yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: giugno 2014

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lunedì 30 giugno 2014

Il patto tiene, addio al bicameralismo Il M5S a Renzi: “Vediamoci giovedì” Oggi previsto il primo voto sugli emendamenti al testo. Giovedì giornata chiave Pressing della minoranza interna sul premier. E resta l’incognita di Forza Italia


Il ghiaccio è rotto. Con le prime votazioni in commissione, comincia a prendere forma il “nuovo Senato”. Con i sì della maggioranza, ma anche di Forza Italia e Lega, passa il principio per cui è solo la Camera a dare la fiducia al governo mentre il Senato «rappresenta le istituzioni territoriali». È la fine del bicameralismo perfetto, il cardine della riforma costituzionale varata dal governo due mesi fa e che va avanti, dice Matteo Renzi, «alla faccia dei gufi». Ma i nodi veri, quelli che metteranno davvero alla prova il “patto del Nazareno”, sono per ora accantonati, nell’attesa che giovedì Silvio Berlusconi riunisca i gruppi di FI e detti la linea. 

Proseguono fino all’ultimo le riunioni tecnico-politiche per mettere a punto il testo: in mattinata la relatrice Anna Finocchiaro vede prima il correlatore Roberto Calderoli, poi il ministro Maria Elena Boschi. Ma niente più rinvii: alle 16, come da calendario, in commissione si inizia a votare. E fin da subito, annota Boschi, si procede «spediti»: la maggioranza regge, anche perché si affrontano i temi meno controversi, a partire dal superamento del bicameralismo perfetto. 

Anche Forza Italia e Lega votano con la maggioranza l’emendamento dei relatori che riscrive l’articolo 55 della Carta, affermando che solo la Camera «è titolare del rapporto di fiducia con il governo», «rappresenta la Nazione» ed esercita «la funzione legislativa», mentre il Senato «rappresenta le istituzioni territoriali» e «concorre» alla funzione legislativa. Inoltre il Senato «esercita le funzioni di raccordo tra l’Ue, lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica», valuta l’attività delle P.a. e l’attuazione delle leggi ed esprime pareri sulle nomine del Governo «nei casi previsti dalla legge». Passa anche l’emendamento dei relatori sui senatori di nomina presidenziale: saranno al massimo cinque (non 21, come previsto dal governo), in carica per sette anni, non rinnovabili e prenderanno gradualmente il posto degli attuali senatori a vita. 

La commissione, come preannunciato alla vigilia, rinvia invece per il momento il voto sugli articoli 56, 57 e 58 della Costituzione, che disciplinano la composizione di Camera e Senato e il metodo di elezione del Senato. Su quest’ultimo punto, in particolare, è ancora aperta la trattativa con FI, che dovrebbe trovare un punto di caduta in un sistema di elezione di secondo grado, come vuole Renzi, ma fortemente proporzionale, come chiede FI. Ma solo quando giovedì mattina Berlusconi riunirà in assemblea i parlamentari ed eurodeputati forzisti si capirà se l’intesa c’è, se il patto del Nazareno tiene. Preme ancora, infatti, la fronda interna a FI che vorrebbe fare asse con i dissidenti del Pd e il M5S per far passare il Senato elettivo. Ma se il Cavaliere schiererà il partito sulla linea del Senato non elettivo, il fronte del dissenso non avrà speranza di far passare la sua linea in Aula. A dispetto di chi, come Augusto Minzolini, già oggi in commissione ha votato contro gli emendamenti del governo, in dissenso dal suo partito. 

Se FI rientra, confida il governo, rientrerà anche il fronte del dissenso interno al Pd. O almeno, sarà relegato in una posizione fortemente minoritaria. È anche per questa ragione, spiegano fonti parlamentari, che l’assemblea dei senatori, inizialmente prevista per domattina, è stata rinviata e potrebbe svolgersi solo dopo che FI avrà preso una posizione. 

Ancora nessuna decisione è stata presa, intanto, spiegano dal governo, sulla questione dell’immunità per i senatori, anche se sembra escluso che la competenza venga assegnata alla Consulta. Nessuna apertura neanche alla richiesta dei senatori di Area riformista di ridurre il numero dei deputati, mentre potrebbe essere allargata la platea di elezione del capo dello Stato. 

Per definire questi e altri aspetti, il ministro Boschi proseguirà nei prossimi giorni gli incontri «con tutti i gruppi». Mentre non sono ancora in agenda gli incontri di Renzi con Berlusconi e M5S («Vediamoci giovedì», gli chiede Luigi Di Maio). Quella di oggi «è stata un ottima giornata per le riforme, alla faccia dei gufi», registra il premier: «Siamo ottimisti». L’obiettivo, spiega Finocchiaro, è portare il testo in Aula «la prossima settimana». Sempre che il patto con FI regga.  (fonte "Lastampa.it")

Dal 1° luglio la stangata sui risparmi: cinque cose fondamentali da sapere - L’aliquota sulle rendite finanziarie passa dal 20 al 26%, esclusi i titoli di Stato


Da domani l’aliquota sulle rendite finanziarie passa dal 20 al 26%. Si tratta di una misura che il governo ha adottato come copertura per finanziare la spesa prevista dal decreto Irpef che aumenta di 80 euro le buste paga degli italiani a basso reddito. Si tratta del secondo rincaro nel giro di due anni, e dall’opposizione parlano di «bastonata» sugli italiani. 

Ecco 5 cose da sapere sull’aumento:  

1 Per chi aumenta l’aliquota  
La tassazione passa dal 20 al 26% per i redditi da capitale (dividendi, cedole e interessi di conti correnti, depositi bancari e postali). La misura è automatica, e valida anche per i redditi derivanti da obbligazioni, titoli simili e cambiali finanziarie, maturati a partire dal 1 luglio 2014, indipendentemente dalla data di emissione dei titoli 

2 È coinvolto anche il risparmio gestito?  
Sì, il passaggio è automatico e sarà il gestore a calcolare quanta parte dei guadagni è maturata con la vecchia aliquota e quanta dopo il rincaro. La tassazione al 26% sarà applicata a tutti gli strumenti soggetti al rincaro. 

3 E i titoli di Stato?  
No, l’aliquota resta al 12,5%.  

4 C’è modo per non subire l’aumento?  
Fino al 30 settembre viene data la possibilità di «affrancare» i capital gain maturati sugli strumenti finanziari detenuti su un certo conto titoli alla data del 30 giugno (non se inseriti nei casi di risparmio gestito). In questo caso il contribuente può scegliere di assicurarsi la tassazione al 20% pagando, senza vendere i titoli, un’imposta sostitutiva sulla plusvalenza «latente» ai valori di borsa del 30 giugno, con l’effetto che solo i proventi realizzati dopo tale data saranno tassati al 26% 

5 Come si stanno comportando le banche?  
«La gestione del cambiamento di aliquota è questione estremamente complessa e i back office delle banche stanno lavorando a pieno ritmo per rispettare il change over del 1 luglio», dice Olivia Zonca, responsabile dell’area fiscalità finanziaria di Bnp Paribas Securities Services, «ogni situazione deve essere attentamente vagliata caso per caso con l’aiuto del proprio intermediario, perché le variabili da considerare sono tante». 

(fonte "Lastampa.it")

Virus Ebola, anche il Ministero della Salute lancia l’allarme con una nota ufficiale: “Ecco cosa fare” - Da giorni i media ci aggiornano sulla pericolosità sociale del virus di ebola, che sta interessando - dopo i primi focolai in Guinea - anche alcuni Paesi limitrofi dell'Africa occidentale, tra cui Liberia, Sierra Leone e Mali. Ora arriva la conferma anche dal Ministero della Salute, che attraverso una nota ufficiale lancia l’allarme e prescrive alcuni accorgimenti da tenere bene a mente: “Ecco cosa fare.”


C’è un dato di fatto: alcuni paesi dell’Africa Occidentale stanno vivendo ore drammatiche a causa del virus di ebola che sta contagiando villaggi e piccoli centri.
A causa del flusso migratorio verso l’Europa, esiste il rischio contagio?
Con una nota ufficiale il Ministero della Salute fa chiarezza su questa e altre domande, sottolineando – come prima cosa – che l’Organizzazione Mondiale della Sanità non raccomanda, al momento, restrizioni di viaggi e movimenti internazionali di persone, mezzi di trasporto e merci”, così come confermato anche nell’ultimo comunicato stampa datato 24 giugno 2014.
Il rischio di infezione per i turisti, i viaggiatori in genere ed i residenti nelle zone colpite” – prosegue nella nota il Ministero – “è considerato molto basso se si seguono alcune precauzioni elementari, quali: evitare il contatto con malati e/o i loro fluidi corporei e con i corpi e/o fluidi corporei di pazienti deceduti oltre alle altre semplici e generiche precauzioni sempre consigliate in caso di viaggi in Africa Sub-sahariana quali ad esempio, evitare contatti stretti con animali selvatici vivi o morti, evitare di consumare carne di animali selvatici, lavare e sbucciare frutta e verdura prima del consumo, lavarsi frequentemente le mani.
Non solo viene confermato il rischio contagio ma il Ministero della Salute parla anche espressamente di “rischio remoto di importazione dell’infezione”: per fronteggiare questo pericolo – remoto ma reale – “il Ministero della Salute italiano ha dato per tempo disposizioni per il rafforzamento delle misure di sorveglianza nei punti di ingresso internazionali (porti e aeroporti presidiati dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera – USMAF) e sono state date indicazioni affinché il rilascio della libera pratica sanitaria alle navi che nei 21 giorni precedenti abbiano toccato uno dei porti dei Paesi colpiti avvenga solo dopo verifica, da parte dell’USMAF, della situazione sanitaria a bordo.”
Nell’ultimo periodo la situazione sembrerebbe migliorare, come rivela il comunicato stampa di aggiornamento del Ministero, datato 24 giugno 2014: “Tra il 18 e il 20 giugno 2014, non ci sono stati nuovi casi di malattia da virus Ebola in Guinea e Sierra Leone”, mentre in Liberia “sono stati segnalati 10 nuovi casi”.
Dallo scoppio della pandemia sono stati segnalati, in totale e relativamente alle zone interessate, 338 decessi su 599 casi segnalati. Il tasso di mortalità è decisamente alto.
Nonostante tutto questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, come dicevamo, “non raccomanda restrizioni a viaggi o a rotte commerciali da applicare alla Guinea, Liberia e Sierra Leone rispetto a questo evento in base alle informazioni correnti disponibili.”
In alcuni casi, però, fidarsi è bene non fidarsi è meglio.
(fonte "Infiltrato.it")

“Ho filmato B. nella casa di riposo”: ex deputato Pd sputtana Silvio. E il video fa il giro del web - Uno scoop in piena regola, quello dell’ex deputato Pd e giornalista Stefano Apuzzo, che è riuscito a filmare Berlusconi dentro la casa di riposo di Cesano Boscone. E il video, esclusiva di Repubblica, trasmette immagini di una tristezza infinita: ecco la fine ingloriosa di Silvio e del suo leaderismo decaduto.


Dentro la casa di riposo  ecco Berlusconi  assistente agli anziani

Il video, esclusiva di Repubblica, sta facendo il giro del web. Stefano Apuzzo, ex parlamentare Pd e ora giornalista, ha messo a segno un colpo gobbo mica da ridere.
"Camice bianco, telecamera nascosta, sono arrivato nella sala della ricreazione dove c'era l'ex premier”, racconta Apuzzo.
E dalle immagini si capisce quanto oramai siano lontani i tempi del Bunga Bunga, delle feste con Gheddafi e dei party a Villa Certosa.
Non rimane che questo: un suono di mazurka, qualche regalino alle signore della casa di riposo e un Berlusconi che prova a sentirsi a suo agio ma, in realtà, sembra più un leone in gabbia che un volontario a tutti gli effetti.
Questa è la mazzata finale per un leader che ha fatto della sua immagine da macho un marchio da esportare nel mondo e vendere ai suoi elettori.
Questa volta sembra davvero finita.
(fonte "Infiltrato.it")

Ricorso respinto: Sabrina Misseri resta in carcere - Lo ha deciso la prima sezione penale della Cassazione: è condannata all’ergastolo per l’omicidio di sua cugina Sarah Scazzi avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010



Ricorso respinto: Sabrina Misseri resta in carcere
da "Giornalettismo.com"
Il ricorso di Sabrina Misseri, la ragazza condannata all’ergastolo per l’omicidio di sua cugina Sarah Scazzi avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010, è stato respinto dalla prima sezione penale della Cassazione, confermando la custodia in carcere per la ragazza.
Foto: LaPresse
Foto: LaPresse
IL RICORSO - I giudici in particolare hanno respinto il ricorso dei legali di Sabrina Misseri contro l’ordinanza con la quale il tribunale del riesame di Taranto aveva confermato la custodia in carcere disposta dalla corte d’assise di Taranto a carico della Misseri lo scorso 18 febbraio. Ha chiesto il rigetto del ricorso presentato dal professor Franco Coppi e l’avvocato Nicola Marseglia anche il sostituto procuratore generale della Cassazione Antonio Giannella. L’udienza si è svolta lo scorso venerdì in Camera di consiglio e l’esito si è appreso nella giornata di oggi.
(Photocredit: LaPresse)

Il traffico d’organi prospera grazie all’ignoranza e alla truffa - C'è una costante nelle storie di quanti hanno venduto parti del loro corpo ai trafficanti, quella che li vuole poverissimi e facili da ingannare


Il traffico d'organi prospera grazie all'ignoranza e alla truffa

Il fenomeno del traffico di organi è particolarmente evidente in Asia, ma pare che non risparmi nessuna parte del globo e che le vittime siano tutte poverissime e facili da ingannare perché poco o per nulla istruiti.

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COME FANNO - Una recente inchiesta di CNN ha illuminato i meccanismi che presiedono al traffico di organi, reni in particolare, in Nepal. Ma il fenomeno è diffuso in tutta l’Asia e le contromisure adottate dai governi non bastano a fermare i trafficanti, che possono attingere a un bacino di potenziali donatori vastissimo e facile da predare. CNN racconta la storia del distretto di Kavre nei pressi della capitale nepalese Kathmandu, ormai noto come «la banca del rene nepalese» perché meta prediletta dai trafficanti, che solo nell’area avrebbero «convinto» più di 300 persone a offrirsi come donatori dietro il pagamento di una somma che dopo l’intervento cala all’improvviso, sempre che qualcosa venga corrisposto.
IL COMMERCIO - Ad approfittarne sono i pazienti ricchi, quelli che si possono permettere i servigi di un’organizzazione che trasferisce pazienti e donatori in India, fornisce questi ultimi di documenti che li rappresentano come parenti dei beneficiari e infine si dileguano senza lasciare tracce. Per gli altri, quelli che non possono permetterselo, c’è invece solo la dialisi. Lo stesso per i donatori, che con un rene in meno e una volta dileguati i mediatori, restano da soli ad affrontare le conseguenze e le eventuali complicazioni dell’intervento.
DAL NEPAL ALL’INDIA - La storia di Nawaraj Pariyar spiega come funzionano le cose, Pariyar è stato avvicinato da un mediatore che gli ha promesso l’equivalente di 30.000 dollari per farsi asportare «un pezzo di carne» che secondo quello che gli ha detto sarebbe ricresciuto. Poi lo ha vestito a nuovo, lo ha portato al cinema e infine in India, in una clinica nella quale è stato spacciato per fratello di una donna destinata a ricevere il suo rene, perché là i trapianti sono ammessi dalla legge solo tra consanguinei. Portato a termine l’intervento il mediatore ha consegnato circa 300 dollari al donatore, promettendo di saldare il resto poi, ed è sparito.
LA TRUFFA - Pariyar tornato a casa ha cominciato ad avere qualche sospetto e anche dei dolori, una visita in ospedale ha confermato che gli avevano asportato un rene. Lui non poteva accorgersene, perché in ospedali parlavano una lingua a lui sconosciuta e la parola che usavano per indicare il rene non la conosce, l’avessero detta in nepalese avrebbe capito, dice. Sono circa 300 i nepalesi «donatori» che negli ultimi 5 anni hanno percorso questa trafila partendo da Kavre, dove il traffico prospera da una ventina d’anni. Ma saperlo non serve a molto, pare infatti che l’attenzione sull’anomalia di Kavre si sia risolta semplicemente nello spingere i trafficanti un po’ più in là.
UN METODO CONSOLIDATO - Trafficanti che operano in modo simile in tutto il continente asiatico, dall’India al Vietnam, alla Cina e che globalmente vanno a costituire un business valutato intorno al miliardo di dollari all’anno in tutto il globo. Non una cifra enorme, ma che divisa per le cifre minime pagate ai donatori più poveri, concentrati in Asia e Sudamerica, spesso inconsapevoli, segnala la mutilazione di migliaia di persone.
CHI NE BENEFICIA - Un business esteso anche in Occidente, dove tuttavia resta residuale e lascia poche tracce, visto che la convenienza economia e i il rischio d’incappare in una giustizia più efficiente e severa consigliano di delocalizzare gli interventi richiesti da quanti non vogliano mettersi in lista in attesa dei veri donatori. Un business che come spesso accade trasferisce i benefici agli attori più ricchi, dai trapiantati paganti ai medici che effettuano gli interventi, fino ai mediatori che li organizzano, e lascia ai più poveri l’onere di una vita di stenti in cambio di somme risibili, oltre alle conseguenze impredicibili d’interventi che non sono certo portati a termine a loro beneficio.
LE CICATRICI DEL TRAFFICO - Il risultato si può osservare visivamente in luoghi come il distretto di Kavre o dove i mediatori di questi traffici riescono a dilagare approfittando di povertà e ignoranza, decine di persone che portano sui loro corpi le lunghe cicatrici degli interventi e che raccontano tutti la stessa storia, una storia di sfruttamento inumano, che strappa gli organi ai poveri per venderli ai ricchi.

La riforma della giustizia secondo Matteo Renzi - Il Premier presenta in conferenza stampa i 12 punti attraverso i quali si punta a riformare processo civile, prescrizione e carriere dei magistrati



La riforma della giustizia secondo Matteo Renzi
Maghdi Abo Abia per "Giornalettismo.com
Matteo Renzi presenta in una conferenza stampa la riforma della giustizia su 12 punti, elencati poi dal ministro Andrea Orlando.
 Il Presidente del Consiglio ha parlato della necessità di riformare il processo civile, di cambiare la prescrizione, di modificare il reato di falso in bilancio, di affrontare il nodo delle intercettazioni, parlando delle carriere dei magistrati e del contributo dato dai cittadini con 36 mila e-mail di proposte per la riforma della Pubblica Amministrazione. Ma il succo del discorso è rappresentato dai 12 punti che cambieranno la giustizia. Il Presidente del Consiglio dà alle forze politiche due mesi di tempo per parlarne insieme, prima di procedere al cambiamento. 
(@Lapresse)
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IL SALUTO AI TRE RAGAZZI ISRAELIANI MORTI A HEBRON - In apertura della conferenza stampa Matteo Renzi ha voluto dedicare un pensiero anche ai tre ragazzi israeliani rinvenuti questa sera privi di vita 18 giorni dopo il loro rapimento nei pressi di Hebron. Le parole del Presidente del Consiglio sono state riprese in questo contributo diffuso dall’agenzia Vista: « È stata una giornata in cui i sentimenti sono molto contrastanti per cio’ che è accaduto. Il consiglio dei Ministri si è aperto col pensiero ai tre ragazzi israeliani uccisi. Abbiamo espresso tutto il dolore nei confronti delle famiglie e del popolo israeliano per cio’ che è accaduto in modo cosi’ tragico e ingiusto»
IL PENSIERO AGLI ULTIMI DECESSI NEL CANALE DI SICILIA - Renzi, parlando di politica estera, ha ribadito l’impegno dell’Italia nei confronti dei migranti che ogni giorno rischiano la vita attraversando il Canale di Sicilia, citando ovviamente gli ultimi 30 morti rinvenuti all’interno di un barcone: «C’è il dolore per cio’ che accade quotidianamente nei nostri mari. Non abbiamo la controprova ma quanti sarebbero stati i morti se non facessimo le cose che facciamo e non avessimo fatto le cose che abbiamo fatto?». Il discorso cade sulle riforme, e qui Renzi ha rivendicato i risultati odierni: «È stata un’ottima giornata per le riforme, alla faccia dei gufi il percorso è iniziato, si è iniziato a votare su alcuni importanti articoli in commissione. Il lavoro proseguira’ nelle prossime ore: siamo molto, molto ottimisti che possa andare bene».
IL RELITTO DELLA CONCORDIA VERRÀ SMANTELLATO A GENOVA -Renzi ha poi ribadito che il relitto della Costa Concordia verrà smantellato a Genova e che ha proposto per la sostituzione di Antonio Tajani in Europa per quattro mesi l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci. Renzi ha poi aggiunto che il prefetto di Perugia Antonio Reppucci, finito nell’occhio del ciclone per una frase in cui invitava le madri che non si accorgono se i propri figli si drogano a togliersi la vita è stato rimosso: «un gesto che dovevamo alle madri che vivono situazioni di difficoltà -ha spiegato il Presidente del Consiglio- chi sbaglia paga il conto dei propri errori».
IL MESSAGGIO AI CINQUE STELLE E LA RIFORMA - Rivolgendosi al Movimento Cinque Stelle, Renzi ha detto che domani il Pd uscirà con una lettera pubblica indirizzata ai pentastellati sul tema della legge elettorale. Ma sopratutto, il Presidente del Consiglio ha lanciato la riforma della giustizia in 12 punti, a partire dak processo telematico: «Avremmo potuto essere qui per dare il primo click a mezzanotte per il via al processo civile telematico. Lo facciamo ora: da mezzanotte parte il processo civile telematico, parte formalmente la riforma. Questo segna l’addio dai tribunali pieni di scartoffie. Per due mesi vogliamo discutere della giustizia in modo non ideologico, sarà una discussione la più filosofica, concettuale e astratta prima di approvare la riforma per coinvolgere l’Italia su questo tema».
PROCESSO CIVILE DI UN ANNO - «Al termine dei mille giorni -ha continuato Renzi- l’Italia deve avere un processo civile che dura un anno, invece dei 990 giorni di oggi. Sono 20 anni che sulla giustizia si litiga senza discutere. Noi vogliamo cambiare metodo e discutere nel merito e possibilmente senza litigare». A proposito di giustizia, Renzi ha parlato anche del nodo carriere dei magistrati: «L’indipendenza della magistratura è un concetto sacrosanto in uno stato di diritto, ma si fa carriera per merito e non per appartenenza di corrente. Noi non siamo contrari alle correnti ma non si può far carriera per appartenenza a una corrente. Chi giudica non nomina, chi nomina non giudica. Se chi nomina giudica, non dirà mai che un giudice sbaglia. Perché l’ha scelto lui». Viene confermata una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, ma solo dopo le elezioni che determineranno le nuove cariche.
LA PRESCRIZIONE CAMBIERÀ - Renzi ha poi sottolineato la necessità di ridurre i processi pendenti, oggi 5 milioni e 200 mila, con l’obiettivo di dimezzare i processi civili pendenti. Il Presidente del Consiglio punta anche ad una revisione della prescrizione: «La riforma della prescrizione ci sta molto a cuore. Un paese civile non puo’ consentire che non si giudichi qualcuno perché è passato troppo tempo». Inoltre «serve una normativa sul falso in bilancio degna di questo nome, ci saranno due mesi per discutere e poi a settembre la faremo dentro la cornice complessiva della riforma».
IL NODO DELLE INTERCETTAZIONI - E dopo aver ribadito che «serve una normativa sul falso in bilancio degna di questo nome», Renzi affronta poi il nodo intercettazioni, ma questo è l’unico che dev’essere ancora risolto: «Le intercettazioni sono l’unica argomento su cui non abbiamo pronta la norma. Per noi un magistrato deve essere libero di intercettare ma dov’è il limite alla pubblicazione delle intercettazioni? Ci sono vicende che attengono alla privacy che possono essere slegate dalle indagini. Faccio appello ai direttori di quotidiani: aiutateci a capire cosa dobbiamo fare: qual e’ il limite delle pubblicazioni? E’ giusto che non ci sia limite? Nessuno vuole bloccare le intercettazioni, ma talvolta l’utilizzo delle intercettazioni va rivisto».
I 12 PUNTI - E per concludere, ecco i 12 punti elencati dal ministro della giustizia Andrea Orlando:
1) giustizia civile: riduzione dei tempi. Un anno in primo grado; 2) giustizia civile: dimezzamento dell’arretrato;
3) corsia preferenziale per le imprese e le famiglie;
4) Csm: più carriera per merito e non grazie alla ‘appartenenza’; 5) Csm: chi giudica non nomina, chi nomina non giudica;
6) responsabilità civile dei magistrati sul modello europeo;
7) riforma del disciplinare della magistrature amministrative speciali (amministrativa e contabile);
8) norme contro la criminalità economica (falso in bilancio, autoriciclaggio);
9) accelerazione del processo penale e riforma della prescrizione;
10) intercettazioni (diritto all’informazione e tutela della privacy);
11) informatizzazione integrale del sistema giudiziario;
12) riqualificazione del personale amministrativo.
(Photocredit copertina Lapresse)

OCCHIO ALLA BOLLETTA DELL'ACQUA

L'Istat ha diffuso i propri dati (2012) sull'uso dell'acqua nel nostro Paese, e sono statistiche drammatica. In questo Paese non funziona più niente, e sarà sempre peggio.

Quel che maggiormente colpisce e che fa riflettere è l'aumento delle dispersioni, cioè la quantità di acqua che esce dai tubi dei gestori e quella che poi arriva ai rubinetti degli utenti finali. La percentuale di dispersione,mentre nel 2008 era del 32,1%, nel 2012 è arrivata al 37,4%. Ovviamente, questa dispersione ricade sui consumatori.

Il caso che più colpisce è quello della Toscana, dove dalla percentuale di dispersione di 27,7% (2008) si è passati alla percentuale di 38,5% per il 2012, ed è la regione in cui si pagano le bollette più alte di tutta Italia. In attesa dei dati del 2014, godiamoci intanto questa disastrosa notizia.

La notizia Istat:

Nel complesso, le dispersioni delle reti comunali di distribuzione dell'acqua potabile ammontano a 3,1 miliardi di metri cubi. Pertanto il 37,4% dei volumi immessi in rete non raggiunge gli utenti finali. Si registra un peggioramento rispetto al 2008, quando le dispersioni di rete erano del 32,1%. 

Ma quanta acqua consumiamo ogni giorno in Italia? Una quantità spropositata. Leggiamo da Repubblica:
L'impronta idrica in Italia, cioè la quantità di acqua dolce utilizzata per produrre beni e servizi, è pari a 132 miliardi di metri cubi l'anno, 6.309 litri pro capite al giorno. Siamo il terzo importatore netto di acqua virtuale al mondo (62 miliardi di metri cubi l'anno), dopo Giappone e Messico e prima di Germania e Regno Unito.

DENUNCIA A TUTTE LE TV DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Oggi in Abruzzo (con il Piemonte una delle due regioni andate al voto per il rinnovo del consiglio regionale lo scorso 25 Maggio) si è tenuta la prima seduta del consiglio regionale con l'elezione del presidente.

Questo è naturalmente andato alla maggioranza guidata dalla coalizione del famoso ufologo Luciano D'Alfonso. L'ufficio di presidenza del consiglio regionale come sapete deve garantire la rappresentatività dell'elettorato. La presenza quindi in ufficio di presidenza dei membri dei vari gruppi politici, in quanto organo di programmazione dei lavori, é fondamentale.

Ma sapete come é andata? Si sono spartiti i ruoli tra la maggioranza e la finta opposizione; eleggendo un vicepresidente di quota maggioranza, ed uno in quota opposizione assegnato a Forza Italia ed eletto con 3 voti della coalizione del Pd (necessari per garantire la vicepresidenza a Forza Italia e non al M5S, prima forza politica di opposizione in consiglio regionale).

Ed i due segretari di presidenza? Beh naturalmente uno alla maggioranza ed uno alla finta opposizione del centro destra (stessa coalizione di Forza Italia). A questi come sempre non interessa l'espressione dei cittadini, non interessa programmare i lavori in favore del bene della regione ma solo la piena garanzia dei propri interessi.

E tantomeno interessano loro i soldi dei cittadini (siamo gli unici ad aver dichiarato in consiglio che avremmo rinunciato alle indennità aggiuntive di ruolo (oltre al dimezzamento degli stipendi da parte dei nostri soli consiglieri). Ancora una volta sono sempre e solo coalizzati contro di noi, dai comuni fino al parlamento, passando per le regioni.

Come si può rimanere ad ascoltare l'ipocrisia di queste persone? I nostri consiglieri sono usciti a denunciare a tutte le tv l'ennesimo inciucio elettorale, di chi si fa la guerra in campagna elettorale e nei salotti tv ma poi si spartisce le poltrone al bar. Secondo voi uscirà qualcosa di tutto ciò in tv? Intanto auguro ai nostri consiglieri combattenti in regione Abruzzo un buon lavoro e sono sicuro che sarà ottimo!
 (Giorgio Sorial, deputato 5 Stelle)