23 Maggio 2012
MILANO - Si va verso l'azzeramento del Pdl? È la domanda che i
giornalisti fanno a Silvio Berlusconi all'uscita di Palazzo Grazioli, ma
lui, l'ex premier non risponde: «Ho risposto su Bondi - dice - non
intendo fare altre dichiarazioni». Sono giorni difficili per il Partito
delle libertà, giorni di riflessioni dopo i risultati delle
amministrative che hanno visto battere il Pdl: 6 sindaci nei comuni capoluogo per il centrodestra contro i 15 del centrosinistra.
Nella mattinata di mercoledì si è tenuto un vertice tra l'ex premier e
lo stato maggiore del partito. Ci sarà un nuovo predellino? «Al massimo
un altro sgambetto» è la risposta ironica dell'ex premier.
LE DIMISSIONI - Nelle stesse ore, Sandro Bondi, coordinatore del
partito, ha presentato (di nuovo) le dimissioni: «Dopo aver letto tutto
ciò che si è detto anche oggi sul Pdl e sulle persone che, come me, in
questi anni hanno avuto responsabilità nella gestione del partito - ha
spiegato Bondi - intendo rassegnare le mie dimissioni da coordinatore. È
soprattutto per sottrarmi ad attacchi e denigrazioni personali che
fanno parte della peggiore politica». Le dimissioni però, consegnate
ancora una volta a Berlusconi e al segretario politico Angelino
Angelino, non sono state accettate. «Io e Alfano respingiamo le
dimissioni di Bondi» ha risposto a stretto giro l'ex premier,
aggiungendo che non avrebbe fatto alcuna dichiarazione in merito alla
crisi del partito.
I PRECEDENTI - Non è la prima volta che l'ex ministro dei Beni
culturali si trova in una situazione del genere: a marzo del 2011 furono
i crolli a Pompei a portare Bondi a presentare le sue dimissioni, prima
da ministro e poi da coordinatore, lamentando la mancanza di sostegno
dei colleghi di partito. Due mesi dopo, in occasione delle
amministrative, e dopo la vittoria di Pisapia, Bondi ci riprova:
«Valutati i risultati elettorali - disse - intendo rimettere il mio
mandato nelle mani del presidente Berlusconi». Oggi l'ultimo tentativo.
IL VERTICE - Alla riunione tra Berlusconi e lo stato maggiore del
Pdl hanno partecipato anche il presidente di Mediaset Fedele
Confalonieri e l'ex ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. Sul
tavolo, i risultati delle amministrative e le dimissioni di Bondi. Non è
escluso che durante l'incontro si sia parlato anche del tema delle
frequenze tv e delle prossime nomine all'Agcom. Dopo il vertice in via
del Plebiscito l'ex premier è volato a Bruxelles per partecipare alla
riunione del Ppe dedicata alla crisi greca.
MATTEOLI - Su Alfano e la crisi del partito, è intervenuto anche
il senatore del Pdl Altero Matteoli: «Alfano dopo Berlusconi ha fatto
miracoli, non poteva fare altro con la personalità che aveva l'ex
premier». E poi ancora: «Cambiare nome al partito non mi sembra la
soluzione, bisogna inventarsi un'altra strategia»(da "Corriere.it")
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
mercoledì 23 maggio 2012
Vertice del Pdl, Berlusconi: nuovo predellino? «No al massimo un altro sgambetto». Sandro Bondi presenta (di nuovo) le dimissioni da coordinatore, Alfano e Berlusconi le rifiutano
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