia qualche manina di un qualche servizio? Come negli anni 70? Perchè in Italia funziona così o no? Massimo rispetto per la persona, e condanna senza se e senza ma, per questo vile atto” è una delle idee più ricorrenti. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è appunto relativo agli anni di piombo, la strategia della tensione e tutti i detti e non detti su cui ancora oggi ci interroghiamo, guardando a quei giorni. Una mancanza di verità accertate che oggi rende più difficile a chi ne abbia davvero voglia, capire quanto accade alla nostra Italia. I fatti sono questi: c’è rabbia, c’è esasperazione, c’è voglia di cambiare. Ma ci sono anche le pistole, gli anarchici e le brigate rosse e nere?
FORUM - La solfa non cambia sui forum: “A me ricorda gli agguati di camorra per uno sgarro, ad es. pizzo non pagato.” commenta qualcuno, altri vanno drittoi al punto: “Eh no Truman … la mafia non esiste… sia mai detto… gli inquirenti ormai ragionano per sillogismi… gambizzazione… quindi br… ma nel frattempo però la pista è quella degli anarchici… questa volta ambientalisti… visto che il tipo gambizzato si occupa di nucleare… Sic!”, “A me sembra che i padroni stiano preparando un’altra stagione di pseudo-terrorismo. Ripropongono il vecchio cliche’, che in effetti ha sempre funzionato. Sanno che arriveranno tempi duri e si portano avanti. Coraggio, aspettiamoci quello che abbiamo gia’ visto negli anni di piombo. La storia si ripete.”. Fra quelli che ci credono invece si legge: “io spero di no, ma del resto, quando le palle cominciano a girare troppo forti… c’e’ chi si arma di protesta pacifica, e chi invece ci va giu’ pesante … Il problema e’ che questi ultimi non fanno altro che alimentare ulteriormente il fuoco, ma non risolvono problemi.”, e a sotto sotto giustifica (“come dobbiamo fare?”) si risponde “Si,la fine della democrazia era collegato a chi ha impugnato le armi al posto delle schede elettorali.
Son convinto anch’io che non si debba aizzare la folla,del resto già ampiamente sollecitata dal comportamento criminale di chi ci governa,ma che anzi,si debba restar il più controllati possibile sino alle prossime elezioni”
UN POPOLO CHE NON SI FIDA - Certo, non ci si può basare su poche opinioni di parte per tracciare un profilo veritiero della posizione degli italiani in tema. Sicuramente il periodo non è dei migliori e questo tipo di notizie possono generare un pericoloso effetto imitazione, vere o costruite che siano. Chi gioca sulla disperazione degli altri questa volta però potrebbe non avere la lucidità di cavalcare un mostro che non va assolutamente risvegliato. Perché oggi gli italiani non sono più divisi fra destra e sinistra, comunisti e chi ne ha paura, moderati vs resto del mondo. Oggi hanno solo paura, e il loro odio va contro “i nemici” politici, ma contro quelli che loro vedono come “reali”. E le elezioni di questi giorni indicano molto bene chi il popolo ritiene colpevole. Dunque i vecchi mezzucci, siano essi brigatisti, anarchici o “di servizio”, rischiano di generare una guerra diversa rispetto a quella “sperata”. E oltre a essere criminali, irresponsabili ed eversivi, rischiano di diventare anche un pericolo boomerang. Pericoloso sul serio.(Fonti: Ansa, Agi, AdnKronos)
SOCIAL - Su Twitter e Facebook, ad esempio, l’andazzo è un altro: piuttosto che le Brigate Rosse, qui vengono evocate quelle “occulte”. “L’Ansaldo Nucleare è una società di Ansaldo Energia del gruppo Finmeccanica. Ha chiuso il bilancio 2011 con i conti in utile e non avanza problemi di recessione né ha prospettato prossimi licenziamenti. Chissà perchè hanno colpito proprio un manager di una società che non sta licenziando? Che ci sia qualche manina di un qualche servizio? Come negli anni 70? Perchè in Italia funziona così o no? Massimo rispetto per la persona, e condanna senza se e senza ma, per questo vile atto” è una delle idee più ricorrenti. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è appunto relativo agli anni di piombo, la strategia della tensione e tutti i detti e non detti su cui ancora oggi ci interroghiamo, guardando a quei giorni. Una mancanza di verità accertate che oggi rende più difficile a chi ne abbia davvero voglia, capire quanto accade alla nostra Italia. I fatti sono questi: c’è rabbia, c’è esasperazione, c’è voglia di cambiare. Ma ci sono anche le pistole, gli anarchici e le brigate rosse e nere?
FORUM - La solfa non cambia sui forum: “A me ricorda gli agguati di camorra per uno sgarro, ad es. pizzo non pagato.” commenta qualcuno, altri vanno drittoi al punto: “Eh no Truman … la mafia non esiste… sia mai detto… gli inquirenti ormai ragionano per sillogismi… gambizzazione… quindi br… ma nel frattempo però la pista è quella degli anarchici… questa volta ambientalisti… visto che il tipo gambizzato si occupa di nucleare… Sic!”, “A me sembra che i padroni stiano preparando un’altra stagione di pseudo-terrorismo. Ripropongono il vecchio cliche’, che in effetti ha sempre funzionato. Sanno che arriveranno tempi duri e si portano avanti. Coraggio, aspettiamoci quello che abbiamo gia’ visto negli anni di piombo. La storia si ripete.”. Fra quelli che ci credono invece si legge: “io spero di no, ma del resto, quando le palle cominciano a girare troppo forti… c’e’ chi si arma di protesta pacifica, e chi invece ci va giu’ pesante … Il problema e’ che questi ultimi non fanno altro che alimentare ulteriormente il fuoco, ma non risolvono problemi.”, e a sotto sotto giustifica (“come dobbiamo fare?”) si risponde “Si,la fine della democrazia era collegato a chi ha impugnato le armi al posto delle schede elettorali.
Son convinto anch’io che non si debba aizzare la folla,del resto già ampiamente sollecitata dal comportamento criminale di chi ci governa,ma che anzi,si debba restar il più controllati possibile sino alle prossime elezioni”
UN POPOLO CHE NON SI FIDA - Certo, non ci si può basare su poche opinioni di parte per tracciare un profilo veritiero della posizione degli italiani in tema. Sicuramente il periodo non è dei migliori e questo tipo di notizie possono generare un pericoloso effetto imitazione, vere o costruite che siano. Chi gioca sulla disperazione degli altri questa volta però potrebbe non avere la lucidità di cavalcare un mostro che non va assolutamente risvegliato. Perché oggi gli italiani non sono più divisi fra destra e sinistra, comunisti e chi ne ha paura, moderati vs resto del mondo. Oggi hanno solo paura, e il loro odio va contro “i nemici” politici, ma contro quelli che loro vedono come “reali”. E le elezioni di questi giorni indicano molto bene chi il popolo ritiene colpevole. Dunque i vecchi mezzucci, siano essi brigatisti, anarchici o “di servizio”, rischiano di generare una guerra diversa rispetto a quella “sperata”. E oltre a essere criminali, irresponsabili ed eversivi, rischiano di diventare anche un pericolo boomerang. Pericoloso sul serio.(Fonti: Ansa, Agi, AdnKronos)

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