yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: marzo 2014

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lunedì 31 marzo 2014

L’ARTISTA ERMAFRODITA XXXORA LANCIA LA CAMPAGNA “SILVER BOX” PER FERMARE LE MUTILAZIONI GENITALI SUI BAMBINI INTERSEX, NATI CON GENITALI AMBIGUI O ATIPICI E “CORRETTI” CHIRURGICAMENTE DAI MEDICI, SPESSO SENZA IL CONSENSO INFORMATO DEI GENITORI


XXXora è l'artista trentatreenne che vive a Londra e combatte per i diritti degli intersex. E' stata cresciuta come un ragazzo ma non si è mai sentita a suo agio nelle categorie maschio/femmina, Nè ha voluto ricorrere alla chirurgia per trasformare il suo corpo in un altro: «Non voglio essere catalogata in una scatoletta blu o rosa. Voglio rimanere nella mia scatoletta d'argento».
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Si è sentita donna sin dalla tenera età, ha frequentato scuole maschili e quando stava per esplodere come una pentola a pressione, ha cambiato nome e ha cominciato a vestirsi da "femmina". Ha perso amici che non sopportavano la sua vera identità e affronta ogni giorno la discriminazione. Eppure rifiuta di definirsi uomo o donna, usa il pronome femminile per pura comodità. Il termine che desidera è Ermafrodito.
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«Sin sa piccola sapevo che non ero uomo e nemmeno donna: stavo nel mezzo. Mi sono odiata per essere in questo sconosciuto intra-mondo. Non avevo conosciuto nessuno come me e pensavo che non esistesse. Non ci sono archetipi precisi per chi è come me. L'androginia è considerata moda, non una realtà genetica. Invece è tutta intorno a noi, in ogni aspetto della natura. Gli ermafroditi esistono fra gli animali, in quasi ogni specie. I binari bianco e nero che corrono nella testa della gente non hanno niente di scientifico o di accurato. Dobbiamo stabilire che "il mezzo" esiste biologicamente».
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Circa 1 bambino su 2000 nasce con quello che si chiama "disordine dello sviluppo sessuale", che include genitali atipici o organi sessuali interni. Dagli anni Sessanta questi bambini di norma vengono operati. I dottori ritengono di aiutarli, assegnando loro un genere e operando in quella direzione, talvolta senza il consenso informato dei genitori.
Si pensa che anche quest'anno la pratica continuerà, sebbene il rapporto sulla tortura stilato dalle Nazioni Unite la condanni in quanto causa "permanente e irreversibile infertilità, oltre che atroci sofferenze psicologiche".
"I bambini nati con caratteristiche sessuali atipiche subiscono spesso attribuzioni del sesso irreversibili, sterilizzazioni e operazioni chirurgiche di normalizzazione dei genitali non volute, realizzate senza il loro consenso informato o quello dei loro genitori, con l'obiettivo di stabilire il loro sesso', lasciandoli con un'infertilità permanente e irreversibile e causando dolorose conseguenze psicologiche.
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Queste procedure raramente sono medicalmente necessarie, possono causare cicatrici, perdita delle sensazioni sessuali, dolore, incontinenza e depressioni per tutta la vita e sono state criticate come non scientifiche, potenzialmente dannose e come contributi allo stigma."
Relatore speciale ONU sulla tortura, 2013 (A/HRC/22/53)
XXXoraXXXORA
XXXora indossa una maschera d'argento, dopo un trapianto di cornea andato male. Ha lanciato la campagna Silver Bo(x) Campaign che chiede al governo britannico di riconoscere i nati con una anatomia riproduttiva o sessuale che non rientra nelle tipiche definizioni maschio/femmina e di fermare le operazioni non consensuali per "aggiustare" il loro sesso. Chiede di creare una terza area, anche nei documenti e nel passaporto, in cui si possano riconoscere gli intersex: «Bisogna smetterla di catalogare le persone in base ai genitali invece che in base al cervello».
Afrodite Grace Jones by XXXoraAFRODITE GRACE JONES BY XXXORAXXXora indossa una maschera argentata.XXXORA INDOSSA UNA MASCHERA ARGENTATA.
Silver Box è anche la mostra di XXXora al Groucho Club di Londra, che inizia a maggio e rivela una serie di ermafroditi in natura. In passato ha lavorato su una lista di superstar androgine: Prince, Grace Jones, Marilyn Manson, Boy George, Michael Jackson.
Ha passato l'adolescenza ad essere chiamata "gay", e questo rende l'idea di quanta ignoranza ci sia in circolazione: «Chi è come me, vive sempre con il rischio di essere molestata, abusata fisicamente o mentalmente. La gente che ci tratta in maniera orribile è il nostro incontro quotidiano. Manca il rispetto dell'altro, perché è molto più facile sentirsi bene quando l'altro è uguale a te».
La petizione contro la mutilazione genitale imposta si trova su http://chn.ge/1iKygcl
(da www.independent.co.uk)

IN VISTA DELLE EUROPEE IL CAV STRIZZA L’OCCHIO AGLI ANIMALISTI (PER I SONDAGGISTI IL LORO VOTO PUÒ VALERE FINO AL 7%): ‘DUDÙ? MOLTO PIÙ INTELLIGENTE DELLA METÀ DEI MIEI’ – QUANDO MINACCIÒ LA PADRONA DI UN CHIHUAHUA: ‘TE LO FACCIO ABBATTERE!’


1. IL VOTO ANIMALISTA PUÒ VALERE FINO AL 7%
Alessandra Arachi per ‘Il Corriere della Sera'
BERLUSCONI PASCALE DUDU IN AEREOBERLUSCONI PASCALE DUDU IN AEREO
Il voto su cani e gatti divide i sondaggisti. Silvio Berlusconi ha buttato sul tappeto la sua nuova campagna elettorale e questa volta l'ha dedicata agli animali: «Ci sono 150 mila cani abbandonati, adottiamoli», sperando di attirare il voto degli italiani animalisti. Ma sulla bontà di questa campagna gli addetti ai lavori che misurano le tendenze di voto degli italiani si dividono.
C'è chi, come Nicola Piepoli, non ha dubbi: «Sarà un ottimo traino, è una gran bella trovata». E chi, come Roberto Weber di Ixè, decreta invece che questa campagna non porterà voti aggiuntivi a Forza Italia. O anche chi, come Antonio Noto di Epr, fa alcuni distinguo per decretarne il successo. Nicola Piepoli ha preso carta e penna e ha calcolato: «Secondo Berlusconi le famiglie dove abitano animali domestici sono 10 milioni, ma io credo che questa sia una stima prudenziale, e calcolo che le famiglie siano invece 12 milioni, ovvero il 40-45% del totale delle famiglie italiane. Ciò equivale a 25 milioni di potenziali elettori e a 2 milioni e mezzo di elettori reali aggiuntivi, il 7% dei voti in termini relativi. Un colpaccio, no?».
BERLUSCONI DUDU DUDU DIETRO IL CANCELLOBERLUSCONI DUDU DUDU DIETRO IL CANCELLO
Roberto Weber la carta e la penna per fare i conti non ha voluto proprio prenderle: «Non serve, non in questo caso. Se Forza Italia avesse avuto la salute di un tempo questo dei cani e dei gatti avrebbe potuto essere un pezzo di mosaico in più, oggi invece appare come un piccolo escamotage per evitare il vero nodo del partito: il problema della leadership. Questa campagna animalista di Berlusconi può sicuramente esercitare un richiamo, ma servirà soltanto a consolidare il vecchio elettorato».
Antonio Noto fa una valutazione molto più articolata. E considera: «Se questa campagna animalista rimane come unico elemento di una campagna elettorale, sicuramente non servirà per portare voti aggiuntivi a Forza Italia. Ma se invece è semplicemente il primo elemento di una filiera che comincia con un punto lieve e prosegue in crescendo (affrontando, cioè, giorno dopo giorno altri argomenti come le tasse, il lavoro, i giovani, l'euro, il rapporto con la Germania, etc etc) allora sì che Silvio Berlusconi è partito con il piede giusto per attrarre a sé nuovi elettori alle prossime votazioni».
FRANCESCA PASCALE SILVIO BERLUSCONI E DUDUFRANCESCA PASCALE SILVIO BERLUSCONI E DUDU

2. E BERLUSCONI PORTA GLI ANIMALI IN CAMPAGNA ELETTORALE
Filippo Ceccarelli per ‘La Repubblica'
Certo che è sospetto questo improvviso amore di Berlusconi per Fido e Micio, per giunta trovatelli, e la benedizione di Madre Teresa di Calcutta. Dinanzi alle meraviglie del creato il cinismo è doppiamente riprovevole, ma per quel po' che si è studiato il personaggio, la sua vera e antica passione erano le piante, donde la splendida raccolta di cactus alla Certosa e poi l'orto degli arbusti officinali, con tanto di laboratorio segreto nei sotterranei. Basta: da un anno solo animali.
E dire, a ulteriore conferma della scarsa sensibilità mostrata fino a poco fa per il regno animale, che non si hanno più notizie di un gatto, a nome "Miele", di cui si scrisse che giocava, suscitando viva allegria a corte, con un topolino meccanico ribattezzato "Prodi". Era il pegno d'amore di un'attrice del primo ciclo d'intercettazioni (2006-07).
Riguardo al secondo, e magari pure al terzo ciclo, agli atti del processo Rubygate risulta una telefonata in cui due olgettine raccontavano di una terza signorina che a una cena elegante, lilla lalla, si era presentata con un cagnolino, un chihuahua sembra di ricordare. E lui prima niente, ma poi per fare lo spiritoso le aveva detto qualcosa del tipo: «Domani te lo faccio abbattere», e quelle giù a sghignazzare.
Assai più misteriosa, sempre in tema, la vicenda di un'altra bestiola con cui nella sua autobiografia (Gradisca, presidente, Aliberti, 2009) Patrizia D'Addario sostiene di essere entrata in relazione, nel senso che con qualche insistenza provò a leccarle i piedi durante una festicciola. Questo "cagnetto riccioluto" era anch'esso un dono, in questo caso della signora Bush, e aveva nome Fru-fru, curiosamente, oppure Frufrù. Anche sul suo destino le cronache non offrono purtroppo ragguagli. Ma se non altro per assonanza piace qui considerare Frufrù un antesignano di Dudù.
Il quale Dudù, l'ormai preclaro barboncino bianco, proviene ufficiosamente dal milieu dell'onorevole Maria Vittoria Brambilla, acclarata profetessa della svolta animalista; è da considerarsi parte integrante del kit, del frame, del format e del ticket che ha pianificato la promozione di Francesca Pascale a figura quasi di famiglia; e in ogni caso incomincia ad informare e ad animare la narrazione del berlusconismo, sia pure terminale, su un palco a
Bari, il 12 aprile del 2013, pochi giorni prima delle elezioni politiche.
MARIA VITTORIA BRAMBILLA FRANCESCO SAVERIO ROMANOMARIA VITTORIA BRAMBILLA FRANCESCO SAVERIO ROMANO
Dopo la foto con la meticcia trovatella Vittoria, messagli in braccio dalla Brambilla, e quella della carlina Puggy, collocata sulla scrivania presidenziale dalla sua padroncina onorevolessa Biancofiore, nel corso dell'anno si è variamente strologato sul ruolo e sul messaggio di Dudù: cane-fedeltà in mezzo a tanti traditori; o gentil-cane gingillo di impostazione cinquecentesca con iconografici travestimenti tra il pop e il kitsch (pettorine, candeline, croccantini a cuoricini e ossicini); ma anche cane-figlio o comunque tale da surrogare nell'immaginario l'assenza di un frutto dell'amore tra Silvione e Francesca; cane-psicopompo, infine, cioè con compiti di accompagnamento del suo padrone nel triste viaggio verso i servizi sociali e l'uscita dalla politica.
Stai a vedere, s'è letto ieri, che il Condannato salderà il suo debito con la giustizia aiutando gattini e cuccioletti in qualche struttura. A tale proposito forse non tutti ricordano che mesi orsono i discoli della Zanzara fecero telefonare da un finto Ghedini a don Mazzi per chiedergli se Berlusconi si sarebbe potuto portare Dudù in comunità - il prete rispose: «Perché no?». Intanto pare certo che a metà febbraio l'ex Cavaliere ha fatto testare la popolarità e il consenso di Dudù.
MARIA VITTORIA BRAMBILLAMARIA VITTORIA BRAMBILLAMichaela BiancofioreMICHAELA BIANCOFIORE
Per quanto la cosa suoni assurda, s'è anche letto di un manifesto con il barboncino e lo slogan: «Fai come Dudù, fonda un club anche tu». Esiste comunque già una incredibile pagina ufficiale Facebook "Forza Dudù", già bersaglio di un attacco hacker. Eppure, fra elettoralismo raschia-barile, volontariato coatto ed emulazioni da cerchio magico (da poco è arrivato il barboncino di Mariarosaria Rossi, Babù) nulla impedisce di pensare che Berlusconi abbia scoperto di amare i cani. O almeno: «Dudù - ha affermato - è molto più intelligente della metà dei miei». E ha pure chiamato i fotografi quando, con Putin, si messo a giocare tirandogli la palletta - poi su quella stessa palletta è anche scivolato, ma pazienza.
Basta che se ne parli. Dudù è gay, proclama Alfonso Signorini. No, era interessato alla mia Puggy ribatte la Biancofiore sempre alla radio, pure accennando all'erezione, «Eccome se l'ho vista, urca!». Come sempre si esagera, allegramente, paurosamente. Alfano tuona: «Non siamo Dudù». E Renzi: «Con chi facevo l'accordo per le riforme? Con Dudù?». Da lassù Madre Teresa guarda giù e chissà cosa pensa.

ALL’ASTA IL TESORO DI JOHN LENNON: TESTI E DISEGNI DEL ‘BEATLES CHE SCRIVE’ SARANNO MESSI ALL’INCANTO A GIUGNO DA SOTHEBY’S (IL VALORE POTEREBBE SUPERARE IL MILIONE DI DOLLARI)


Siamo a Londra, nel 1963. (Parentesi: avete presente quando negli articoli incontrate parole tipo "signore dell'editoria"? Ecco: la cosa che riassume meglio il senso di questa frase fatta è il seguente: si parla di una persona che magari non appare e non conoscerete mai ma che è dietro, e prima, durante e dopo, molti dei libri più celebri che vi sia capitato di leggere o solo di aver sentito nominare).
JOHN LENNON MOSTRA UNA COPIA DEL SUO LIBROJOHN LENNON MOSTRA UNA COPIA DEL SUO LIBRO
Siamo a Londra, dunque, nel '63, e c'è questo "signore dell'editoria" che si chiama Tom Maschler. Non vi dice nulla, eh? Eppure se vi dico che c'è lui dietro la pubblicazione (in Inghilterra, quindi spesso, poi, nel mondo) di Joseph Heller, Doris Lessing, Kurt Vonnegut, Philip Roth, Salman Rushdie, Martin Amis, Ian McEwan, Julian Barnes..., avete capito che siamo proprio ai vertici.
A 26 anni (26 anni!) questo figlio di esuli dall'Austria è a capo della gloriosa casa editrice Jonathan Cape. Marchio un po' impolverato, che ha bisogno di rilanciarsi. È la persona giusta. Maschler è geniale, affascinante, seduttivo, si guarda intorno, annusa l'aria, fiuta il talento come pochi. Le sue memorie (Publisher, 2005) sono una mappa precisa dell'editoria del Novecento in quella (questa) parte di mondo.
DISEGNO DI JOHN LENNONDISEGNO DI JOHN LENNON
Insomma, capisce che sta per succedere qualcosa nel mondo della musica e dell'immaginario collettivo pop: commissiona un libro sull'argomento. L'autore, così, gli porta, tra l'altro materiale, una serie di foglietti pieni di limerick, storielline, disegni a matita e penna. Tratto leggero e sottile, alla Steinberg. Soggetti - di storie e disegni - alla Carroll o alla Lear: fantasie sbilenche, personaggi immaginari, zoologie fantastiche. I disegni e le storie fanno sorridere e pensare.
Lo "scrittore" ha l'irresistibile tendenza a deformare le parole, a usarle incessamente per giocarci, creando nuovi e strampalati significa(n)ti. In uno di questi fogli, che ancora non sono diventati un libro a sé (e lo diventeranno, appunto, per merito e su suggestione di Maschler), annota un riferimento personale, non una storiella inventata. È del 1962 ed è tutto reale, anche se sembra una favola, l'inizio di una favola.
C'è un gruppo musicale che ha scritto «a sog called Lub Me Jew... The Beagles (Johb, Paub, Georb and Rigo) hop to sell maby coddies of it. God luck lads»... Avete riconosciuto il gruppo pop più famoso di sempre, con declinazione in -b, la loro prima canzone, Love Me Do, e sapete ormai che stiamo parlando di quel genio della parola cantata (ma anche scritta) che è stato John Lennon, l'"autore" che Maschler fiuta ed è pronto a lanciare. Le many copies son ora tantissime e i Beatles hanno sfondato. Il libro esce nel momento più alto della Beatlesmania: marzo 1964.
John Lennon è «il Beatles che scrive», quello di gran lunga più votato alla letteratura, e le recensioni, temutissime, iniziano ad arrivare. Qualche stroncatura c'è, ma il più sono benevole: i critici scorgono le affinità con i versi immaginifici di Lear & Co. Lennon è già famosissimo in Inghilterra e c'è appena stato lo sbarco trionfale dei Beatles negli Stati Uniti, esattamente cinquanta anni fa: data che consacrerà definitivamente i fab four e che è oggetto di numerose mostre rievocative in questo periodo, a partire da quella della New York Public Library.
A SPANIARD IN THE WORKS LIBRO DI JOHN LENNONA SPANIARD IN THE WORKS LIBRO DI JOHN LENNON
Non parliamo delle vendite del libro. Del resto, in questo, Maschler, ci sguazza. Il primo libro di John Lennon, In His Own Write, è ovviamente un successo. «I librai erano stati cauti, come sempre sono i librai», ricorda oggi divertito Maschler. Il libro uscì di mercoledì, le recensioni arrivarono sui giornali del weekend. La tiratura iniziale era stata di 20 mila copie.
«Il lunedì, appena arrivai in ufficio, c'erano almeno una trentina di librai che chiedevano di rifornire il libro. Chi aveva ordinato sei copie, sei copie!, era lì per chiedermene cento...». Ristampa immediata in una settimana, 50 mila copie e così via, fino alle 600 mila copie di risultato finale. Certo, era facile vendere Lennon, come è facile capire che più di tutto al cantante aveva soddisfatto essere invitato come autore nella storica libreria Foyle's a presentare il suo libro: lì aveva chiacchierato con gli scrittori "di professione" da pari a pari, dopo aver tenuto un breve discorso per il quale «se l'era fatta addosso per la paura». Maschler aveva accompagnato Lennon durante tutto il processo di editing e pubblicazione.
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«Andavo io nel suo appartamento di Emperor's Gate: dentro c'erano gli altri tre Beatles, fuori era sempre una processione di ragazzine urlanti. Ci mettevamo in un angolo a lavorare, non c'era verso di farlo venire da me a rivedere le bozze più tranquillamente: l'avrebbero riconosciuto e assalito...».
Lennon fu pagato diecimila sterline per il libro, «una cifra irrisoria per uno che, in un solo giorno da cantante, avrebbe guadagnato di più di quello che avrebbe potuto fare con un libro in tutto il suo ciclo di vita». Il manager di Lennon, Brian Epstein, diede subito l'ok: l'unica cosa importante era che Lennon fosse trattato bene - da scrittore, non da fenomeno musicale -, cosa che Maschler garantiva ampiamente. L'anno dopo fu il bis. A Spaniard in The Works (altro gioco di parole), ugualmente sottile, pieno di wit, ma inevitabilmente... meno nuovo. Lennon scrittore non fa più notizia.
Siamo a Londra, nel 2014. Le vetrinette di Bond Street della sontuosa sede di Sotheby's ospitano la mostra «John Lennon. You Might Well Arsk». Disegni e manoscritti 1964-65: è il patrimonio di Maschler che va all'asta, cinquant'anni dopo i giorni gloriosi della pubblicazione. Dopo essere stato in visione ad Austin, la tappa londinese.
DISEGNO DI JOHN LENNONDISEGNO DI JOHN LENNON
La prossima sarà a New York, dove l'asta verrà battuta il 4 giugno: le previsioni dicono che l'intero venduto dovrebbe superare il milione di dollari; il rinnovato interesse per i quattro di Liverpool, in questo cinquantenario americano, è notevole. Luci soffuse, sfondo nero, titolo dell'asta "lennoniano", con tipica sua storpiatura di parola. Eccoli qui, i manoscritti originali, i disegni poi utilizzati per i libri. Foglietti d'occasione, vergati su carta da lettere degli alberghi, oppure dattiloscritti su fogli a righe.
Quasi sempre Lennon scrive a mano e con la macchina per scrivere usando il solo stampatello e le lettere maiuscole; il corsivo è sempre pulitissimo, minime le correzioni. Come se avesse pensato a lungo prima prendere la penna in mano (ma in alcuni casi è evidente, però, che si tratti di copie "in bella" di documenti scritti più rapidamente).
Ad aprire la mostra la prefazione di Paul McCartney: un dattiloscritto abbastanza di circostanza, che non dovette convincere troppo Maschler, visto che sul retro se ne "ipotizza" una completa riscrittura. Maschler andò poi sul sicuro, pubblicando l'originale di Paul. E quindi i disegni, le annotazioni, le parodie.
DISEGNO DI JOHN LENNONDISEGNO DI JOHN LENNON
In una, Lennon immagina un'indagine di Shamrock Wombls, che fa ricerche sulla morte della prostituta Anne Duffield, uccisa da Jack The Nipple (poi pubblicata su Spaniard), c'è una guida semiseria di «Liddypool» (stranamente nessuna menzione del Cavern Club), c'è, ancora, un esilarante raccontino su cose da chiedere al dentista. Figura non del tutto secondaria: John Riley, dentista di John, fu anche colui che lo introdusse all'Lsd e colui che, anni e anni dopo, avendo conservato un molare estratto dalla bocca di John lo rivendette all'asta.
Molare che fu puntualmente acquistato, per 31mila dollari (!) dal fan (dentista a sua volta) di turno. E che se ci fa capire come i collezionisti non siano proprio del tutto a posto con la testa, testimonia anche come ci siano collezionisti e collezionisti. I memorabilia sono una bella cosa (quasi sempre); un repertorio come questo, invece, aiuta anche a indagare meglio la personalità di un grande artista. E a ricostruire - filologicamente - un pezzo di cultura migliore del nostro secolo.
IL LIBRO DI JOHN LENNONIL LIBRO DI JOHN LENNON
Editoria, musica, letteratura, poesia, arti visive: un intreccio che spesso sfugge e va via mentre la vita accade, e purtroppo lo fa sempre di fretta. A bocce ferme, anche tra le vetrine di una mostra d'asta, si può riflettere meglio. Poi il battitore darà un colpo di martello e il vortice ricomincerà, ma magari il senso del tutto sarà cambiato e ne sapremo qualcosa in più di cosa siamo stati e del perché oggi siamo così. Chissà, forse. Ma la filologia serve esattamente a questo, dopo tutto. E vale anche per il pop.(Stefano Salis per il "Sole 24 Ore")


LEGGI OGGI LE NOTIZIE DI DOMANI - IL “GOVERNO DEL NO” SE NE SBATTE DI PIETRO GRASSO (E SCIOLTA CIVICA): DECISA ALL’UNANIMITÀ L’ABOLIZIONE DEL SENATO



MADIA BOSCHI GIANNINI FIDUCIA AL GOVERNO RENZI IN SENATO FOTO LAPRESSEMADIA BOSCHI GIANNINI FIDUCIA AL GOVERNO RENZI IN SENATO FOTO LAPRESSE
Matteo Renzie tiene a battesimo il governo del "no" e "strappa" ancora sulle riforme, rispetto al Palazzo. Il suo governo approva all'unanimità il disegno di legge di riforma costituzionale ed è il premier stesso a presentarlo così: "Oggi sul Senato diciamo quattro ‘no'. No al voti di di fiducia. No al voto sul bilancio. No all'elezione diretta dei senatori e no all'indennità per i senatori".
L'obiettivo è che il testo sia approvato in prima lettura entro il 25 maggio, giorno delle elezioni europee, "non perché abbia un particolare significato elettorale, ma perché dobbiamo rispondere al populismo e al crescere dell'anti-politica. Se no andiamo tutti a casa".
MATTEO RENZI IN CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI FOTO LAPRESSEMATTEO RENZI IN CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI FOTO LAPRESSE
Il Rottam'attore ignora quindi le perplessità di parte del suo partito e del presidente del Senato Grasso, oltre che alcune frenate che sembrano arrivare da Forza Italia, che insiste nel chiedere che la legge elettorale resti in testa alle riforme e non venga sorpassata dall'abolizione del bicameralismo perfetto.
PIETRO GRASSOPIETRO GRASSO
Il voto unanime significa che Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione che in mattinata aveva espresso dubbi sull'opportunità che fosse il governo a muoversi per primo, alla fine ha dato il proprio via libera. Ciò non toglie però che il partito di cui è segretario, Sciolta Civica, resti molto freddo sulla riforma del Senato.
renzi e berlusconi italicumRENZI E BERLUSCONI ITALICUM
Ma i problemi più gravi sono nel Pd, ovvero nel partito del premier, perché i capigruppo Speranza e Zanda vogliono che si proceda prima alla riforma del Senato e poi all'approvazione dell'Italicum. Ovvero che si faccia esattamente il contrario di quanto chiede Silvio Berlusconi, il quale già parla di un Renzie che "non mantiene i patti". Anche se all'ex Cavaliere, Pittibimbo ricorda che quando fu fatto l'accordo del Nazareno non c'era solo la legge elettorale, ma anche Senato e Titolo V.
In ogni caso, Renzi ci tiene a chiarire che la bozza di riforma del Senato "era già sul sito internet di Palazzo Chigi" e che è stata discussa con Regioni e comuni. Dopo di che rivendica l'abolizione del Cnel, varata oggi, "perché con tutto il rispetto bisogna ammettere che in questi anni il Cnel non ha mantenuto le aspettative dei costituenti". E ancora sui tempi, il Rottam'attore si difende dall'accusa di fughe in avanti: "Qui la voglia di correre non è il tratto psicosomatico di una persona disturbata, ovvero il sottoscritto, ma è un'esigenza concreta".
PALAZZO MADAMA - SENATO DELLA REPUBBLICAPALAZZO MADAMA - SENATO DELLA REPUBBLICA
E il programma di governo aggiornato adesso è il seguente: a metà della prossima settimana sarà presentato il Def; nella settimana di Pasqua saranno pronti i decreti per i famosi 80 euro in busta paga ed entro fine mese ci sarà la "televendita" (come ha detto Renzie facendo autoironia) su riforma della Pubblica amministrazione, fisco e innovazione tecnologica dello Stato.
Ultimo segnale del premier: "Questo programma vale un'intera carriera politica. Non sono qui per una seggiola, ma per cambiare l'Italia e sono convinto che il Pd manterrà gli impegni dei quali parla Berlusconi".(Francesco Bonazzi per Dagospia)


NOVAC U SJENCI - Država ne zna zaradu u kazinima



Nepostojanje nadzora nad uplatama u  kazinima i kockarnicama, nezakonito klađenje putem terminala, neriješeno pitanje upotrebe novca od igara na sreću i nedostatak političke volje da se ta oblast uredi ključni su problemi u oblasti igara na sreću zbog kojih država godišnje gubi milionske iznose.
To je u razgovoru za „Vijesti“ ocijenio predsjednik skupštinskog odbora za ekonomiju, finansije i budžet i član radne grupe  za pripremu novih zakonskih rešenje u oblasti igara na sreću Aleksandar Damjanović (SNP).
On je kazao da treba rješavati nedostatak političke volje da se napravi ambijent  u kom će država prihodovati višestruko veći iznos od sadašnjih 5,54 miliona na godišnjem nivou.(fonte "Vijesti")

Francia: Trionfano Ump e Le Pen. Gauche ko, ma tiene Parigi - Exit poll: Copé, è marea blu, grande vittoria Ump. Segolene Royal, severissima punizione. Le Pen esulta, siamo il terzo grande partito. Forte l'astensionismo. Annunciato il rimpasto di governo


Trionfa la destra nel secondo turno delle elezioni amministrative francesi. Ayrault ammette sconfitta. Copé, grande vittoria Ump. Le Pen, siamo terzo grande partito. Anne Hidalgo, è il nuovo sindaco di Parigi.

La destra complessivamente ha conquistato il 45,91% dei voti contro il 40,57 della gauche. L'estrema destra di Marine Le Pen raggiunge il 6,84% dei suffragi e l'estrema sinistra lo 0.06%: è quanto emerge dai risultati provvisori dello scrutinio annunciati questa sera dal ministro dell'Interno, Manuel Valls. Il tasso di affluenza è invece al ''63,70% contro il 65,22% del 2008'', ha detto ancora Valls.

Quella di stasera "è una sconfitta per il governo" e la responsabilità è "collettiva": lo ha detto stasera il primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault, aggiungendo di essere pronto ad assumersi tutta la propria parte. Il ministro delegato all'Economia sociale e solidale, Benoit Hamon, ha dichiarato alla radio RTL che ci sarà un rimpasto nel governo di sinistra.

La sinistra ha perso diverse città importanti, secondo i primi risultati. L'astensione è stata fortissima, come domenica scorsa, attorno al 38%. Fra le città perse dai socialisti, Roubaix, Reims, Saint-Etienne, Limoges, Angers e Quimper. Il Front national ha vinto a Beziers e Frejus ma ha perso a Perpignan e ad Avignone, città dove la mobilitazione culturale contro l'estrema destra aveva fatto di questa battaglia un simbolo.

"E' una grande onda blu, la prima grande vittoria dell'Ump in un'elezione locale". Così Jean-Francois Copé, presidente del partito di centrodestra Ump.

"Una punizione severissima, che bisogna prendere molto sul serio": queste le prime parole della dirigente socialista Segolene Royal, in predicato di entrare al governo con il rimpasto dopo la sconfitta elettorale di oggi.

"Da oggi siamo il terzo grande partito nel Paese". Sono almeno dodici i comuni conquistati dal Front National di Marine Le Pen nel secondo turno delle elezioni municipali francesi: è quanto ha riferito la stessa leader intervenendo in diretta su France 3. ''L'obiettivo è stato raggiunto'', ha detto Le Pen, che conquista tanti comuni francesi di piccole dimensioni, ma non è riuscita ad imporsi in grandi città simboliche come Avignone e Perpignan.

La socialista Anne Hidalgo con il 54,5%, secondo un exit poll dell'istituto Ifop, è il nuovo sindaco di Parigi. La Hidalgo, erede designata del sindaco uscente Bertrand Delanoe, sarà la prima donna a guidare la capitale francese. Battuta la rivale di centrodestra Nathalie Kosciusko-Morizet, ex ministro dell'Ambiente ed ex portavoce della campagna elettorale di Nicolas Sarkozy, ferma al 45,5%.
E i socialisti conservano i posti di sindaco anche a Lione, dove l'attuale sindaco Gerard Collomb è eletto per il terzo mandato consecutivo, e Nantes, feudo elettorale del Premier Jean-Marc Ayrault, dove l'ex vicesindaco Johanna Rolland vince con quasi il 57%. Passa invece al centrodestra Tolosa, storico bastione della sinista e della mobilitazione sindacale transalpina, in cui l'Ump Jean-Louis Moudanc supera con poco più del 51% il sindaco uscente Pierre Cohen. (da "Ansa.it")

domenica 30 marzo 2014

"Voglio portare Michael a casa" - La moglie di Schumacher sta allestendo nel canton Vaud un'unità di terapia intensiva da 12 milioni di euro


LONDRA - A tre mesi dall'incidente di Meribel presto Michael Schumacher potrebbe lasciare l'ospedale di Grenoble per tornare a casa, nel canton Vaud, dove sua moglie sta allestendo un'unità di terapia intensiva dal costo di 12 milioni di euro.
Sebbene i medici che lo hanno in cura le abbiano già detto che il marito ha pochissime possibilità di risveglio, secondo il tabloid inglese Sun Corinna Schumacher, 45 anni, avrebbe deciso di riportare il marito nella loro villa di Gland (VD), sul lago di Ginevra. Facendolo accomodare all'interno di una struttura che verrà costruita nelle prossime settimane, dotata dei più sofisticati macchinari ospedalieri, affinché Michael possa essere assistito come fosse in ospedale.
Sono passati tre mesi dal trauma cranico subito mentre sciava in Francia, ma nonostante l'ottimismo iniziale non si sono registrati significativi miglioramenti. Anzi, il sette volte iridato non solo ha perso un terzo del suo peso corporeo ma continua ad aver bisogno di costante assistenza. "I miracoli possono accadere e un uomo ricco come lui si può permettere le migliori cure - le parole di un amico al tabloid inglese - Ma neppure tutti i soldi del mondo possono risolvere quanto successo. La famiglia si sta attrezzando in previsione di una futura immobilità di Michael". Finora la moglie, spesso accompagnata da altri membri della famiglia, ha fatto la spola, tutti i giorni, da Gland a Grenoble, circa 300 km andata e ritorno. Gli Schumacher stanno assieme dal 1991 quando si sono conosciuti ad una festa.(fonte "Corrieredelticino.ch")

Film e musica gratis su Internet, stretta dell'Agcom. L'autorità potrà chiedere la rimozione dei contenuti


Per alcuni sarà più facile far rispettare la legalità, per altri si rischia una deriva repressiva. Di certo, da lunedì, chi combatte la pirateria on line avrà un’arma in più. Dal 31 marzo entra infatti in vigore il nuovo regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a tutela del diritto d’autore. Forse non a caso, proprio in concomitanza con il lancio dei nuovi servizi streaming di Sky e Mediaset, che in questo periodo stanno ampliando la propria offerta di contenuti su internet.
La novità è che d’ora in poi non solo l’autorità giudiziaria, ma la stessa Agcom, potrà ordinare ai provider (ossia ai fornitori di servizi come Telecom o Fastweb) la rimozione di contenuti illegali. Con un procedimento rapidissimo che durerà al massimo 35 giorni, accertamenti compresi.
Il nuovo regolamento riguarda ogni “opera digitale” coperta da diritto d’autore: canzoni, fotografie, articoli. E ovviamente anche film. Pellicole e serie tv illegali che oggi è così facile trovare in rete potrebbero subire un brusco ridimensionamento; e in qualche pagina Facebook dedicata ci si imbatte in questi giorni in avvertimenti di questo genere: “Avvisiamo tutti gli appassionati che dal 31 marzo la nostra liberà è finita, quindi godetevi i vostri ultimi momenti più belli con le vostre serie preferite”. 
“Vogliono fare tabula rasa e chiuderci tutti”: dice all’HuffPost l’amministratore di Italia-film, tra le decine di siti che ospitano link di film in streaming ma il solo che ha accettato di parlare con noi. “Perché non intervengono sui siti di hosting che ospitano fisicamente il materiale? Sono loro i veri ‘pirati’, quelli che lucrano sul cinema. La verità è che sono siti impossibili da rintracciare e da chiudere, e allora colpiranno noi che facciamo solo i link”
Per l’avvocato Guido Scorza, esperto di digitale, è verosimile ipotizzare che assisteremo a una fase di transizione in cui trovare film e serie piratati sarà più difficile; ma nel lungo periodo basterà scaricare il software giusto per superare i blocchi. “Oggi basta digitare su Google il titolo di un film per trovarlo in pochi passaggi, domani sarà più complicato. Verrà scoraggiato l’utente pigro e poco abile con il computer. Sarà un forte disincentivo, ma chi vuole davvero continuerà a farlo”.
Per Scorza, comunque, ci sono questioni ben più serie di queste. Se è vero infatti che tutti sono d’accordo nel combattere la pirateria digitale, sulle modalità di perseguire lo scopo non c’è unanimità. E sul nuovo regolamento Agcom pendono due ricorsi al Tar. 
Da una parte quello dell’avvocato Fulvio Sarzana, che rappresenta i provider di Assoprovider (associazione aderente a Confcommercio). “Sono loro i soggetti che dovranno materialmente intervenire per rimuovere i contenuti illegali – spiega Sarzana - e non vogliono certo diventare dei cyber sceriffi”. 
Poi c’è il ricorso dello stesso Scorza a sostegno di alcune associazioni, tra cui Federazione Media digitali indipendenti e l’Associazione nazionale stampa on line. 
“La mia paura – dice l’avvocato – è che si rischiano procedimenti sommari anche per quei soggetti che violano il diritto d’autore spesso inconsapevolmente e in buona fede, per fare informazione e critica. Penso al cosiddetto citizen journalism, il giornalismo fatto dai non professionisti. Penso a blogger o testate che usano magari parte di un Tg o spezzoni di un programma per informare e non certo a fini di lucro”.
Il punto centrale, per Scorza, è che un’autorità amministrativa come l’Agcom si sia di fatto sostituita all’autorità giudiziaria. “Prima chi pensava di aver subito la violazione di un diritto doveva rivolgersi a un avvocato, c’erano delle indagini, e iniziava un processo con tutte le garanzie del caso per entrambe le parti. Per il presunto colpevole c’era la possibilità di fare ricorso, la possibilità di un dibattimento in cui poteva dimostrare le sue ragioni. Era un procedimento lungo e complesso che poteva durare mesi, in alcuni casi anni. Ora invece al titolare del copyright basterà compilare online un modulo di segnalazione e inviarlo all’Agcom, con un sistema facile, rapido e poco dispendioso. L’Autorità ordinerà al provider di rimuovere i contenuti illegali e il tutto durerà al massimo 35 giorni. E’ vero che il presunto colpevole potrà sempre ricorrere al giudice, ma solo a procedimento concluso”.
“Dall’Agcom – prosegue l’avvocato – assicurano che il regolamento sarà applicato con buon senso. Non ho motivo di dubitarne. Ma il buon senso, purtroppo, è sempre cosa molto relativa”.
Analoghe perplessità arrivano dall’avvocato Fulvio Sarzana. “La procedura è completamente informatizzata e tecnologicamente molto avanzata, già usata per i siti di pedofilia dalla Polizia Postale. Il punto è che se si chiude un sito di pedofilia non è un problema per nessuno; ma la violazione del diritto d’autore è un terreno molto più delicato che spesso confina con la libertà d’informazione e critica”. 
“Prima che entri in vigore non è facile valutare l’impatto del nuovo regolamento; ma temo che con una procedura così semplificata e rapida, si scateni una ‘caccia al ladro’ dall’indubbio valore. Oltretutto non sarà facile rimuovere i singoli contenuti illegali e soprattutto per i siti ospitati all’estero, così come per quelli in cui si riscontreranno ‘violazioni massive’, si rischia l’oscuramento di interi siti”.
Problematiche e critiche, queste, che all’Agcom conoscono bene. “Ma bisogna ricordare – sottolinea dall’Autorità il commissario Francesco Posteraro – che lo scopo del nuovo regolamento non è quello di sanzionare e rimuovere, ma ampliare l’area di legalità”.
“A chi dice che ci sostituiamo ai giudici ricordo che ci muoviamo sulla base di un decreto legislativo del 2003, che recepisce una direttiva europea. Il testo dice che sia l’autorità giudiziaria che quella amministrativa con potere di vigilanza (ndr: l’Agcom) possono esigere dal provider un intervento in caso di violazione”.
Il commissario evidenzia che il titolare del diritto leso può rivolgersi tanto all’Agcom quanto a un giudice, e che tutti i provvedimenti sono impugnabili di fronte al Tar.“Non ci sostituiamo in alcun modo all’autorità giudiziaria - prosegue Posteraro – noi interveniamo solo nei confronti del provider il quale è libero di fare ricorso. Il nostro è un procedimento anzi molto garantista, che offre anche ai soggetti che non sono direttamente coinvolti nella procedura, ossia coloro che ospitano sul loro sito materiale illegale, di intervenire e difendere le proprie ragioni; oppure di adeguarsi spontaneamente”.
Posizioni e opinioni diverse, evidentemente, si manifestano nel vasto campo della pirateria on line. Anche tra gli stessi soggetti che la combattono. Gli interessi in gioco non sono di poco conto e agli utenti non resta che aspettare di vedere in che modo realmente verrà applicato il nuovo regolamento. Con una precisazione: in questa specifica partita, l’utente finale, ossia chi fruisce di opere digitali in streaming e downloading, non rischia nulla. Il regolamento Agcom non si riferisce infatti a loro in alcun modo. (fonte "L'Huffingtonpost.it")

HANNO RUBATO AL MOVIMENTO 5 STELLE

In Molise, a Campobasso, gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno restituito le loro indennità: una somma pari a 71mila euro

I grillini hanno dunque mantenuto le promesse fatte durante la campagna elettorale. 

Federico e Manzo, dalla loro elezione in Consiglio, intascano 2500 euro e ne restituiscono 5700 al mese alla Regione Molise. 

Ma qualcosa è andato storto, ed è un vero e proprio scandalo.

Quei soldi dovevano essere utilizzati per il microcredito alle imprese. Ma ecco il capolavoro della Giunta. 


Quei 71mila euro, grazie ad un provvedimento approvato dalla giunta, non sono finiti al microcredito, ma alla voce "bilancio del Consiglio regionale". Per chiarire: i grillini hanno restituito i soldi, il Consiglio Regionale se li è ripresi.(fonte "Lagazzettadelmolise.it")

L'appello - Verso la svolta autoritaria

Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali.
Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti)  a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto.
Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione. Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato.
Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone.(fonte "Libertàgiustizia")
Primi firmatari:
Nadia Urbinati
Gustavo Zagrebelsky
Sandra Bonsanti
Stefano Rodotà
Lorenza Carlassare
Alessandro Pace
Roberta De Monticelli
Salvatore Settis
Rosetta Loy
Corrado Stajano
Giovanna Borgese
Alberto Vannucci
Elisabetta Rubini
Gaetano Azzariti
Costanza Firrao
Alessandro Bruni
Simona PeverelliSergio MateriaNando dalla ChiesaAdriano ProsperiFabio EvangelistiBarbara SpinelliPaul GinsborgMaurizio LandiniMarco Revelli


Commenti :


  1. Irene Giacché scrive:
    Sottoscrivo l’appello!
  2. aderisco all’appello
  3. VINCENZA ATTADIA scrive:
    Aderisco pienamente all’appello.
  4. andrea veghini scrive:
    Aderisco.
    Andrea Veghini
  5. Condivido!
    Ma non si firma?
  6. Michela Martelli scrive:
    Aderisco all’appello
  7. Davide Battista scrive:
    Condivido e aderisco.
  8. cristina ciolina scrive:
    Aderisco pienamente all’appello.
  9. Mimmo Favuzzi scrive:
    sottoscrivo e condivido
  10. Geronimo Madrigali (Consigliere Comunale di Viareggio)
  11. Daniele scrive:
    dove si firma???????
  12. Mattia Da Re scrive:
    Purtroppo, ancora una volta, vincerà il populismo, basta vedere che tra le priorità degli italiani (secondo gli ultimi sondaggi) c’è il “taglio del numero di politici”, indipendentemente dai criteri che si sceglieranno per “tagliare” e nonostante il “risparmio” sia MINIMO – perché si sa, i pozzi senza fondo sono altri, ma da questi pozzi sono in molti ad attingere, anche tra “i cittadini per bene”. Sono presuntuoso se dico che mi fa ribrezzo pensare che una massa di persone volontariamente e fieramente ignoranti, svenderanno la democrazia convincendosi di salvarla?
  13. Luca Savelli scrive:
    Condivido in tutto e per tutto. Salviamo la costituzione e la democrazia da questi personaggi
  14. Alessandro scrive:
    Un parlamento illegittimo che le tenta tutte pur di rimanere in sella. Vergogna! La parola deve tornare ai cittadini.
  15. Gianluca scrive:
    Aderisco
  16. Dale Zaccaria scrive:
    Aderisco pienamente all’appello. Grazie Dale Zaccaria
  17. Stephen Taddeo scrive:
    Il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione.
  18. Do la mia adesione all’appello.
    Difendiamo la Costituzione Repubblicana
    Grazie
  19. dove si firma l’appello?
  20. Francesco S scrive:
    Sottoscrivo
  21. patrizia scrive:
    vorrei firmare l’appello
  22. luciana scrive:
    Aderisco all’appello da cittadina Italiana
  23. Elsa Galli scrive:
    sottoscrivo
  24. viviana scrive:
    Aspettavo da tempo un simile appello da queste autorevoli firme, prova che non tutta l’eredita’ dei Padri Costituenti é stata sopraffatta. Sottoscrivo.
  25. Leonardo scrive:
    Aderisco all’appello, condividendo convintamente.
  26. anna bizzarro scrive:
    condivido
  27. antonio scrive:
    condivido.
  28. Paolo Zanni scrive:
    In realtà la giusta soluzione per semplificare la burocrazia italiana pur mantenendo un forte controllo democratico sull’esecutivo, è quella che si adotta normalmente nelle multinazionali dove, sia l’organo esecutivo (general manager) che quello di controllo (controller), vengono entrambi eletti dai soci (elettori) e riportano direttamente a loro e non hanno alcuna sudditanza l’uno con l’altro. L’organo di controllo ha il supporto di organi indipendenti (auditors), nel nostro caso rappresentato dalla Corte dei Conti, che ha lo scopo di verificare la contabilità e le procedure interne.
    L’elezione diretta dell’organo di controllo (che potrebbe anche essere il senato) rappresenta la miglior garanzia per gli elettori. La durata in carica per l’organo di controllo non dovrebbe essere maggiore di una legislatura.