yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: La guerra dei massoni tra affari e malaffare

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venerdì 1 giugno 2012

La guerra dei massoni tra affari e malaffare

01 Giugno 2012


Mercoledì pomeriggio, l'appuntamento è tra le 18 e le19. Il tempo di rinfrescarsi la gola con una coca  light e qualche birra al bar di sotto, poi il collegio ristretto della Loggia luganese "Il Dovere" si ritira per una riunione riservata. C'è da discutere la candidatura di G.L., un professionista assai chiacchierato in città che, perciò, ha sollevato una forte opposizione nell'assemblea dell'Ordine. Una candidatura sponsorizzata da Augusto Airaldi, esponente di peso di quel vecchio vertice massonico, bersaglio di una fronda interna che, dalle colonne del Caffè, ha denunciato il "coma etico" in cui verserebbe la massoneria: abusi nelle conduzioni delle logge, spregiudicatezza negli affari e nell'aprire le porte del Tempio a persone non degne dell'Ordine. Ancora uno scivolone  per la Loggia che, un anno fa,  si era spaccata su un'altra candidatura; quella di Norman Gobbi, il ministro delle Istituzioni che  aveva poi ritirato la sua domanda. Per la massoneria luganese un'altra brutta storia, dopo il coinvolgimento di Sandro Fenyö, ex Venerabile della Loggia Brenno Bertoni, nell'inchiesta sui fondi neri di Pierangelo Daccò, il gran faccendiere di Comunione e Liberazione. "Ma questi sono soltanto gli strascichi di una guerra intestina nella massoneria - rivela una fonte  interna - in cui s'intrecciano affari e malaffare, veleni e sospetti, proteste e punizioni, in un clima da caccia alle streghe". Una guerra per bande iniziata due anni e mezzo fa.

Quindici settembre 2010. Per  la massoneria ticinese è un giorno triste. Amaro e triste soprattutto per i fratelli di Lugano. Quella mattina sono tutti là, davanti al Tempio crematorio della città per l'addio a Giancarlo Puccio, Venerabile Maestro della Loggia "Il Dovere". Un gran signore Puccio. Massoneria vecchio stampo. Ma soprattutto custode di un Ordine rispettoso delle forme e delle regole. Anche di quelle legali. "Era stato il braccio destro del finanziere Orazio Bagnasco nell'affare dell'Europrogramme, e l'uomo di fiducia del sindaco Giorgio Giudici. Dal suo ufficio in via Canonica aveva saggiamente amministrato per anni gli affari che gravitavano attorno alla massoneria e ai principali massoni ticinesi" racconta al Caffè un testimone diretto di quegli anni.

Per tutti i fratelli, Puccio era un sicuro punto di riferimento. Morto lui, si apre  la lotta per la sua successione, dopo un interim affidato ad un personaggio del tutto inadeguato al ruolo e che verrà quasi subito rimosso. E per la massoneria comincia anche la deriva affaristica. "Per i loro affari alcuni massoni hanno bisogno sia di pedine, di uomini di paglia, che di persone con buone entrature. Ciò spiega perché si sono aperte le porte a personaggi che con i princìpi dell'Ordine c'entrano poco. È tutto questo senza che la Gilsa, la Gran Loggia centrale svizzera, intervenga", sottolinea la fonte del Caffè.

Personaggi di varia estrazione e provenienza che, secondo i massoni della fronda che si oppone la vecchio vertice, stanno "inquinando" le Logge ticinesi. Un'altra gola profonda tra i fratelli racconta  di inquietanti infiltrazioni. "Molti italiani che, per la loro funzione pubblica o per altri motivi, non si potrebbero affiliare alle Logge del loro Paese, grazie ai buoni uffici di qualche massone ticinese aderiscono alle nostre logge. Una volta affiliati qui, e senza risultare massoni in Italia, possono frequentare anche  le logge italiane, e fare da tramite per affari comuni. In una loggia ticinese, con a capo un venerabile già implicato in vicende poco chiare, ci sono, ad esempio, un politico del Pdl di una provincia di confine e molti funzionari italiani della banca Arner che curano gli interessi privati dell'ex premier Silvio Berlusconi".

L'affarismo spregiudicato che ha investito la massoneria riguarda business immobiliari, ma soprattutto la finanza. "La gestione di depositi o di fondi neri, come nel caso di Fenyö col faccendiere di CL, ma non si trascurano i piccoli affari locali come la piscina comunale di Bissone, un caso emblematico di un certo modo di fare", spiega la fonte del Caffè. Un investimento di circa un milione di franchi per il quale, con un fasullo consorzio tra ditte, aveva vinto l'appalto l'impresa diretta da un massone luganese. Un cantiere poi finito con una procedura civile da cui il Comune ha ottenuto, come ricorda il sindaco Ludwig Grosa, un risarcimento di 100mila franchi.

Come andrà a finire lo scontro all'interno della massoneria? "Difficile fare previsioni, oggi c'è molta ipocrisia e scarsa volontà di cambiamento nei vertici - dice un fratello seduto da anni tra le colonne de 'Il Dovere' -. A questo punto la Loggia alpina svizzera dovrebbe avere il coraggio di cacciare taluni personaggi. Altrimenti c'è il rischio di un'implosione o che i fratelli con più qualità abbandonino le Logge".(Libero D'Agostino per "Il Caffè.ch")

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