yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: maggio 2012

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giovedì 31 maggio 2012

ALLE GENERALI SABATO CI SARÀ LA RESA DEI CONTI: SE GIOVANNI PERISSINOTTO NON ACCETTERÀ “L’INVITO” DI MEDIOBANCA A DIMETTERSI, L’AMMINISTRATORE DELEGATO SARÀ MESSO AI VOTI IN CDA

31 Maggio 2012


1 - DOPO DUE MESI DI FUOCO, LA RESA DEI CONTI ALLE GENERALI
Dietro lo scontro con Mediobanca e le probabili dimissioni di Perissinotto (se si arriva al voto in Cda sarà un bagno di sangue e si dovranno contare tutti i voti) c'è il malessere per le minusvalenze da centinaia di milioni dei soci forti che hanno comprato il titolo a 30 euro e ora se lo ritrovano a 8, e le operazioni col finanziere ceco Petr Kellner e la sua Ppf. In fondo, la "Penisola dei Famosi" del 12 aprile scorso in cui anticipavamo l'interesse dei soci per Mario Greco, e l'intervista di Del Vecchio al "Corriere" che ha fatto precipitare la situazione al Leone di Trieste.(da "DAGOREPORT")


2 - GENERALI: CDA SABATO SU PERISSINOTTO, POSSIBILE ARRIVO DI GRECO
Il cda di sabato prossimo avra' al centro la posizione dell'a.d. Giovanni Perissinotto. E' quanto si apprende da fonti finanziarie. All'odg la sostituzione di amministratori. Indiscrezioni raccolte da Radiocor indicano come 'possibile' l'arrivo di Mario Greco come nuovo a.d., anche se la situazione appare ancora in evoluzione.
Per l'eventuale sostituzione di Perissinotto alla guida operativa delle Generali non servira' un riunione del comitato nomine di Mediobanca, azionista di riferimento della compagnia. Le regole della banca di piazzetta Cuccia prevedono infatti che l'organo sociale ristretto, su proposta dell'amministratore delegato, Alberto Nagel, e sentito il presidente, Renato Pagliaro, adotta le determinazioni da assumere nelle assemblee delle partecipazioni dell'istituto. Le decisioni riguardano solo quindi le assise dei soci.(Radiocor)


3 - GENERALI: IN CDA ROSA NOMI, GRECO IN POLE
In vista del cda di Generali di sabato si sta lavorando a una rosa di tre nomi tra i quali scegliere l'amministratore delegato del gruppo, al posto di Giovanni Perissinotto. E in pole position ci sarebbe la candidatura di Mario Greco. E' quanto si apprende da fonti finanziarie.(ANSA)


4 - GENERALI: CDA SABATO, ALLA CONTA VOTI SU PERISSINOTTO
E' convocato sabato mattina il Cda della Generali. Nella riunione si andrà alla conta dei voti sulla proposta di sostituire l'attuale a.d Giovanni Perissinotto. Lo indicano fonti finanziarie che attribuiscono l'iniziativa a Mediobanca, che avrebbe già chiesto, senza successo, al manager di dimettersi.(ANSA)


5 - GENERALI: NO COMMENT DI MEDIOBANCA A IPOTESI CDA
Mediobanca, primo azionista delle Generali con una quota del 13,24%, risponde solo con un "no comment" all'ipotesi che sabato ci sia un consiglio di amministrazione straordinario del Leone, forse per un confronto dopo le tensioni tra i soci sulla gestione del capoazienda Giovanni Perissinotto. Un "no comment" si raccoglie anche dal gruppo De Agostini, azionista con il 2,43% della compagnia e presente in consiglio Generali con il proprio A.d Lorenzo Pellicioli.(ANSA)


6 - GENERALI: FT, MEDIOBANCA PREPARA LA CACCIATA DI PERISSINOTTO
Mediobanca "sta preparando un tentativo di defenestrare Giovanni Perissinotto", l'amministratore delegato di Generali. Lo scrive il 'Financial Times' in un articolo pubblicato online dopo la diffusione della notizia di una riunione straordinaria del cda della compagnia sabato. Mediobanca, primo azionista di Generali, fara' il suo tentativo sabato, scrive il quotidiano citando "uno dei principali azionisti internazionali" del Leone e precisando che i vertici di Mediobanca motiveranno la loro proposta con la "deludente performance" del titolo in Borsa. (AGI)


7 - IL TRAMONTO DI PERISSINOTTO, L'ARRIVO DI GRECO
Gli hanno rovinato la Pasqua dalle colonne del "Sole 24 Ore" con un articolo in prima pagina a firma di Luigi Zingales. Lui però, Giovanni Perissinotto (per gli amici Perissirotto), non ci sta e oggi risponde con la fionda alla cannonata del barbuto economista dietro il quale molti ritengono ci sia la manina ispiratrice dell'ex-ministro Mimmo Siniscalco.

Invece di replicare con pari dignità di spazio ai lettori del giornale di Confindustria, il buon Perissirotto ha scelto il quotidiano "MF" diretto da Osvaldo De Paolini. La sua replica viene introdotta dal giornale con l'accusa a Zingales di aver scritto un articolo "sgangherato...una manciata di righe, una tale summa di sciocchezze e luoghi comuni che nemmeno il più ansioso dei manager ne verrebbe smosso".

È davvero curiosa questa prefazione al verbo replicante del capo delle Generali che costruisce la sua difesa con proposizioni di tipo ragionieristico centrate soprattutto sui valori della Compagnia di Trieste. Per prima cosa respinge l'accusa formulata il giorno di Pasqua da Zingales di non aver ridotto le partecipazioni della Compagnia di Trieste dentro le banche, e con una certa reticenza rivela di aver tagliato la partecipazione in Commerzbank (dal 4,22 all'1,33%) e nel Santander (dallo 0,7 allo 0,58).

Poiché De Paolini è troppo scaltro e consumato per accontentarsi di queste notizie, Perissirotto viene incalzato con un certo pudore ed è costretto a parlare anche della partecipazione in IntesaSanPaolo che è passata dal 4,92 al 3,27%. Da buon ragioniere che tiene d'occhio i conti e non ostenta l'aquila asburgica sulla divisa da "polizzaro", il capo delle Generali parla anche della Grecia e dei 3,4 miliardi che pesano sul bilancio della Compagnia.
Rifiuta però l'insinuazione formulata da quel diavoletto italo-americano di Zingales che l'impatto sia ricaduto sui clienti assicurati dalle Generali, e con uno scatto di orgoglio sostiene che la performance negativa dell'ultimo anno (-35%) coincide esattamente con quella dei titoli più prestigiosi della Borsa italiana.

Anche "MF", come il "Sole 24 Ore" nella penna di Zingales, evita di scendere su altri terreni insidiosi e nessuna domanda viene fatta al polizzaro di Trieste sull'infelice joint-venture con Ppf del cecoslovacco Petr Kellner che nel 2014 scaricherà sugli azionisti un macigno da 4 miliardi. C'è poi un altro problema ben più delicato che tocca sulla pelle il futuro del Leone di Trieste e del suo amministratore delegato: è il rapporto con Mediobanca che detiene il 14,7% di Generali e ha sempre utilizzato la Compagnia come un pozzo di acqua che serve a rinfrescare i bilanci di Piazzetta Cuccia.

Ora qualcuno dovrebbe scrivere a chiare lettere che in questo momento i rapporti tra la merchant bank milanese e la prima compagnia di assicurazioni italiana sono di totale disaffezione. È questo il vero problema sul quale si misurerà il futuro del Leone di Trieste e del suo pacioso amministratore.


Se poi qualche giornalista, affrancato dall'ossequio, avrà voglia di approfondire l'argomento, allora potrà percepire che ai piani alti di Mediobanca (dove peraltro il pallido Nagel e il grigio Pagliaro si dibattono tra mille dossier) è già spuntato il nome del successore del buon Perissirotto.

L'uomo su cui Piazzetta Cuccia punta per riportare equilibrio nei rapporti tra Milano e Trieste è Mario Greco, il 52enne manager napoletano che dopo essere stato partner di McKinsey ha guidato fino al 2005 la Ras per poi lasciare il posto al Cucchiani che oggi guida IntesaSanPaolo.(Dalla "Penisola dei Famosi", DAGOSPIA del 12 aprile 2012)
Forse è arrivato il momento di parlarne.


 8 - LE QUOTAZIONI DI PERISSINOTTO SONO POI CROLLATE DOPO QUESTA INTERVISTA DI LEONARDO DEL VECCHIO AL "CORRIERE":«BASTA CON I MANAGER-FINANZIERI. E ORA SI CAMBI ALLE GENERALI»
«Sono un po' a disagio. Sono azionista delle Generali con il 3%. Sono uscito dal consiglio perché non volevo litigare. Non con Geronzi. La sua uscita non contava e non è contata niente. Ma con il management. Il problema è che quando da assicuratori si vuole diventare finanzieri comprando partecipazioni le più disparate, non si fa un buon servizio alle Generali che restano una delle migliori aziende, se non la migliore, d'Italia. Purtroppo questo è un vizio nazionale. Tutti vogliono fare il mestiere di altri. Mentre questo è un periodo nel quale ognuno di noi dovrebbe pensare a fare bene il proprio dovere.

Guardi cosa accade al governo. E' un miracolo che un uomo come Monti si stia impegnando per risanare il Paese. Eppure già c'è chi pensa di votare a ottobre, e sarebbe un disastro. O chi crede che lo spread sia ormai domato, mentre ci vuole un attimo che torni a 600».

Leonardo Del Vecchio, classe 1935, ha creato dal niente una delle più belle aziende al mondo, la Luxottica. Studiata nelle università come caso imprenditoriale, ha sempre fatto lo stesso mestiere, costruire e distribuire occhiali.

«I miei investimenti nelle Generali o in Unicredit o in Foncière des Régions sono personali. Mi considero quindi un investitore e come tale credo che le Generali, uno dei fiori all'occhiello del Paese, abbiano bisogno di un cambio. L'amministratore delegato Perissinotto era il migliore assicuratore d'Italia e forse d'Europa».

 Ma allora qual è il problema se Perissinotto è il migliore d'Europa?
«Il problema è quando si vuole fare finanza. Quando, usando i soldi dei risparmiatori che vorrebbero solo fossero ben gestiti, si comprano invece un pezzettino di Telecom e l'1% di una banca russa; si mettono a repentaglio oltre due miliardi con un altro finanziere come il ceco Kellner; oppure ci si impegna nell'operazione CityLife in una percentuale che nessun immobiliarista al mondo farebbe; e sui fondi greci sono stati persi 800 milioni. Penso quindi che oggi l'amministratore delegato, capo azienda unico, senza alibi di azionisti e presidenti, dovrebbe dare dignitosamente le dimissioni. Dovrebbe, sarebbe rispettoso verso gli investitori, gli azionisti e gli assicurati. So che in Italia questo non è uno sport nazionale, ma al suo posto non mi presenterei all'assemblea. Sono sicuro che ci sarebbe un'ovazione quasi scaligera».

Eppure la compagnia non soffre, i risultati operativi sono solidi anche in questa situazione...
«La parte assicurativa va bene, come le ho detto. Ma al mio amico Della Valle, che è così contento del management ma che non ha un'azione della compagnia, vorrei ricordare che in cinque anni il titolo ha perso i due terzi del suo valore. Dal primo gennaio è sotto del 12%, a confronto Allianz è sopra del 14%, in un anno il titolo ha perso il 34%. Dividendo quasi azzerato. Quello che mi dà fastidio è che i fondamentali sono buoni, l'attività assicurativa funziona. Ma voler fare i finanzieri è quello che rovina tutto. Stessa identica cosa accaduta in Unicredit. Una banca nella quale ho investito da oltre vent'anni».

Cosa c'entra Unicredit?
«E' lo stesso problema delle Generali. Fino a che ha fatto la banca è andata bene. Poi ha iniziato ad acquistare partecipazioni, ha voluto fare fusioni. Alessandro Profumo mi si è trasformato sotto gli occhi. Negli ultimi anni è cambiato. E' arrivata anche lì la finanza. Ed è andata come è andata. Io me le ricordo bene le banche che facevano il loro mestiere».

Ci sono allora istituti che aiutano le imprese...
«C'erano. Quando nel 1981 andai da Rondelli, all'epoca numero uno del Credito Italiano, per chiedergli di aiutarmi a crescere negli Stati Uniti comprando Avant Garde, non ebbe esitazioni. Esaminò il progetto, si fece illustrare i programmi e diede il via libera. Ma oggi nelle banche chi fa più questo mestiere? Lo chieda alle imprese, a una piccola azienda che vuole crescere, l'aiuto che riceve dalle banche».

Hanno ragione quindi a lamentare l'assenza di credito?
«Non si tratta di credito, si tratta di assistere le imprese. I primi anni che eravamo in America, appena ricevevamo un ordine la banca ci anticipava il 30-40% perché ovviamente passava del tempo prima di incassare. E il tutto avveniva a tassi decenti. Oggi c'è qualche istituto che lo fa? Guardate Fonsai come sta andando».

Sta andando che l'Antitrust ha bloccato l'operazione...
«Non conosco la vicenda, ma quello che mi chiedo è perché Mediobanca e Unicredit abbiano dato tutti quei soldi a Ligresti. Ma scusi, se fosse una buona azienda i francesi di Axa o Groupama si sarebbero fatti avanti per comprarla. E invece si procede a una fusione con due aumenti di capitale che mi fanno pensare che tra tre anni saranno ancora in difficoltà. E' questo che fa male all'Italia. Perché il nostro Paese funziona, funziona meglio di quanto si creda. Le imprese, le industrie girano».

Ma le statistiche raccontano un'altra Italia.
«Non sto dicendo che vada tutto bene, dico che il sistema produttivo funziona. Luxottica ha il 4% del fatturato che arriva dall'Italia. Ma sempre in Italia abbiamo il 60% della produzione, l'ingegneria, il design. Questo significa che qui si può produrre e si può essere competitivi. E come noi ci sono tante altre aziende, le faccio anche i nomi: Interpump, Brembo. Pensi a Tronchetti Provera».

Pirelli?
«Sì. Prima l'ha salvata. Poi, comprando Telecom, Pirelli s'è rovinata. Ma quando ha abbandonato le telecomunicazioni ed è tornato a fare solo pneumatici, l'ha nuovamente rilanciata. E guardi che con Tronchetti ho avuto parecchio da ridire. Ma il suo esempio vale per far capire che bisogna essere concentrati sul business, non farsi distrarre. In Italia siamo abilissimi a parlare d'altro. A quella povera ministro Fornero stanno facendo vedere l'inferno. E solo perché ha voluto ritoccare l'articolo 18 e fare le riforme delle quali questo Paese ha bisogno».

Sull'articolo 18 si sono messi a rischio persino dei governi.
«Ridicolo. Ne discutevo con il vicepresidente di Luxottica, Luigi Francavilla, che è con me dagli inizi. E' vero, a noi non interessa, dei nostri 62 mila dipendenti forse solo uno sarebbe stato licenziato. I partiti non se ne rendono conto, ma in Italia dobbiamo solo sperare che questo governo duri. E' un miracolo se ciò accade. Passera mi sembra già più politico, ma si capisce che le persone sono lì per governare».

 Ma allora cos'è che non va?
«Quando le dicevo del credito, quella è una. Se vado in Francia con la mia società immobiliare i prestiti li ottengo con un differenziale dell'1,8%; in Italia, se mi va bene e se mi prestano dei soldi, siamo al 3,5%. Ripeto, se mi danno i soldi è perché mi chiamo Del Vecchio: pensi a una persona normale. Del resto abbiamo visto come funzionano le banche. I consigli d'amministrazione ratificano quello che decide il numero uno. Alle Generali l'amministratore delegato poteva disporre investimenti fino a 300 milioni, limite che ora hanno abbassato a 100, una cifra elevatissima comunque. Il nostro Andrea Guerra ha fatto crescere la Luxottica attraverso acquisizioni in tutto il mondo e gode della piena fiducia di tutti, in azienda e fuori. Eppure anche per spese di pochi milioni informa il consiglio, pretende che si discuta in più occasioni e che si sia convinti di ogni decisione».(Daniele Manca per il "Corriere della Sera" del 28 aprile 2012)



REPSOL CAMBIA NOME:VIA YPF DA MARCHIO DOPO NAZIONALIZZAZIONE ARGENTINA

31 Maggio 2012


Gli azionisti della società spagnola Repsol hanno approvato il cambiamento del nome dell'azienda da Repsol-Ypf SA a Repsol SA a seguito della nazionalizzazione di Ypf compiuta dall'Argentina. Lo ha reso noto la stessa Repsol, precisando che l'approvazione è avvenuta ieri. La scorsa settimana l'Unione europea ha avviato un'azione legale contro l'Argentina presso l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) accusando il Paese sudamericano di applicare restrizioni che danneggiano le importazioni dall'Europa. Il blocco a 27 ha sottolineato allora che il ricorso non è direttamente motivato dalla decisione dell'Argentina di nazionalizzare la compagnia petrolifera Ypf, controllata da Repsol, ma ha definito il caso come indicativo del peggioramento del clima per gli investimenti nel Paese.(LaPresse/AP)

SVIZZERA, ECONOMIA CRESCE DELLO 0,7% IN I TRIM. 2012, BATTE PREVISIONI

31 Maggio 2012


L'economia svizzera è inaspettatamente cresciuta nel primo trimestre del 2012, come riferito oggi dalla segreteria di Stato per gli Affari economici. Il prodotto interno lordo è infatti aumentato dello 0,7% nei primi tre mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2011. Gli economisti avevano previsto una crescita pari a zero nel primo trimestre, poiché l'Unione europea, maggiore partner commerciale della Svizzera, è in difficoltà con disoccupazione e crisi del debito pubblico. Tuttavia, la decisione della scorsa settimana della Banca nazionale svizzera di imporre un tasso di cambio minimo di 1,20 franchi per un euro ha dato una mano agli esportatori. Le esportazioni di merci sono calate solo dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, mentre quelle dei servizi sono aumentate del 2,6%.(LaPresse/AP)

1 - JPMORGAN: FT; RIVEDE DIVISIONE 'INVESTIMENTI SPECIALI' . 2 - JPMORGAN, CEO JAMIE DIMON TESTIMONIERÀ IN SENATO IL 13 GIUGNO

31 Maggio 2012


1 - JPMORGAN: FT; RIVEDE DIVISIONE 'INVESTIMENTI SPECIALI' 
 JPMorgan rivede i controlli sul rischio dopo le perdite per oltre 2 miliardi di dollari. Secondo quanto riporta il Financial Times, la banca dovrebbe ricollocare lo 'special investment group' che dal chief investment office, la divisione responsabile delle perdite, dovrebbe passare sotto il controllo della divisione corporate di JPMorgan. Matt Zames, il numero uno del Cio, avrebbe comunicato il cambio allo staff. Lo 'special investment group' non è coinvolto nelle perdite del cghief investment office ma Zames riterrebbe che la divisione dovrebbe tornare a concentrarsi nell'asset-liability management.(ANSA)


 2 - JPMORGAN, CEO JAMIE DIMON TESTIMONIERÀ IN SENATO IL 13 GIUGNO
Il ceo di JPMorgan, Jamie Dimon, testimonierà davanti alla commissione bancaria del Senato degli Stati Uniti il prossimo 13 giugno e non il 7 giugno come comunicato in un primo momento. Lo ha annunciato il portavoce della commissione, Sean Oblack, spiegando che il 13 era l'unica data possibile nel mese di giugno sia per il ceo che per la commissione stessa. Lo scorso 10 maggio Dimon ha riconosciuto una maxi perdita di JPMorgan da 2 miliardi di dollari sul trading di derivati. (LaPresse/AP)

INTESA SANPAOLO:VICINA USCITA DA ENDEMOL,TRATTA CESSIONE 100MLN CREDITI

31 Maggio 2012


Intesa Sanpaolo si avvicina all'uscita dal Grande Fratello. L'istituto, secondo quanto risulta a Radiocor, sta accelerando nelle trattative per vendere il proprio pacchetto di debito Endemol che ammonta a circa 100 milioni nominali, pari a quasi il 6% del debito complessivo del gruppo olandese. Negli ultimi giorni si sono intensificati i colloqui con i potenziali compratori e il raggiungimento di un accordo potrebbe non essere lontano: in prima fila per acquisire il pacchetto ci sono Cyrte Fund, partecipato dal fondatore del gruppo di format tv John De Mol, e Apollo Investments, attualmente primo creditore di Endemol con oltre il 30% del debito nominale, ma sembra essere della partita anche Goldman Sachs, che insieme a Mediaset e Cyrte entro' nell'azionariato di Endemol nel 2007.

Da gennaio il gruppo olandese ha avviato un processo di ristrutturazione che portera' i creditori nell'azionariato e ridurra' l'indebitamento, ora ben superiore ai 2 miliardi, a 500 milioni. Da quel mo mento molti istituti di credito hanno venduto agli hedge fund la propria esposizione e Intesa Sanpaolo e' rimasta l'ultima banca a mantenere la propria porzione di debito senior. A fine marzo, anche Mediaset aveva ceduto ad Apollo i propri 108 milioni nominali a circa 60 centesimi per ogni euro: secondo operatori di mercato, la trattativa sul pacchetto di Intesa Sanpaolo starebbe vertendo su valori superiori a quelli ottenuti dal gruppo di Cologno Monzese. Al momento Apollo e Cyrte Fund sono i primi creditori del Grande Fratello e quindi dovrebbero essere loro a contendersi il controllo della societa' nel momento in cui sara' formalizzata la conversione del debito in capitale.(Radiocor)

CALCIO, LAURO: "SERVE UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA".

31 Maggio 2012


Il senatore del Pdl esorta lo sport italiano a convocare gli Stati Generali, secondo la proposta del consigliere dell'As Roma, Pippo Marra. "Ritengo assolutamente indispensabile, e per questo chiederò, l'istituzione di una Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla complessiva situazione drammatica in cui versa il mondo del calcio alle prese con l'estendersi dello scandalo scommesse che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più allarmanti. Tutto questo impone una rifondazione morale, organizzativa e societaria del 'pallone' italiano".

Lo dice il senatore Pdl, Raffaele Lauro, all'Adnkronos, anche alla luce delle dichiarazioni del Premier Mario Monti, secondo cui sarebbe il caso di valutare l'eventuale stop del calcio per due o tre anni. Lauro esorta anche "lo sport italiano, Coni e Figc, ad avviare una profonda riflessione e a convocare, al più presto, gli Stati Generali del calcio italiano, secondo la proposta del consigliere dell'As Roma, Pippo Marra, prima che il nostro sport nazionale venga travolto".

Molte le adesioni da parte di esponenti del mondo politico e sportivo. Da Maurizio Paniz deputato Pdl e presidente dello Juventus Club Montecitorio "massima disponibilità a discutere la proposta degli Stati Generali del calcio: si chiamino società, autorità e politici che hanno la responsabilità nel calcio", a Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera: "Può essere un tassello importante per far comprendere che la vera sfida è l'educazione e la cultura dello sport"; passando per Ignazio La Russa, coordinatore Pdl: "D'accordo con la proposta ricca di buon senso".

Giudizi positivi anche da parte del Pd, con Giovanni Lolli, secondo cui "il dialogo è indispensabile e la politica dovrebbe occuparsi seriamente del calcio e non farlo solo quando c'è un incidente o uno scandalo", al Ministro dello Sport, Piero Gnudi che ha legato la proposta anche "al problema della violenza negli stadi". Antonio Di Pietro, dell'Idv, aveva sottoscritto la proposta degli Stati Generali: "Individuare tutti insieme le soluzioni migliori attraverso una Conferenza nazionale che veda in campo tutte le autorità istituzionali e i rappresentanti del mondo dello sport". Anche Giuseppe Consolo, esponente del Fli, ha sottolineato come sia "una mossa centrata".(Adnkronos)

FONSAI: PAOLO LIGRESTI, SU MANLEVA DECIDIAMO DOPO CONCAMBI

31 Maggio 2012


Per decidere sui 'paletti' posti dalla Consob "aspettiamo i concambi": risponde così Paolo Ligresti, interpellato dall'ANSA nei pressi di una delle sedi del gruppo, su quanto intenda fare la famiglia circa la rinuncia alla manleva e l'impegno a non esercitare il diritto di recesso nel riassetto di Fonsai con Unipol.

Secondo quanto viene riferito da fonti vicine al dossier, comunque, non trovano riscontri le ipotesi di stampa secondo le quali ci sarebbero delle posizioni differenti all'interno tra i Ligresti: la decisione sulla rinuncia alla Manleva e l'impegno circa il diritto di recesso, viene spiegato, dovrebbe venir presa in modo unito e unico da parte di tutti e quattro i componenti della famiglia. La Commissione di Borsa la scorsa settimana, nell'esprimersi sull'esenzione per Unipol all'Opa obbligatoria su Premafin, Fonsai e Milano, aveva spiegato che senza la rinuncia degli accordi laterali al contratto di fine gennaio sulla 'Grande Unipol' relativi alla manleva, e nel caso di un esercizio del diritto di recesso da parte dei Ligresti, l'investimento nell'operazione non sarebbe più esclusivamente dedicato al salvataggio, non ci sarebbe un pari trattamento di tutti i soci e non sarebbe quindi possibile dare l'esenzione all'Opa.

La manleva negli accordi siglati tra Premafin e Unipol il 29 maggio era prevista in particolare per tutti gli amministratori e i sindaci del gruppo Ligresti degli ultimi cinque esercizi, ma Consob ha espressamente puntato il dito solo contro la manleva data agli azionisti.(ANSA)
31 Maggio 2012


1 - INPS ESODATI - FORNERO, MINISTRO WELFARE, A FOCUS ECONOMIA SU RADIO 24: "INPS, IMPROVVIDA A FORNIRE CIFRE"
"Improvvide le prime stime dell'Inps. Io dico che è sempre bene evitare di dare cifre sino a quando non si ha la sicurezza che quelle cifre corrispondano effettivamente a categoria alle quali categorie corrispondono persone con nome e cognome che noi vogliamo salvaguardare rispetto all'inasprimento dei redditi" Lo afferma a Focus Economia di Sebastiano Barisoni su Radio 24 il ministro del Welfare, Elsa Fornero, sul numero degli esodati.


3 - ESODATI - FORNERO, MINISTRO WELFARE, A FOCUS ECONOMIA SU RADIO 24:"SUGLI ESODATI ABBIAMO SBAGLIATO. CERCHERO' DI ESSERE MENO PROFESSORALE"
«Sugli esodati abbiamo sbagliato. Non ho mai pensato che i professori non sbagliano mai. Ma per me sarebbe difficile non essere 'professorale' visto che lo sono stata per trent'anni e più. Questa è la mia natura, la mia professione e la cosa che amo». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a Focus Economia di Sebastiano Barisoni su Radio 24. "E' vero con gli esodati abbiamo sbagliato, tutti sbagliamo. Ma una cosa che vorrei ricordare è che quando abbiamo fatto la riforma delle pensioni, l'abbiamo fatta in 20 giorni perché il paese era sull'orlo di un baratro finanziario.

Questo la gente l'ha già dimenticato. Non abbiamo avuto il lusso di un tempo di riflessione più lungo perché altri Governi in precedenza si erano presi il lusso di tempi di gradualismo eccessivi e molto molto lunghi. E noi abbiamo dovuto agire in fretta. Mi hanno dato una cifra sbagliata? Non so, forse. Ma non mi metto subito ad imputare. - conclude il Ministro Fornero a Radio 24 - Dico che è compito del Governo risolvere il problema di quelli che sono più prossimi alla pensione e prendere l'impegno di cercare modalità eque per risolvere il problema di quelli che non sono compresi in questi primi 65.000"

Charles Taylor, il carcere è per sempre

31 Maggio 2012


Una sentenza storica ed esemplare. La condanna di Charles Taylor, presidente della Liberia dal 1997 al 2003, a 50 anni di reclusione, non solo è la prima che sia mai stata emessa dalla giustizia internazionale contro un ex capo di Stato. Il tribunale speciale dell’Aja per la Sierra Leone non ha avuto dubbi nel considerarlo colpevole nonostante non sia stato mai presente nel momento e nel luogo in cui venivano commessi i crimini. È vero, infatti, che Taylor non ha mai messo piede nel paese confinante con quello che lui governava, all’epoca, con pugno di ferro. Ma il suo ruolo di primo piano nel conflitto della Sierra Leone – che tra il 1991 e il 2002 fece più di 50mila morti – è considerato fuori discussione. Omicidi, mutilazioni, violenze sessuali, riduzione in schiavitù di donne e contadini innocenti, reclutamento di bambini soldato. Una sterminata galleria degli orrori che i 110 testimoni chiamati a rispondere dalla corte hanno fatto rivivere per mesi davanti al mondo.

“L’accusato è responsabile di aver aiutato e incoraggiato, così come di aver pianificato, alcuni dei crimini più odiosi della storia dell’umanità”, ha detto con tono solenne il giudice Richard Lussick, originario di Samoa, nell’aula del tribunale speciale a Leidschendam, periferia dell’Aja, mentre Taylor assisteva impassibile, abito scuro e cravatta gialla. “Gli effetti di questi crimini sulle famiglie delle vittime, ma anche sulla società in generale, sono stati devastanti”, ha aggiunto il magistrato, sottolineando che la corte “ha visto numerosi sopravvissuti piangere nel corso delle loro testimonianze”.

Durante il suo mandato presidenziale, Taylor fornì armi ai ribelli del Fronte rivoluzionario unito della Sierra Leone, uno dei principali gruppi impegnati nella guerra civile di quel paese, a cambio di grandi quantità di diamanti. Alcuni vennero anche regalati dall’ex signore della guerra a Naomi Campbell, che è stata chiamata a testimoniare all’Aja nell’agosto di due anni fa. La modella ammise solamente di avere ricevuto qualche “piccola pietra” quando si trovava in Sudafrica perpartecipare a una manifestazione organizzata dalla Fondazione Nelson Mandela. Era il 1997, e Taylor aveva appena stravinto le elezioni in Liberia (con il 75 per cento dei voti) grazie a una campagna basata sul terrore. “Ha ucciso mia madre, ha ucciso mio padre, ma lo voterò comunque”, era l’agghiacciante slogan con cui si presentava alle presidenziali: una strategia che puntava a diffondere nella popolazione la paura di una nuova guerra civile nel caso in cui Taylor fosse uscito sconfitto dal voto.

La testimonianza della “venere nera” fu poi smentita clamorosamente da Mia Farrow: secondo l’attrice, Naomi le raccontò di aver ricevuto dal presidente liberiano un “grosso diamante”. Un gioiello “insanguinato”, come tutti quelli che passarono di mano in questo turpe commercio fatto di violenza, morte, saccheggi e stupri di massa. Armati da Charles Taylor, i ribelli del Ruf erano soliti mutilare braccia alle loro vittime con il machete. Caddero a migliaia, e migliaia furono le persone ridotte in schiavitù per sfruttare le miniere di diamanti. Furono queste vicende a ispirare, nel 2006, il film di Edward Zwick Diamanti di sangue, interpretato da Leonardo Di Caprio e Jennifer Connelly, 5 nomination all’Oscar.

Contro Taylor, oggi 64enne, l’accusa aveva chiesto una condanna a 80 anni di carcere, considerata “proporzionale alla gravità” dei crimini commessi. Il tribunale, respingendo la tesi della difesa secondo cui si voleva trasformare l’imputato in un “capro espiatorio” per il conflitto della Sierra Leone, ha fissato in 50 anni la pena, che verrà scontata in una prigione del Regno Unito.(Alessandro Oppes per "Il Fatto Quotidiano")

Generali, verso cda straordinario per sabato

31 Maggio 2012



Si potrebbe tenere sabato 2 giugno un consiglio di amministrazione straordinario delle Generali. Al momento, secondo quanto appreso da milanofinanza.it, la riunione non sarebbe ancora convocata ufficialmente, ma in queste ore sarebbero in corso contatti tra i grandi soci della compagnia, gran parte dei quali rappresentati in consiglio, proprio per preparare questo appuntamento.

Non essendo formalmente convocato il cda da parte del presidente Gabriele Galateri, non sarebbe dunque nemmeno stato fissato un ordine del giorno. Sembra però che la discussione potrebbe incentrarsi sulla corrente gestione della compagnia affidata al ceo group, Giovanni Perissinotto, e all'amministratore delegato responsabile sui mercati esteri, Sergio Balbinot.

Non è escluso che, se ci fosse una larga convergenza tra i rappresentanti dei grandi soci, a partire da Mediobanca, De Agostini e Caltagirone, nel corso del consiglio possa essere messo in discussione l'operato stesso di Perissinotto.(Andrea Di Biase per "Milano Finanza")


Sisma in Emilia, danni per miliardi E la terra continua a tremare. Nuova scossa nel Modenese di magnitudo 4.0. Quasi 15mila gli sfollati nelle tendopoli, mentre sarebbero più di 100mila le persone anziane in situazioni di disagio o difficoltà

31 Maggio 2012


Sono state 52 le scosse registrate durante la notte nella zona dell'Emilia Romagna colpita in dieci giorni da due violenti sismi, che hanno causato un totale di 24 morti e circa 15.000 sfollati. La scossa più forte a Mirandola, intorno alle 6.20, ha raggiunto una magnitudo di 3.6 gradi ed è stata chiaramente avvertita dalla popolazione. Prime misure del governo: tagli alla spending review, aumenti della benzina e rinvii dei versamenti fiscail.

18:32 Il 4 giugno un minuto di silenzio nei luoghi di lavori

Un minuto di silenzio in tutti i luoghi di lavoro e bandiere sindacali esposte con il segno del lutto per rispetto delle vittime del terremoto in Emilia. E' questa l'indicazione delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil inviata oggi a tutte le strutture locali e di categoria per il 4 giugno prossimo, giornata di lutto nazionale per il sisma.

17:43 Profumo: "Al più presto un piano sulla sicurezza"

"Dobbiamo avviare al più presto un piano sulla sicurezza, in particolare sulla sicurezza sismica". Lo ha detto a Bruxelles il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, riferendosi ai terremoti in Emilia Romagna.

17:16 Nuova scossa nel Modenese

Un nuovo forte terremoto, di magnitudo 4.0 sulla scala Richter, è stato registrato nel Modenese. La scossa è stato sentita anche nel centro storico di Modena. Al momento non si registrano nuovi crolli.

17:13 Accertamenti in corso su sciacallaggio

La procura di Modena ha "chiesto ai carabinieri e alla questura di intensificare i controlli delle abitazioni" lasciate libere da chi si è rifugiato in campi e strutture di accoglienza. Lo ha detto il procuratore capo di Modena, Vito Zincani, sottolineando che "è stato segnalato un caso che ha sollevato molti dubbi. Alcune persone andavano di casa in casa preannunciando l'arrivo di una scossa molto forte. L'episodio - ha aggiunto il procuratore - è avvenuto in provincia di Modena. Queste persone sono state fermate e identificate".

16:22 Inchiesta crolli, ancora nessun indagato

Non c'è ancora alcun indagato nell'inchiesta avviata dalla procura di Modena per omicidio colposo e lesioni colpose sui crolli causati dal terremoto nel Modenese, che hanno provocato la morte di diversi operai al lavoro. "Faremo un accertamento documentale sui manufatti crollati e in cui vi sono state vittime e stiamo cercando di verificare se siano necessarie o meno le autopsie sui corpi", ha spiegato il procuratore capo Vito Zincani.

15:24 Beni culturali, ripresi i sopralluoghi

15:13 Danni per miliardi. Cancellieri: stime in evoluzione

13:34 Scossa di magnitudo 3.2

13:29 Miur: "Anno scolastico valido anche sotto i 200 giorni di lezione"

12:46 Sciacallaggio, tre arresti a Mirandola

12:32 Dalla notte altre 77 scosse

12:02 Centomila gli anziani in difficoltà

11:58 Zone industriali inaccessibili per verifiche

10:55 Visco: "Bankitalia non farà mancare il suo contributo"

10:49 Clini: "15 anni per mettere in sicurezza il suolo"

"Ho cominciato a parlare di un piano nazionale per la sicurezza del territorio non appena mi sono insediato. Un piano che duri quello che deve durare ma almeno 15 anni''. Queste le parole del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, spiegando come si tratti "di una priorità, di una grande infrastruttura per il nostro Paese", di cui "l'evento sismico di questi giorni ha richiamato la necessità".(da "Tdcom24")

Israel returns 91 Palestinian bodies; military ceremony held

31 Maggio 2012


In what has been described as a humanitarian gesture, the Israeli government on Thursday handed over the remains of 91 Palestinians killed in attacks against Israeli targets over the past four decades.

The remains, which had been interred in numbered graves by Israel, began arriving in the West Bank and Gaza early Thursday, the Palestinian Authority-controlled WAFA news agency reported.

The remains of 79 Palestinians were delivered to the seat of the Palestinian government in Ramallah, West Bank, where Palestinian Authority President Mahmoud Abbas presided over an official military ceremony.

The 79 caskets, wrapped with the Palestinian flag, were carried by the Palestinian presidential guard into the main square of the presidential compound. Abbas, family members of those killed and other honorees stood by as 21-gun salutes were fired.

Abbas laid a wreath on the caskets, and a formal prayer was given by the former mufti of Jerusalem, Sheikh Mohammed Hussein. The ceremony was broadcast on Palestinian television.

The remaining 12 bodies were to be delivered to families in Gaza.

Among the returned will be the remains of seven Palestinians involved in a 1975 attack against The Savoy hotel in Tel Aviv. Those remains, along with some that are unidentified, will be buried in the Ramallah military cemetery.

Some families were demanding DNA testing to verify the identities of the remains.

The return of the remains was meant as a "confidence-building measure to help get the peace process back on track." said Mark Regev, an Israeli government spokesman.

"Israel is ready for the immediate resumption of peace talks without any preconditions whatsoever," he said in a statement.

The return was harshly criticized by some in Israel, who compared it to last year's exchange of hundreds of Palestinian prisoners for the release of Israeli soldier Gilad Shalit. Hamas and other Palestinian militant groups on the Gaza border captured Shalit in 2006.

Meir Indor, chairman of Almagor, the Israeli association of terror victims, told CNN that releasing the remains would only serve "for the continuation (of) terror."

"Beyond our personal feelings, it is devastating to see the hard murderers that were released last year under the Shalit deal becoming a building block in the Palestinian campaign of propaganda and (being) glorified as freedom fighters," Indor said.

"The Palestinian society must show disapproval of their actions. This is another stage in the making of terrorist theology."

Most Israelis consider the remains to be those of terrorists, but many Palestinians view the men as martyrs in the decades-old struggle to establish a Palestinian state.

Fatima Abdul Karim of the Jerusalem Legal Aid and Human Rights Center, which helps Palestinian family members find missing relatives, called it "a very special and historic moment."

While the release of the remains is good news, she noted that hundreds of Palestinians remain missing.
"It is a success, but that is not the end of the story," Abdul Karim said. "There are stories that are still being unraveled."

Mohammad Shtayyeh, a member of the Palestine Liberation Organization's central committee and a senior Palestinian negotiator, noted in comments to CNN that although 91 sets of remains were received, "we did not receive all of them, and it is with great bitterness that we received their remains."

He said many Palestinians were hoping prisoners still alive in Israeli jails would also be released.
"To keep human bodies in cemeteries ... in graves that (have) no names," only numbers, he said, "just shows how ugly the Israeli occupation is."

Ahmad al-Bouz was shocked and surprised to learn the remains of his brother Nasser were being returned by Israel. For 23 years, the family has not known what happened to him.

"All these years, we believed he was missing," al-Bouz said. "We have consulted every human rights organization, but to no avail." He said his family asked the Israeli government about his brother in the past, but was told no information was available.

He said his family is still seeking information and will examine the body and conduct DNA testing on the remains.

Ghazi Jarwan, the father of a Palestinian militant killed while participating in a 2003 Tel Aviv attack that killed five Israelis, described the return of his son's remains as cause for celebration.

"I am happy, because I am proud of my son and consider this a national wedding for my son," he said.(Kevin Flower e Kareem Khadder per "CNN")

Manhunt now global for suspect in Canada dismemberment case

31 Maggio 2012


Authorities launched an international manhunt Thursday for a Canadian man suspected of dismembering an acquaintance and mailing body parts to political party headquarters.

Canadian police believe Luka Rocco Magnotta, 29, who was born as Eric Clinton Newman and also uses the alias Vladimir Romanov, has fled the country, prompting Interpol, the global police agency, to add his name to its most wanted list.
The self-described porn star posting a video of the killing and dismemberment online.

"We believe he filmed himself," said Montreal police Commander Ian Lafreniere. "It's gross."

"This is a very deranged person," he said. "He is looking for attention and he got it but not in a positive way."
Magnotta knew the victim, whom Lafreniere said he could not identify. He said the headless body was too mutilated to make any immediate identification.

Magnotta had no prior police record but his name and photos were all over the Internet. Animal rights activists accused him of being a serial kitten killer and launched a campaign to find him.

Magnotta had what appears to be his own website, on which he says he was the victim of cyberstalkers.
Lafreniere said police found evidence suggesting he had fled Canada. He once wrote online about how to disappear after committing a crime.

Police have reason to believe he might have gone to eastern Europe, given his Russian alias and writings on his Web page. Lefreniere said there was a possibility he might have re-entered Canada under another name. He said Magnotta was good at disguising himself.

Police were first alerted to the grisly act when a severed foot in a package arrived by mail at Conservative Party headquarters in Ottawa. Police Sgt. Steve Hodgsontold reporters that staffers had begun to open the package before calling police.
"The odor coming from the package was just horrible, and I'm sure many of us will never forget it," Conservative Party spokesman Fred Delorey told Canada's CBC news.

A severed hand turned up the same day at a postal distribution center, where it was intercepted. It was addressed to the Liberal Party.

On Wednesday, a third body part -- a torso -- turned up behind a Montreal apartment building, where the suspect was a tenant. It had been stuffed into a suitcase. The foot and hand belong to the same victim, Lafreniere said, and police believe the torso does as well.
"We are still missing pieces of this puzzle in terms of body parts," he said.

Two people associated with the beige brick apartment building where Magnotta lived noticed the suitcase outside the building.

"I had my eye on it, because it looked like a nice suitcase," resident Richard Payette told CBC. But something about it struck him has odd.

Later, a janitor made the shocking discovery, and police were alerted.

Arriving officers cordoned off the area. The scene inside the apartment was no less disturbing.

"I've been a police officer for more than 20 years now, and I met officers that were doing an investigation for more than 30 years, and they said they never saw a scene like that," Lafreniere said.

Dried blood stained the table, the bed, the bathtub and the refrigerator of apartment 208.

Police say they have found a video online of Magnotta committing the murder in Montreal.

His image and information related to him were later recovered from a "very graphic" website, Lafreniere said. At least one of the websites examined by authorities was pornographic.

Magnotta also was notorious among animal rights activists who pegged him as a serial kitten killer who used the carcasses in sexual acts.

He was dubbed the "Vacuum Kitten Killer" by a Facebook group started in December 2010 to track down the man responsible for posting a video on YouTube of the kitten deaths.

"We are patiently waiting for more information on the case and have faith in the Montreal Police," the website said Thursday.

"Members of this group have spent over a year searching for this individual, who we believe is also responsible for several videos where animals were killed. Information gathered by group members was passed onto the authorities in Canada, and we were informed that they were actively working on locating the person seen in the videos hurting animals."

Lafreniere said police were aware of the animal allegations.

On what appears to be his own website, Magnotta defended himself as a victim of cyberstalking.

"Once and for all I will set the record straight," he wrote. "Many hoax websites are created using my image and name, posing as me to seem more believable in respect to the type of audience these website (sic) have, I feel I don't need to list them specifically but people need not be told, not to believe what they read and to take it as fact."

The website has writing in Arabic and Russian and images of Magnotta, half naked and with lips pouted.
Several Canadian newspapers also reported that Magnotta had dated notorious Canadian killer Karla Homolka. Lafreniere said he could not confirm any links and that she was not part of the investigation.
Police described him as being 5 feet 8 inches tall and about 135 pounds with black hair and blue eyes.

They said they are asking the public for help in finding Magnotta, after a "coast-to-coast" warrant was issued for his arrest. Police say they plan to charge him with murder once he's apprehended.
"We need to bring him to justice," Lafreniere said.(Ben Brumfield e Moni Basu per "CNN")

Pakistani Taliban vows to kill bin Laden doctor

31 Maggio 2012


Islamabad, Pakistan -- The Pakistani Taliban vowed on Thursday to kill Shakeel Afridi, the jailed Pakistani doctor accused of helping the CIA in the search for Osama bin Laden, a spokesman for the militant group told CNN.

"We will cut him into pieces when we find him," Pakistani Taliban spokesman Ehsanullah Ehsan told CNN by phone. "He spied for the U.S. to hunt down our hero Osama bin Laden."

Pakistani officials say Afridi is being held in a prison in the city of Peshawar in northwest Pakistan.
Last week a court in Pakistan's tribal region sentenced Afridi to 33 years in prison but a copy of the court order obtained by CNN shows Afridi was sentenced for alleged connections to the militant group Lashkar-e-Islam, not for helping Americans in the search for bin Laden.

Even so, the Pakistani Taliban says Afridi is the number-one target on its hit list.

On Wednesday the jailed doctor's brother told CNN he fears for Afridi's safety and called on the United States to help set him free.

"These allegations are false. They're baseless," said Jamil Afridi.

"My brother didn't do anything against Pakistan. If he helped the U.S., it was for the benefit of Pakistan. The American government should help us in any way it can."
Officials had told CNN Shekeel Afridi was charged with treason for spying for the United States. He was accused of helping the CIA locate bin Laden in his compound in Abbottabad through a fake vaccination campaign.

Bin Laden was killed in the subsequent U.S. raid on the compound in May last year.

At least one legal analyst said Afridi's sentence is a sham.

Islamabad-based lawyer Shahzad Akbar questioned the legitimacy of the court proceedings, since the punishment was handed down by a tribal court in Khyber even though the alleged offense occurred in Abbottabad.

The Afridi verdict sparked anger in the United States and further strained relations between Washington and Islamabad. The tensions surfaced as Congress debated aid to Pakistan in several bills.

In the National Defense Authorization Act, senators agreed last week to withhold Pakistan's part of a $1.75 billion aid package because of outrage over Afridi's case and the continued blockade of NATO supply routes into and out of Afghanistan.

Another bill in the Senate Appropriations Committee withheld $33 million in aid to Pakistan for similar reasons.

Pakistani Interior Minister Rehman Malik has said cutting aid is a U.S. prerogative, but added: "I think the U.S. should not forget we are a victim in this war on terror and we're suffering for the international community, too."( Reza Sayah per "CNN")

Is Syria becoming the new Iraq?

31 Maggio 2012


For four decades, consecutive generations of the Assad family -- Bashar al-Assad succeeded his father as Syrian president in 2000 -- have interfered in Lebanon to the west, and Iraq to the east. Syrian agents assassinated rivals and pumped in fighters.

Now, the irony is that with every passing week, Syria increasingly resembles its war-torn neighbors. The government is hemorrhaging cash, Damascus is scarred with suicide bombings, and sectarian enmities are worse than ever. Syria is a lot better off than Lebanon in 1975 or Iraq in 2007, but it might not stay that way.

What makes Syria particularly volatile is its complex sectarian and ethnic makeup. Sunni Muslims comprise three-quarters of Syria's 22 million people. Christians make up another tenth, and the Druze a few percent. But it's the Alawite sect of the Assad family -- a syncretic offshoot of Shia Islam -- that, despite being only 12 percent of the population, has dominated the state since the 1960s.

It's reported that 70% of Syria's full-time soldiers, 80% of officers, and the entirety of some elite units, are Alawite. The Shabiha (from the Arabic for "ghosts"), locally recruited Alawite militias, have also been crucial over the last year. Shabiha from neighboring villages -- allegedly with "Shia slogans" on the foreheads -- were likely responsible for last week's Houla massacre.

But the sectarian dimension to the conflict should not be overstated. Many poor, rural Alawite people are not enamored with the government, and the urban Sunni trading classes have been important to the regime's survival.

Yet, there is a parallel here to the civil war that tore through Iraq after the U.S.-led invasion of 2003. There, the end of Saddam Hussein's Sunni-minority government paved the way to Shia majority rule. In some parts of Baghdad, that meant ethnic cleansing of entire Sunni neighborhoods. Naturally, minorities -- and Alawites in particular -- fear the retribution they could face in a post-Assad government.

These fears are not illusory. One Sunni man in Houla, seething at the massacre, told a journalist: "We will kill their men, women and children as they killed our men, women and children." Although much of the insurgents' anger is directed at individual villages and families, rather than the entire Alawite sect, that situation could change quickly.

The government has sought to exploit these fears by presenting itself as the guarantor of minority rights in the face of an Arab-fuelled Sunni fundamentalist onslaught.
And it is true that both Sunni fundamentalists, including al Qaeda, and Sunni-majority Arab powers, like Saudi Arabia and Qatar, have come out strongly against al-Assad's regime, for both strategic and ideological reasons.

For the Arabs, Assad's regime is seen as Iran's tool in the Arab world and its means of supporting the Lebanese Shia militant group Hezbollah. A senior commander in Iran's Revolutionary Guards admitted this week that Iranian forces were helping Syria in its crackdown. Hezbollah, which has longstanding ties to Damascus, has also supported Assad although there's little evidence that it's offering meaningful help on the ground.

Saudi Arabia and Qatar, in turn, are likely sending arms and assistance to the Syrian rebels. This proxy war between Sunni and Shia powers exacerbates the sectarian tensions.

For al Qaeda, this is a chance to make up for its mistakes in Iraq, where its orgy of violence became hugely unpopular. This is their chance to join a fight against President al-Assad's self-described "secular" government, exploit their supply lines across the border with Iraq, and build up strength and credibility on the ground. In the last month, a new jihadist organization called Jabhat al-Nusra has claimed responsibility for several suicide bombings this year.

Regardless of their intention, the overall effect of these bombings is to solidify minority support for the Assad government, deter foreign intervention (who would put their troops at risk?), and tarnish the opposition as terrorists. However, it is important to understand that jihadists make up only a small fraction of the opposition, and will have highly limited political appeal. If foreign boots were present on Syrian soil, however, this would quickly change.

Finally, as in Iraq, the Syrian conflict is spilling over. Refugees are flooding into Turkey. Gun battles are occurring on the streets of Beirut between what are perceived as anti-Assad Sunni, and pro-Assad Shia factions. Lebanon's northern borderlands are turning into smuggling routes for Syrian rebels. If Arab states use Jordan as a conduit for assistance, that could have a destabilising effect to the south too.

Syria is not sliding towards a civil war -- it is in the midst of one. There is little international appetite for a military intervention, although this could change if, say, Syria's chemical weapons are displaced or -- worse -- used. In the medium-term, there will be more massacres and more suicide bombings. That will sharpen the grievances of the largely Sunni opposition, strengthen extremists, and amplify the fears of Alawites and Christians fearful of regime change. As in Iraq and Lebanon, such a trajectory would leave Syria's society and politics with permanent scars.(Shashank Joshi per "CNN")


Syria: Regime not responsible for Houla massacre

31 Maggio 2012


A government investigation determined that security forces had nothing to do with the Houla massacre and blamed the act on terrorists, Syrian officials said Thursday.

The massacre, which left more than 100 people dead last weekend, sparked outrage across the globe and prompted loud calls for action against the Bashar al-Assad regime.

But Syria attributed the latest violence to "armed terrorist groups," the vague entities that the regime has blamed all along for violence during the nearly 15 months of unrest.

The government investigation said about 600 to 800 armed people gathered after Friday prayers at two main points and committed the crimes. Some of the attackers hailed from the Houla area, it said.
Attackers used firearms and sharp objects to kill at close range, it said.

The "martyrs" are from peaceful families that have never agreed to stand against the government and nation. This explains why the "armed terrorist groups" attacked the families and the town, one of the officials said, speaking on state-run TV.

Politicians across the world, opposition leaders and Syrian citizens blame the regime, citing witness accounts that pro-government forces were responsible for the Houla bloodshed. They say government forces have been responsible for violence in Syria since March 2011.

The massacre spurred concerted diplomatic action this week. The United States, Netherlands, Australia, Britain, France, Germany, Italy, Japan, Spain, Bulgaria, Turkey and Canada announced that they are expelling Syrian diplomats.

Susan Rice, the U.S. ambassador to the United Nations, said the massacre was carried out by Shabiha militias or local gangs acting on behalf of the regime.

Survivors told Human Rights Watch that the army shelled the area and "armed men, dressed in military clothes, attacked homes on the outskirts of town and executed entire families."

Sectarian tensions have been high in Houla, which is overwhelmingly Sunni and is surrounded by Alawite and Shiite villages. The regime is dominated by Alawites.

Syria has repeatedly denied involvement but promised the investigation.

The government report comes as U.S. Secretary of State Hillary Clinton ramped up pressure on Russia Thursday, saying the Kremlin has been an obstacle to forging peace in Syria.

"I think they are, in effect, propping up the regime at a time when we should be working for transition," Clinton told reporters in Denmark on Thursday.

The United States and Russia have been among the world powers involved in looking for solutions to the 15 months of persistent violence in Syria. The violence has left thousands dead, with death estimates ranging from more than 9,000 to more than 14,000.

Along with other world powers, the United States is focused on supporting U.N. and Arab League envoy Kofi Annan's six-point peace plan. The administration is hoping Russia can persuade Syrian President Bashar al-Assad to adhere to the plan and keep the country from deteriorating into more warfare.

The Syrian regime said it supported the Annan plan, which includes a cease-fire. But so far, according to the secretary of state, the Syrian regime has failed to abide by every point in the initiative.

"The Russians keep telling us they want to do everything they can to avoid a civil war because they believe the violence will be catastrophic" and they have likened the situation to the "equivalent of a very large Lebanese civil war," Clinton said.

"They're just vociferous in their claim that they are providing a stabilizing influence," she said. "I reject that."
Clinton urged leaders in Syrian society and the military to use their influence to avoid a full-blown civil war.

"We're also aware that there is still a fear among many elements of the Syrian society and the Syrian government, that as bad as the Assad regime is, it could get worse," she said. "And we therefore continue to call upon the business leadership, the religious leadership, the military leadership, those voices within the government that know what is going on is leading to the very outcome they fear most -- which is a sectarian civil war -- to stand up now and call a halt to further support for this regime."

Clinton said the world regards the Houla massacre "with horror" and "those responsible must be held to account."
"We're nowhere near putting together any kind of coalition other than to alleviate the suffering which we are all contributing to, but we are working very hard to focus the efforts of those, who like Denmark or the United States, are appalled by what we see going on, to perhaps win over those who still support the regime inside and outside of Syria to see what options are available to us."

U.N. Secretary-General Ban Ki-moon referenced the Houla incident on Thursday in Istanbul, Turkey, saying "the massacre of civilians of the sort seen last weekend could plunge Syria into a catastrophic civil war -- a civil war from which the country would never recover."

"I demand that the government of Syria act on its commitments under the Annan peace plan," he said. "A united international community demands that the Syrian government act on its responsibilities to its people."

Russia and China have been more receptive to the Syrian government during the crisis, and have blocked tough action against the Assad regime in the U.N. Security Council.

Russian Foreign Minister Sergey Lavrov said earlier this week that "certain countries" were attempting to use the Houla massacre as a "pretext" for a military operation against al-Assad's forces, which have been partly armed by Russia, Russia's RIA Novosti reported.

Lavrov also accused the head of the opposition Syrian National Council of attempting to "incite a civil war." The government also said proposals by Western powers to arm rebels would "prolong the conflict."

Since the conflict began, the government has blamed the violence against civilians on armed terrorist groups. But opposition groups and citizens have said the government has fomented the discord.

Violence continued in Syria on Thursday, with at least 27 people killed in the country, the Local Coordination Committees of Syria said. Syrian forces shelled Houla again early Thursday.

CNN cannot confirm death tolls or reports of violence from Syria because the government limits access to the country by foreign journalists.

Syrian opposition fighters issued the government a Friday afternoon deadline to cease-fire, pull out troops from residential areas and allow humanitarian aid.

The Free Syrian Army, mainly comprised of military defectors, did not say what would happen if the government fails to comply.

"Our national, moral and humanitarian duty make it necessary for us to defend and protect our civilians and their cities, towns, blood and dignity," the group said in a statement.

The ultimatum lists a series of demands in a peace plan implemented last month and brokered by Annan.
"Immediately halting gunfire and all violence, pulling out all the troops, tanks and machinery from residential areas, allowing humanitarian aid to reach all stricken areas, releasing all prisoners and allowing media access," said Col. Qasim Saad Eddine, the group's spokesman.

Eddine also called for freedom to demonstrate, an end to attacks on U.N. monitors in the nation and a dialogue on power handover.

Meanwhile, Syrian authorities freed 500 prisoners arrested for their alleged involvement in the 15-month uprising against the government, state TV reported Thursday. No more information was immediately available.(da "CNN")

IL TRIBUNALE DEL RIESAME CONFERMA I DOMICILIARI ALLA MOGLIE: “PERICOLO DI FUGA IN CANADA CON LE SOMME DEPREDATE IN ITALIA” - “LUSI HA RUBATO 23 MILIONI ALLA MARGHERITA, 80MILA EURO SOLO PER UNA SETTIMANA ALLE BAHAMAS. MA CI SONO ALTRI 50 MLN DI CUI NON SI CONOSCE LA DESTINAZIONE” - “RUTELLI, BIANCO E BOCCI: INCAUTA FIDUCIA” - LUSI AVEVA DEPOSITATO UNA MEMORIA AL SENATO IN CUI SI DICE PERSEGUITATO DAI PM, E IL PDL HA RINVIATO LA DECISIONE PER FAR ROSOLARE IL CENTROSINISTRA…

31 Maggio 2012


1 - LUSI: RIESAME ROMA,PER MOGLIE SENATORE CONCRETO PERICOLO FUGA
(ANSA) - Concreto pericolo di fuga in Canada. Per questo motivo i giudici del tribunale del Riesame di Roma hanno confermato gli arresti domiciliari per Giovanna Petricone, moglie dell'ex tesoriere della Margherita, Luigi Luisi. Nelle motivazioni i giudici ricordano che la donna, accusata di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita, ha vissuto "in Canada fino all'età di 38 anni e nel paese nordamericano risiedono ancora i suoi familiari".

Nel suo caso "il pericolo di fuga assume una connotazione assai seria" perché in Canada la donna può contare su "una base logistica", tanto che, "per consolidare la sua posizione in tale nazione, ha deciso di acquistare per quasi due milioni di dollari canadesi, la prestigiosa residenza di Toronto, in fase di ultimazione". I giudici, inoltre, nel motivare la decisione affermano che non ha importanza la decisione dei coniugi Lusi di iscrivere la figlia, "nata in Canada", il prossimo anno in un liceo di Roma " avendo concluso il ciclo di scuole medie inferiori, e che sempre a Roma l'indagata abbia un avviato studio di medicina chiropratica con un'agenda piena di appuntamenti, come hanno sottolineato i suoi difensori".

Stando ai giudici del riesame, "l'Italia per la Petricone è stata occasione di un arricchimento impensabile in Canada (sia per l'estrema rapidità dei tempi d'accumulo sia per l'ingentissima somma depredata), ma il Paese di elezione è rimasto per lei lo stesso Canada, tanto da investire appunto in tale nazione, in vista di un futuro definitivo trasferimento nel posto in cui evidentemente ha mantenuto le sue vere radici".


2 - RIESAME, SPARITI ALTRI 50 MILIONI DI EURO  
(ANSA) - "Mancano all'appello altri 50 milioni di euro di cui non si conosce la destinazione finale". Lo afferma il tribunale del Riesame nel provvedimento con cui ha confermato gli arresti domiciliari per Giovanna Petricone, moglie dell'ex tesoriere Dl, Luigi Luisi. "La depredazione non era di soli 12 milioni di euro ma di circa 23, anche se mancano all'appello altri 50 milioni di euro di cui non si conosce la destinazione finale, posto che in quattro anni il patrimonio della Margherita é sceso da 88 milioni di euro a soli 15 milioni", affermano i giudici del Riesame nelle motivazioni.


 3 - LUSI:RIESAME, SPESI 80 MILA EURO PER VACANZA BAHAMAS 
(ANSA) - Nelle motivazioni con cui il Tribuinale del Riesame conferma i domiciliari per Giovanna Petricone sono elencate anche una serie di spese "a dir poco insensate" messe in atto da Lusi. In particolare si citano cene o pranzi da 2 mila euro che avevano "cadenze mensili e talvolta quindicinale". Lusi, inoltre, ha speso circa 80 mila euro per una vacanza (dal 22 al 28 aprile del 2011) presso un resort alle Bahamas e 2.600 euro per una sola notte al Ritz Carlton di Londra il 29 marzo del 2011.

I giudici tra le cene citano quella al ristorante Mauro del 13 ottobre del 2006, nonché quella al ristorante La Rosetta del 9 novembre dello stesso anno. Nel provvedimento, inoltre, il Riesame afferma che "non risulta inizialmente che Lusi mirasse al totale svuotamento delle casse del partito, la cui cifra complessiva era ingentissima: circa 88 milioni di euro, di cui 80 quale rimborso elettorale ed i rimanenti 8 quali contribuiti degli iscritti in altre voci".

Per i giudici di Roma, l'ex tesoriere puntava, in primo luogo, ad una "predazione di minore entità, piùfacile da attuare senza essere scoperto e solo successivamente -si legge nel provvedimento -una volta sperimentata la 'tenuta' del sistema predatorio, potrebbe ave deciso di andare ancora avanti nell'attività delittuosa". Un meccanismo per il quale Lusi poteva contare su "un gruppo permanente di sodali che per ben quattro anni gli garantisse una costante disponibilità a violare le leggi" secondo un "programma d'azione tutto da definire, essendo chiaro soltanto che l'arricchimento di Lusi avrebbe comportato una parallela garanzia per il futuro di tutti i componenti dell'associazione".


4 - LUSI: RIESAME, DA RUTELLI,BOCCI E BIANCO INCAUTA FIDUCIA  
(ANSA) - "Luigi Lusi si è trovato a poter maneggiare indisturbato una ingentissima quantità di denaro, posto che il Rutelli, il Bocci ed il Bianco (cioè coloro che, per un verso o per l'altro, avrebbero avuto titolo ed esercitare un qualche controllo su di lui) avevano riposto in lui massima fiducia, così come l'avevano (incautamente) riposta anche nei due commercialisti amici del Lusi". Lo affermano i giudici del Riesame di Roma.

 "Ogni decisione sul da farsi (e dunque sul quando terminare l'azione di dissanguamento) è stata dunque rimessa all'esame del diverso atteggiarsi della congiuntura politica", si legge nelle motivazioni del provvedimento con cui hanno respinto l'istanza di remissione in libertà di Giovanna Petricone, moglie dell'ex tesoriere della Margherita.


 5 - NUOVA MEMORIA EX TESORIERE; VOTO RINVIATO AL 12/6 TRA POLEMICHE
L'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, torna ad attaccare a testa bassa i vertici del suo ex partito. E in una seconda memoria difensiva, distribuita oggi ai componenti della Giunta per le Autorizzazioni del Senato, si leva non pochi sassolini dalle scarpe. Prima di tutto dichiara con forza come contro di lui ci sia solo 'fumus persecutionis'. Poi cerca di dimostrare come le "dichiarazioni pubbliche" di Francesco Rutelli siano state una "grave ingerenza nelle valutazioni" di Pm e Gip e come quest'ultimo abbia confermato l'esigenza di una custodia cautelare nei suoi confronti individuando il 'concreto pericolo' solo sulla base di "notizie stampa".

L'ex 'boy scout', quindi, spara a zero contro il coinvolgimento dei 2 ex commercialisti della Margherita, Mario Montecchia e Giovanni Sebastio, per i quali, prima, erano stati disposti gli arresti domiciliari e, ora, solo l'obbligo di firma. Ed è proprio la 'derubricazione' della misura cautelare che fa infuriare Lusi perché sarebbe la dimostrazione di come i due siano stati coinvolti solo per poter "strumentalmente configurare" a suo carico l'ipotesi di "reato associativo": una delle ragioni alla base della richiesta d'arresto. Secondo Lusi, infatti, non esisterebbero né rischio di inquinamento delle prove, né pericolo di fuga o di reiterazione del reato visto che lui, tra l'altro, si è subito dimesso dal ruolo di tesoriere e si è "presentato spontaneamente" ai magistrati.

 In più, ricorda di come i due professionisti abbiano sempre sostenuto che i vertici del partito non potevano non sapere sia della società di Lusi 'TTT' sia dei flussi di denaro all'interno della Margherita. Tutte accuse che la Margherita smentisce in una nota nella quale spiega come siano "i fatti ad inchiodare Lusi alle sue responsabilità" ormai "acclarate". Ma il senatore insiste anche su un altro punto: l' interrogatorio della sua segretaria Francesca Fiore che gli darebbe ragione su tutta la linea. Il 24 maggio scorso, ricorda Lusi, la Fiore avrebbe consegnato agli inquirenti una "chiavetta Usb con un prospetto contabile dimostrativo delle spese per gli anni 2009-2012 contenente spese e costi erogati dalla Margherita".

Documentazione questa che lui definisce di "particolare rilievo" anche in riferimento al pericolo d' inquinamento delle prove "pretestuosamente prospettato a suo carico". Ma che confermerebbe come i finanziamenti "erogati dalla Margherità nel 2009-2012, pubblicamente e reiteratamente negati", siano in realtà un "fatto certo e dimostrato".

La riunione della Giunta, nella quale si sarebbe dovuto decidere sull'arresto di Lusi, sembra sia stata "di fuoco". Lo scontro più acceso, raccontano alcuni partecipanti, sarebbe stato tra Francesco Sanna (Pd) e il relatore Giuseppe Saro (Pdl) proprio sulla richiesta del Pdl di rinviare il voto. I pidiellini infatti vogliono più tempo, non solo per leggere la nuova memoria di Lusi, ma anche per acquisire agli atti le dichiarazioni della Fiore e per capire perché ai commercialisti siano stati revocati gli arresti domiciliari in cambio dell' obbligo di firma.

Saro e altri nel centrodestra vogliono sapere se ci sia stata una derubricazione o meno del reato associativo: fatto non secondario ai fini della decisione sull'arresto. E Saro aveva chiesto che il voto slittasse al 5 e non al 12 giugno per farlo capitare, si dice nel centrosinistra, "insieme al voto in Aula sul caso di Sergio De Gregorio": il senatore coinvolto nell'inchiesta sui fondi pubblici versati a 'L'Avantì di Valter Lavitola. Follini e altri, a questo punto, avrebbero insistito sul 12/6 con un'avvertenza: "Il 12 si vota e basta non si accetteranno altre manovre dilatorie". La voce che circola con insistenza ora, è che nel Pdl si starebbe cercando di tenere il più possibile aperta la questione per far arrivare "più fango possibile sul centrosinistra". In cambio: l'Aula potrebbe ancora 'salvarlo'. Per chiedere il voto segreto bastano 20 senatori.



6 - LUSI: MARGHERITA, FATTI LO INCHIODANO A SUE RESPONSABILITA'
(ANSA) - "Più delle molte dichiarazioni, vanamente contraddittorie, rilasciate da Lusi, valgono i fatti. E i fatti inchiodano Lusi alle sue responsabilità ormai acclarate. Sono stati accertati dalle autorità competenti con i tre successivi livelli di accertamento e decisione: dalla Procura della Repubblica, dal Giudice delle Indagini preliminari e dal Tribunale del riesame". E' quanto si legge in una nota dell'Ufficio Stampa della Margherita a proposito di quanto sostenuto da Lusi nella sua nuova memoria difensiva.