yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: agosto 2013

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sabato 31 agosto 2013

Egitto: Appello Al Qaida per attacchi contro esercito - Appello Al Qaida per attacchi contro esercito. Rsf, raid forze sicurezza in sede Al Jazira-Misr. Ieri 9 morti e 190 feriti


IL CAIRO - Il leader dei Fratelli musulmani in carcere, Mohamed Badie, è stato colpito da un ''attacco cardiaco'' nel carcere di Tora dove è detenuto, ma ''è vivo'' ed è stato sottoposto a ''esami medici''. Lo affermano fonti della sicurezza egiziana all'ANSA.
APPELLO AL QAIDA PER ATTACCHI AD ESERCITO - Una delle principali organizzazioni terroristiche affiliate ad al Qaida, lo Stato Islamico in Iraq e nel Levante (Isil), ha lanciato un appello agli egiziani affinchè prendano le armi e attacchino l'esercito, accusato di avere ucciso centinaia di militanti islamici.
Uno dei portavoce dell'Isil, Abu Mohammed al-Adnani, ha scritto su un sito web in arabo che ''L'esercito egiziano fa parte ed è una pallida copia di quegli eserciti che in uno sforzo mortale tentano di ostacolare le leggi di dio, con la volontà di imporre i principi dell'ateismo e delle leggi umane''.
Rsf, raid forze sicurezza in sede Al Jazira-Misr - Gli uffici al Cairo di Al Jazira-Misr (il canale egiziano del network qatarino) sono stati l'oggetto di un raid delle forze di sicurezza che hanno sequestrato attrezzature e materiale, tra cui due camioncini e quattro macchine fotografiche. Lo denuncia Reporter sans frontieres. Qualche giorno fa, in una nota congiunta, i ministri egiziani per lo Sviluppo, le Telecomunicazioni e l'Informazione avevano definito Al Jazira-Misr "una minaccia per la sicurezza dell'Egitto" accusandola di "operare illegalmente, senza licenze".
E' di almeno 9 morti e 190 feriti il bilancio ufficiale degli scontri ieri in Egitto: 7 i manifestanti pro-Morsi uccisi, 3 al Cairo (Mohandessin) negli scontri con l'esercito, 2 nel Delta (Zagazig), 1 a Port Said e 1 a Ismailiya negli scontri con gli anti-Morsi. Due i poliziotti uccisi, uno in un attacco contro un checkpoint al Cairo. E in Sinai, nel corso della notte, uomini armati hanno ucciso due agenti in un assalto. (Ansa.it)

Berlusconi: nessun ultimatum, governo deve continuare - 'Non sono d'accordo con certe critiche perche' il governo sta facendo cose egregie'


''Non ho pronunciato nessun ultimatum, io ricordo che questo governo è stato voluto fortissimamente da me, e sono convinto che l'Italia abbia bisogno che il governo continui a governare'', ha affermato Silvio Berlusconi parlando con i cronisti. ''E addirittura - ha aggiunto - non sono d'accordo con certe critiche perche' questo governo sta anzi facendo cose egregie. Ricordo che questo governo è stato voluto fortissimamente da me, e sono convinto che l'Italia abbia bisogno che il governo continui a governare''
'Alcuni non li condivido ma firmo tutti' - "Io firmo non solo i sei referendum sulla giustizia, che sono sacrosanti, ma firmo anche gli altri su cui non sono d'accordo, ma con questa firma voglio affermare il diritto degli italiani" ad esprimersi con un voto. Lo ha spiegato Silvio Berlusconi, firmando i 12 referendum promossi dai Radicali: sei sulla giustizia, altri sei sui "diritti umani"
'Se io fuori,impossibile collaborare con Pd' - "Spero che il governo possa continuare", ma "è una cosa che rientra addirittura nell'assurdità che una forza democratica come il Pd pretenda che un' altra forza alleata possa restare a collaborare al tavolo del governo se gli si sottrae il fondatore e il leader". Così Silvio Berlusconi, parlando ai gazebo dei referendum radicali. Berlusconi si è quindi rivolto a Pannella, accanto a lui nel gazebo dove il Cavaliere ha firmato i 12 referendum promossi dai Radicali, diversi dei quali sulla giustizia: "Ti immagini cosa avrebbero fatto ai comunisti avessero sottratto De Gasperi alla Democrazia Cristiana? Ti immagini cosa sarebbe successo al contrario se la Dc avesse sottratto Togliatti?". Tra l'altro, ha aggiunto il leader del Pdl, "né Togliatti, né De Gasperi erano fondatori del partito come lo sono io della nostra forza politica. Quindi - ha concluso - io auguro a questo governo di continuare ad essere a palazzo Chigi e spero che il buon senso prevalga nella testa di chi, preso dalla voglia di eliminare l'avversario politico che per vent'anni si è messo sulla loro strada", perché "non possono lasciar prevalere questa tendenza anti democratica rispetto al bene e all'interesse del Paese". 'Le condanne sono soltanto politiche e sono tese a eliminarmi affinché la sinistra possa prendere definitivamente il potere' (Ansa.it)

Siria attende l'attacco Atteso discorso Obama - Casa Bianca, intervento non è imminente. Onu, non ritiriamo operatori umanitari


Il presidente Usa fornira' un aggiornamento sulla situazione, ma non annuncera' un imminente attacco alla Siria, hanno affermato fonti della Casa Bianca.
La Casa Bianca ha offerto un briefing "classified" sulla crisi siriana a tutti i membri del Congresso. Il briefing e' in programma domani pomeriggio. Lo riporta la Cnn.
Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ricevera' domani un briefing dal capo degli ispettori Onu in Siria. Lo ha detto il portavoce delle Nazioni Unite Martin Nezirski.
Le Nazioni Unite "non si ritirano" dalla Siria, ma restano in Siria per mandare avanti il lavoro umanitario con un migliaio di dipendenti. Lo ha detto il portavoce dell'Onu Martin Nesirsky.
"Sono momenti difficili per la comunità internazionale. L'opinione pubblica italiana è stata drammaticamente turbata dalle immagini delle vittime dell'uso di armi chimiche. Dobbiamo fare di tutto perché non accada più". Lo afferma in una nota il premierEnrico Letta. "Il regime di Assad - aggiunge - possiede arsenali di armi chimiche, il cui uso è un crimine contro l'umanità.Comprendiamo l'iniziativa di Stati Uniti e Francia, alla quale però, senza le Nazioni Unite, non possiamo partecipare". "La settimana prossima a San Pietroburgo faremo di tutto perché si trovi una soluzione politica al dramma siriano, che ha già prodotto un numero intollerabile di vittime e di profughi. La rapida convocazione di 'Ginevra 2' - conclude il presidente del Consiglio - è oramai ineludibile".
Un attacco delle forze Occidentali alla Siria può avvenire 'in ogni momento' a partire da ora, hanno detto fonti della sicurezza di Damasco ad Al Arabiya, aggiungendo che le forze siriane sono 'pronte a rispondere'. Un attacco che, secondo un ayatollah iraniano, 'scatenerebbe l'odio musulmano'.
Gli Stati Uniti dovrebbero presentare al Consiglio di Sicurezza dell'Onu le eventuali prove di un attacco chimico in Siria. E' questa la posizione del presidente russo Vladimir Putin, che si è detto sorpreso dal voto contrario ad un attacco del parlamento britannico e ha definito ''insensate'' le accuse contro Damasco.
Una sesta nave da guerra degli Stati Uniti è operativa nel Mediterraneo orientale, accanto ai cinque cacciatorpediniere americani armati con missili da crociera. Lo rendono noto funzionari della Difesa americana.
Lega Araba dirà no a intervento in Siria - La Lega Araba non darà ''alcun via libera per un intervento militare in Siria'' e ''affermerà che serve'' una soluzione politica del conflitto. Lo ha detto il rappresentante permanente egiziano presso la Lega, Amr Atta, alla vigilia del summit dell'organizzazione sulle vicende siriane.
Iran, se Usa attaccano, reazione oltre confini Siria - Un attacco Usa in Siria provocherà una reazione che andrà "al di là" dei confini siriani: lo ha detto Mohammed Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione islamica iraniani. "Gli americani credono che le reazioni a un intervento militare siano limitate all'interno dei confini siriani. E' un'illusione", ha detto.
Al Jazira, esplosione vicino sede 007 Damasco - Una forte esplosione - forse provocata da un attentato - e' avvenuta oggi a Damasco nei pressi di una sede dei servizi segreti. Lo riferisce la tv panaraba Al Jazira citando alcuni testimoni. (Ansa.it)

NAJSTARIJI BRITANSKI MAGAZIN „SPEKTEJTOR” OBJAVIO DA ĆE NAŠU ZEMLJU KUPITI MOSKVA ILI BRISEL - Crna Gora nema atribute državnosti . Neko će dobiti Crnu Goru, a to neće biti Crnogorci. Možda će biti puzajućeg rata Rusije i EU, kao i oko Kipra, napisao je Metju Periš



Britanski magazin „Spektejtor” objavio je da Crna Gora uopšte ne izgleda kao država, te da od države više podsjeća na ljude zaglavljene u saobraćajnoj gužvi na magistrali pored Jadranskog mora. Najstariji britanski magazin u novom broju donosi priču putopisca Metju Periša, koji je nakon posjete Crnoj Gori zapisao da „ kad dođete, ne dobijete osjećaj da je Crna Gora država”.
Ukoliko Moskva novcem već nije kupila crnogorsku politiku, sigurno hoće, osim ako briselski mito ne stigne prvo tamo. Neko će dobiti Crnu Goru, a to neće biti Crnogorci. Možda će biti puzajućeg rata između Rusije i EU, kao i oko Kipra – napisao je Metju Periš, koji u tekstu pojšnjava da se prošle nedjelje vratio sa putovanja kroz Balkan.
Vidio je samo malo toga, kaže on, ali dovoljno da stekne jasan utisak – „ne mislim da je gotovo na Balkanu, ne osjeća se da su stvari riješene, sve to ne izgleda stvarno”.
– Postoji nevjerovatna pruga kojom iz srpske prestonice Beograda ka Podgorici, ranije Titogradu a sada glavnom gradu Crne Gore, za skoro 12 sati prođete kroz nevjerovatno lijepu zemlju – bujna poljoprivredna zemljišta, gradići, visoka brda i šume, a na kraju veličanstvene planine. Voz prolazi vijaduktima koji ostavljaju bez daha i gura kroz stotine tunela. Vrelog avgustovskog dana, dok smo putovali, bio je prepun Srba i Crnogoraca – napisao je Metju Periš.
Objašnjava da je potom izazvao prepirku sa dijelom putnika, upozoravajući ih da prestanu da koriste cigarete jer je tu znak da je pušenje zabranjeno, te da drže prozore otvorenim. Povod za prepirku, kako je naveo, možda nije bio samo taj.
– Nije bilo tako davno kada smo bombardovali Srbiju, bombardovali, zaista, ovu istu prugu. Britanski posjetilac koji pokušava da obezbijedi poštovanje zakona u srpskom vozu izgleda kao njemački turista koji to radi u Koventriju, nakon Drugog svjetskog rata. „Mrzimo Engleze”, rekao je jedan od mladića do mene. Nisam odgovorio. „Mrzimo Tonija Blera”, rekao je i „mrzimo kraljicu Elizabetu”. Rekao sam da mogu da se saglasim s njim za dvije od te tri stvari. Nakon toga napetost je splasla i počeli smo pravi razgovor – napisao je Periš.
On je objasnio da su svi išli u Crnu Goru. Neki su rekli da su Srbi, neki da su Crnogorci a neki da je to ista stvar. Svi su, kaže dalje, rekli da labav savez dvije zemlje nije trebalo da bude završen i da je time otet od Srbije izlaz na more a da je Crna Gora, kako reče jedan od njih, postala „vic a ne država”.
– Pomenuo sam referendum 2006. godine na kojem je više od polovine (jedva više od polovine) građana glasalo za odvajanje. Moji sagovornici kazali su da da su NATO i Amerika podmitili Crnu Goru, obećavajući joj novac samo da izbace Srbiju – naveo je Periš u članku u „Spektejtoru”.
Kada je, kako kaže, sagovornicima u vozu rekao da je na putu za Albaniju, oni su mu rekli da će biti prevaren, opljačkani i vjerovatno ubijen tamo. Prijateljski smo se rastali, naveo je britanski putopisac, a u Albaniji nije ni opljačkan ni ubijen, već je tamo imao dobar put.
– Za mene neočekivan utisak došao je kasnije, jer sam očekivao neizvjesnost ili strast, ali bio je očigledan nedostatak i jednog i drugog. Takav je bio moj utisak o crnogorskoj naciji. Crna Gora ne izgleda kao zemlja. Veličina nije bitna, naravno, jer to što ste manji od Jorkšira ne znači da ne možete da budete država, ili to što imate malu populaciju, od oko 630.000, što iznosi osminu Jorkšira. Crnogorci, iako dijele jezik sa Srbima, imaju istorijske tvrdnje o sopstvenom identitetu. Ali stvarno. Moji srpski sagovornici bili su u pravu. Kao država, ovo je vic. Crna Gora je samo jedan veliki zastoj u saobraćaju na magistralom putu duž jadranske obale – naveo je Periš.
On smatra da su kanalizacioni odvodi i infrastruktura plaćeni od Evropske unije, a nekretnine su kupili Rusi, i dok postoji veliki priliv ruskog novca. Što se tiče reklama na ulici, neke su samo na ruskom.
– Ukoliko Moskva novcem već nije kupila crnogorsku politiku, sigurno hoće, osim ako briselski mito ne stigne prvo tamo. Neko će dobiti Crnu Goru, a to neće biti Crnogorci. Možda će biti puzajućeg rata između Rusije i EU, kao i oko Kipra. Pitao sam mladog Crnogorca šta misli o svemu posebno o mladoj nezavisnosti zemlje. Izgledao je nezainteresovan. Pitao sam bi li bilo bolje u zajednici sa Srbijom. Oklijevao je, a onda odgovorio da stvari koštaju više sada, kada njegova zemlja koristi (iako nepozvana) euro kao valutu. To su, u stvari, bila njegova razmišljanja na temu nezavisnosti, odnosno veoma realne spekulacije o tome ko je najbolji da vama dominira – zaključio je Periš.
M.V.

Nikada nećete imati slobodu i nezavisnost

Metju Periš tvrdi da nijedna zemlja u jugoistočnom dijelu Evrope nikada neće biti u pravom smislu riječi slobodna i nezavisna, i da će uvijek biti pod nekim stranim silama.
– Ako pričamo o budućnosti Balkana, to je sigurno samo jedna od regija u Evropi. Recimo, Crna Gora je uvijek bila pod kontrolom Rima, pa onda Venecije, Osmanlija, Austrije, Italijana i Srba i nikada neće biti nezavisna, pa tako ni Balkan. A sada su svi pod hegemonijom Evrope – kazao je britanski putopisac.
On prognozira da će opet biti problema na Balkanu, jer velike imperije nijesu završile svoj posao u ovom dijelu svijeta.(fonte "DAN")

ODREĐEN PRITVOR SAŠI CVETANOVIĆU (33), OSUMNJIČENOM DA JE UBIO NIKOLU BOJOVIĆA - Nijesam Pitbul, već Gladijator


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Istražni sudija Višeg suda u Podgorici odredio je pritvor Saši Cvetanoviću, zvanom Pitbul, zbog sumnje da je u Beogradu likvidirao Nikolu Bojovića. Kako nam je potvrđeno, Cvetanović se tokom saslušanja branio ćutanjem. Nakon saslušanja, prebačen je u spuški zatvor uz pojačane mjere obezbjeđenja.
Prema našim saznanjima, on je kazao da je u Crnu Goru došao prije pet godina i da nema veze sa djelom koje mu je stavljeno na teret. Takođe, kazao je da njegov nadimak nije Pitbul, nego Gladijator. Na pitanja sudije nije želio da odgovara.
Cvetanović je uhapšen u četvrtak po podne u podgoričkom naselju Tološi, na osnovu međunarodne potjernice NCB Interpol Beograd. Postoji osnovana sumnja da je Cvetanović direktni izvršilac ubistva Nikole Bojovića, počinjenog 29. aprila 2013. godine u Beogradu.
– Hapšenje Cvetanovića uslijedilo je nakon razmjene informacija crnogorske i srpske policije u vezi sa ubistvom Miloša Vidakovića iz Pančeva, koje je izvršeno 2. jula u Budvi – saopšteno je iz policije.
Akcija je započela 16. jula, nakon sastanka direktora policija Crne Gore i Srbije Slavka Stojanovića i Milorada Veljovića i predstavnika tužilaštva Crne Gore i Srbije, koji je tog dana održan u Beogradu.
Zbog likvidacije Bojovića, brata vođe zemunskog klana Luke Bojovića, krajem jula su uhapšeni Slobodan Šaranović (75) i Ratko Koljenšić (36) iz Nikšića. Šaranoviću se na teret stavlja da je naručio ubistvo Nikole Bojovića. Motiv je navodna osveta zbog ubistva njegovog brata Branislava Šaranovića u oktobru 2009. godine, iza kojeg, navodno, stoji Luka Bojović.D.Ž
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DVOKAT JUMEDIAMONTA NEBOJŠA ASANOVIĆ DOSTAVIO TUŽILAŠTVU I POLICIJI DOKAZE O PREBIJANJU DUŠKA JOVANOVIĆA KOJI SU STIGLI NA ADRESU REDAKCIJE - Nova imena na spisku batinaša - U pismu koje je juče stiglo u redakciju „Dana” navode se imena Koče Kovačevića i Milivoja Dragićevića koji su takođe učestvovali u prebijanju Duška Jovanovića

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Osnovno državno tužilaštvo i Uprava policije provjeravaju navode iz anonimne prijave u kojoj se navode još dva imena pripadnika SAJ-a koji su učestvovali u prebijanju Duška Jovanovića. Tužilaštvo i policija započeli su provjere tokom jučerašnjeg dana, nakon što im je predato pismo koje je stiglo u našu redakciju. U pismu su kao napadači označeni Koča Kovačević i osoba sa prezimenom Dragićević čije ime nije napisano.
–U redakciju „Dana” juče je stigla koverta u kojoj se nalazio papit A4 format. Na njemu je pisalo da su osnivača i urednika „Dana” Duška Jovanovića 2000. godine pretukli Koča Kovačević, rođeni brat prve supruge Veselina Veljovića, nekadašnjeg direktora policije, i osoba sa prezimenom Dragićević, tjelohranitelj Ljubiše Krgovića, bivšeg guvernera Centralne banke –navodi se u pismu koje je dobila naša redakcija.
Tokom provjere spiska pripadnika Specijalne antiterorističke jedinice, utvrdili smo da je Milivoje Dragićević pripadao toj jedinici MUP-a u vrijeme kada je prebijen Duško Jovanović.
Pismo je stiglo poštom, a adresirano je na Mladena Milutinovića, sa poštanskom markicom na poleđini i sa brojem pošte 81101. Sa druge strane koverte nalazi se okrugli pečat u kome je utisnuto Podgorica 26–08–2013 81000.
Advokat Nebojša Asanović, punomoćnik preduzeća Jumediamont, koje je izdavač „Dana”, o svemu je obavijestio tužilaštvo i policiju.
–Navedene informacije su napisane ćirilicom, rukom, bez bilo kakvog ličnog podatka koji bi se odnosio na pošiljaoca i autora navedenih informacija. Da li se u predmetnom slučaju radi o istinitoj informaciji ili o lažnoj, podmetnutoj prijavi, to nama nije poznato i ne može nam ni biti poznato. Međutim, naša je obaveza da svaku informaciju ili bilo koji trag ili dokaz vezan za slučaj prebijanja našeg Duška Jovanovića shvatimo i prihvatimo ozbiljno i profesionalno i da vas o istome najhitnije obavijestimo, kao što je, nadamo se, i vaša zakonska obaveza da sve navedeno profesionalno i krajnje ažurno provjerite i preduzmete sve zakonske mjere i radnje u tom smislu koje vam stoje na raspolaganju – navodi se u prijavi koju su prihvatili i tužilaštvo i policija.
Duško Jovanović je 2000. godine optužio Službu državne bezbjednosti da ona stoji iza napada na njega. On je u to vrijeme bio poslanik SNP-a i za skupštinskom govornicom je rekao da je taj napad odobrio Vukašin Maraš, tadašnji ministar unutrašnjih poslova. Prema njegovim riječima, organizatori i izvršioci napad nalaze se u kasarni MUP-a na Zlatici, gdje je stacionirana specijalna jedinica policije za te namjene.
–Odmah nakon napada, koji su na profesionalan način izvršila tri nepoznata lica, a u čijem je sprovođenju učestvovalo još najmanje deset ljudi sa tri automobila, neko je iz zgrade u kojoj stanujem pozvao MUP RCG. Odgovoreno im je da ja lično dođem u stanicu policije na Zabjelu i prijavim slučaj. Srećom, brzo su došli policajci Saveznog MUP-a i sa njima sam otišao u KC Crne Gore. U Urgentni centar potom je stigao inspektor MUP-a Crne Gore i upitao me da li želim da dam izjavu na licu mjesta ili u stanici policije. Odgovorio sam da ću izjavu, kao i sve drugo što treba, saopštiti odmah. Rekao sam mu sve podatke koje je tražio od mene. Narednog dana je u prostorije u kojima radim došao drugi inspektor i tražio dodatne informacije. Naravno, i njemu sam saopštio sve što je tražio. Stoga me posebno iznenađuje i čudi insinuacija u saopštenju MUP-a RCG o „nedovoljnom stepenu zainteresovanosti oštećenog za rasvjetljavanje slučaja” – kazao je tada Jovanović.
On je tada rekao da se napad nije desio u milionskom San Francisku, već u Podgorici, gdje „u tri sata znamo ko je šta ručao u jedan”.
D.Ž.

Bez komentara

Kovačević i Dragićević se tokom jučerašnjeg dana nijesu javljali na brojeve telefona dostupne našoj redakciji.

Imenovane saslušati na poligrafu

Advokat Nebojša Asanović je zatražio da se osobe koje se pominju u prijavi podvrgnu poligrafskom ispitivanju.
–Sve sa jednim jednostavnim pitanjem: da li imate, neposredno, ikakve veze sa prebijanjem Duška Jovanovića i da li vam je neposredno bilo šta poznato o pomenutom slučaju. Odgovor na to pitanje bio bi „da” ili „ne”. U slučaju da pomenuta lica odbiju poligrafsko testiranje, treba da nas obavijestite o tome – navodi se u prijavi.(fonte "DAN"
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REPROGRAM ZAPISA - U utorak 8,5 miliona novih obveznica, ukupan dug za zapise 101,5 miliona


To će biti druga aukcija u roku od sedam dana gdje se reprogramira dug
Centralna banka u ime Ministarstva finansija raspisaće 3. septembra novu aukciju državnih zapisa vrijednu 8,5 miliona eura, koji dospijevaju na naplatu za šest mjeseci.
Iz tog Vladinog resora “Vijestima” je rečeno da ta aukcija ne predstavlja novo zaduženje, već se radi o reprogramu zapisa koji dospijeva u istom iznosu. To će biti druga aukcija u roku od sedam dana gdje se reprogramira dug.
Ministarstvo finansija je početkom ove sedmice emitovalo državne zapise u ukupnom iznosu od 44 miliona eura po prosječnoj polugodišnjoj kamatnoj stopi od 3,54 odsto kako bi vratilo dug bankama za istu pozajmicu koja je uzeta u februaru ove godine. Naplata te pozajmice dospijeva u februaru naredne godine Prema podacima sa sajta Ministarstva finansija ukupan dug po osnovu emitovanih zapisa je 101,48 miliona eura, dok do kraja godine na naplatu dolazi ranije emitovanih sedam emisija vrijednih 48,8 miliona eura.
Državni zapisi su kratkoročne hartije od vrijednosti, koje CBCG prodaje u ime Ministarstva finansija, u cilju održavanja tekuće likvidnosti budžeta. Metodom aukcije, zapisi se uz diskont, odnosno, po cijeni nižoj od nominalne vrijednosti, prodaju dok se otplaćuju po nominali na dan dospijeća.
Bankarima se isplati da plasiraju novac državi i po nižim kamatnim stopama jer nemaju rizik naplate za razliku od privrednog sektora za koji ističu da je rizičniji za ulaganje. O tome koliko su krediti za privrednike skupi pokazuju podaci sa sajta vrhovne monetarne institucije koji pokazju da je efektivna kamatna stopa (sa svim troškovima) na kraju jula, za kredite koji su odbreni na period do jedne godine, bila 9,89 odsto, dok je za kredite iznad jedne godine 8,77 odsto.
Predstavnci opozicije i ekonomski analitičari ocijenili su da nije dobro što država servisira redovne obaveze kratkoročnim pozajmicama po ovako visokim kamatama, kao i da na taj način ostaje manje novca za privredni sektor, kome se u bankama smanjuje kreditni potencijal.
Nova zaduženja, a povećan prihod budžeta
Zapisi su kratkoročne hartije od vrijednosti kojima Vlada održava likvidnost budžeta, međutim, ranijih godina su većinom emitovani tokom zime ili proljeća, kada država ima manje prihode, a na naplatu su dolazili tokom ljeta kada su državni prihodi veći zbog turističke sezone. Zapisi sada dolaze na naplatu u februaru, kada su redovni državni prihodi manji od rashoda.
Iz Ministarstva finansija su se juče pohvalili da je od početka godine naplata prihoda budžeta iznosila 762,6 miliona eura što je za 23,32 miliona ili 3,2 odsto više od plana, pa je čudno zašto država od viška prihoda ne plati prispjele zapise a ne da se ponovo zadužuje pod polugodišnjim kamatama od 3,5 odsto. Prema istim podacima, koje je prenijela agencija Mina biznis, za osam mjeseci prihodi budžeta u odnosu na isti period prošle godine su veći za 6,85 odsto, odnosno za 48,9 miliona eura.
“Posmatrano po strukturi prihoda, posebno pozitivno kretanje zabilježeno je kod naplate poreza na dodatu vrijednost, odnosno za 19,27 odsto, odnosno za 44,77 miliona eura je veća naplata u odnosu na isti period prošle godine”, kaže se u saopštenju.
Ovaj porez je od 1. jula povećan sa 17 na 19 odsto. U avgustu je naplaćeno 124,4 miliona eura, što je za 9,53 miliona više u odnosu na plan, odnosno za 8,29 odsto, a u odnosu na avgust prošle godine naplata je veća za 14,66 odsto ili 15,91 milion eura.
Objaviće listu onih koji često krše zakon
Iz tog Vladinog resora najavljeno je da će u cilju informisanja javnosti, objaviti listu poreskih obveznika za koje je utvrđeno da su u prethodnom periodu počinili veći broj prekršaja.
„Kao i da će, u okviru zakonske regulative i aktivnosti Vlade na suzbijanju sive ekonomije, prema pomenutim licima preduzeti strože mjere kao što su, između ostalog, stalni inspekcijski nadzor, zatvaranje – pečaćenje objekta, zabrana raspolaganja sredstvima na računu poreskog obveznika i druge mjere prinudne naplate“, kaže se u saopštenju.
Navodi se da će se u narednom periodu nastaviti sa rigoroznijom regulacijom kaznene politike prema počiniocima ove vrste prekršaja, a u cilju povećanja poreske discipline.(Marija Mirjacic per "Vijesti")

NAPAD NA SIRIJU - Crnogorska Vlada osudila upotrebu hemijskog oružja



Vlada Crne Gore najoštrije je osudila upotrebu hemijskog naoružanja koju je počinio sirijski režim, za šta, kako je saopšteno, postoje osnovane indicije.
Zapadne sile smatraju da je režim sirijskog predsjednika Bašara el Asada koristio hemijsko oružje u napadu na predgrađe Damaska 21. avgusta, u kojem je poginulo više od hiljadu ljudi, a iz Vlade je saopšteno da upotrebu te vrste naoružanja smatraju “užasavajućim zločinom protiv čovječnosti, usmjerenom protiv civila”.
"U potpunosti podržavamo stavove članica Savjeta bezbjednosti Ujedinjenih nacija (UN), zemalja članica Evropske unije i drugih najvažnijih centara međunarodne zajednice da je neophodno što prije okončati istragu o ovom slučaju, naročito imajući u vidu razmjere i broj žrtava, te da se nasilje i ispaštanje nevinih civila moraju obustaviti”, navodi se u saopštenju na sajtu Vlade.
Crna Gora je, kako se navodi, bila jedna od 37 zemalja kosponzora koje su podržale inicijativu Velike Britanije upućenu Generalnom sekretaru UN-a sa zahtjevom da se inspektori UN-a obave istragu, kako bi se došlo do pouzdanijih saznanja o karakteru i počiniocima zločina.
"Crna Gora se nada da će se u nastavku razgovora u Savjetu bezbjednosti i drugim centrima međunarodne politike što prije doci do odgovarajućeg, na međunarodnom pravu zasnovanog i, po mogućnosti, usaglašenog odgovora međunarodne zajednice na necivilizacijski čin upotrebe hemijskog naoruzanja, kako bi oni koji su odgovorni snosili odgovarajuće posljedice za taj čin”, navodi se u saopštenju.

1 - RIVOLUZIONE DI BERGOGLIO LA CURIA DEL DOPO VATILEAKS - 2 - IL SEGRETARIO DI STATO NON SARÀ PIÙ UN CONTROPOTERE


1 - RIVOLUZIONE DI BERGOGLIO LA CURIA DEL DOPO VATILEAKS
M.Antonietta Calabrò per "Corriere della Sera"
BERTONE-BERGOGLIOBERTONE-BERGOGLIO
Bergoglio costruisce il governo della Chiesa del dopo Vatileaks. Deciso il nuovo segretario del Governatorato (carica che fu di Carlo Maria Viganò le cui lettere diedero il via alla stagione della diffusione dei documenti del Corvo), in arrivo il nuovo segretario di Stato, in sostituzione del cardinale Tarcisio Bertone (oggetto delle critiche durissime di Viganò).
Due scelte di stretta fiducia del Pontefice. La prima è già stata ufficializzata ieri: padre Fernando Vérgez Alzaga è nuovo segretario generale del governatorato. Vérgez, spagnolo, sacerdote dei Legionari di Cristo, è stato per molti anni segretario del cardinale argentino Edoardo Francisco Pironio, ed è stato capo del servizio Internet del Vaticano e direttore delle Telecomunicazioni.
Pietro ParolinPIETRO PAROLIN
Come segretario di Stato, il cinquantottenne Pietro Parolin, che aveva lasciato Roma quattro anni fa, ordinato arcivescovo da papa Benedetto XVI e inviato come nunzio in Venezuela, dopo essere stato per sette anni «viceministro» degli esteri vaticano. Tornerà come primo collaboratore di papa Francesco che lo richiama Oltretevere.
L'annuncio ufficiale è atteso oggi, dopo che della nomina sono stati informati dal Pontefice i diretti interessati e il decano del Collegio cardinalizio, Angelo Sodano. Parolin (il cui motto episcopale è la domanda retorica di San Paolo nella Lettera ai Romani: «Chi ci separerà dall'amore di Cristo?») diventerebbe così il più giovane nella carica, dai tempi di Eugenio Pacelli.
Secondo alcuni, il Papa avrebbe pensato anche alla nomina del cardinale Oscar Luigi Maradiaga, attuale arcivescovo in Honduras. Il salesiano, amico di vecchia data di Francesco, avrebbe preferito mantenere il suo ruolo di fidato consulente del Pontefice.
Bertone GrilloBERTONE GRILLO
Maradiaga è infatti il coordinatore del gruppo di otto cardinali, impegnato nel progetto di riforma della costituzione Pastor Bonus, la Costituzione apostolica che regola l'organizzazione della Curia romana. Ma è stato il Papa stesso a smentire questa ipotesi nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Rio de Janeiro a Roma. In quell'occasione Francesco ha definito «outsider» gli otto cardinali membri del suo speciale e inedito «consiglio della corona». In quel gruppo, quindi, non ci poteva essere il «premier» di Bergoglio.
L'avvicendamento di Bertone diventerà operativo dopo quarantacinque giorni dall'annuncio, cioè a metà ottobre. Una prassi che viene seguita quando il successore non è presente in Vaticano e deve lasciare la sua sede ed essere avvicendato. Il cardinale Bertone rimarrà presidente della Commissione cardinalizia sullo Ior (incarico in cui era stato prorogato da Benedetto XVI dopo le sue dimissioni) ma probabilmente solo fino al completamento, il prossimo dicembre, del secondo rapporto del Comitato Moneyval del Consiglio d'Europa sulle procedure antiriciclaggio del Vaticano e della Santa Sede.
Pietro ParolinPIETRO PAROLIN
Francesco ha anche nominato Paolo Ceruzzi consultore della Prefettura degli affari economici della Santa Sede. Una promozione per Ceruzzi, dal gennaio 2012 «esperto» del dicastero presieduto dal bertoniano cardinale Giuseppe Versaldi, a cui è legato. Ceruzzi è considerato uno dei massimi esperti italiani nel campo della pianificazione strategica economico-finanziaria.

2 - IL SEGRETARIO DI STATO NON SARÀ PIÙ UN CONTROPOTERE
Gian Guido Vecchi per "Corriere della Sera"
Nulla sarà più come prima. Con il cardinale Tarcisio Bertone va in pensione la figura del Segretario di Stato vaticano come la si è conosciuta nell'ultimo mezzo secolo. Resterà un ruolo altrettanto delicato ma meno egemone in una Curia destinata a cambiare struttura. «Ci sono cose che servivano nel secolo scorso, che servivano per altre epoche, per altri punti di vista, che ora non servono più e che bisogna riadattare», diceva Francesco alla tv Rede Globo durante la Giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro.
L'essenziale era stato stabilito nel 1967, con la grande riforma curiale di Paolo VI nella Costituzione Regimini Ecclesiae Universae. Monsignor Marcello Semeraro, segretario del gruppo cardinalizio incaricato dal Papa di «consigliarlo» nel governo della Chiesa e lavorare alla riforma della «governance» vaticana, spiegava che l'esperienza di Montini come Sostituto nella Terza loggia lo aveva convinto a «porre la Segreteria di Stato sopra tutto e farne il trait-d'union tra il Papa e i dicasteri».
CARDINALE TARCISIO BERTONECARDINALE TARCISIO BERTONE
È il modello che ha finito per mostrare la corda. Già nelle riunioni pre conclave i cardinali chiedevano si tornasse a un rapporto più diretto fra capi dicastero e Papa, lamentando fossero saltate anche le «udienze di tabella». Una Curia più collegiale, maggiore autonomia dei porporati che guidano i «ministeri» vaticani, accesso al Pontefice. Del resto, anche fuori della Curia il problema era analogo.
Il cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, presidente del «gruppo», ha spiegato al Corriere che a Roma «c'era come un imbuto» e che il consiglio degli otto cardinali è nato anche per fornire al Papa «un'informazione diversa rispetto a quella che arriva attraverso la segreteria di Stato». I cardinali stanno raccogliendo proposte dei cinque continenti.
Sul tavolo c'è anche la bozza di riforma del cardinale giurista Francesco Coccopalmerio, che prevede la nascita di un «Moderator Curiae Romanae», sorta di direttore generale che si occuperebbe del funzionamento della Curia con il Segretario di Stato più rivolto all'esterno, «si occupa dei problemi della Chiesa universale a fianco del Pontefice». Il gruppo discuterà i progetti con Francesco l'1, 2 e 3 ottobre. «Nelle riunioni dei cardinali prima del conclave se ne è parlato molto chiaramente, sono state fatte proposte molto chiare e concrete. Seguiremo questa linea».
Fisichella Bertone e OrnaghiFISICHELLA BERTONE E ORNAGHI
Anche se il Papa avvertiva: «Non credo che ne uscirà qualcosa di definitivo, perché la riforma della Curia è molto seria. Vedo le proposte: se sono proposte molto serie, vanno maturate. Calcolo che dovremo fare altre due o tre riunioni prima che ci sia qualche riforma. Del resto Ecclesia semper reformanda, "La Chiesa sempre si deve riformare". Altrimenti resta indietro».

RENZI A FORLÌ COMINCIA L’ASSALTO PER CONQUISTARE IL PD - Alla folla esultante: “Se diventerò segretario, la prima cosa che rottamerò saranno le correnti” - Poi ricomincia con le solite stoccate ai piddinosauri: inutile vincere le primarie e perdere le elezioni. Bersani si chiede come sarebbe una mia segreteria: cercare di non far calare tessere e voti”... - -


Se sarò segretario del Pd, dice Renzi. Parla come uno che è sicuro che proverà a diventarlo e confida di farcela. «Se diventerò segretario del Pd, la prima cosa che rottamerò saranno le correnti!». Qui c'è l'applauso più forte e convinto dei tanti che accompagnano quaranta minuti di intervento. «Non sopporto chi fa carriera all'ombra dell'amico - aveva detto poco prima - Mi infastidisce quando si contano i "renziani"».
MATTEO RENZI SULLA GRUMATTEO RENZI SULLA GRU
Borgo Sisa, quartiere di Forlì, questa è una piccola festa del Pd, ma vale perché siamo nella Emilia-Romagna già rossa, che Renzi sta convincendo un po' alla volta. Ci perdoni, ma si dicono «renziani» i sindaci di Bologna, di Forlì, di Reggio e il segretario regionale...
renzi resizeRENZI RESIZE
Così, tra lupini giganti e giostrine, davanti a tremila persone e a cinque dirette tv, Renzi torna dalle vacanze e spiega come sarebbe il suo Partito democratico. Dice che questa non è la rivincita dell'altra volta (la sfida con Bersani). Per essere chiari: «È inutile vincere le primarie e perdere le elezioni. Bersani si chiede come sarebbe una mia segreteria: cercare di non far calare tessere e voti».
renzi resizeRENZI RESIZE
La prende larga, comincia da Palazzo Chigi. Assicura che non lo riguarda la data di scadenza: «Quanto dura il governo interessa a Letta, ci ha probabilmente preso gusto, ma il problema è se il governo fa cose buone». E insiste: «L'unica promessa elettorale che Berlusconi ha mantenuto in vent'anni gliel'abbiamo fatta mantenere noi: l'abolizione dell'Imu. È il momento di realizzare le nostre promesse».
Qui si delinea il Pd di Renzi: «Più uguaglianza: sono uno scandalo le pensioni da 91 mila euro al mese. Welfare anche per chi è privo di garanzie. Asili nido per tutte le donne, come in Germania. Scuola che valorizzi gli insegnanti e non abbia paura del merito. Legge elettorale che permetta di capire chi ha vinto e chi ha perso. Un partito che rappresenti pensionati e dipendenti pubblici, come oggi, ma anche disoccupati, operai, studenti, liberi professionisti.
renzi resizeRENZI RESIZE
«Dicono che noi saremmo un salto nel buio? - chiede Renzi a una platea accondiscendente -. Ma quelli di prima ci hanno dato vent'anni di Berlusconi e ora il governo assieme a Brunetta!». Dillo a D'Alema, gli gridano. Renzi risponde: «D'Alema ha dichiarato che alle primarie per il segretario voterà per un altro. Lo ha detto con un certo sollievo, pari al mio!». Spedisce un messaggio al segretario Epifani: «Lo statuto del Pd dice che entro il 7 novembre si deve tenere il congresso. Le scadenze vanno rispettate».
RENZI A BERSAGLIO MOBILERENZI A BERSAGLIO MOBILE
E Berlusconi? Renzi afferma che «in qualsiasi Paese civile un condannato definitivo per evasione fiscale sarebbe andato a casa da solo». Tratta la sua vicenda come trascorsa: «Oggi noi non abbiamo più la rassicurante presenza di Berlusconi che ci tiene assieme. A farci stare assieme devono essere grandi idee per l'Italia». Di Berlusconi gli interessano i voti. «Non giudichiamo chi in vent'anni ha votato per lui. Abbiamo perso le elezioni per non aver avuto il coraggio di prendere i voti degli altri».
renzi mareRENZI MARE
Nel discorso di Renzi c'è Luther King, i Kennedy, papa Francesco. Le sue opere da sindaco di Firenze. Parole consumate, come speranza e come sogno, a tratti sembra di riascoltare Veltroni. Ma la forza di Renzi è la sua «verginità» nella politica nazionale. Finito il comizio, fa il giro delle cucine, secondo la tradizione dei dirigenti Pci-Pds-Ds, Pd. Bagno di folla. Saluta la signora in carrozzina, tocca il neonato, firma autografi, si fa le foto.
matteo renzi in barca su diva e donnaMATTEO RENZI IN BARCA SU DIVA E DONNA
Nella notte, a Reggio Emilia, lo intervista Bianca Berlinguer. Qui il pubblico è più vasto: «Non siate solo consumatori di politica, solo utenti», dice Renzi. Speranza: «Questo non è un Paese finito, è un Paese infinito, ricco di potenzialità e di bellezze». Cita un «pensatore francese» (Malraux): «La cultura non si eredita, si conquista. Anche il Pd!». E promette di sciogliere la riserva sulla candidatura il 21 settembre, dopo l'assemblea del partito.(Andrea Garibaldi per "Corriere della Sera")

L'AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI COPPI, SI PENTE DI ESSERE STATO UNA COLOMBA E DIVENTA UN FALCO DICHIARANDO : "NON È VALSA LA PENA DI CHIEDERE PRUDENZA A SILVIO”



coppi ghedini by fatto quotidianoCOPPI GHEDINI BY FATTO QUOTIDIANO
Una colomba inferocita. All'indomani del deposito della motivazione della sentenza di condanna a 4 anni nella quale Silvio Berlusconi viene descritto come l'ideatore e il beneficiario di una frode fiscale proseguita anche quando era capo del governo, il professore Franco Coppi va all'attacco.
L'avvocato del Cavaliere rimprovera la Corte di Cassazione di avere ignorato le argomentazioni della difesa («ho parlato a vuoto»), giustifica la rabbia del Cavaliere («nessuno meglio di me sa quanto questa sentenza sia ingiusta»), anticipa contromosse giudiziarie («stiamo studiando soluzioni per tamponare i danni»). E, da giurista, appoggia come «pienamente condivisibile» la linea Violante sulla decadenza di Berlusconi da parlamentare.
FRANCO COPPI E NICCOLO GHEDINIFRANCO COPPI E NICCOLO GHEDINI
Professor Coppi, la motivazione è stata molto pesante per un uomo di governo: Berlusconi è stato l'«ideatore» di una frode carosello di cui sarebbe beneficiario.
«Per questo parliamo di argomentazioni lontane dalla realtà. Si diffondono nella presunta frode di vent'anni prima e con una gran galoppata saltano tutta una serie di problemi dimenticando che l'oggetto del processo era l'indicazione di quote di ammortamento nella dichiarazione dei redditi degli anni 2002-2003».
E le «operazioni inesistenti»?
«Se ne continua a parlare dimenticando tutte le questioni giuridiche che erano state prospettate proprio per dimostrare l'insussistenza delle cosiddette operazioni inesistenti. E nonostante ci fosse la testimonianza di un funzionario Fininvest mai indagato, che aveva detto di essere stato lui a stabilire la ripartizione degli ammortamenti».
Ma Berlusconi viene ritenuto il dominus dell'azienda.
«Sì, senza tenere in nessun conto la gran messe di testimoni che avevano dichiarato come lui non si occupasse da tempo delle questioni quotidiane. Se si voleva sostenere che invece aveva dato disposizioni, ordini, occorreva dimostrarlo. Insomma, deludente».
coppiCOPPI
Non dica che non se l'aspettava.
«Non mi aspettavo assolutamente una sentenza del genere e soprattutto che ad una serie di questioni non venisse data alcuna risposta. La questione giuridica dell'abuso di diritto, laddove noi sostenevamo che non si potesse parlare di illecito penale, viene totalmente ignorata. Magari in negativo mi aspettavo argomentazioni giuridiche. Ho parlato per due ore. Ma è come se neanche avessi aperto bocca. E le assicuro che sono in grado di rendersi conto se gli argomenti che espongo meritino o meno risposta».
coppi-cassazioneCOPPI-CASSAZIONE
Nelle motivazioni non si rintracciano le anticipazioni di Esposito.
«Non posso certamente dire che sia stata lanciata una ciambella di salvataggio, ma posso sicuramente affermare che le esternazioni del presidente Esposito sono smentite da quanto risulta negli atti processuali».
Comunque le motivazioni le ha firmate l'intero collegio.
«Questo si può valutare in vari modi. Ci vorrebbe un supplemento di intervista, che qualche altro consigliere ci dica come è andata».
Ovvero?
«Può essere che tutti la condividessero, ma potrebbe anche darsi magari che qualcuno non fosse d'accordo e abbia preteso una esplicita condivisione di responsabilità».
COPPI da f ebbf e cdf a f mediumCOPPI DA F EBBF E CDF A F MEDIUM
Il suo assistito parla di «sentenza allucinante».
«Anche il presidente della Repubblica ha riconosciuto il diritto di poter criticare una sentenza. E nessuno come Berlusconi può sapere quale sia la realtà dei fatti».
Ma proprio lei aveva cercato di dare un aplomb diverso a Berlusconi.
«Mi chiedo se ne sia valsa la pena».
Cosa gli suggerirà ora?
«Stiamo valutando tutte le strade percorribili nell'ambito del nostro ordinamento giuridico. Ma l'ultima parola spetta a lui».
franco coppiFRANCO COPPI
Berlusconi ha detto che se il Pd voterà la decadenza il governo cadrà.
«Non mi occupo di politica».
Ma il dibattito sulla legge Severino di questi giorni l'avrà seguito.
«Trovo la linea Violante tecnicamente ineccepibile. E le argomentazioni condivisibili. In punto di diritto non c'è dubbio che la Giunta possa sollevare la questione di fronte alla Consulta. Non è affatto pacifico che questa legge nuova non possa essere considerata di natura penale e in riferimento all'ordinamento europeo che abbia natura afflittiva è una considerazione molto seria».
Ieri Berlusconi ha visto Marco Pannella. Prelude a una svolta?
«È tutta una vita che Pannella si batte per ottenere una riforma della giustizia, in modo particolare degli istituti carcerari e di ciò che riguarda l'esecuzione delle pene. E quindi trovo ben comprensibile che Berlusconi, anche se sollecitato dalla sua vicenda personale, possa avere aderito alle sue iniziative».(Virginia Piccolillo per "Corriere della Sera")
FRANCO COPPI IN CASSAZIONE FOTO LAPRESSEFRANCO COPPI IN CASSAZIONE FOTO LAPRESSE

1. ANCHE IL “DAILY MAIL” INDAGA E SCOPRE CHE L’INCIDENTE MORTALE DI DIANA E DODI FU CAUSATO DAI SERVIZI SEGRETI BRITANNICI E COMMISSIONATO DALLA FAMIGLIA REALE - 2. DUE 007 IN SELLA A UNA MOTO CHE PRECEDEVA LA MERCEDES DI LADY D SPARARONO UNO STRANO FLASH SEGUITO DA UN BOATO, CHE FECE PERDERE IL CONTROLLO DELL’AUTO. IL TESTIMONE RACCONTA DI AVER VISTO UNO DEI DUE AGENTI SCENDERE E AVVICINARSI ALL’AUTO, GUARDARE DENTRO E FARE UN CENNO CON LE BRACCIA AL GUIDATORE, USATO INFORMALMENTE IN CAMPO MILITARE, PER DIRE “MISSIONE COMPIUTA” - 3. L’INTENZIONE NON ERA DI UCCIDERE DIANA, MA SOLO DI FERIRLA, PER SPAVENTARLA E MANDARLE UN CHIARO MESSAGGIO. DIANA AVEVA SCOPERTO DI ESSERE INCINTA, E CHE AVEVA INTENZIONE DI TRASFERIRSI IN CALIFORNIA INSIEME CON I FIGLI WILLIAM E HARRY -


LA MERCEDES SU CUI VIAGGIAVA LADY DIANALA MERCEDES SU CUI VIAGGIAVA LADY DIANA
Oggi ricorre il sedicesimo anniversario della morte di Lady Diana. Da quella tragica domenica di agosto del 1997, in cui l'auto sulla quale viaggiava con il compagno Dodi al-Fayed si schiantò contro un pilastro nel tunnel di ponte dell'Alma, a Parigi, le ipotesi di complotto non si sono mai placate.
LADY DIANA NELL'ASCENSORE DELL'HOTELLADY DIANA NELL'ASCENSORE DELL'HOTEL
Ancora oggi in molti sono convinti che quello che uccise la principessa non fu un incidente, ma un vero e proprio omicidio, voluto dai servizi segreti britannici e commissionato dalla famiglia reale. Diana infatti non solo era "colpevole" di aver divorziato dal principe Carlo, ma soprattutto era la sua nuova relazione con il figlio del magnate egiziano Mohammed al-Fayed a dare fastidio alla corona. Inoltre, pare che, poco prima di morire, Diana avesse scoperto di essere incinta, e che avesse intenzione di trasferirsi in California col suo fidanzato, portando i figli William e Harry con sé verso una nuova vita.
lady diana ultima foto daCHILADY DIANA ULTIMA FOTO DACHIA DINAMICA DELL'INCIDENTE DI LADY DIANAA DINAMICA DELL'INCIDENTE DI LADY DIANA
La giornalista del "Daily Mail" Sue Reid afferma di essere convinta del fatto che l'incidente alla Mercedes di Diana non fu una casualità. Né tantomeno, secondo lei, fu colpa dell'autista Henri Paul, come si disse subito dopo. L'uomo fu infatti accusato, anche nelle ricostruzioni ufficiali, di essere ubriaco mentre era al volante. La reporter dice di aver, da allora, indagato a fondo sulla vicenda, e di aver sentito personalmente decine di testimoni.
La Reid racconta anche di aver parlato con una fonte molto affidabile dei servizi segreti britannici. Nel corso delle sue indagini, ricorrevano spesso i nomi di due agenti in particolare (indicati anche in una lettera anonima che Sue ricevette anni fa), che a quanto risulterebbe anche all'intelligence russa, che in quel periodo stava tenendo d'occhio i movimenti degli agenti britannici, la sera del 31 agosto 1997 erano a Parigi.
L'ULTIMA FOTO SCATTATA A DIANA ALL'INTERNO  DELLA MERCEDESL'ULTIMA FOTO SCATTATA A DIANA ALL'INTERNO DELLA MERCEDES
Parenti stretti e amici di Henri Paul sono pronti a giurare che l'autista non aveva affatto il vizio del bere. Inoltre la giornalista del "Daily Mail" fa notare che i tanti testimoni dei fatti di quella sera, da chi assistette all'incidente fino ai medici che visitarono e imbalsamarono il cadavere di Lady D., non furono presi in considerazione.
LADY DIANA E DODI AL-FAYED ESCONO DALL'HOTELLADY DIANA E DODI AL-FAYED ESCONO DALL'HOTEL
Eppure sono diversi i punti della ricostruzione ufficiale che non tornano. A cominciare dal ruolo che effettivamente ebbero le vetture che si trovavano dietro (una berlina scura) e a fianco (una Fiat Uno bianca) della Mercedes subito prima dell'impatto, e soprattutto di una moto che precedeva di pochi metri l'auto in cui morì Diana.
LADY DIANA E MOHAMMED AL-FAYEDLADY DIANA E MOHAMMED AL-FAYED
Stando a quanto racconta un testimone oculare, che osservò la scena dallo specchietto retrovisore della sua macchina, dalla moto partì uno strano flash seguito da un boato, che spinse Paul a sterzare bruscamente e che gli fece perdere il controllo dell'auto.
Lo stesso testimone racconta di aver visto uno dei due uomini che erano sulla moto scendere e avvicinarsi all'auto, guardare dentro e fare un cenno con le braccia al guidatore. Un gesto che viene usato informalmente in campo militare per dire "missione compiuta".
LADY DIANA ELTON JOHN AL FUNERALE DI GIANNI VERSACELADY DIANA ELTON JOHN AL FUNERALE DI GIANNI VERSACEDIANA E WILLIAM article D C xDIANA E WILLIAM ARTICLE D C X
Subito dopo, l'uomo sarebbe risalito sulla motocicletta e i due sarebbero ripartiti a tutta velocità. Secondo Sue Reid i due potevano essere proprio gli 007 britannici. Una teoria che la fonte dei servizi segreti le avrebbe confermato. A quanto sostiene quest'ultima, l'intenzione non era di uccidere Diana, ma solo di ferirla, per spaventarla e mandarle un chiaro messaggio.
Tutto quello che seguì l'incidente, la colpa data all'autista e ai paparazzi, secondo la giornalista fu solo una messinscena.(DAGOREPORT Dal "Daily Mail")