yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: giugno 2013

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sabato 29 giugno 2013

LA LUNGA INTERVISTA AL SUN - Il racconto di Sollecito: «Conoscere Amanda fu come essere colpiti da un fulmine» . «Ogni volta che incontro una poi devo spiegarle che sono coinvolto in un caso di omicidio»


Raffaele SollecitoRaffaele Sollecito
Da quando è uscito di prigione Raffaele Sollecito non ha mai vissuto nello stesso posto per più di due mesi, perché è sempre successo qualcosa che lo ha costretto a cambiare aria. Come l’ultima volta in Canton Ticino, quando un controllo più approfondito ai documenti presentati per ottenere la residenza ad Aldesago, vicino Lugano (dove fra l’altro aveva anche fondato la società di produzione Experience Teller) aveva evidenziato alcune irregolarità: risultato, permesso ritirato e ritorno obbligato in Puglia, a casa di papà Francesco (la mamma è morta di infarto nel 2005), dove il 29enne ingegnere - in attesa di un nuovo processo per la morte della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa a Perugia nel novembre del 2007, dopo che la Cassazione ha annullato la precedente assoluzione - è stato rintracciato dall’Observer (il domenicale del Guardian), che ha dedicato un’intera pagina all’incubo kafkiano di Sollecito, vittima – a suo dire – «di una giustizia che sta giocando con la mia vita come fossi il personaggio di un romanzo di Kafka».

In mezzo a questo turbinio di trasferimenti più o meno voluti c’è stato anche il viaggio a New York di un paio di settimane fa, immortalato dal Mirror in un servizio fotografico esclusivo, nel quale si vede Sollecito abbracciare appassionatamente Amanda Knox, l’altra grande imputata del processo che dovrebbe aprirsi in ottobre a Firenze (e che ha costretto l’italiano ad iniziare una colletta su Facebook per raccogliere 500mila dollari per le spese legali). Ed è stato probabilmente proprio durante la trasferta newyorkese che Sollecito ha incontrato i due cronisti del Sun che sabato hanno pubblicato l’intervista, nella quale racconta della sua storia con Amanda, conosciuta ad un concerto appena cinque giorni prima della morte di Meredith, ma anche della sua incredulità alla decisione della Cassazione di annullare la precedente sentenza di assoluzione e del suo desiderio di andare un giorno sulla tomba della povera Meredith.

Sollecito con Amanda Knox davanti alla casa di Perugia dove il primo novembre 2007 è stata trovata morta la studentessa inglese Meredith Kercher Sollecito con Amanda Knox davanti alla casa di Perugia dove il primo novembre 2007 è stata trovata morta la studentessa inglese Meredith Kercher
«Conoscere Amanda è stato
 come essere colpiti da un fulmine, lei era fantastica ed io davvero molto, molto felice», racconta Sollecito. «La nostra relazione si è intensificata molto rapidamente, il sesso con lei non era noioso anche se io non avevo molta esperienza al riguardo e parlavamo delle nostre fantasie, dei nostri sogni, di cosa ci piacesse come una coppia normale. Ma a causa di quello che è successo non abbiamo mai avuto la possibilità di vedere come sarebbe andata la nostra storia e chissà, magari adesso avremmo potuto essere ancora insieme». Di certo, c’era molto affiatamento fra i due nel breve incontro di pochi giorni prima,chaperon la mamma di lei (nessuna traccia invece del fidanzato di Amanda, James Terrano). «Dopo aver vissuto un’esperienza del genere è naturale restare amici e supportarsi a vicenda – ha spiegato Sollecito al tabloid - ma non ho rimpianti per averla conosciuta. Avrei potuto fare quello che la polizia voleva e dire loro che non ero con lei quella famosa notte, ma poi non avrei potuto vivere a posto con la mia coscienza».

Alla domanda dei giornalisti sul perché avesse cambiato versione (l’ingegnere italiano disse che la Knox aveva lasciato il suo appartamento alle nove di sera per ritornarci solo all’una di notte), Sollecito ha risposto dando la colpa ai poliziotti («furono molto aggressivi, chiesi un avvocato e me lo negarono e nessuno degli interrogatori venne registrato, cosa che ho trovato strana») e ammettendo di essere «molto confuso sul giorno a cui si riferivano», mentre la famosa frase «stanotte faremo sesso selvaggio» detta ad Amanda il giorno dopo l’omicidio, sarebbe stata ironica «perché lei aveva appena comprato della biancheria intima con sopra una mucca».

Sollecito in aula nell'ottobre del 2011Sollecito in aula nell'ottobre del 2011
Anche da qui la sua convinzione
 «che la giustizia italiana stia insistendo con la pazzesca teoria che l’omicidio di Meredith sia stato un perverso gioco sessuale per vendicarsi di me e Amanda e salvarsi la faccia. Al primo processo hanno detto che io ed Amanda ci stavamo baciando e toccando e che ho cercato Meredith perché ero eccitato dalle “vibrazioni sessuali”. Ma cosa mai significa? Non ho mai fatto sesso a tre o un’orgia in vita mia, mi sento come se fossi in un film dell’orrore, dove loro continuano a fare dei sequel. La pubblica accusa sostiene la sua teoria senza prove reali e questo è estremamente doloroso: sono sopravvissuto alle fiamme dell’inferno già una volta e ora sembra che vogliano farmi rivivere nuovamente quest’incubo. Avevo 23 anni e avevo appena incontrato una ragazza fantastica, perché mai avrei dovuto improvvisamente uccidere in modo così violento una che conoscevo a malapena e con una che avevo conosciuto solo cinque giorni prima? Non ha alcun senso».

Sebbene Sollecito avesse incontrato Meredith poche volte prima della sua morte, il ricordo della dolce ragazza inglese brutalmente assassinata non lo lascerà mai e gli piacerebbe un giorno poter andare a pregare sulla sua tomba, nel cimitero di Mitcham, nel Surrey. «Non dimenticherò mai Meredith e quello che è successo è stato davvero terribile, ma non sono responsabile della sua morte e m’intristisco quando sento che la sua famiglia dice di essere ancora convinta che ci siano altre persone coinvolte oltre a Rudy Guede, che è in prigione per l’omicidio e il cui DNA era ovunque sulla scena». Per ora però Sollecito deve pensare al nuovo processo e soprattutto a cercare di rimettere insieme i pezzi della sua vita, un’impresa che finora si è sempre rivelata impossibile, «perché ogni volta che incontro una con cui potrei essere felice poi devo spiegarle che mi chiamo Raffaele Sollecito e che sono coinvolto in un caso di omicidio e non è facile per l’altra persona accettarlo. Ma chi lo sa cosa succederà? Magari un giorno potrebbe capitare anche a me qualcosa di bello».(Simona Marchetti per "Corriere.it")

IL CASO - Facebook blocca la foto dell'asceta nudo E scoppia la rivolta dei fedeli indiani . Profilo bloccato a un ragazzo che aveva pubblicato la foto di un monaco giainista: «Urtati i miei sentimenti religiosi»


La foto dello scandaloLa foto dello scandalo
Facebook ha bloccato la pagina di un giovane indiano perché conteneva la foto di un asceta giainista nudo. Lo scatto, secondo i parametri del social network, era «osceno». Ma Anshul Jain Rara, 23 anni, non ha gradito la decisione e ha scatenato un polverone: «Facebook ha urtato i miei sentimenti religiosi». Il risultato? La notizia è finita in prima pagina sul quotidiano The Hindustan Times.
«VESTITI D'ARIA» - Dodici ore dopo aver caricato la foto del monaco Muni Shri Punyanandi senza abiti a gambe incrociate, Anshul ha ricevuto un avvertimento da Facebook in cui gli si chiedeva di rimuovere «la foto contenente nudità». La censura dell'immagine del monaco della setta dei Digambara («vestiti di aria» in sanscrito) è stata duramente criticata dalla comunità religiosa che segue una tra le più antiche fedi indiane ed è una delle più piccole con circa 10 milioni di seguaci. L'account, dopo circa 48 ore, è poi stato ripristinato una volta chiarito l'equivoco e ora funziona. Ma il ragazzo è stato avvertito: se pubblicherà ancora delle foto del genere sarà espulso dal social network per sempre.
«CENSURATO IL NOSTRO SANTO» - «Facebook ha urtato i sentimenti religiosi della nostra comunità definendo come oscena la foto del nostro santo» ha tuonato un rappresentante della setta Digambar, Jain Mahasabha, sentito dal giornale. I giainisti, che seguono la terza religione indiana dopo l'induismo e il buddhismo, praticano uno stile di vita rigorosamente non violento e una forma estrema di vegetarianesimo, a tal punto che indossano una mascherina per evitare di ingoiare microrganismi. I monaci come quello della «foto dello scandalo» non indossano i vestiti come dimostrazione della loro rinuncia ai beni terreni e dell'indifferenza che provano rispetto alle emozioni terrene come la vergogna.
LE REGOLE DI FB - Facebook ha delle linee guida ferree che servono a tenere sotto controllo la violenza verbale, l'antisemitismo, il bullismo. A volte però possono apparire bizzarre o esagerate - come l'assoluto divieto di pubblicare foto di mamme che allattano - e spesso possono trasformarsi in censura anche politica (per esempio non si può parlare di Kurdistan se si risiede in Turchia). Adesso le norme della creatura di Zuckerberg sono riuscite nell'impresa di far perdere la pazienza perfino ai gianisti indiani, così tanto pacifici. (Angela Geraci per "Corriere.it"9

LA LITE TRA I FRATELLI DEL CINEMA ITALIANO - Gabriele Muccino lascia Twitter «Quest'arena non è il mio posto» . Il regista criticato dalla Rete annuncia: «Non serve a nulla è superficiale e sto meglio senza. Buon proseguimento»


Gabriele Muccino con Angelica Russo a Venezia (Ansa)Gabriele Muccino con Angelica Russo a Venezia (Ansa)
«Dall'ultimo bacio» all'«ultimo tweet». Forse siamo all'epilogo della «guerra» tra i fratelli Muccino. Almeno sui social network. Gabriele, il fratello grande, il Movie director, oggi cinguetta: «Ragazzi mi cancello da twitter». Dopo le polemiche con il fratello, quello piccolo, cioè Silvio l'attore, il Muccino senior annuncia: «Quest'arena non è il mio posto! Non serve a nulla è superficiale e sto meglio senza. Buon proseguimento». La decisione (di Gabriele) dopo il botta e risposta (con Silvio) su vecchie storie e nuovi rancori familiari. La decisione dopo le critiche e le battute ricevute online. Comprese quelle a commento della drastica decisione di lasciare. Una per tutte: «Un minuto di silenzio per @GabrieleMuccino. Anche lui ha preso la #mentanite».
Silvio Muccino (Omega)Silvio Muccino (Omega)
LA VICENDA
 - Accuse di plagio, fughe e querele, la disfida dei fratelli Muccino da giorni si gioca sui giornali che rendono conto della lite a colpi di post e tweet. Ma il malessere tra i fratelli ha radici profonde. Tra i due, dopo ben tre film insieme, la rottura silenziosa è durata 5 anni. Ora l'esplosione di fatti privati che diventano pubblici via social network. Il Muccino di 46 anni racconta la sua verità e trova in una donna la colpevole di questa «fraterna scissione» accusandola di aver plagiato il fratellino: lei è Carla Vangelista (59 anni), con cui Silvio ha scritto il suo primo romanzo «Parlami d'amore».
LA REPLICA - Il Muccino di 31 anni tira in ballo il passato e risponde dopo qualche giorno: «Gabriele conosce benissimo i motivi del mio allontanamento, e sa che riguardano gravi episodi vissuti nella mia infanzia all'interno del nucleo familiare. Episodi di cui non parlo per decoro e per non nuocere alla mia famiglia». E poi rincara: «Pochi anni fu proprio lui (Gabriele) a tagliare i ponti con la mia famiglia, per costruirsi una vita serena con la moglie di allora. Fu proprio lui a dirmi che sarei dovuto "scappare da quella famiglia". Ora sembra aver dimenticato. O forse preferisce non ricordare, perché quando il suo matrimonio naufragò, rinnegò tutto e mi comunicò che era stato "plagiato" dalla ex moglie».
L'EPILOGO? - Nella penultima puntata, quella di venerdì, Gabriele risponde su Twitter: «Non replicherò alle infamità deliranti nei confronti dei nostri anziani genitori rilasciate ad agenzia stampa da parte di mio fratello. Pena». Finale (forse) dopo insulti e critiche: Gabriele abbandona Twitter e i suoi 38mila follower. Silvio, invece, con i suoi 140mila seguaci, resta. Come loro nessuno mai. (Nino Luca per "Corriere.it"9

IL PADRE DEL NUOVO SUDAFRICA È RICOVERATO PER UNA INFEZIONE POLMONARE - Obama: «Non vedrò Mandela in ospedale» Ma il presidente Usa è accolto da proteste . Scontri a Johannesburg tra polizia e manifestanti che non vogliono il capo di Stato americano

Il presidente americano, Barack Obama, non è andato in ospedale a visitare Nelson Mandela, lo storico leader sudafricano tenuto oramai in vita grazie al supporto delle macchine. Lo ha riferito la Casa Bianca in una nota. «In segno di rispetto per la serenità di Nelson Mandela e della volontà della famiglia, Obama e la moglie Michelle non andranno in ospedale», si legge nella nota. La coppia presidenziale Usa si limiterà ad incontrare i familiari di Mandela.

INCONTRO - La Casa Bianca ha spiegato che quello con i familiari di Mandela sarà un incontro privato. Obama è giunto oggi in Sudafrica, seconda tappa del suo viaggio in Africa dopo il Senegal. «Non ho bisogno di una "photo opportunity" e l'ultima cosa che voglio è essere invadente in un momento in cui la famiglia è preoccupata per le condizioni di Nelson Mandela», aveva detto Obama parlando venerdì con i giornalisti a bordo dell'Air Force One proveniente da Dakar. Mandela, 94 anni, è ricoverato da tre settimane dopo il ripresentarsi di un'infezione polmonare e le sue condizioni sono considerate critiche.
SCONTRI - Ma la presenza di Obama in Sudarica non è stata accolta bene da tutti: scontri tra poliziotti antisommossa e manifestanti che protestano contro la visita di Obama sono in corso a Johannesburg dove il presidente Usa è atteso a breve per un discorso a Soweto. Secondo alcuni testimoni, la polizia ha lanciato granate stordenti per disperdere la folla. (da "Corriere.it")

ANCONA - Fallito attentato alla Clementoni Fermato operaio romeno di 43 anni . A individuarlo, mentre camminava a piedi, è stato un agente della squadra volanti


Ioan Dafinu Nini, l'operaio romeno di 43 anni (Ansa)Ioan Dafinu Nini, l'operaio romeno di 43 anni (Ansa)
È stato fermato poco fa ad Ancona, dalla polizia, Ioan Dafinu Nini, l'operaio romeno di 43 anni che ieri voleva far esplodere con un'autobomba la fabbrica Clementoni a Recanati. A individuarlo, mentre camminava a piedi, è stato un agente della Squadra volanti diretta da Cinzia Nicolini. Ritrovata anche la vettura rubata dal romeno.
LE RICERCHE - Dalla mattinata un elicottero dei carabinieri, il Nexus in dotazione al Centro elicotteri CC di Pratica di Mare (Roma), sorvolava la zona alla ricerca dell'uomo. Per aiutare la ricerca avevano anche svelato il particolare di alcune ferite da ustione lieve a un braccio. «Si rammenta - avevano spiegato i militari - che ogni segnalazione tempestiva può agevolare le forze di polizia nel suo rintraccio poiché si teme che l'uomo possa commettere ulteriori gesti, anche autolesionistici». (da "Corriere.it")

Renzi: «Chi vince le primarie Pd sia candidato premier» . Il sindaco di Firenza afferma: «non vorrei diventare capo del Pd per cambiare il partito ma per cambiare l'Italia»


Matteo Renzi (Ansa)Matteo Renzi (Ansa)
«La sfida più grande sarebbe certamente la posizione di premier e per questo diventa importante il partito. Chi vince le primarie aperte dovrebbe essere il candidato a guidare il Governo. Certo, non vorrei diventare capo del Pd per cambiare il partito, ma per cambiare l'Italia». Lo ha detto Matteo Renzi in un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung.
LETTA - Sempre nella stessa intervista parla anche del Presidente del consiglio. «Enrico Letta è un amico, solido, abile, competente ed è un grande europeista» convinto che per la grande coalizione con cui governa, «tutto quello che fa è pragmatico e non rivoluzionario. E nella nostra situazione piccoli passi non bastano».
FASSINA - Intanto il vice ministro dell'economia Stefano Fassina conferma le indicrezioni su una sua candidatura alla segreteria del partito. «Sono a disposizione per dare il mio contributo» afferma in un'intervista a Il Messaggero. Per quanto riguarda le regole del Congresso su cui si sta discutendo, Fassina spiega: «Servono a garantire la massima apertura, non a bloccare qualcuno. Renzi non si inquieti, se non sbaglio fu lui a voler modificare lo statuto pur di candidarsi. E comunque basta discutere solo di regole, e basta vittimismo sulle regole». E aggiunge: «È fondamentale la separazione delle figure di segretario e candidato premier, mentre le primarie devono essere aperte a tutti quelli che intendono sostenere il Pd». (da "Corriere.it")

ODRŽAO OBEĆANJE- Mugoša skresao plate za 10 odsto



Zaposleni u svim preduzećima, službama, sekretarijatima i organima, čiji je osnivač Glavni grad, primili su junsku zaradu umanjenu za 10 procenata.
Odluka gradonačelnika Miomira Mugoše, kojom se minimalna cijena rada smanjuje za devet eura, odnosno sa 90 na 81 euro, uručena je prije obračuna junskih plata svim organima Glavnog grada, saznaju "Vijesti".
Više zaposlenih u Glavnom gradu saopštilo je "Vijestima" da strahuju da je ovo tek prvi korak u smanjenju zarada, što je nedavno nagovijestio i Mugoša.
On je 11. juna, na posljednjoj sjednici Skupštine Glavnog grada, najavio smanjenje zarada, pravdajući takav potez ekonomskom krizom, ali i usklađivanjem sa zaradama na državnom nivou.
Cijena rada na državnom nivou iznosi 55 eura, ali prema saznanjima "Vijesti", koeficijenti za pojedina radna mjesta u Glavnom gradu nijesu jednako vrednovana.
Mugoša je na sjednici kazao da u Glavnom gradu razmišljaju da od juna počnu linijski da smanjuju lične dohotke, kako bi se napravilo izjednačavanje plata.
On je tada istakao da imaju problem, ocijenivši da Zakon o invalidsko–penzionom osiguranju i Zakon o radu jedan drugog isključuju.
"Zakon o radu dozvoljava da idete u penziju tek sa 67 godina života, a Zakon o PIO priznaje to pravo tek nakon 2014. godine. Imate ljude koji imaju 66 godina i preko 40 godina radnog staža, a žele, kroz navike i običaje, da u nasljedstvo radna mjesta ostavljaju najbližim srodnicima. Ja sam protiv toga... želim da najboljima damo šansu", rekao je tada Mugoša. (fonte "Vijesti")

KASNIO NALAZ VJEŠTAKA - Nastavak rasprave po tužbi Aca Đukanovića protiv Rudnika uglja na jesen


Đukanović tužbom traži poništenje odluka Odbora direktora kojima su naknadno izmijenjeni izvještaji o poslovanju Rudnika
U Privrednom sudu juče nije nastavljena rasprava po tužbi premijerovog brata Aca Đukanovića protiv Rudnika uglja. Vještak finansijske struke Milenko Popović sačinio je, po nalogu suda, vještačenje u vezi sa starim dužničkim povjerilačkim odnosima između Rudnika i Elektroprivrede, ali nalaz nije bio uručen.
Sudija Snežana Pavličić raspravu je odgodila za 27. septembar i zatražila od obje strane u postupku da se na nalaz vještaka pismeno izjasne sudu u roku od 15 dana od uručenja.
Opunomoćeni predstavnik Rudnika Mugdin Nuhanović nije se zbog toga što mu nije uručen nalaz vještaka ni pojavio na jučerašnjem ročištu, a nalaz je juče uručen Vidu Đakoviću, advokatu Aca Đukanovića.
Đukanović je, kao akcionar sa 11 odsto akcija, tužio Rudnik zbog izvještaja o poslovanju za 2009. godinu, koji je pod dosta čudnim okolnostima naknadno izmijenjen, pa su akcionari ostali bez najavljene dividende od 26 miliona eura.
On tužbom traži poništenje odluka Odbora direktora kojima su naknadno izmijenjeni izvještaji o poslovanju Rudnika.
Izvještaj Rudnika uglja je tokom 2010, prema tužbi, naknadno izmijenjen na štetu akcionara, a u korist Elektroprivrede i otpisano je 39,9 miliona eura nagomilanog duga elektroenergetske kompanije.
Otpisano potraživanje Rudnika uglja prema Elektroprivredi nastalo je zbog višegodišnjeg različitog obračuna cijene rude koja je prodavana Termoelektrani koja je dio EPCG.
Najveći akcionar pljevaljskog Rudnika je italijanska kompanija A2A sa 39,5 odsto akcija, a država je druga sa 31 odsto.

SKUPŠTINA AKCIONARA - Vukotić glasao protiv Vlade zbog dividende u Plantažama


Odlučeno je da akcionari u novcu dobiju 642.000 eura ili 0,367 centi po akciji, a u novoemitovanim akcijama 2,3 miliona eura
Skupština akcionara Plantaža odbila je predlog Vlade da za 2012. ne isplaćuje dividendu zbog čega je došlo do žučne rasprave nakon koje je predstavnik Vlade napustio sjednicu.
Odlučeno je da akcionari u novcu dobiju 642.000 eura ili 0,367 centi po akciji, a u novoemitovanim akcijama 2,3 miliona eura.
Kada je usvojen dnevni red, predstavnik Vlade je kazao da je na njenoj sjednici odlučeno da se dividenda ne isplaćuje jer Plantažama dospijevaju mnoge obaveze koje treba da plati.
Međutim, kada se krenulo na glasanje po tačkama, predstavnici državnih fondova su glasali zajedno sa manjinskim akcionarima za isplatu dividende.
Jedan od predstavnika državnih fondova i predsjednik Borda direktora Veselin Vukotić je ušao u raspravu sa predstavnikom Vlade i kazao da bi bio loš odnos prema manjinskim akcionarima da se ne isplati dividenda, a spriječio je i da se ponovo glasa o dnevnom redu i da se odluka mijenja.
Manjinski akcionari nijesu očekivali ovakvu odluku, pa smatraju da je ona donijeta jer Vukotić i ministar poljoprivrede Petar Ivanović imaju veliki broj akcija.
Petar Ivanović
Ivanović ima 1,25 miliona akcija a u novcu bi dobio dividendu od 4.500 eura, a u nominalnoj vrijednosti akcija oko 16.000.
Vukotić se smatra tvorcem neoliberalne ekonomije crnogorske Vlade, a i poslovni je partner premijera na Univerzitetu Donja Gorica.
Bilo je i velike rasprave između izvršne direktorice Plantaža Verice Maraš i manjinskih akcionara. Oni su negirali njene tvrdnje o uspjehu kompanije saopštivši da iznos investicija i profit padaju od 2008. kada je iz kompanije otišao bivši dugogodišnji direktor Đorđije Rajković.
Mali akcionari su naveli i da je u posljednje tri godine zaposleno 250 radnika, većinom u upravnoj zgradi a skoro niko u proizvodnji, iako je ranije utvrđen višak od 100 radnika.
Maraš je odgovorila da su morali zapošljavati nove ljude jer većina sadašnjih radnika ima 50-60 godina starosti i da su mislili na budućnost kompanije.
Akcionari su odgovorili i da mnogi novoprimljeni imaju toliko godina, kao i da su svi primljeni bez javnog konkursa, da pokrivaju izmišljena radna mjesta i da su mnogi od njih primljeni kao tehnološki višak iz vladine administracije i drugih državnih kompanija.
Oni su zamjerili i što u posljednje tri godine nije kupljen ni jedan novi traktor iako su postojeći stari od 20 do 30 godina i sve ih je teže i skuplje održavati, a da je u isto vrijeme kupljeno 30 novih luksuznih automobila vrijednih od 30 do 40 hiljada eura.
Akcionari su naveli da su ti automobili ustupljeni bez ograničenja zaposlenima u upravi, da trošak za vozila plaća firma a da ih poslije radnog vremena nema na parkingu firme.
Maraš je kazala da korisnici automobila rade posao van kompanije i da su im ona nephodna.
Akcionari su zamjerili i zbog akcije kupovine grožđa od malih proizvođača, jer Plantaže, kako su rekli, ne mogu ni svoje da prodaju a gomilaju im se zalihe vina.
Oni su naveli da je realna vrijednost grožđa oko euro po kilogramu, ali je od nekih proizvođača kupovano i po cijeni od dva eura. Iznijeli su sumnju da je po većim  cijenama kupovano od nekih članova vladajuće partije.
Na pitanje koliko je kompanija dužna, Maraš je rekla da nema dugova i da račune redovno izmiruje, iako je predstavnik Vlade konstatovao da sada slijedi plaćanje obaveza zbog čega je bio protiv isplate dividende.
Ona nije odgovorila ni kolika su potraživanja Plantaža i koje joj firme duguju, navodeći da će na to pitanje koje je upućeno i pismenim zahtjevom, tako i odgovoriti. (fonte "Vijesti")