yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: settembre 2014

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martedì 30 settembre 2014

LA BARDOT ERA IL SESSO IN CARNE E OSSA, DISINIBITA, NATURALE, INCANDESCENTE - GRAZIE A LEI FU SDOGANATO IL BIKINI




la bardot sdogano il bikiniLA BARDOT SDOGANO IL BIKINI
La prima volta che ho visto di Brigitte Bardot frequentavo ancora la scuola. Ero stato invitato da un amico attore ai “Pinewood Studios”, dove Dirk Bogarde stava girando la commedia “Un dottore in alto mare”. Per qualche minuto mi fu concesso di stare sul set, durante la scena della doccia.

Una ragazza, attraente in modo devastante, con labbra provocanti e occhi ardenti, apparve con indosso un asciugamano, nuda sotto. In quel momento ci fu talmente silenzio che si poteva sentir cadere uno spillo. Tutti gli uomini erano abbagliati e il fotografo cercava di fare scatti decenti che potessero poi essere pubblicati.

la bardot icona sessualeLA BARDOT ICONA SESSUALE
Mentre si muoveva con una grazia da gazzella, rivelò sempre più del suo corpo,  mollò l’asciugamano e rimase come la natura l’ha fatta. Scoppiò in una risata, era uno spirito libero, contro ogni convenzione. Lo spogliarello era un’improvvisazione, non sarebbe apparso nel film.

Così fui introdotto alla ventenne Brigitte Bardot, descritta da “Time” come la più incandescente sex symbol in circolazione. Ora la Bardot, due volte nonna, ha compiuto 80 anni. Si è ritirata 40 anni fa ma sa ancora incuriosire. Perché? Per via della sua sensualità.
brigitte voleva fare la ballerinaBRIGITTE VOLEVA FARE LA BALLERINA

Si dice che sia stata Marilyn Monroe ad aver cambiato l’idea del sesso nella cultura. Non lo condivido. Le sue esibizioni erano innaturali. Le labbra sempre sottolineate e i vestiti che mettevano in risalto seni e natiche servivano a “recitare” la sessualità. La Bardot non recitava.

brigitte in les femmesBRIGITTE IN LES FEMMES
Il sesso era parte integrante della sua personalità. Non voleva nemmeno fare l’attrice, voleva fare la ballerina e aveva studiato al Conservatorio di Parigi. La sua carriera cinematografica partì grazie al regista Roger Vadim, suo primo marito, che la raccomandò ai colleghi. Una volta apparsa sullo schermo, ebbe un impatto straordinario sul mondo. In un’epoca di tv in bianco e nero e musica banale, lei rappresentò l’innovazione. Non è un caso che fra i suoi devoti ammiratori ci fossero altrettanti pionieri, vedi i Beatles.
brigitte bardotBRIGITTE BARDOT

bb naturlamente sexyBB NATURLAMENTE SEXY
Brigitte rappresentò l’emancipazione femminile. Le casalinghe andavano al cinema e scoprivano che non c’era niente di strano nell’esercitare la propria capacità attrattiva. Questa disinibizione portò a una rivoluzione sociale. La Bardot trasformò il bikini in un accessorio che le donne dovevano assolutamente avere. Ovviamente una simile fama le distrusse la vita privata: il primo matrimoni fallì, il secondo marito Jacques Charrier, divorato dalla gelosia, tentò di impiccarsi, e anche il terzo, il playboy Gunther Sachs, non durò a lungo.
bb compie ottanta anniBB COMPIE OTTANTA ANNI

bardot sex symbol mondialeBARDOT SEX SYMBOL MONDIALE
La fama la portò a vari tentativi di suicidio. Non poteva aprire una finestra senza essere assaltata dai fotografi, rinunciò a ruoli accanto a Frank Sinatra, Steve McQueen e Marlon Brando. A 39 anni si ritirò dalle scene, dedicandosi piuttosto alla causa animalista. Oggi vive reclusa a La Madrague di Saint-Tropez. Avrà nostalgia degli anni gloriosi della sua bellezza, ma per milioni di persone resta quella ninfa che ha sconvolto uomini e donne, cambiando per sempre la loro visione sulla sessualità. 


Michael Thornton per “Daily Mail

TLTRO… DEI MIEI COGLIONI


Draghi, prima di spirare, ha lanciato misure di ‘salvezza’ dell’economia europea. Stronzate che ho spiegato a La Gabbia, La7, già mesi fa. Ma questo Targeted Long Term Rifinancing Operation (TLTRO) è la buffonata di tutte le buffonate finanziarie di sempre. Significa che la Banca Centrale Europea presta alle banche a tassi ridicoli un sacco di soldi a patto che le banche li prestino a famiglie e aziende. Ohhhh! Ma davveroooooo!

Prima puttanata: i prestiti alle famiglie ESCLUDONO i prestiti per i mutui, come dire il 99% di quello che le famiglie necessitano.

Seconda puttanata: se le banche prendono in prestito dalla BCE soldi del TLTRO e se NON li danno a famiglie e aziende, sapete qual è la penalità? Che li devono restituire alla BCE in 2 anni invece che 4 o 5. Cioè: Draghi dice alle banche “Fate finta di prendere i soldi per darli a famiglie e aziende, usateli per specularci in Borsa in fretta, e ridateceli in 2 anni”, fine. Questa è tutta la verità del TLTRO.

E così accade che il Credito di Pinco Pallo (una certa banca emiliana-romagnola) nega 5000 euro di fido a un negoziante di scarpe che ha i conti IN ORDINE, e lo fa chiudere. Perché? Perché la piccole medie banche italiane sono quasi tutte fallite (Financial Times) e perché sti stronzi usano i soldi del TLTRO appunto per specularci 2 anni nelle Borse e poi restituirli a Draghi. Si fottano quelli che lavorano in bottega e si fanno un culo così.

Fanculo l’economia della gente, ma anche fanculo voi che continuate a non capirci un cazzo e a seguire Renzi come tacchini con l’insegnante di sostegno, idioti.

dal blog di "Paolo Barnard"

DE BORTOLI SEI UN COMICO.



Matteo Renzi minacciato dai Poteri Forti è la più indicibile puttanata mai scritta da un giornalista negli ultimi 160 anni. Ferruccio De Bortoli è un comico formidabile, giuro che ho riso due giorni su sta stronzata, non sa di cosa parla.

Prima di tutto Renzi conta per i Poteri Forti come un attaccante del San Giuliano di Mezzadrino conta nella nazionale del Brasile. Ma poi, cosa sono per te Ferruccio i Poteri Forti? Per caso quella faccia da uovo di John Elkann e la FIAT che tirano i fili del tuo pupazzetto? Madonna, sono 100 anni che fanno le più brutte auto del mondo coi soldi dei contribuenti (dovremmo esultare che se ne vanno sti parassiti dello Stato), e la loro finanziaria, la Exor, è un nano confronto ad altri gruppi (vedi sotto). Confindustria Ferruccio? Quelli che ti tiravano i fili prima? Squinzi è il secondo uomo più stupido del mondo, e credo che Jeffrey Immelt manco sappia che esista. La Massoneria? Nooo, no. De Bortoli non ci siamo.

Vogliamo parlare di Poteri forti? Allora che ne diciamo di Bill Gross, l’ex di PIMCO? Controlla fondi d’investimento SUPERIORI a tutto il PIL della Germania… no, dico, sto tizio da solo ha più potere d’investimento di tutta la Germania messa assieme. Solo lui. Poi ha altri amichetti che seguono (Black Rock?).

E vogliamo parlare dei signori Derivati e di chi li controlla? Sai quanti soldini sono Ferruccio? Sono 710.000.000.000.000 di dollari. E' 10 volte il PIL di tutto il mondo in mano a una quarantina di banche. Oplà.

O vogliamo parlare del Council on Foreign Relations e del National Endowment for Democracy USA? Quelli in un pomeriggio fanno scoppiare due ‘rivoluzioni colorate’ e quattro guerre nel mondo, e se poi ci mettiamo il caro Zbignew Brzezinsky, questo tipo con una telefonata manda in colite spastica tutta la famiglia reale Saudita. Sono tipetti che possono decidere che la tua Massoneria di puzzette italiane, caro De Bortoli – quella che può certo rovinare qualche carriera, o farmi schiantare in auto contro un muro – sparisce dal Pianeta in un mesetto e non ci rimangono neppure gli autisti del Fratelli.

Matteo Renzi sarà minacciato (forse) dai poteri del pollaio Italia, ma neppure: è il coccige della Merkel, obbedisce, non lo tocca nessuno. De Bortoli, scrivi di quello che sai, non far ridere.

dal blog di "Paolo Barnard"

Il mondo della finanza americana è colpito da un nuovo scandalo. Al centro c'è la Federal Reserve di New York, ovvero l'istituzione che supervisiona le principali banche americane. Lo scandalo è scoppiato per le rivelazioni emerse in una causa legale per un licenziamento (esistono anche negli Stati Uniti). Carmen Segarra, un avvocato della supervisione, fa causa per essere stata mandata via dopo soli sette mesi. La New York Fed afferma di averla licenziata per cattiva performance. La Segarra invece sostiene di essere stata cacciata perché mal si adattava alla cultura della Fed, talmente permissiva nei confronti delle banche regolate da sfiorare la collusione.




CARMEN SEGARRACARMEN SEGARRA
Il mondo della finanza americana è colpito da un nuovo scandalo. Al centro c'è la Federal Reserve di New York, ovvero l'istituzione che supervisiona le principali banche americane. Lo scandalo è scoppiato per le rivelazioni emerse in una causa legale per un licenziamento (esistono anche negli Stati Uniti).

Carmen Segarra, un avvocato della supervisione, fa causa per essere stata mandata via dopo soli sette mesi. La New York Fed afferma di averla licenziata per cattiva performance. La Segarra invece sostiene di essere stata cacciata perché mal si adattava alla cultura della Fed, talmente permissiva nei confronti delle banche regolate da sfiorare la collusione.

carmen segarraCARMEN SEGARRA
Il caso non avrebbe fatto notizia se non per due importanti rivelazioni. La prima è che la Segarra era stata assunta proprio per rispondere a un'indagine interna sulla cultura prevalente nella New York Fed. Questa indagine, che doveva rimanere confidenziale, è invece finita sul web e potete trovarla qui (http://www.propublica.org/documents/item/1303305-2009-08-18-frbny-report-on-systemic-risk-and.html ).

Dovrebbe essere lettura obbligatoria per chiunque si occupi di supervisione, audit o compliance. Si dice chiaramente che la supervisione della Fed è inefficace a causa della cultura prevalente all'interno dell'organizzazione. «Molte persone hanno paura di sbagliare o di contraddire gli altri, specialmente i superiori».

LUIGI ZINGALESLUIGI ZINGALES
«Non vi è sufficiente comunicazione tra livelli gerarchici. Il principio del need to know (ovvero di condividere il minimo dell'informazione necessaria) è abusato». Come se non bastasse «i supervisori hanno una eccessiva deferenza verso le banche e di conseguenza sono meno aggressivi nell'individuare i problemi o nel seguirli in modo efficace».

Il rapporto della Fed parla anche negativamente della cultura del consenso prevalente tra i supervisori della Fed, soprattutto quando - come succederà poi nel caso della Segarra - la ricerca del consenso a tutti i costi porta alla «criminalizzazione» del dissenso. Il consenso tende a produrre group think, ovvero eccesso di conformismo su pozioni spesso sbagliate. Ritarda, se non elimina, la capacità di intervento. Tende a oscurare, invece che mettere in evidenza, i problemi.

LLOYD BLANKFEIN BARBUTO A DAVOSLLOYD BLANKFEIN BARBUTO A DAVOS
Noi economisti definiamo questo atteggiamento come «cattura» dei regolatori da parte dei regolati. Invece che preoccuparsi dell'integrità del sistema finanziario (lo scopo per cui abbiamo regolamentazione), i supervisori si preoccupano di mantenere un buon rapporto con le banche che regolano, per favorire la loro carriera o semplicemente per quieto vivere. «Nel giro di tre settimana dall'assunzione, ho visto la cattura prendere piede», dichiara un dipendente della Fed citato nel rapporto. Anche per chi, come me, ha sempre creduto nel problema della cattura, queste dichiarazioni sono devastanti.
lloyd blankfein ceo of goldman sachsLLOYD BLANKFEIN CEO OF GOLDMAN SACHS

Ma ancora più devastante è la seconda parte delle rivelazioni. Subodorando come sarebbe andata a finire, la Segarra ha registrato molte delle conversazioni tra lei e i suoi superiori. Le 46 ore di registrazioni, distillate in un programma che raccomando caldamente a tutti (http://www.thisamericanlife.org/radio-archives/episode/536/the-secret-recordings-of-carmen-segarra ), dipingono un'immagine terribile, ma purtroppo familiare. Nonostante i suoi superiori apprezzino le qualità della Segarra (che oltre a una laurea in legge a Cornell vanta un master in francese a Columbia, e parla cinque lingue), cominciano a rimproverarla per il suo tono e il suo atteggiamento.
lloyd blankfeinLLOYD BLANKFEIN

«Non metto mai in dubbio la tua conoscenza e il tuo giudizio - afferma il suo superiore in una delle registrazioni - è come tu sei vista qui … Molte persone ti percepiscono come troppo tagliente, un po' rompiscatole». Ma in un mondo di persone che si girano dall'altra parte per non vedere, come si fa a fare il proprio dovere di supervisore senza essere taglienti e rompiscatole?

Per esempio quando un dipendente di Goldman, la banca da lei supervisionata, afferma che «se un cliente è sufficientemente ricco, certe leggi di protezione del consumatore non si applicano», i suoi superiori cercano di convincerla a dichiarare di non aver sentito quella frase. Quando lei insiste, affermano che il dipendente di Goldman «non intendeva dirla» e fanno di tutto per escludere questa frase dai verbali dell'incontro. Dopo quest'episodio i «consigli» dei superiori della Segarra, tendono a diventare delle non tanto implicite minacce: «Devi cambiare rapidamente se vuoi avere successo qui dentro».
ORO NELLA FEDERAL RESERVE BANK DI NEW YORKORO NELLA FEDERAL RESERVE BANK DI NEW YORK

Ma la Segarra non demorde. Scopre che Goldman non solo non ha una policy sul conflitto di interesse, non ha neppure una definizione di cosa sia il conflitto di interessi, nonostante le belle frasi contenute sulla pagina web. I superiori fanno di tutto per farle cambiare il suo report. Alla fine - quasi in lacrime - lei cede, ma - come Galileo di fronte all'inquisizione - afferma: «Ma tra questi quattro muri dichiaro che sono convinta che Goldman non abbia alcuna policy». Dopo pochi giorni viene licenziata.

La storia ha un finale triste. Il suo licenziamento è un segnale fortissimo a tutti i dipendenti della Fed. Nonostante i suggerimenti del rapporto interno, chi dissente è isolato e poi espulso. Solo un eroe avrebbe il coraggio di continuare a fare il suo lavoro in modo corretto. Ma - diceva Bertold Bercht - «Felice il paese che non ha bisogno di eroi!». Speriamo che lo scandalo suscitato dalle rivelazioni delle conversazioni e del report possa cambiare la situazione. Ne va della stabilità del sistema finanziario di tutto il mondo.
Amministratore delegato Goldman Sachs ha comprato un duplex per venticinque milioni di dollariAMMINISTRATORE DELEGATO GOLDMAN SACHS HA COMPRATO UN DUPLEX PER VENTICINQUE MILIONI DI DOLLARI

Questi episodi accadono nonostante una società americana che educa i bambini a speak up quando gli insegnanti sbagliano, che protegge i denunzianti civici, anzi li ricompensa profumatamente, che crea gli incentivi anche monetari per combattere per le ingiustizie (la Segarra ha chiesto $7 milioni di risarcimento alla Fed). A questo proposito, mi permetto un consiglio al governatore Ignazio Visco. Perché non assume la Segarra? Parla italiano (oltre che inglese, francese e tedesco). È esperta di supervisione. E la sua assunzione manderebbe un segnale chiaro che da noi la cultura della supervisione è diversa.


Luigi Zingales per “Il Sole 24 Ore
IGNAZIO VISCOIGNAZIO VISCO

1. IL LIBRO-BOMBA SI APRE CON LA QUATTORDICENNE JOHANNA CHE SI MASTURBA MENTRE IL FRATELLINO DI SEI ANNI DORME LÌ ACCANTO... INTERVISTA A CAITLIN MORAN SUL SUO ROMANZO “HOW TO BUILD A GIRL”, L’ANTI-“CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO” CHE RIVENDICA SESSO E ORGASMI FEMMINILI, SENZA CHE ARRIVI IL CAZZONE DI TURNO A FARE IL SAPIENTONE - 2. ''SE LE DONNE GESTISSERO L’INDUSTRIA DEL PORNO, IL PORNO SAREBBE COMPLETAMENTE DIVERSO. LA SCOPATA STANDARD DEI FILM PER ADULTI È: UNA DONNA A CARPONI, IL CULO IN PRIMO PIANO E UNA EIACULAZIONE SULLA SCHIENA. LA DONNA NON VIENE MAI...” - 3. ‘’IL FEMMINISMO NON È UNA SERIE DI REGOLE, È UNA MENTALITÀ. UNA VOLTA CHE HANNO GLI STRUMENTI PER ANALIZZARE LE COSE, LE DONNE IMPARERANNO DA SOLE” -



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Caitlin Moran è editorialista del “Times”, scrittrice del libro di successo “How to Be a Woman”, ora pronta al lancio del suo primo romanzo “How to Build a Girl”. Non ha peli sulla lingua, parla tranquillamente di mestruo, masturbazione e sesso, ma non è gradita ai circoli femministi.
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Nel 2012 fece un’intervista a Lena Dunham delle serie “Girls” e qualcuno su “Twitter” le chiese: «Perché nell’intervista non ha domandato come mai in “Girls” non ci sono ragazze di colore?». La Moran rispose: «Non l’ho chiesto perché non me ne frega letteralmente un cazzo».
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Leggendo i suoi libri, sembra che lei conosca bene le lettrici...
«Le donne tendono a non parlare del proprio corpo, a meno che non siano molto ubriache e in presenza di amiche. Quando qualcuna che non è loro amica racconta esplicitamente della propria vagina o del desiderio di scoparsi Aslan di “Le cronache di Narnia”, allora si sentono comprese»

Il libro si apre con la quattordicenne Johanna che si masturba mentre il fratellino di sei anni dorme lì accanto...

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«Volevo un attacco d’impatto. Fanculo la descrizione del sole che sorge sulla città. Bisogna subito andare al punto. Uno dei motivi per cui volevo tanto scrivere un libro era che, dopo aver letto “Cinquanta sfumature di grigio” mi sentivo furiosa. Anastasia è fondamentalmente asessuata. Non ha mai un orgasmo e non è appassionata di sadomaso, poi arriva Christian Grey che le spiega quale tipo di sesso dovrebbe fare. Lei accetta tutto e lui, in cambio, la copre di beni materiali. E’ il contrario di ciò che penso della sessualità femminile. Dai 12 anni in poi tutti sono eccitatissimi e esplorano la propria sessualità. E’ una cazzata il fatto che le ragazze non conoscano niente del sesso finché non arriva un uomo ad educarle»

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Se gli uomini sapessero cosa gira nella testa di una dodicenne non sarebbero terrorizzati?

«Oh, assolutamente! Se le donne gestissero l’industria del porno, la pornografia sarebbe completamente diversa. La scopata standard dei film per adulti è: una donna a carponi, il culo in primo piano e una eiaculazione sulla schiena. Tutto è finalizzato a far venire l’uomo. La donna non viene mai, ancora non hanno trovato un modo per mostrare che anche le donne hanno orgasmi. Si presume che siano solo gli uomini a masturbarsi con il porno. Niente di più sbagliato».
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La sua non è un’eroina convenzionale, cosa la rende così attraente?

«Da piccola pensavo di essere l’unica ragazzina grassa e sola al mondo. Invece ero una tra milioni, che semplicemente non finiscono nelle serie tv»

Lei è stata un bersaglio di internet, in seguito all’intervista a Lena Dunham...

«Per la prima volta in vita mia ho usato un linguaggio rude su internet ed è stato un errore, ma non sopporto che qualcuno mi dica come devo fare il mio lavoro. Non sapevo che Lena fosse accusata di razzismo perché nel suo show non c’erano ragazze di colore. Non era quello il punto della mia intervista e soprattutto è illogico e pericoloso accusare qualcuno di razzismo per omissione. Pregiudizio per non aver parlato di qualcosa? E’ assurdo. Non è così che funziona l’arte».
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Il suo romanzo è fortemente autobiografico. La sua famiglia lo ha letto?

«Mia madre e mio fratello sì, mio padre no. Molte persone si rifiutano di leggere i miei libri perché li trovano troppo intimi. Le mie figlie, 11 e 13 anni, sono terrorizzate dalle mie pagine. Cerco comunque di dare loro alcuni strumenti di discernimento. Il femminismo non è una serie di regole, è una mentalità. Una volta che hanno gli strumenti per analizzare le cose, impareranno da sole. Conosco molte madri femministe che vietano alle figlie di guardare “MTV” perché mostra la donna oggetto, ma “MTV” continua ad esistere. Io la guardo con le mie figlie e spiego loro le storie e il contesto».
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Se il suo romanzo diventasse film, quali attori vorrebbe?

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«Dustin Hoffman, brillante in “Tootsie”. Se non riesce a fare la parte di una quattordicenne cicciona, significa che non è così bravo come pensiamo»


Non è un bel biglietto da visita quello presentato il 28 agosto scorso dal nuovo presidente dello Ior Jean Baptiste De-Franssu. L’economista francese che dal 9 luglio ha sostituito il tedesco Ernst Von Freyburg alla guida della banca vaticana si oppone alle indagini della Procura di Roma sui trasferimenti di fondi sospetti di un imprenditore condannato a maggio in appello per una storia di mazzette, Giovanni Morzenti, che usava lo schermo del conto Ior di monsignor Gaetano Bonicelli.




DE FRANSSUDE FRANSSU
Non è un bel biglietto da visita quello presentato il 28 agosto scorso dal nuovo presidente dello Ior Jean Baptiste De-Franssu. L’economista francese che dal 9 luglio ha sostituito il tedesco Ernst Von Freyburg alla guida della banca vaticana si oppone alle indagini della Procura di Roma sui trasferimenti di fondi sospetti di un imprenditore condannato a maggio in appello per una storia di mazzette, Giovanni Morzenti, che usava lo schermo del conto Ior di monsignor Gaetano Bonicelli.

IL FATTO È IN GRADO di rivelare che i pm Nello Rossi e Stefano Fava hanno inoltrato il 13 giugno del 2014 una rogatoria alle autorità svizzere per conoscere la sorte dei fondi transitati sul conto Ior intestato formalmente all’ex arcivescovo di Siena Bonicelli, oggi novantenne, ma che era utilizzato anche da Morzenti, un imprenditore democristiano condannato in appello a quattro anni e nove mesi di reclusione per una storia di mazzette che coinvolgeva un finanziere.

monsignor gaetano bonicelliMONSIGNOR GAETANO BONICELLI
I soldi dei correntisti italiani della banca vaticana sono allocati su conti intestati allo Ior presso le banche straniere, come quello oggetto della rogatoria acceso a nome dello Ior alla Ubs di Zurigo. La Procura di Roma indaga su un trasferimento di fondi per 360 mila euro avvenuto il 24 aprile del 2006 verso il conto Ior di Bonicelli, usato da Morzenti per le sue operazioni. Per sapere che fine abbiano fatto i fondi, i sospetti i pm Rossi e Fava si sono rivolti ai colleghi svizzeri. Il procuratore generale del Ticino John Noseda era favorevole a fornire le informazioni richieste. I pm romani sono interessati ai rapporti finanziari tra il duo Bonicelli-Morzenti e la Telinvest SA del finanziere Renato D’Andria.

Però i pm non chiedono solo le informazioni di dettaglio sulle operazioni del 24 aprile 2006 avvenute sul conto Ior di Bonicelli tramite l’Ubs di Zurigo. Vogliono sapere tutti i movimenti del conto intestato allo Ior presso l’Ubs. Se la Procura di Roma mettesse le mani sull’estratto del conto Ior numero 506 (...) 77 -N ovviamente non scoprirebbe solo la sorte dei soldi di Morzenti e compagni ma avrebbe finalmente davanti i nomi di molti clienti della banca vaticana. Inutile dire che la partita è fondamentale per le autorità italiane che da quattro anni stanno indagando nelle nebbie di Oltretevere.

marcinkus-wojtylaMARCINKUS-WOJTYLA
Per tutta risposta il presidente dello Ior ha dato mandato all’avvocato Francesco De Biasi e al collega ticinese Paolo Bernasconi di opporsi alla rogatoria. Lo strumento adottato dallo Ior di De Franssu è lo stesso usato dallo Ior dei tempi di Marcinkus: l’articolo 11 del Trattato lateranense tra Città del Vaticano e Italia.

Nel febbraio 1987 i giudici romani spiccarono un mandato di arresto per Paul Marcinkus e per i dirigenti della banca vaticana Pellegrino De Strobel e Luigi Mennini. Il 17 luglio 1987 la Cassazione chiuse il discorso sostenendo che lo Ior era un ente centrale dello Stato Vaticano e dunque i suoi dirigenti non erano assoggettati alla nostra giurisdizione. Tesi ribaltata nel 2003 nella sentenza della Cassazione sulle emissioni nocive dei ripetitori di Radio Vaticana.

Paul MarcinkusPAUL MARCINKUS
Lo Ior, ai tempi di Von Freyburg e prima ancora con Ettore Gotti Tedeschi, non aveva osato sollevare l’articolo 11 come un muro contro la giustizia italiana. A sorpresa proprio nell’era di Papa Francesco, Jean Baptiste De-Franssu si rifiuta di fornire le informazioni ai magistrati in Svizzera. L’opposizione presentata il 28 agosto scorso dall’avvocato Bernasconi, massimo esperto ticinese di segreto bancario, ora dovrà essere discussa davanti al Tribunale Federale.

Il Vaticano avrebbe preferito la solita procedura con la richiesta dall’Uif (l’Unità di informazione finanziaria) di Banca d’Italia all’Aif vaticana delle notizie sui movimenti del conto Ior di monsignor Bonicelli. La mossa dei pm romani (puntare in alto chiedendo informazioni alla Banca svizzera che concretamente detiene i soldi) non è stata gradita.
Nello RossiNELLO ROSSI

Da più di quattro anni i pm romani indagano sullo Ior e sui tanti prelati (da Monsignor Scarano in giù) che hanno permesso a evasori e riciclatori di far sparire le tracce dei loro soldi nel sistema bancario italiano. Stavolta, chiedendo direttamente l’estratto conto dello Ior all’Ubs, i pm hanno riposto il fucile contro un avversario abile a mimetizzarsi per imbracciare il bazooka.

papa francescoPAPA FRANCESCO
I pm Rossi e Fava sono arrivati a Giovanni Morzenti mentre indagavano su Renato D’Andria, finito a processo per dichiarazione fiscale fraudolenta. D’Andria era anche beneficiario di un mutuo di Unicredit di 100 milioni di euro (33 dei quali erogati) nonostante le garanzie inconsistenti presentate. Morzenti potrebbe avere avuto un ruolo, secondo i pm, nel farglielo ottenere. Quando De-Franssu era arrivato il 9 luglio aveva parlato di due missioni per lo Ior di Francesco: “aiuto ai poveri e maggiore trasparenza”.


Marco Lillo e Valerio Pacelli per “Il Fatto Quotidiano

Lago d’Aral disastro ambientale: le foto NASA - Secondo Ban Ki Moon è 'uno dei più grandi disastri naturali della storia'


Una volta era il quarto lago più grande al mondo, oggi il bacino orientale del Lago d’Aral è prosciugato, lo dimostra una sequenza di quattordici foto scattate dal satellite Terra della Nasa. Questo è dovuto al fatto che i sovietici negli anni ’50 deviarono il corso dei due fiumi principali della zona, il Amu Darya e il Syr Darya, e l’acqua venne utilizzata per irrigare i campi. La decisione fu presa nell’ambito del piano per incrementare la produzione di cotone del regime URSS. Lo riporta RT.com.
Philip Micklin, un esperto della Western Michigan University ha riferito alNASA Earth Observatory che “è la prima volta in tempi moderni che il bacino orientale si prosciuga completamente” e che “probabilmente è la prima volta in 600 anni che succede.
Foto sotto: dei bambini corrono davanti a delle navi abbandonate sulla sabbia che una volta costituiva il fondale del lago nei pressi di Zhalanash, nel sud del Kazakistan.
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Il fondale del lago è stato contaminato dai prodotti chimici utilizzati nei campi e l’acqua è divenuta sempre più salata, uccidendo la fauna e la flora e distruggendo l’industria della pesca della regione. Il ritiro del bacino orientale del lago è stato causato da una stagione caratterizzata da precipitazioni scarse, privando pertanto il lago della sua principale fonte d’acqua.
Foto sotto: le variazioni anno per anno
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Attorno al lago vivono 60 milioni di persone e per riportarlo al suo livello originario il flusso d’acqua verso il bacino dovrebbe quadruplicarsi. Il progetto costerebbe almeno 16 miliardi di dollari, una cifra che gli stati che si affacciano sul lago difficilmente potrebbero sborsare.

Lago d’Aral disastro ambientale: le foto NASA

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fonte "La Fucina Socialnews"