yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: luglio 2012

video

Loading...

martedì 31 luglio 2012

Finmeccanica, aumenta (+11%) l'indebitamento

31 Luglio 2012


Aumentano i debiti di Finmeccanica. Nei dati al 30 giugno, che vengono presentati oggi all'esame del cda, emerge un indebitamento finanziario netto di 4.656 milioni di euro per il gruppo dell'aerospazio e difesa. Una crescita di 467 milioni (+11%) rispetto al 30 giugno 2011.

Ma c'è un aumento dei debiti anche rispetto al 31 marzo scorso (4.515 milioni) e a fine 2011 (3.443 milioni). I debiti hanno raggiunto il livello del patrimonio netto consolidato, un campanello di allarme.

La relazione sui conti semestrali, secondo indiscrezioni ottenute da fonti autorevoli, dichiara un calo del 5% dei ricavi (pari a 8.027 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2011, e un +4% dell'utile operativo rettificato prima dell'ammortamento dell'avviamento e di oneri o proventi straordinari (Ebita adjusted), pari a 459 milioni.

Il risultato netto prima della quota terzi esprime un utile di 70 milioni, rispetto ai 456 milioni della prima metà del 2011. Quel dato beneficiava della plusvalenza di 443 milioni per la vendita del 45% di Ansaldo Energia al fondo americano First Reserve. Se si esclude tale plusvalenza, Finmeccanica calcola l'utile semestrale del 2011 in 13 milioni di euro, prima della quota di terzi, quindi nel confronto omogeneo quest'anno c'è un miglioramento dell'utile netto di 57 milioni.

Questo è conseguenza anche dell'alleggerimento di oneri dovuto alla maxipulizia nei conti fatta dal presidente e ad Giuseppe Orsi nel bilancio 2011, il primo della sua gestione (oltre 3 miliardi di oneri eccezionali e straordinari), chiuso con una perdita netta di 2.345 milioni. Una zavorra caricata sul bilancio 2011, addebitata al predecessore Pier Francesco Guarguaglini, che consente a Orsi di marciare più leggero: basta pensare che sono stati addebitati a un solo bilancio, il 2011, 753 milioni per oneri di Alenia tra cui quelli stimati sulla produzione di parti dell'aereo Boeing 787 fino al 2022.

Nel confronto senza la plusvalenza dell'energia, nel primo semestre di quest'anno ci sono 35 milioni in meno di costi di ristrutturazione e 15 milioni in meno di imposte. Ci sono peraltro 12 milioni in più di oneri finanziari netti (219 milioni in totale), per l'aumento del debito.

Gli ordini del semestre sono stabili a 7.678 milioni (+1%), il flusso di cassa operativo (Focf) è negativo per 1.208 milioni (-2%). I debiti sono il punto più sensibile per il gruppo guidato da Orsi, alle prese con un controverso piano industriale che prevede anche dismissioni, con l'obiettivo di incassare un miliardo entro quest'anno.

Ci sono trattative per cedere il 55% di Ansaldo Energia alla tedesca Siemens, la soluzione preferita da Orsi che intende concentrare il gruppo su elicotteri (il settore da cui proviene), aeronautica ed elettronica della difesa. In alternativa alla completa dismissione dell'Energia, che toglierebbe all'Italia un altro pezzo d'industria, in un paese ormai privo di grandi gruppi eccetto gli ex monopoli pubblici dell'energia, è sul tavolo anche l'ipotesi che Finmeccanica mantenga un presidio del 15-20% nel gruppo genovese e ci sia l'intervento dello Stato, attraverso il Fondo strategico della Cdp, che potrebbe rilevare il 30-40% di Ansaldo. Il progetto è stato avviato dal direttore generale di Finmeccanica, Alessandro Pansa, che è anche nel cda del Fondo strategico. Sull'argomento si attende che prenda posizione il nuovo ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, esprimendo la posizione del governo, finora assente sui temi dell'industria.

Finmeccanica sta inoltre trattando la cessione del settore trasporti alla giapponese Hitachi. In tal modo Orsi si libererebbe della cronicamente sofferente AnsaldoBreda ma anche di Ansaldo Sts, gioiello del segnalamento mondiale. Anche su questa partita si attende un segnale del governo, azionista di controllo di Finmeccanica e dunque proprietario di questo patrimonio industriale che, per effetto della ristrutturazione, ha visto calare l'occupazione negli ultimi 12 mesi di 3.120 addetti: al 30 giugno c'erano 68.813 dipendenti.(Gianni Dragoni per "Il Sole24Ore")

Dire «non hai le palle» è reato La curiosa sentenza della Cassazione Giudice di pace a Taranto ha perso il ricorso durante la lite col cugino pronunciò quella frase

31 Luglio 2012




 
Giudici della Suprema Corte
TARANTO- Attenzione quando si usa la frase «Non hai le palle», soprattutto, poi se lo si fa sul luogo di lavoro. Per la Cassazione chi pronuncia queste parole commette il reato di ingiuria perché mette in dubbio non tanto la virilità dell'avversario quanto la sua determinazione e coerenza, «virtù che a torto o a ragione continuano ad essere individuate come connotative del genere maschile». È proprio quello che è successo ad un giudice di pace a Taranto, accusato di reato dopo una lite in tribunale con suo cugino, un avvocato potentino. Durante la discussione accesa il giudice ha pronunciato la frase «incriminata», che adesso potrebbe costargli una sanzione di risarcimento per il cugino offeso nelle «virtù maschili», a stabilirlo sarà un giudice civile.

Dopo l'udienza del 26 giugno la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'avvocato potentino contro il cugino. I magistrati di primo grado avevano ritenuto offensive quelle parole, ma poi, in appello, il verdetto fu di innocenza e venne decretato - dal Tribunale di Potenza con sentenza del 24 gennaio 2011 - che l'accusa di ingiuria «non sussisteva» perchè «mancava una effettiva carica offensiva alla espressione utilizzata dall'imputato» in quanto proferita «nell'ambito di una contesa familiare». Il giudice di pace fu assolto. Contro il suo proscioglimento ha protestato il legale del cugino di Potenza, sostenendo, in Cassazione, che è lecito dire «non rompere le palle, equivalente all'invito a non intralciare l'opera di qualcuno» mentre lo stesso non vale quando, come nel caso in questione, si vuole dire «non hai gli attributi, ossia vali meno degli altri uomini».

E la valenza offensiva - ha aggiunto l'avvocato della parte lesa - è ancora più grave «se pronunciata in ambiente di lavoro». Con questa linea colpevolezza ha pienamente concordato la Quinta sezione penale della Suprema Corte affermando - con la penna del consigliere Maurizio Fumo - che «a parte la volgarità dei termini utilizzati, l'espressione ha una indubbia valenza ingiuriosa, atteso che con essa si vuole insinuare non solo, e non tanto, la mancanza di virilità del destinatario, ma la sua debolezza di carattere, la mancanza di determinazione, di competenza e di coerenza, virtù che, a torto o ragione, continuano ad essere individuate come connotative del genere maschile». Inoltre, aggiunge la Cassazione, «la frase fu pronunciata in un contesto lavorativo (ufficio giudiziario), a voce alta ed era udibile anche da terze persone». «In tali circostanze - osserva ancora l'Alta Corte - il pericolo di lesione della reputazione di Vittorio G. non poteva essere aprioristicamente escluso sulla base di una pretesa evoluzione del linguaggio verso la volgarizzazione delle modalità espressive».(Michela Ventrella per "Corriere.it"9

A Parma due gay picchiati perché si tenevano per mano

31 Luglio 2012


Due ragazzi che camminavano mano nella mano di fronte al Teatro Regio di Parma sono stati aggrediti e insultati da un gruppo di giovani. Lo denuncia, nella citta’ emiliana, l’associazione Ottavo Colore, spiegando che l’episodio di omofobia e’ avvenuto sabato scorso, nel pomeriggio. Secondo la denuncia presentata alla stampa dall’associazione, i due ragazzi, omosessuali, sono stati presi a parolacce e persino presi a sputi.

ABITUATI A PENSARE -’Eravamo abituati a pensare – si legge nel comunicato di Ottavo Colore – che a Parma la cosa peggiore che potesse capitare ad una coppia di omosessuali fosse l’indifferenza o tutto al piu’ una diffidenza e un’ostilita’ che si fermasse agli sguardi. Lo scorso sabato pomeriggio invece, in pieno giorno e in pieno centro, davanti al Teatro Regio, una coppia di ragazzi gay sono stati insultati e presi a sputi in faccia ‘colpevoli’ solo di camminare mano per la mano’. I responsabili dell’associazione hanno bollato come ‘barbaro’ il gesto e si sono detti intenzionati a continuare la lotta contro l’omofobia. (ANSA)
(Photo credit Nicolas Garcia/AFP/GettyImages)

Lombardo si è dimesso . La Sicilia andrà al voto il 28 e 29 ottobre: "Lascio senza rimpianti, all'apice"

31 Luglio 2012


“Lascio la presidenza della Regione Siciliana e tutte le cariche politiche senza rimpianti, con grande serenita’ e una grande soddisfazione. Consapevole di avere fatto il mio dovere fino in fondo”. Lo ha detto intervenendo all’Ars per le dimissioni il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, il quale ha poi annunciato che la Sicilia andra’ al voto il 28 e 29 ottobre.

UFFICIALE – E’ quindi ufficiale: il governatore regionale siciliano ha rassegnato oggi le proprie dimissioni, risponendo alle polemiche dei giorni scorsi in cui era intervenuto anche Monti, il quale aveva chiesto conto al governatore circa la fine della sua “avventura”. “Lascio tutte le cariche politiche senza rimpianti – ha continuato Lombardo – Abbiamo fatto tanto, molte riforme. Lascio all’apice, perche’ la presidenza della Regione siciliana e’ l’apice di una carriera. Lascio con serenita’. E vi auguro a tutti voi di poter eocntinuare a serviree almeglio la Sicilia”. Un breve applauso dei deputati regionali dell’Ars ha salutato le dimissioni del Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo. Subito dopo ha preso la parola il Presidente dell’Ars Francesco Cascio che ha ufficializzato le dimissioni di Lombardo annunciando il voto in Sicilia per il 28 e il 29 ottobre.

L’APPLAUSO –
Un breve applauso dei deputati regionali dell’Ars ha salutato le dimissioni del Presidente della Regione. Subito dopo ha preso la parola il Presidente dell’Ars Francesco Cascio che ha ufficializzato le dimissioni di Lombardo annunciando il voto in Sicilia per il 28 e il 29 ottobre. (Italpress/AdnKronos)

Il paese che sterilizza le donne a loro insaputa . In Namibia l'epopea di tre donne sottoposte al trattamento perché sieropositive

31 Luglio 2012


IL CASO - Sono parecchi i casi simili che attendono di essere giudicati dalle corti namibiane, ieri c’è stata la prima condanna. Secondo gli attivisti, che hanno plaudito alla sentenza, sono diversi i casi di donne sieropositive che si sono rivolte agli ospedali locali, alle quali è stata fatta firmare una liberatoria e poi sono state sottoposte a sterilizzazione senza esserne informate.

IL CONTAGIO - Circa il 10% della popolazione namibiana convive con il virus, ma la pratica non può essere giustificata con la pretesa d’impedire il contagio dalle madri ai figli, che si può evitare con la somministrazione di farmaci e attenzione al momento del parto, anche se secondo UNAIDS solo il 58% delle namibiane incinta ha accesso alle cure mediche.

STERILIZZARE I DIVERSI - Il ricorso a tale pratica, illegale e immorale per come è stata ricostruita dei giudici, sembra echeggiare le stesse motivazioni con le quali, per decenni, paesi come la Svezia hanno sterilizzato le donne diversamente abili o con gravi problemi mentali per “curare” la società dalla loro presenza e dal loro peso.

UN PROGRESSO COMUNQUE VADA - In Namibia però il caso non  ha suscitato polemiche sul razzismo, anche se inevitabilmente le donne vittime della pratica sono solo quelle nere e povere. Piuttosto una discreta soddisfazione perché la sentenza introduce un limite minimo, finora assente, alle iniziative dei sanitari, che da troppo tempo sembravano essersi assunti il potere di decidere cosa sia meglio per la collettività e per le pazienti che ricorrevano alle loro cure.(Photo credits Monirul Bhuiyan/AFP/GettyImages)

PIAZZA AFFARI -0,6%, SPREAD IN RIALZO (480) - MONTI E HOLLANDE: RAFFORZIAMO L’EUROZONA - DEUTSCHE BANK RICOMPRA BTP - AFFONDA FIAT (-4,4%) DOPO I CONTI: 1 MLD € DI UTILI, MA SENZA CHRYSLER ERA UN ROSSO DI 246 MLN - ALTRE SEMESTRALI: UTILI IN NETTO CALO PER FINMECCANICA, BERLUSCONI E DE BENEDETTI. RCS IN PERDITA PER 427 MLN - LIVOLSI COLPISCE ANCORA - TELECOM: PATTO TOMBALE CON BUORA, AZIONE CONTRO RUGGIERO - DOMANI LA TOBIN TAX FRANCESE - I RETROSCENA DI GERONZI…

31 Luglio 2012


1 - SPREAD BTP-BUND CHIUDE IN RIALZO A 480 PUNTI BASE
(LaPresse) - Chiude in rialzo di 15 punti a quota 480 lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, con il tasso dei decennali italiani al 6,08% sul mercato secondario. In rialzo anche il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund, che si attesta a 546 punti con il rendimento dei decennali di Madrid al 6,74%.


piazza affari
2 - BORSA: SEDUTA D'ATTESA CON OCCHI SU FED E BCE, A MILANO TONFO DI FIAT
Radiocor - Chiusura contrastata per le Borse europee, nell'attesa delle mosse della Federal Reserve (domani) e della Banca centrale europea (giovedi'). Oggi il presidente francese, Francois Hollande, e il premier italiano, Mario Monti, hanno auspicato che siano attuati piu' rapidamente possibile i dispositivi indicati dal Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno, qualora sia necessario. Milano ha terminato in ribasso dello 0,62%, mentre Francoforte ha terminato in terreno positivo.
A Piazza Affari sono scivolate di oltre il 4% le Fiat, nel giorno della diffusione della semestrale, giudicata deludente dagli analisti con i conti del Lingotto passati in rosso per oltre 500 milioni. Sono inoltre andate male le banche, penalizzate dalla nuova impennata dello spread. Diasorin (+1,4%) e' stata premiata per la joint venture creata con un'azienda indiana. Sul fronte dei cambi, l'euro ha riconquistato quota 1,23 dollari: passa di mano a 1,2314 dollari (1,2259) ieri. Vale inoltre 96,13 yen, mentre il dollaro-yen e' pari a 78. Il petrolio, invece, va giu' dell'1,14% a 88,76 dollari al barile.


HOLLANDE MONTI3 - HOLLANDE:CON MONTI RIBADITA VOLONTA' RAFFORZARE E CONSOLIDARE EUROZONA
Radiocor - 'Abbiamo ricordato di nuovo la nostra volonta' di fare di tutto perche' le decisioni del Consiglio Europeo di fine giugno siano applicate', la nostra volonta' 'che l'Eurozona sia difesa, preservata, consolidata' e 'che si possa lavorare alla sua integrita''. Cosi' il presidente della Repubblica francese, Francois Hollande, al termine dell'incontro all'Eliseo con il presidente del Consiglio, Mario Monti.


DEUTSCHE BANK4 - DEUTSCHE BANK: AUMENTA ESPOSIZIONE SU BOND ITALIA (+29%), TAGLIA SPAGNA
Radiocor - L'esposizione di Deutsche Bank ai titoli di Stato italiani e' cresciuta di circa il 29% nel secondo trimestre passando da 1,953 a 2 ,516 miliardi di euro. E' quanto emerge dai dati di bilancio presentati oggi dal gruppo bancario in occasione della presentazione dei risultati per il secondo trimestre. Nello stesso periodo e' invece scesa del 35% l'esposizione ai titoli di stato della Spagna che sono calati a 873 milioni da 1,358 miliardi alla data del 31 marzo 2012. Deutsche Bank ha annunciato questa mattina un piano di riduzione dei costi per 3 miliardi di euro. Buona parte dei risparmi verra' da provvedimenti di riduzione della forza lavoro per 1900 dipendenti, quasi tutti al di fuori della Germania. Di questo totale, 1500 tagli riguarderanno la divisione di investment banking.


MARCHIONNE ALLA FIAT IN SERBIA5 - FIAT: UN MILIARDO RISULTATO GESTIONE ORDINARIA II TRIMESTRE - IN ROSSO PER 246 MILIONI ESCLUSA CHRYSLER
Radiocor - Nel secondo trimestre il gruppo Fiat, inclusa Chrysler, ha registrato un utile della gestione ordinaria pari a poco piu' di un miliardo di euro rispetto a un consensus medio degli analisti per 965 milioni e ai 525 milioni di un anno prima. Lo comunica il Lingotto, che, sempre in aprile-giugno, ha registrato un utile netto di 358 milioni (370 milioni il consensus).
La societa' rileva che, senza il partner americano Chrysler, di cui Fiat ha il 61,8%, emerge una perdita netta di 246 milioni. I ricavi trimestrali erano pari a 21,5 miliardi (-7,5% a 9,2 miliardi per Fiat esclusa Chrysler rispetto all'anno prima) e la liquidita' disponibile e' migliorata a 22,7 miliardi (da 21,4 miliardi a fine marzo 2012). L'indebitamento netto industriale a fine giugno si e' inoltre collocato a 5,4 miliardi, in calo di oltre 0,3 miliardi rispetto al secondo trimestre 2011.


BOB KING E SERGIO MARCHIONNE6 - MARCHIONNE,BENE CONTI,FORTI RISULTATI CHRYSLER
(ANSA) - "L'andamento dei conti è buono, i risultati di Chrysler forti". Lo ha affermato l'amministratore delegato del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, nella conference call. "E' stato un buon trimestre per Fiat, in linea con le nostre aspettative, anche se senza Chrysler saremmo stati in perdita", ha osservato Marchionne che ha confermato i target del gruppo. "Come per Chrysler - ha aggiunto Marchionne - non ho cattive notizie da darvi per Fiat", ha aggiunto Marchionne. sottolineando che il gruppo dispone di "un'importante ammontare di liquidità".


7 - MARCHIONNE, CHRYSLER SU STRADA PER CENTRARE TARGET 2014
(ANSA) - Chrysler è sulla strada per centrare gli obiettivi del 2014. Lo afferma l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, prevedendo una buona seconda metà dell'anno.


carlo buora lap28 - MARCHIONNE, IPO CHRYSLER NON E' EVENTO 2012
(ANSA) - Lo sbarco in Borsa di Chrysler "non è un evento del 2012". Lo ribadisce l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne.


lap01 riccardo ruggiero9 - TELECOM, VERSO LA CONCILIAZIONE CON BUORA, AZIONE CONTRO RUGGIERO
Dal Messaggero - Tra Telecom e Carlo Buora si profila una soluzione consensuale che mette una pietra tombale alla disputa sui dossieraggi illegali, reati archiviati in sede penale. Domani il cda del gruppo delle tlc, oltre alla semestrale a giugno, dovrebbe approvare la conciliazione con l'ex vicepresidente esecutivo e procedere invece con un'azione di responsabilità nei confronti di Riccardo Ruggiero per le sim false. Oggi pomeriggio il doppio orientamento dovrebbe essere al centro della riunione del comitato controllo interno presieduto da Elio Catania dove si discuterà la proposta da portare al board.
10 - LIVOLSI COLPISCE ANCORA
Ubaldo Livolsi ha colpito ancora. Zitto zitto, il manager (e non solo) molto caro a Silvio Berlusconi ha appena stretto un accordo con l'americana Redwood Capital, per una collaborazione "negli ambiti della consulenza di finanza ordinaria, straordinaria e aziendale". Livolsi & Partners diventa il partner italiano di Redwood e avrà accesso diretto al network internazionale della banca d'affari Usa...


facebook nasdaq11 - FACEBOOK: TITOLO TOCCA NUOVO MINIMO A 21,75 $, -40% DALL'IPO
Radiocor - Facebook ha toccato il suo nuovo minimo storico. Il titolo del social network, che si e' quotato in borsa lo scorso 20 maggio, e' calato in mattin ata del 6,15 per cento, scendendo fino a 21.75 dollari per azione. Il titolo e' crollato di oltre il 40 per cento dal prezzo di collocamento di 38 dollari per azione. A tre ore dall'inizio delle contrattazioni il titolo si attesta in calo del 5,92 per cento a 21,77 dollari per azione.


PIERSILVIO BERLUSCONI12 - MEDIASET: -73% UTILE NETTO I SEM A 43 MLN, RICAVI CALANO A 1,9 MLD
Radiocor - Utili e ricavi in calo per Mediaset che chiude il I semestre 2012 in flessione rispetto a un anno fa ma si attesta sostanzialmente in linea con le previsioni degli analisti. L'utile netto consolidato cala del 73,5% a 43,1 milioni su ricavi in calo dell'11,21% a 1,999 miliardi. L'ebit scende a 146,4 milioni (-57%). L'indebitamento scende sotto la soglia di 1,7 miliardi a 1,696 miliardi. La raccolta pubblicitaria in Italia e' scesa dell'11,9%, mentre i ricavi Premium tengono a 260,1 milioni (263,9 un anno fa). La societa' ribadisce la previsione di un utile netto consolidato 2012 'inferiore a quello registrato nel 2011'. Sul fronte dei ricavi, sottolinea Cologno Monzese, 'e' poco probabile ipotizzare una crescita' rispetto al 2011.


ALESSANDRO PANSA E GIUSEPPE ORSI13 - FINMECCANICA, TONFO UTILE I SEMESTRE A 70 MLN, RICAVI -5%
(LaPresse) - Il risultato netto di Finmeccanica nel primo semestre 2012 è pari a 70 milioni di euro rispetto ai 456 milioni dell'analogo periodo del 2011, che aveva tuttavia beneficiato della plusvalenza di 443 milioni di euro per la vendita del 45% di Ansaldo Energia. E' quanto si legge in una nota del gruppo che sottolinea che i ricavi sono pari a 8.027 milioni di euro rispetto agli 8.432 milioni dello stesso periodo del 2011, con una riduzione di 405 milioni (-5%) e, utilizzando la stessa percentuale di consolidamento del gruppo Energia al 30 giugno 2012, il fatturato di Finmeccanica nel primo semestre 2011 sarebbe stato pari a circa 8.179 milioni.
L'Ebita adjusted è pari a 459 milioni di euro rispetto ai 440 milioni dell'analogo periodo del 2011, con un aumento di 19 milioni (+4%), mantre L'Ebit si attesta a 375 milioni di euro rispetto ai 321 milioni dello stesso periodo del 2011, con un aumento di 54 milioni (+17%). L'indebitamento finanziario netto è di 4.656 milioni di euro rispetto ai 3.443 milioni al 31 dicembre 2011, con un incremento netto di 1.213 milioni. Gli ordini sono pari a 7.678 milioni di euro rispetto ai 7.566 milioni del primo semestre 2011, con un incremento di 112 milioni (+1%).


PIETRO SCOTT JOVANE14 - RCS: DOPO SVALUTAZIONI PER 300 MLN ROSSO I SEM DI 427 MLN
Radiocor - Il primo semestre del gruppo Rcs Mediagroup si e' concluso con un risultato operativo negativo per 377,5 milioni che si confronta con un risultato negativo per 10 milioni al 30 giugno 2011. Il decremento, spiega una nota di Rcs, e' principalmente determinato dalle svalutazioni effettuate nel secondo trimestre 2012 sulle attivita' immateriali di Quotidiani Spagna (-300,9 milioni) e Blei (-4,4 milioni). La perdita netta del gruppo nel periodo si attesta a 427 milioni (-19,5 milioni al 30 giugno 2011).
Il Cda Rcs ha approvato la situazione economica e patrimoniale al 30 giugno 2012 'che evidenzia la fattispecie di cui all'art. 2446 del Codice Civile'. La svalutazione delle attivita' spagnole ha infatti contribuito alla riduzione del patrimonio netto (da 716,8 milioni post fusione al primo gennaio 2012 a 335,6 milioni del 30 giugno 2012) e di conseguenza il Cda ha deciso di procedere alla convocazione dell'assemblea degli azionisti per discutere e deliberare in merito all'assunzione di opportuni provvedimenti ai sensi dell'articolo 2446 (abbattimento capitale causa perdite) in connessione all'approvazione di un Piano di rilancio.


15 - CIR, FATTURATO IN CRESCITA DEL 9,1%
Da "la Repubblica" - Risultati a due velocità per il gruppo Cir, che ha chiuso il primo semestre con ricavi in aumento e margini in discesa. Tra gennaio e giugno le vendite del gruppo guidato da Rodolfo De Benedetti sono aumentate del 9,1% a 2,4 miliardi, mentre il margine operativo lordo è scivolato a 175,8 milioni (-22,3%), e il risultato operativo è sceso a 55,6 milioni (da 128,6 milioni dello stesso periodo 2011). La minore redditività di Sorgenia, che tra le varie attività del gruppo è quella che più ha risentito della congiuntura, ha pesato sull'ultima riga del bilancio.
L'utility è stata infatti l'unica attività di Cir a terminare il semestre in rosso, e così i 54,1 milioni di perdita di Sorgenia hanno prosciugato i profitti della holding che comunque ha registrato 0,7 milioni di utile (dai 19,4 milioni dello stesso periodo 2011). Merito dei risultati in aumento di Sogefi, della tenuta del gruppo L'Espresso, dei buoni conti di Kos, nonché di alcuni proventi straordinari, come quelli legati al private equity (4,2 milioni di profitti nel semestre).
CARLO DEBENEDETTI E IL FIGLIO RODOLFO«L'attuale congiuntura non sembra destinata a essere breve e quindi anche i prossimi trimestri saranno molto impegnativi. - ha commentato Rodolfo De Benedetti - tuttavia, sono fiducioso sul fatto che il gruppo riuscirà a fare fronte a questa situazione nel modo più efficace possibile e in tutti i settori di attività - dall'energia ai media, dall'automotive alla sanità - tenendo fede, come sempre, agli obiettivi di creazione di valore nel mediolungo periodo».
E proprio per far fronte a una congiuntura economica che anche per i prossimi mesi si preannuncia in salita, Cir ha messo a punto tutta una serie di manovre per contenere i costi delle varie controllate, con un occhio di riguardo per la situazione di Sorgenia. L'utility si appresta a ridurre i costi di gestione, a rinegoziare il contratto di fornitura di gas e non esclude la possibile cessione di alcune attività non strategiche; tutte azioni che dovrebbero generare i primi benefici economici sul consolidato di Cir a partire dal secondo semestre 2013.
FRANCOIS HOLLANDE TIRA CON LARCO
A livello patrimoniale a fine giugno l'indebitamento netto del gruppo era salito a 2,5 miliardi (dai 2,3 miliardi di fine 2011) mentre il patrimonio netto consolidato era sceso a 2,42 miliardi (dai 2,47 milioni di fine anno) per l'effetto del pagamento dei dividendi. In crescita invece l'eccedenza finanziaria netta aggregata di Cir che a livello di holding a giugno aveva 25,6 milioni (dai 10,8 milioni di fine anno).
Passando ai risultati della controllante, Cofide ha accusato il calo della redditività registrato dalla holding industriale, terminando il semestre con i conti in rosso. Tra gennaio e giungo i ricavi di Cofide sono saliti a livello consolidato a 2,4 miliardi (+9,1%), il Mol è sceso a 170,8 milioni (-23,4%) e il risultato netto è stato negativo per 3,3 milioni (dagli 8,9 milioni di utile dello stesso periodo 2011). La capogruppo Cofide spa ha invece chiuso il semestre con un utile netto di 7 milioni seppur in calo rispetto agli 8,8 milioni dello stesso periodo 2011. A fine giugno l'indebitamento finanziario netto consolidato di Cofide era salito a 2,57 miliardi (dai 2,46 miliardi dello scorso marzo).


16 - BORSA: DOMANI LA 'TOBIN TAX' FRANCESE, OPERATORI STUDIANO ALTERNATIVE
Radiocor - Entrera' in vigore domani la Tassa francese sulle transazioni finanziarie (Ttf), una sorta di Tobin Tax ma piuttosto soft, approvata a marzo dal parlamento d'Oltralpe per portare nelle casse dello stato una cifra intorno a 1,5 miliardi di euro nel 2012. La tassa colpira' le operazioni di acquisto di titoli emessi da societa' con sede in Francia, quotate su un qualsiasi mercato regolamentato (francese o estero), con una capitalizzazione superiore al miliardo di euro. In sostanza 109 blue chip francesi, comprese le 16 societa' quotate sul Mta international, il mercato di Borsa italiana dedicato alle azione estere.
Secondo quanto previsto dalla normativa francese, l'entita' della tassa e' pari allo 0,1% sulla posizione netta di fine giornata, ma al momento si parla di incremento allo 0,2%. Verra' applicata anche una tassa dello 0,01% sulle operazioni di trading ad alta frequenza (Trading High frequency) solo sul mercato francese e sui Credit default swap. Numerose le polemiche: Ama fi, l'Associazione che rappresenta gli operatori e gli intermediari di mercato francesi, teme uno spostamento delle transazioni sulle societa' estere, a scapito di quelle francesi.
borsa parigiAssosim, l'Associazione degli intermediari italiani, secondo quanto raccolto da Radiocor, ritiene che gli operatori stiano gia' cercando soluzioni alternative: in particolare, i trader esteri attivi sul Trading high frequency, stanno vagliando l'ipotesi di limitare gli scambi sul listino francese a favore di quello londinese. Secondo i primi calcoli degli stessi operatori, se questi ultimi decidessero davvero di abbandonare il mercato francese, la liquidita' sul listino d'Oltralpe potrebbe registrare un calo intorno al 30%.
Assosim, in stretto contatto con il Ministero dell'economia italiano, ritiene che prima di valutare una possibile introduzione anche in Italia della tassa sulle transazioni finanziarie, sia necessario aspettare la reazione del mercato francese. Al momento per l'applicazione della tassa in Francia e' previsto un regime transitorio di tre mesi: le operazioni realizzate tra l'1 agosto e il 31 ottobre verranno dichiarate tutte alla fine del periodo, mentre nei mesi successivi le dichiarazioni diventeranno mensili.


17 - I RETROSCENA RACCONTATI DA GERONZI
CESARE GERONZIA.Jac. per il "Corriere della Sera" - «I retroscena mai raccontati dei grandi affari italiani». È il titolo del volume frutto del dialogo tra Cesare Geronzi, uno dei più influenti banchieri italiani degli ultimi vent'anni, e Massimo Mucchetti, giornalista del Corriere della Sera. Il libro (edito da Feltrinelli) racconta gli ultimi decenni di storia del Belpaese: è la prima volta che un banchiere italiano accetta di ricostruire le sue scelte in un confronto che non teme il contraddittorio con un giornalista.
muc31 massimo mucchettiUna lunga sequenza di capitoli che tira in ballo e approfondisce le questioni anche più spinose delle vicenda economiche e politiche degli ultimi 20 anni. Dalla storia segreta dei rapporti tra Fininvest e le banche negli anni di ferro 1993-1996 ai veri autori del salvataggio della Fiat e la scalata ostile alla Montedison. E poi il capitolo su Mediobanca: il regolamento dei conti nella banca dopo la morte di Enrico Cuccia; l'alleanza e poi la rottura con il suo delfino, Vincenzo Maranghi. E quello sul Corriere della Sera: la scalata (resistibile) di Ricucci al quotidiano di via Solferino e i contrasti sulla nomina dei direttori del «Corriere della Sera».
E ancora: l'Opa del secolo su Telecom Italia e quelle mancate su Banca di Roma e Comit; il caso Tronchetti. Ma anche l'amicizia con Antonio Fazio e la divaricazione del 2005 sui fronti dell'Antonveneta e di Bnl. Gli alterni rapporti con Mario Draghi, direttore del Tesoro e Governatore. Le relazioni speciali con Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi: i sì e i no. I processi Cirio e Parmalat. L'ascesa alla presidenza di Mediobanca e di Generali e, infine, la sorprendente caduta.
Geronzi non è un economista o uno studioso. La stampa britannica l'ha definito un power broker. Lui, che si sente fino in fondo banchiere, dice: «Sono stato abituato, fin da quando reggevo l'ufficio cambi della Banca d'Italia alle dirette dipendenze di Guido Carli, ad assumermi la responsabilità di decisioni importanti».

Borse Europa in rosso Spread vola oltre 480 . Casa Bianca in pressing per uno scudo della Bce

31 Luglio 2012


Borse europee in calo in scia ai conti sotto le attese di alcuni colossi quotati. I peggiori listini sono quelli di Milano e Madrid. In rosso anche Londra che lascia uno 0,56%, al fianco di Parigi (-0,72%). Invariata invece Francoforte, che oscilla intorno alla parità come gli indici di Wall Street.
Chiusura in calo per Piazza Affari che arresta la serie positiva durata per quattro sedute consecutive. Il Ftse Mib ha perso lo 0,62% a 13.890 punti.
Lo spread Btp-Bund chiude a 480 punti base con il rendimento del Btp a 10 anni al 6%. Il differenziale tra decennali spagnoli e tedeschi termina a 546 punti base con il tasso dei Bonos al 6,74%.

WALL STREET PROCEDE NEGATIVA - Wall Street procede in negativo. Il Dow Jones perde lo 0,29% a 13.034,26 punti, il Nasdaq cede lo 0,07% a 2.944,28 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,09% a 1.383,87 punti.

ASIA IN RIALZO GUARDANDO A FED E BCE - L'Asia guarda alla Fed e alla Bce e scommette su nuove misure di stimolo alla crescita. I titoli export spingono i listini in rialzo con Canon che mette a segno un progresso del 5,8% e Samsung del 2,8 per cento.(Ansa.it)

1- DA "REUTERS", LA FONTE ORIGINALE: IL MEDIATORE EUROPEO RICEVE UN'ESPOSTO PER CONFLITTO D'INTERESSI NEI CONFRONTI DI DRAGHI. 2- UE APRE INDAGINE SU DRAGHI: POSSIBILE CONFLITTO DI INTERESSI.3- IL MEDIATORE EUROPEO PRECISA: NON C'È INDAGINE SU DRAGHI

31 Luglio 2012


1- DA "REUTERS", LA FONTE ORIGINALE: IL MEDIATORE EUROPEO RICEVE UN'ESPOSTO PER CONFLITTO D'INTERESSI NEI CONFRONTI DI DRAGHI
http://reut.rs/OzFizH 


MARIO DRAGHI

2- UE APRE INDAGINE SU DRAGHI: POSSIBILE CONFLITTO DI INTERESSI
Da "Wall Street Italia" - L'Unione europea avrebbe aperto una indagine contro il Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, per possibile conflitto di interessi. Lo dichiara a Reuters il portavoce della Corporate Europe Observatory, società di ricerca che si occupa di mettere a nudo e contrastare condizioni e informazioni privilegiate di cui beneficiano tra le più alte cariche decisionali.
L'accusa è di non aver agito in maniera indipendente nella decisione presa in giugno, a seguito della sua partecipazione al gruppo internazionale di leader del settore finanziario, il G30. La partecipazione di Draghi andrebbe contro le regole etiche della banca centrale.
Nikiforos Diamandouros MEDIATORE EUROPEOI MEMBRI DEL GRUPPO DEL G TRENTA"Abbiamo ricevuto delle lamentele e inviato una lettera alla Banca centrale europea", afferma Gundi Gadesmann, portavoce del mediatore europeo Nikiforos Diamandouros. "Adesso attendiamo una risposta", ha continuato, ricordando come la Bce abbia tempo sino a ottobre.
Dalla Banca centrale europea confermano di aver ricevuto la lettera e assicurano che verrà data una risposta dettagliata entro la data richiesta.
"Draghi sarebbe in stretti rapporti con il gruppo citato e parteciperebbe a dei meeting a porte chiuse", fanno sapere dal Corporate Europe Observatory. "Il G30 assume tutte le caratteristiche di un'attività di lobbying per le grandi banche private internazionali, e il Presidente della Banca centrale europea non dovrebbe esserne membro, visti i pericoli e le implicazioni riguardo la sua indipendenza".

I MEMBRI DEL GRUPPO DEL G TRENTA PARTE DUE
Nikiforos Diamandouros MEDIATORE EUROPEO Capeggiato dall'ex-Presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, il G30 accoglie tra le persone più influenti in ambito finanziario, accademico e regolatore. Tra i membri l'ex-chairman della Fed Paul Volcker, il Governatore della Bank of Canada Mark Carney e della Bank of England Mervyn King.



3- IL MEDIATORE EUROPEO PRECISA: NON C'È INDAGINE SU DRAGHI
(TMNews) - Il Mediatore europeo ha affermato che al momento "non è stata aperta alcuna indagine" sul presidente della Bce Mario Draghi, in merito all'esposto presentato da un ente sull'appartenenza di Draghi al "Group of 30", e in generale l'ente di controllo indipendente sull'amministrazione dell'Unione Europea ha minimizzato la rilevanza della questione. Una portavoce del mediatore Ue, interpellato da Afp, ha lamentato come invece il tutto sia stato oggetto di una "drammatizzazione", a due giorni da un Consiglio direttivo della Bce ritenuto delicato e cruciale.
CEO Corporate Europe ObservatoryL'esposto è stato presentato dal Corporate Europe Observatory, ente che monitora l'attività delle lobby a livello Ue e che ritiene che l'appartenenza di Draghi al Group of 30 sia incompatibile con i principi di imparzialità, indipendenza e obiettività della Bce. La portavoce del mediatore europeo ha spiegato di aver trasmesso l'esposto alla Bce, che attenderà la sua risposta e una eventuale nuova valutazione dell'ente denunciante e successivamente deciderà se procedere ad una analisi della questione. In ogni caso il Mediatore europeo può solo avanzare "raccomandazioni non vincolanti" alle istituzioni europee, e non può imporre sanzioni, ha concluso la portavoce Gundi Gadesman.







































































































































































































































































































































































Aco Đukanović tužio državu za šest miliona

31 Luglio 2012


Đukanović je, prema informacijama “Vijesti”, tužio državu Crnu Goru i Ministarstvo unutrašnjih poslova

Biznismen Aco Đukanović tužio je državu i traži da mu se isplati šest miliona eura, nakon što je Vlada prošlog mjeseca odbila da mu isplati obeštećenje zbog neispunjenih obaveza iz ugovora o kupoprodaji zemljišta u širem centru Podgorice, na kojem se nalazilo sjedište podgoričke policije.

Brat aktuelnog šefa DPS-a i bivšeg premijera Mila Đukanovića, prethodno od Vlade zatražio istu cifru, ali su u izvršnoj vlasti konstatovali da nije postignut sporazum o iznosu štete, pa su zadužili zaštitnika imovinsko-pravnih interesa da o tome informiše drugu stranu, zbog čega će taj posao na kraju dobiti sudski epilog.
Đukanović je, prema informacijama “Vijesti”, tužio državu Crnu Goru i Ministarstvo unutrašnjih poslova, čiji službenici i dalje sjede u takozvanoj “limenci”.

Prema informacijama "Vijesti", iznosom od šest miliona obuhvaćena je i šteta koju je Đukanović navodno pretrpio, jer MUP nije iselio iz zgrade, iako su bili dužni da to urade još krajem 2010. kao i cijena koju je platio za zakup zemljišta - 3.300.000 eura.


ĐukanovićRiječ je o zemljištu od 7.637 kvadrata, gdje se još nalazi tzv. 'limenka', zgrada policije u kojoj su sada šalteri MUP-a na kojima se izdaju lična dokumenta. Đukanović je, u međuvremenu stekao i pravo vlasništva.
Zaštitnica imovinsko-pravnih odnosa Mirjana Milić ranije je "Vijestima" saopštila da se, po Zakonu o svojinsko-pravnim odnosima, "pravo korišćenja zemljišta pretvara u pravo svojine, kada je za zemljište plaćena tržišna naknada i ako ono nije javno dobro".

Uslove za zaključenje posla prije više od četiri godine diktirala je Vlada, ali obaveze koje je imala prema Đukanoviću nije ispunila.

Iz Vlade su demantovali da su u protekle dvije godine isplaćivali nadoknadu po osnovu korišćenja njegove imovine. Vlada je 10. maja ove godine raspravljala o zahtjevu Đukanovića da se ispune obaveze iz ugovora (da MUP izmjesti svoje službe za izdavanje ličnih dokumenata iz te zgrade nakon čega bi je Đukanović demontirao) ili će u suprotnom tražiti raskidanje i obeštećenje.

Detaljnim urbanističkim planom na toj lokaciji je predviđena izgradnja stambeno-poslovnog prostora od više hiljada kvadratnih metara.

Ministar Ivan Brajović ranije je izjavio da nije vidio ugovor, jer ga Uprava policije nije dostavila, ali da se, po saznanju za obavezu iseljenja, MUP obratio Vladi 15. februara i Upravi policije 26. marta zahtjevom za hitno preseljenje u novi objekat Uprave policije. Izvori “Vijesti”, međutim, navode da je cijeli posao sa Đukanovićem i tokom sklapanja ugovora, ali i nakon toga pratila Vlada u kojoj sjedi Brajović.
Đukanović je ušao u poslovni poduhvat sa MUP-om nekoliko mjeseci nakon što je tadašnji vrhovni državni tužilac poništio kupoprodajni ugovor između Uprave policije i firme "Čelebić" kao nezakonit, jer je prodat bez tendera.

Samo nekoliko dana prije toga, isti partneri dogovorili su se, takođe bez tendera, o gradnji nove zgrade za policiju za 13 miliona eura. Rok da MUP iseli svoje službe sa Đukanovićevog posjeda je istekao prije tri godine.

Đukanović je zemljište dobio kao najbolji ponuđač, na licitaciji 22. aprila 2008. godine a za atraktivnu lokaciju licitirali su još Mehmed Kolarević iz Podgorice, Slobodan Trklja iz Herceg Novog i firme "Neksan" iz Nikšića, vlasništvo Miodraga-Dake Davidovića, "Čelebić" i "CMC" iz Podgorice, čiji je vlasnik Tomislav Čelebić.

U slučaju da Đukanović uspije u sporu, država će osim obeštećenja biti dužna da mu isplati i troškove vođenja sudskog spora.

Đukanović ne isključuje povratak: Pripadam Crnoj Gori i DPS-u

31 Luglio 2012


Đukanović je, upitan za mišljenje o Miodragu Lekiću i njegovom povratku na političku scenu, rekao da ne komentariše protivnike
Crnogorski predsjednik Filip Vujanović treba da završi svoj mandat u predviđenom roku, ocijenio je lider Demokratske partije socijalista (DPS) Milo Đukanović, navodeći da u toj stranci smatraju da se treba koncentrisati na parlamentarne izbore.

Vujanoviću predsjednička funkcija ističe 21. maja naredne godine.

Đukanović je novinarima, nakon, kako je kazao, redovnih konsultacija sa predsjednikom Socijaldemokratske partije (SDP), Rankom Krivokapićem, rekao da su, poslije odluka glavnih odbora dvije partije o koalicionom nastupu, razgovarali o sadržaju i dinamici predizborne kampanje.

Upitan da li će predsjednički i parlamentarni izbori biti održani istovremeno, on je podsjetio na zaključak Glavnog odbora DPS-a da ne treba ubrzavati predsjedničke izbore.

U DPS-u, kako je rekao, ne vide nijedan razlog da Vujanović podnese ostavku, što je, navodi on, očekivanje opozicije.

"Vujanović obavlja svoj posao u skladu sa Ustavom i u korist državnih interesa Crne Gore. Prema tome, treba da završi svoj mandat u predviđenom roku, i uoči isteka njegovog redovnog mandata, organizuje predsjedničke izbore", rekao je Đukanović.

To, kako je rekao, znači da je DPS mišljenja da se treba koncentrisati na parlamentarne izbore.

Naša demokratska utakmica

Na pitanje da li plaši Demokratskog fronta u političkom smislu, Đukanović je rekao da se na političkoj sceni ne plaši nikog.

"Ne zato što sam posebno hrabar, već zato što se nalazim na čelu partije koja je osvjedočeno pokazala da ima kapacitet da zrelije od drugih rješava sve političke izazove sa kojima se Crna Gora suočava", naveo je on.

On je ubijeđen da DPS, u vremenu globalne ekonomske krize, ima najviše kapaciteta da rješava probleme. "Dobrodošao je i Demokratski front i svi drugi učesnici naše demokratske utakmice. Ubijeđen sam da će građani Crne Gore i na ovim izborima dati najveće povjerenje DPS-u".


(Foto: Vesko Belojević)Đukanović je, upitan za mišljenje o Miodragu Lekiću i njegovom povratku na političku scenu, rekao da ne komentariše protivnike.

"Nijesam to ni dosad radio, dovoljno je to što oni komentarišu mene, šta god oni govorili, to ne umanjuje niti moj, niti rejting partije koju predstavljam. Da je bilo drugačije, mi ne bi bili pobjednici svih dosadašnjih izbora", rekao je on. "Za razliku od njih, neću nikog od njih komentarisati".

DPS će umjesto toga, kako je kazao, voditi pozitivnu kampanju i pokušati građanima da predstavi svoja rješenja za izlazak Crne Gore iz krize, za očuvanje stabilnosti i povrtak na staze ekonomskog i društvenog razvoja.

Ne isključuje povratak

Na pitanje da li vidi sebe na nekoj od funkcija, predsjedničkoj ili premijerskoj, Đukanović je rekao da o tome još nijesu razgovarali u DPS-u.

"Ništa se nije promijenilo u mojoj ličnoj orijentaciji sa kojoj sam vas upoznao prije par godina kad sam odlučio da se nastavim baviti politikom sa pozicije predsjednika stranke. I danas je tako, ali, kao što znate, u politici i svakom drugom poslu, uvijek morate slijediti svoj i interes zajednice kojoj pripadate", naveo je Đukanović.

On, kako je kazao, pripada i Crnoj Gori i DPS-u.

"Razgovaraćemo narednih sedmica o tome šta je najbolje za uspjeh naše partije na izborima i za efikasno vršenje vlasti nakon očekivane pobjede na izborima", rekao je Đukanović.

Upitan za poruku biračima DPS-a i da li će biti zaobiđena nacionalna pitanja, Đukanović je odgovorio odrično.

(Foto: Boris Pejović)"Ne, zašto bi izbjegavali ta pitanja? Mislim da nije karakateristika politike DPS-a, kao ni SDP-a, bježanje od bilo koje teme", kazao je on.

Prema njegovim riječima, neke "vruće teme" su ubrzavali, rješavajući ih. "Odlučili smo poslije sto godina da otvorimo pitanje državno-pravnog statusa i zatvorili smo ga na najbolji mogući način, izražavanjem demokratske volje građana".

Nakon toga je, podsjetio je Đukanović, donesen Ustav. "Mislim da smo u Ustavu razriješili mnoga od pitanja koja se generalno smatraju identitetskim".

On smatra da očekivanja javnosti, da se kroz Ustav ili nekoliko prvih godina nakon nezavisnosti zatvore sva pitanja koja su bila otvorena vjekovima, nijesu realna.

"Ali mislim da DPS i SDP ne bježe od tih pitanja, redovno ih tretiramo u radu i dovoljno senzibilno, uvažavajući specifičnosti crnogorskog društva, ne ispoljavajući bilo koju vrstu političkog nasilja", rekao je Đukanović.

Prema njegovim riječima, naopako bi bilo kazati da svi oni koji su bili protiv nezavisnosti treba da zauvijek ostanu na drugoj obali. "Ne. Mi pažljivo radimo na identitetskim pitanjima u uvjerenju da ta rješenja treba da doprinesu harmonizaciji i punoj mobilizaciji Crne Gore".

Na pitanje da li je saglasan sa ocjenom, dobrom četvorkom, koju je premijer Igor Lukšić dao radu Vlade, Đukanović je kazao da je Vlada radila dobro u prethodnom periodu, navodeći da uvijek treba imati u vidu kontekst.

"Lakše je bilo biti premijer 2006, 2007 ili 2008. godine, u vremenu kreditne i ukupne ekonomske ekspanzije. Mnogo je teško biti predsjednik Vlade na bilo kom dijelu evropskog kontinenta u ovim godinama, a u datim uslovima Vlada je dobro radila svoj posao i složio bih se sa ocjenom koju je Lukšić dao svom timu", zaključio je Đukanović.(fonte "Vijesti")

L’atleta danese che dedica la medaglia agli operai dell’Ilva . Anders Golding manifesta la sua vicinanza ai lavoratori tarantini

31 Luglio 2012


“Dedico la mia medaglia d’argento ai lavoratori dell’Ilva. E’ un peccato cio’ che sta succedendo, mi dispiace veramente e spero che la situazione si possa ancora risolvere. Non togliete a nessuno il lavoro”.

IL MIO CUORE E’ CON LORO - Il tiratore danese Anders Golding, secondo nello skeet a Londra 2012, ha una dedica particolare da fare. “Passo a Taranto una sessantina di giorni all’anno – spiega – e mi alleno con il mio ct Pietro Genga nel poligono all’interno della fabbrica. Vorrei dire a tutti quegli operai che il mio cuore è con loro”. Il danese Golding, oggi argento alle Olimpiadi dietro al fuoriclasse americano Hancock, 23 anni e già al secondo oro ai Giochi, di lavoro fa il carpentiere, e non si dedica al tiro a volo a tempo pieno.

CI ALLENIAMO LI’ - Si allena solo di pomeriggio, ed utilizza le ferie, che prende quando nel suo paese è inverno, per andare a Taranto ad allenarsi con il suo ct Pietro Genga ed altri compagni di nazionali, “in tre alla volta”. “Da loro in certi periodi dell’anno fa 21 sotto zero – spiega Genga – e non potrebbero assolutamente allenarsi. Quindi vengono dalle mie parti, e spesso sono miei ospiti a pranzo e cena”. Per questo i tiratori della Danimarca, e quindi anche Golding, conoscono bene la situazione dell’Ilva: “da voi ci alleniamo sempre li”, dice la medaglia d’argento di oggi.

SONO UN LAVORATORE ANCH’IO - Sei impianti dell’area a caldo della fabbrica tarantina, su ordine del Gip, sono stati messi sotto sequestro per motivi di inquinamento ambientale e gli operai sono stati mandati a casa. “So cos’è successo e mi dispiace – spiega Golding -: sono un lavoratore anch’io, e capisco quella gente”. Anche il tarantino Pietro Genga dedica l’argento vinto da tecnico, “ai lavoratori dell’Ilva, oltre che a mia moglie ed alla bambina che stiamo per avere. Lavoro come ct danese part-time, perchè faccio parte del Corpo Forestale dello Stato, e proprio in questo ruolo dico che all’Ilva ci si doveva pensare prima. Ma questa mia medaglia da ct è “dedicatissima ai lavoratori dell’Ilva, visto che è stata conquistata anche grazie a loro che ci ospitano all’interno dei loro impianti. Spero che la situazione si risolva e che questo nostro risultato possa essere una boccata d’ossigeno”.(Ansa/Photocredit Lars Baron-Getty Images)

LUCIANA CASTELLINA, MAESTRA DI VITA VISSUTA - “MEGLIO COMPAGNI, MARITI O AMANTI? COMPAGNI È MEGLIO. L' AMANTE PUÒ ESSERE LA STORIA DI UNA SERA. COMPAGNO PUOI ESSERLO PER LA VITA. E COMUNQUE MEGLIO COMPAGNO CHE MARITO.

31 Luglio 2012



Luciana Castellina è una donna che ha fatto palpitare molti cuori. Bellissima, seducente, colta e, naturalmente, comunista. L' anno scorso per Nottetempo uscì La scoperta del mondo, un piccolo libro autobiografico, dove raccontava parte della sua formazione comunista. Ma tutto sul filo della memoria, dell' ironia, di quella grazia che quando si declina al femminile, è un valore aggiunto. Ci incontriamo nella sua bella e ospitale casa romana.

LUCIANA CASTELLINALUCIANA CASTELLINACome eravate voi del Pci nei rapporti d' amore?
«La responsabilità e il decoro, che il partito, esigeva dovevano convivere con le passioni sentimentali che a volte potevano essere travolgenti. Non era facile tenere sotto controllo una situazione antropologicamente chiara ma politicamente condizionante. In fondo parlare d' amore è complicato».

LUCIANA CASTELLINA7str01 luciana castellinaPerché?
«I comunisti preferivano parlare della famiglia. L' amore è una nozione moderna che implica il concetto di individuo. L' amore non esiste nel mondo rurale. E l' antichità conosce l' eros ma non l' amore come lo intendiamo oggi. L' amore è anche rischio, passione, principio di destabilizzazione. Considerato una prerogativa "borghese"e per questo nel Pci poteva essere visto con sospetto. Aggiunga che la gran parte dei due milioni e passa di iscritti al partito erano contadini e cattolici e avrà chiaro il quadro della situazione».

E tuttavia proprio i vertici del partito non sempre davano il buon esempio.
«C' era un misto di puritanesimo e di pratica non consonante, ma questo accade ovunque il potere venga esercitato. Inoltre, caduto il fascismo, molti dirigenti comunisti tornarono dalla galera, dal confino, dall' esilio. Erano più vecchi di qualche anno, ma si sentivano eroi in grado di sedurre giovani fanciulle. I più anziani erano i Longo, i Roasio, i Togliatti. Tutti sposati ma con delle mogli che appartenevano a un' altra stagione della vita».

7str38 luciana castellinaScoppiano i primi drammi familiari.
«Il caso più famoso riguarda Teresa Noce, la moglie di Longo. Con lui fa una vita di privazioni inaudite: l' esilio a Parigi, poi a Mosca, la guerra di Spagna. Infine in Francia finisce catturata dai tedeschi che la spediscono in Germania. E quando viene liberata dopo il 1945 scopre due cose: che il mondo è cambiato e che Longo si è messo con un' altra donna, una dirigente dell' Udi. Non reagì benissimo».

7str24 luciana castellinaAnche Togliatti lasciò la moglie, Rita Montagnana, per Nilde Jotti. Cosa lo spinse a questo gesto?
«Togliatti si invaghì della normalità di Nilde, bella signora emiliana che fece capire al partito che si poteva indossare un bel vestito, andare dal parrucchiere, portare dei gioielli conservando una certa diversità comunista».

h ing20 luciana castellinaCome reagì il partito?
«Male. La povera Nilde le scontò tutte. Per tanto tempo la federazione torinese le impedì di mettere piede in città, dove erano nati sia Togliatti che la Montagnana. Lei era quella che le aveva rubato l' uomo, distolto il grande leader dai suoi compiti naturali».

Questa coppia lei l' ha conosciuta da vicino?
«Mi è capitato di andare a cena a casa loro. Ricordo che a Togliatti piaceva che la tavola fosse ben apparecchiata: aggiustavai fiori, allineava le posate ed era soddisfatto del ruolo di Nilde, della sua normalità».

Quando dice "normalità" intende borghese?
«Solo in parte. Intendo che quella era per Togliatti una virtù politica. Il suo modo di prendere atto che da lì in poi avrebbe parlato a una società normale».

Non ritiene che la rigida morale del partito dipendesse anche dal fatto che il Pci era un organismo molto simile alla Chiesa?
«C' erano dei codici e delle liturgie da rispettare».

napolitano,jotti
Che ogni tanto venivano trasgrediti soprattutto da intellettuali e artisti.
«Il loro era un mondo separato. Anche se interessante. Quando conobbi il mio ex marito, Alfredo Reichlin, che allora era all' Unità, frequentavamo sì gli intellettuali, ma erano davvero un corpo secondario, rispetto al partito».
Il che non impedì, quando se ne scoprirono le inclinazioni sessuali, l' espulsione di Pasolini per indegnità morale.
«Era il 1950. La questione gay non era stata neppure lontanamente affrontata. C' era stata una denuncia per atti osceni. E il partito reagì male, molto più nel perbenismo dei vertici che in quello della base».

Non ha l' impressione che gli amori comunisti a volte fossero frutto del privilegio?
«A volte sì. C' era chi poteva permetterselo».

Palmiro Togliatti e Nilde Iotti durante una vacanza OlycomGuttuso non ha mai sacrificato l' istinto del maschio siciliano.
«Sì, ma da un certo momento in poi, agli artisti era concesso trasgredire. Mentre più imbarazzante sarebbe stato per un dirigente politico. Non dimentichi che il partito fino agli anni Ottanta conserverà una certa idea di purezza. Il richiamo che Berlinguer farà a santa Maria Goretti, come modello per la gioventù comunista, va in questa direzione».

Le sue radici, Castellina, sono borghesi, non le ha mai pesato aver scelto il Pci?
«È la mia storia. Quando sono entrata nel Pci mi sono autocriticata su tutto, rispetto alla mia provenienza. Ho ridimensionato l' Io a favore del noi, del comune».

Una grande individualità fu Sibilla Aleramo. Come la giudica?
«Fu anche lei iscritta al Pci. È stata un modello di libertà sessuale e di pensiero. In qualche modo con lei riprendeva corpo la tradizione socialista di Anna Kuliscioff, Alexandra Kollontai e in parte Tina Modotti».

Alfredo Reichlin e Roberta
A un certo punto ha fatto un accenno al suo ex marito.
«Ci siamo sposati nel 1953 e separati nel 1958. Volendogli molto bene ho sofferto nel lasciarlo. Ho impiegato anni a elaborare il distacco. Fu come tagliarsi un braccio. E non per la causa che condividevamo ma per il rapporto che avemmo. In ogni caso, siamo sempre restati amici».

I suoi rapporti con il femminismo?
«Sono stati tardivi. Fui educata alla scuola dell' emancipazione femminile per cui le donne dovevano diventare come gli uomini. È stata mia figlia a rendermi cosciente che il problema non è di somigliare agli uomini ma di far valere la diversità delle donne».

ROSSANA ROSSANDA LUIGI PINTOR LUCIO MAGRINel "Manifesto" lei e Rossana Rossanda avete rappresentato due modelli di emancipazione. Che rapporti avete avuto?

«Intensi, lunghi e importanti. È stata per me una maestra, non una collega. E poi siamo diventate come due sorelle. Litigammo a lungo al tempo della rottura fra il partito e il giornale. Ma il legame d' affetto ha avuto la meglio: tra noi e con Lucio Magri».
Con Lucio lei ha avuto una lunga storia d' amore.
«Siamo rimasti uniti per quarant' anni. Per un lungo tratto fedeli e poi liberi di avere altre storie, ma sempre stando insieme».

LUCIO MAGRI
Un personaggio singolare Magri: ricco di intuizioni.
«Aveva una grande generosità intellettuale e acume, come dimostra la raccolta di suoi saggi che sto curando per il Saggiatore. Ma al tempo stesso era insopportabile per il suo integralismo. Detestava l' eclettismo».

Lei non lo ha accompagnato in Svizzera per assisterlo nella sua decisione al suicidio. Perché?
«Sarebbe stato particolarmente difficile andare, perché fino all' ultimo ho combattuto per impedirgli di farlo. E alla fine lui lo ha fatto di nascosto. È partito senza dirmelo, altrimenti lo avrei dissuaso».

Meglio compagni, mariti o amanti?
«Compagni è meglio. L' amante può essere la storia di una sera. Compagno puoi esserlo per la vita. E comunque meglio compagno che marito. Uno dà il senso di scelta che l' altro non offre. E poi: mentre è difficile avere molti mariti, è possibile avere molti compagni. Storicamente non è facile essere monogami».(Antonio Gnoli per "la Repubblica")

Come portare i soldi all’estero e vivere felici . Svizzera, le banche dei ricchi e le poste per i meno abbienti. Ma anche Panama. Il rigore di Monti torna a far scappare i denari italiani

31 Luglio 2012


C’era una volta lo scudo fiscale: quella misura del governo di Silvio Berlusconi, firmata Giulio Tremonti, che doveva favorire il rientro dei capitali in modo da garantire la crescita italiana e invertire la spirale della crisi. Funzionava in maniera abbastanza semplice: hai portato capitali irregolari all’estero? Puoi riportarli in Italia pagando un tot di multa e lo Stato ti lascerà stare.

FUGA DEI CAPITALI - Un condono,. l’ennesimo. E, inutile, si apprende. Perché tutti i capitali tornati in Italia negli ultimi mesi hanno già ampiamente ripreso la via dell’estero. La crisi non si arresta. Le voci sul collasso dell’euro preoccupano. Le tasse si alzano, o quantomeno non accennano a scendere: e le ultime voci parlano addirittura di una tentazione “Giuliano Amato” per il governo di Mario Monti: prelievo forzoso sui conti correnti. Sottrazione di denari senza colpo ferire: inaccettabile, per molti. E così, da ieri, i giornali ci informano che la Svizzera è una delle mete preferite per gli italiani in gita fuoriporta in questi giorni di estate. Ginevra, Martigny, o anche semplicemente Lugano: il conto nella banca svizzera è sempre una garanzia.

LA STRADA DI LUGANO - Ma non dobbiamo pensare a situazioni da super-milionari: tutto si modernizza e cambia. E anche il cittadino comune, con un capitale in fondo limitato, può permettersi di aprire un conto in Svizzera con tutte le garanzie del caso: fiscali, finanziarie e patrimoniali. Le Poste Svizzere, in effetti, sono una destinazione particolarmente gradita. Ma andiamo con ordine e quantifichiamo: scrive il Giornale che secondo Bankitalia sono 300 miliardi i disinvestimenti in libera uscita dall’Italia negli ultimi 2 anni e mezzo. Le ragioni per il rinnovato galoppo dei capitali italiani verso nuovi e più favorevoli lidi sono tanti, e non esclusivamente fiscali.

ASSICURAZIONI - Li accennavamo: ”Il timore prevalente non è didover pagare altre imposte sui capitali, magari la famigerata patrimoniale”, che alcuni si dicono persino pronti a pagare, “ma riguarda il futuro stesso del Belpaese”. Insomma, come scrive ContoInSvizzera.com, sito internet che ha realizzato una completa guida all’apertura di un deposito fiscale nel paese delle Alpi, una visita a Lugano o a Ginevra rischia di essere davvero “un’assicurazione sulla tenuta dell’Italia e dell’euro”. Ovviamente “incombe anche lo spettro dello «scippo» notturno di Giuliano Amato, cioè il ripetersi del prelievo forzoso dai conti correnti che, dopo 20 anni, ancora turba i sonni degli italiani”.”

CHE TIPO SEI? - Come fare? Dicevamo, non è troppo difficile. Il Secolo XIX ha elaborato un’infografica che va per archetipi.

C’è il grande milionario, tuba, cilindro e bastone che va in Svizzera accolto all’Ubs con guida rossa e trattamento Vip: porta un piccolo assegno per le spesucce, apre un conto e la banca stessa incarica un suo fiduciario – la nuova versione del proverbiale “spallone” – che recupera il patrimonio.  Il denaro viene investito con un pacchetto di investimento piuttosto stabile, amministrato via Internet e una volta all’anno ci si rivede per il punto della situazione. Facile.  Poi c’è il professionista delle scatole cinesi che preferisce le triangolazioni: apre una offshore che apre in Svizzera un conto e se necessario si protegge ulteriormente con  una ulteriore società a Singapore.

POSTE SVIZZERE - Ma la grande novità è il ruolo delle Poste Svizzere che accettano depositi di quantità relativamente irrisoria: il grande ostacolo, infatti, è che per giovarsi appieno dei regimi favorevoli dei proverbiali paradisi fiscali è necessario portare all’estero molto, molto denaro: almeno 500mila euro per la gestione da professionisti tutto compreso. Non così alle Poste.
A parte il consueto circuito bancario, dove ovviamente non mancano le controllate svizzere dei principali istituti italiani, chi negli ultimi tempi ha raccolto euroapalate è laPosta. Postfinance è ormai arrivata a gestire 80 miliardi di euro con i suoi conti correnti semplici e a basso costo. Alle Poste di Ginevra, Lugano e di Chiasso sivedono le stesse scene. Italiani che entrano, prendo no i pieghevoli dei conti (con 25 mila euro di deposito fai tutto, escluso il trading online) e studiano. Altri, come «Marco e basta»,sono venuti a mettere sul conto altri 8 mila euro, duemila in meno del massimo che puoi portare con te alla frontiera. «L’anno prossimo li metto sulla dichiarazione dei redditi, sono giusto i soldi con i quali far studiare all’estero i miei figli», racconta dopo un breve scambio sul «rischio di un prelievo forzoso sui conti correnti, giù in Italia». Il conto alla Postfinance lo si può aprire anche per posta, naturalmente: basta riempire i moduli, fare un bonifico e mandare la fotocopia di un documento. E se i soldi servissero per una spesa imprevista?«Fatti la carta di credito e prelevi quando e dove vuoi», ci dice un altro signore italiano.
La carta di credito la fai alla Coop (la Supercard), o negli altri punti vendita della grande distribuzione organizzata svizzera: per avere una carta è necessario indicare un conto d’appoggio, e quello delle poste svizzere va più che bene. Problema risolto e contanti disponibili in tutto il mondo.

UNA BELLA GITA - Secondo il Giornale dai paesi più deboli della zona euro, i proverbiali Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda, i Piigs, dati di febbraio anno su anno, nel 2012 i trasferimenti verso i paesi forti dell’Unione Europea – Germania, Lussemburgo, Olanda sono aumentati esponenzialmente.



La beffa è doppia, nel senso che la Svizzera d’estate offre, turisticamente, una serie accattivante di attrazioni: e così, con la scusa di una visita a Ginevra, o alle mostra d’arte di Martigny (16 banche per 15mila abitanti) si devia verso uno sportello bancario. E si mette in sicurezza il capitale.

OFFSHORE - Tutto legale, se fatto con le dovute attenzione e regole. Su internet si trova facilmente lo studio legale di Giovanni Caporaso Gottlieb, principe di West Antarctic (scissione dello stato non riconosciuto di Antarcticland, stato non riconosciuto di cui Caporaso era addirittura Principe Reggente) –  e “guru italiano delle società offshore”, grazie al suo studio con base a Panama, paradiso fiscale fra i più apprezzati. Lo stato del Canale, appunto, ma anche le Seychelles, in generale i Caraibi, Nevis, Antigua – dove si era rifugiato il famigerato Valter Lavitola e dove banca Arner aveva finanziato la casa di Silvio Berlusconi – addirittura partecipazione o creazione di banche offshore. Lo studio Caporaso fornisce ogni sorta di servizio per l’apertura e la gestione di conti e attività oltrefrontiera, anche perché molto spesso le istituzioni finanziarie dei paesi destinazione richiedono spesso la presentazione di una persona di fiducia. Attraverso gli studi di consulenza si può avere un pacchetto offshore completo: ci sono addirittura società pronte per essere messe in campo, come cestini da pranzo già preparati e pronti all’uso. “É legale possedere una società offshore?”, ci si chiede sul website di Caporaso.

MENO TASSE - “Cento per cento  legale. Quasi il 50% (112 su 250) delle società quotate in borsa ed il 25% (22 su 88) dei gruppi bancari hanno partecipazioni, quasi sempre di controllo, in società residenti nei paradisi fiscali. Perché?  La risposta é semplice: per pagare meno tasse!”. Una volta aperta un’offshore sarà possibile aprire un ufficio di rappresentanza in Italia per operare in maniera praticamente libera del nostro paese. L’attività deve apparire interamente esplicata all’estero, così bisogna fatturare esclusivamente oltre confine: “Dal conto offshore potete ritirare i soldi come volete ma non debbono mai essere inviati sul vostro conto. Potete usare il bancomat o triangolazioni su altri conti”. Le azioni della società? Al portatore, per il completo anonimato, più una procura generale per gli affari. La libertà d’azione e le agevolazioni fiscali variano da paradiso fiscale a paradiso fiscale: in generale la meta prediletta per chi vuole scampare alla crisi dei paesi industrializzati rimane Panama, con la sua totale assenza di tassazione sulle persone giuridiche: “L’unico adempimento é il pagamento di una Tassa Annuale (Tasa Unica) e dell’Agente Residente (noi) per un totale di 550 euro annui, a partire dal secondo anno. Non ci sono altre tasse, adempimenti, obblighi, doveri”: davvero un ricco bottino. Ma il confine fra legalità e illegalità è davvero labile.(Tommaso Caldarelli per "Giornalettismo.com")