C’è una Grecia che soffre di crisi e povertà, disoccupazione e pessime aspettative. Ed una Grecia ricca e agiata che del tracollo del proprio paese nè si interessa, nè sembra essere danneggiata.
MISERIA LONTANA – E’ il
britannico Guardian a raccontare come la vita nel raffinato golfo
Arsosaronico che si affaccia sul Pireo sembra non essere per nulla
cambiata e miseria e la disperazione di Atene sembrano essere un mondo
davvero lontano. “Hanno permesso ai truffatori e lal corruzione di
prosperare”, dice un armatore ospite dell’isola di Spetses, una delle
mete di vacanza dell’alta società. Ha l’aria di chi vuol fare lo
scaricabarile. Si sorseggiano cocktail, si gira in barca, il personale
delle pulizie mette a lucido ogni angolo degli yacht parcheggiati di
fronte ai lussuosi alberghi. Problemi di lavoro, lì, non ce ne sono –
lascia intendere il Guardian. “Ho dovuto assumere un assistente per
tutto l’anno perché c’era richiesta, anche in inverno”, racconta il
titolare di un negozio di abbigliamento.
“NON SANNO NIENTE” – Peladigis non sembra uno sprovveduto. Racconta di essere stato più volte invitato nelle lussuose dimore della Grecia ricca. “Sono così tagliati fuori che non sanno niente”, dice dei ricchi. Forse l’invito ricevuto era solo frutto del desiderio di uomini viziati e ignoranti di rompere la noia, o forse di liberarsi dal rimorso per essere rimasti a guardare immobili il paese che affondava. “Me ne sono andato pensando che fosse una forma di psicoterapia per loro”, ha affermato il professore. Quello che è certo, comunque, è che i piani emergenza salva-ricchezza sono già pronti per essere attuati. O già operativi.(da "Giornalettismo.com")

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