05 Giugno 2012
Due feriti sono meglio di un morto. Yordan Petrov Dinov, 40anni,
responsabile bulgaro dell'agenzia di scommesse SkySport365 (la stessa
che per prima denunciò il flusso di puntate anomale sulle partite
italiane), sottoscriverebbe la frase di Buffon, non fosse che due mesi
fa è stato freddato a colpi di pistola dopo aver denunciato una
probabile combine nel suo Paese.
Dinov è il primo morto ammazzato di scommesse che salta fuori
nell'inchiesta del calcio marcio. E obbliga a riconsiderare un aspetto
dell'indagine che, fino a ora, era rimasto marginale. Quello della
violenza, minacciata o praticata per non far sgarrare i tanti, troppi
protagonisti delle combine: calciatori e dirigenti, scommettitori e
intermediari.
Con i milioni non si scherza. L'aveva raccontato il portiere Marco
Paoloni all'alba dell'inchiesta, un anno fa, rivelando che dopo aver
garantito l'over per Benevento-Pisa, finita invece 1-0, era stato
minacciato da Bellavista e Giannone, e aveva dovuto consegnare un
assegno da 300mila euro a un «tale di Bari» dalle intenzioni non
pacifiche: «Mi ha minacciato con una pistola. Ricordo che fece il gesto
di estrarla dalla giacca e io ho avuto modo di vedere nitidamente
l´arma».
E a rimarcare il concetto, due giorni fa, ha provveduto l'ex portiere
del Bellinzona Matteo Gritti, raccontando quale modo il "boss" degli
zingari, il macedone Hristiyan Ilievski, nato in Bulgaria, aveva trovato
per convincere lui e l'allenatore in seconda della squadra svizzera a
collaborare con la rete internazionale del calcio marcio per falsare il
campionato elvetico. «Se non lo fate, vi sparo nelle gambe». Minaccia
credibile, visto il curriculum del capo degli «zingari» e di molti dei
suoi sodali: lui ha precedenti per omicidio, e così anche il suo
«autista tuttofare», Rade Trajkovski.
Eppure, fino a venerdì scorso, il massimo che s'era detto di Ilievski è
che era uno che sapeva incutere timore, stando alle testimonianze dei
calciatori spaventati (non al punto da non buttarsi nel business) dal
bulgaro con tatuaggi di Scarface e cicatrici, che intervistato da
Repubblica in Macedonia mostra orgoglioso ai cronisti la sua pistola.
Guascone o violento, il «boss»? Alla luce dell'interrogatorio di Gritti,
in lacrime davanti al gip, chi lo considerava solo «pittoresco»
potrebbe aver cambiato idea. Non gli inquirenti, che non hanno mai
sottovalutato la potenziale pericolosità del personaggio. E non solo la
sua, visti i milioni in ballo per ogni singola partita.
Per questo l'omicidio di Dinov ha colpito gli inquirenti, ancora prima
delle minacce di gambizzazione rivelate venerdì da Gritti. La
segnalazione del fattaccio è arrivata alla procura di Cremona a metà
aprile. Il nome del povero Dinov non era emerso in Last Bet, ma
l'episodio è strettamente legato al mondo delle scommesse clandestine,
come spiega l'Interpol: «Vi informiamo che le autorità di Sofia stanno
indagando su un omicidio collegato alle scommesse illegali nel mondo del
calcio (...) il 4 aprile scorso a Sofia è stato ucciso il cittadino
bulgaro Yordan Petrov Dinov, nato il 24.08.1972, titolare e legale
rappresentante di due agenzie di gioco d'azzardo in internet: scommesse
su eventi sportivi (incontri di calcio, ecc.)».
Possibile movente dell'omicidio? «Secondo le informazioni
disponibili, Dinov ha inviato un rapporto alla sede della Uefa in
Svizzera nel quale indicava che a causa della corruzione nella lega
calcio bulgara alcuni incontri del campionato bulgaro erano stati
predeterminati». In particolare, il match incriminato era Cherno
More-Lokomotiv Sofia, terminato 3-0, lo scorso 1 aprile.
Dinov, secondo i media bulgari, era quasi una celebrità nel gambling
sul calcio. Eppure ha deciso di allertare l'Uefa. La sua denuncia non
dev'essere andata giù a qualcuno, che ha pensato bene di freddarlo a
colpi di pistola, nel centro della capitale del Paese balcanico. Meno di
72 ore dopo il 90' di quella partita in odore di combine.(Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica per "il Giornale")
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
martedì 5 giugno 2012
CI MANCAVA GIUSTO UN OMICIDIO PER CONDIRE ULTERIORMENTE LO SCANDALO DEL CALCIO SCOMMESSE - IL RESPONSABILE BULGARO DELL’AGENZIA CHE DENUNCIÒ IL FLUSSO DI PUNTATE ANOMALE IN ITALIA È STATO UCCISO A COLPI DI PISTOLA
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