È dura ottenere la fiducia degli elettori, lo sa bene il Presidente Obama, affaticato dall’ennesimo “bastone tra le ruote” durante la campagna elettorale.
IL CASO – La notizia del giorno ha scosso l’opinione pubblica: il Presidente sarebbe sceso a compromessi con la l’industria farmaceutica. Secondo il New York Times, prima del varo della riforma sanitaria, Obama avrebbe acconsentito a “bloccare la proposta di abbassare il prezzo di alcune medicine”, pur di garantirsi il benestare della “Drug industry”.
IL COMPROMESSO – La notizia si è rivelata un vero attentato per la campagna elettorale, già in crisi per il sorpasso di Romney nella raccolta dei fondi: 76milioni contro 60. Il Presidente avrebbe subito la pressione della lobby farmaceutica, un peso non indifferente per la già controversa “Obamacare”: entro fine mese la Corte Suprema darà il giudizio finale.
IL FATTO – A tradire il Presidente sarebbe stato un presunto giro di e-mail tra le lobby e la consulente di Obama, Nancy-Ann DeParle: si legge esattamente la modalità impiegata dall’Amministrazione per motivare il prezzo bloccato, al fine di ricucire i rapporti con il settore farmaceutico. Alcune di queste comunicazioni sono state rese note da parlamentari repubblicani per attaccare il lavoro della Casa Bianca.
COSA C’È DIETRO? – Dietro l’accordo tra l’Amministrazione e la lobby ci sarebbe stata l’intenzione di Obama di far spendere al settore medico 80milioni per garantire la mutua a chi non l’aveva: sì, ma a quale prezzo? Le lobby avrebbero “sborsato” il denaro in cambio di un aumento delle polizze: “una mossa necessaria”, secondo lo staff del Presidente. “Per tutti quei lunghi mesi – spiega oggi Dan Pfeiffer, capo della comunicazione di Obama – Obama ha sempre detto che avrebbe fatto accordi con chiunque pur di portare a casa la riforma. E ovviamente questo ragionamento comprendeva l’industria del farmaco, tradizionalmente contraria a ogni tipo di cambiamento”. Dietro alla mossa della Casa Bianca, ci sarebbe la buona intenzione di garantire l’assicurazione sanitaria a più persone ma lo scandalo trapelato non fa bene alla campagna elettorale che cerca consensi anche oltreoceano.
CHE FATICA – L’apertura del Presidente verso i matrimoni gay è stata oggetto di critiche feroci:
CI PENSA LUI - Il ritratto di Obama alla cornetta del telefono che dialoga con l’Italia è l’immagine di un Presidente che tenta di arginare i dubbi del proprio Paese, tentando di sistemare l’economia dell’Europa. E così, dall’America arrivano critiche sull’attuale momento economico perché “L’Europa preoccupa e rischia una nuova recessioner in seguito alla crisi del debito”. Il Presidente è concentrato sulla crescita e la posizione si fa dura sul lavoro: “In Europa ci sono Paesi con tassi di disoccupazione del 15 e del 20%. Credo che con politiche di sola austerity si rischia di innescare una spirale negativa che ci lancia verso il basso. È necessario pensare subito a politiche di crescita a breve termine, stabilizzare i conti, e nello stesso tempo a un cammino di sviluppo economico più a lungo termine”. Insomma, con tutte le problematiche del Paese che governa, il Presidente trova anche il tempo di risolvere le difficoltà europee.(Alessandra Cristofari per "Giornalettismo.com")
“L’amministrazione Obama ha dichiarato di non voler più difendere un progetto di legge conosciuto come Doma, Defense of Marriage Act, una norma che riconosce il matrimonio come un’unione tra un uomo e una donna ma che può anche essere usata per riconoscere un unione tra due persone dello stesso sesso, a causa della sua paura di nazionalizzare l’argomento, localmente molto sentito. “In genere mi trovo a pesare su argomenti che verrebbero trattati politicamente ed altri che diverrebbero dei semplici pretesti ideologici”. Secondo Obama la sua uscita non ha fatto altro che alimentare un sano dibattito in tutti gli Usa. Il Paese è composto da una moltitudine di comunità che arrivano a diverse conclusioni su diversi problemi e secondo il Presidente sono proprio le comunità che si devono esporre per dare un giudizio serio e sereno su un argomento, come il matrimonio tra persone dello stesso sesso, che non può essere viziato da diktat federali.C’è chi lo ha impiccato “simbolicamente” davanti a una chiesa in Florida, perché lo ritiene “colpevole” di “aver manifestato pubblicamente il suo sostegno ai matrimoni tra omosessuali”. Il manichino del Presidente, ha nella mano destra una bambola, che rappresenta la sua posizione verso l’aborto e nella sinistra la bandiera con i colori del GayPride. L’opera, posta all’interno del cortile del Dove World Outreach Center di Gainesville, è a cura del pastore ultraconservatore Terry Jones.
CI PENSA LUI - Il ritratto di Obama alla cornetta del telefono che dialoga con l’Italia è l’immagine di un Presidente che tenta di arginare i dubbi del proprio Paese, tentando di sistemare l’economia dell’Europa. E così, dall’America arrivano critiche sull’attuale momento economico perché “L’Europa preoccupa e rischia una nuova recessioner in seguito alla crisi del debito”. Il Presidente è concentrato sulla crescita e la posizione si fa dura sul lavoro: “In Europa ci sono Paesi con tassi di disoccupazione del 15 e del 20%. Credo che con politiche di sola austerity si rischia di innescare una spirale negativa che ci lancia verso il basso. È necessario pensare subito a politiche di crescita a breve termine, stabilizzare i conti, e nello stesso tempo a un cammino di sviluppo economico più a lungo termine”. Insomma, con tutte le problematiche del Paese che governa, il Presidente trova anche il tempo di risolvere le difficoltà europee.(Alessandra Cristofari per "Giornalettismo.com")



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