yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: novembre 2014

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domenica 30 novembre 2014

Egitto: Mubarak prosciolto. Scontri, un morto e 70 arresti tra manifestanti - L'avvocato, potrebbe uscire dal carcere presto


L'ex rais egiziano Hosni Mubarak, prosciolto sabato dalle accuse di complicità per la morte di oltre 200 persone nelle rivolte del 2011, dovrebbe presto uscire dall'ospedale militare in cui sta scontando la pena. Lo ipotizza il suo legale Farid el-Deeb, che lo ha spiegato alla France Presse. Condannato a tre anni per corruzione in un altro processo, Mubarak ha già scontato due anni di detenzione. "In base ad un recente emendamento, una volta superati i due terzi della pena, ci può essere la scarcerazione", ha detto el-Deeb.
Ieri intanto una persona è morta in scontri con le forze dell'ordine al Cairo, mentre una settantina di manifestanti sono stati arrestati. Lo riferiscono fonti della sicurezza. Dopo il proscioglimento dell'ex presidente Mubarak, manifestanti si erano raccolti vicino a piazza Tahrir dove, secondo testimoni, la polizia ha sparato pallottole vere.
Ansa.it

Disoccupazione mai così alta nella storia d’Italia - La serie storica dell’Istat si ferma al 1977, ma guardando i dati del collocamento e i vecchi censimenti si scopre che nella crisi del 1929 e nel 1861 il tasso era inferiore


È incredibile, la capacità dei governanti di manipolare i fatti pur di non dirci come vanno le cose. Negli ultimi giorni l’Istat ha fornito i dati sulle forze di lavoro nel terzo trimestre, e ha anticipato i dati provvisori di ottobre. Dati drammatici, ad avere il coraggio di guardarli in faccia. E invece no, immediatamente dopo la diffusione delle cifre Istat si è scatenata la corsa a travisarli. E’ così che abbiamo appreso che i dati trimestrali dell’Istat ci presentano «una sostanziale e progressiva crescita degli occupati nell’ultimo anno», quantificata in 122 mila occupati in più. E che anche l’incremento della disoccupazione, pari a 166 mila disoccupati in più, non ci deve preoccupare perché «va messo in relazione alla crescita del numero di persone che cercano lavoro». Come dire: se aumenta il tasso di disoccupazione è perché la gente è meno scoraggiata e «più persone tornano a cercare lavoro». 

Sui trucchi usati per manipolare i fatti non vale neppure la pena soffermarsi, tanto sono ingenui e vecchi (alcuni li insegniamo all’università, sotto il titolo «come si fa una cattiva ricerca»). Sui fatti, invece, è il caso di riflettere un po’. 

Occupati in termini reali  
Primo fatto: l’occupazione in termini reali sta diminuendo. Che cos’è l’occupazione in termini reali? E’ la quantità di occupati al netto della cassa integrazione. Se, per evitare le distorsioni della stagionalità, confrontiamo l’ultimo dato disponibile (ottobre 2014) con quello di 12 mesi prima (ottobre 2013), la situazione è questa: gli occupati nominali (comprensivi dei cassintegrati) sono rimasti praticamente invariati (l’Istat fornisce una diminuzione di 1000 unità), le ore di cassa integrazione sono aumentate in una misura che corrisponde a circa 140 mila posti di lavoro bruciati. Dunque negli ultimi 12 mesi l’occupazione reale è diminuita.  

Apparentemente la diminuzione è di circa 140 mila unità, ma si tratta di una valutazione ancora eccessivamente ottimistica: gli ultimi dati Istat, relativi al terzo trimestre 2014, mostrano che, sul totale degli occupati, si stanno riducendo sia la quota di lavoratori a tempo pieno sia la quota di lavoratori italiani. Il che, tradotto in termini concreti, significa che aumentano sia il peso dei posti di lavoro part-time «involontari» (donne che lavorano poche ore, ma non per scelta) sia il peso dei posti di lavoro di bassa qualità, tipicamente destinati agli immigrati. 

I senza lavoro  
Secondo fatto: la disoccupazione sta aumentando. I disoccupati erano 3 milioni e 124 mila nell’ottobre del 2013, sono saliti a 3 milioni e 410 mila nell’ottobre del 2014. L’aumento è di ben 286 mila unità, di cui 130 mila nei 4 mesi del governo Letta, e 156 mila negli 8 mesi del governo Renzi. La spiegazione secondo cui l’aumento sarebbe dovuto a una maggiore fiducia, che farebbe diminuire il numero di lavoratori scoraggiati, riprende una vecchia teoria degli Anni 60 ma è incompatibile con i meccanismi attuali del mercato del lavoro italiano, che mostrano con molta nitidezza precisamente quel che suggerisce il senso comune: gli aumenti di disoccupazione dipendono dal peggioramento, e non dal miglioramento, delle condizioni del mercato del lavoro. 


Sulla disoccupazione, tuttavia, ci sarebbe qualcosa da aggiungere. In questi giorni sentiamo ripetere, dai giornali e dalle tv, che il tasso di disoccupazione non solo è ulteriormente aumentato rispetto a 12 mesi fa (1 punto in più), non solo è molto alto in assoluto (13,2%), non solo è fra i più alti dell’Eurozona, ma sarebbe anche il più alto degli ultimi 37 anni, ossia dal 1977. 

Luca Ricolfi per "Lastampa.it"

Marine Le Pen: "Sono pronta. Posso prendermi l'Eliseo" - Al congresso di Lione militanti mobilitati per vincere le presidenziali 2017. Atmosfera trionfale e anti-Ue: "Juncker? Molte parole, pochi soldi. Una frode"


Seduta al fianco della nipote Marion – nuova erede politica della famiglia che in queste ore, a 24 anni, scala la vicepresidenza del partito - Marine Le Pen si gode lo spettacolo del padre e fondatore Jean-Marie che apre il Congresso di Lione ricordando quarant'anni di attacchi e insulti subiti dal Front National.
Marine Le Pen p
Tailleur pantalone nero (quasi a rievocare le radici) e solito caschetto biondo, la dama dell'ultradestra francese si presenta al suo popolo con una sfilza di record senza precedenti. Il Fn non solo è il primo partito di Francia. Il movimento agita e convince la Rete più degli avversari. E infatti la platea è piena di ragazzi e il sito del Fn è il primo più visitato di Francia fra quelli politici. Lei, che parla ormai a operai e moderati, è oggi la leader più seguita su Facebook. Mentre scalda i muscoli per il discorso di oggi, combatte anche l'assalto dei giornalisti, per i quali è ormai la candidata favorita nella corsa del 2017 per l'Eliseo.
Tre generazioni riunite oggi e sua nipote Marion che trionfa alla vicepresidenza. Il Fn è ormai una dinastia di famiglia?
«Ogni generazione ha i suoi combattenti. Ma è la base che decide. E non mi stupisce che Marion sia in testa, se lo merita. È una giovane promettente e come deputata ha dimostrato competenza, energia, volontà».
Oggi è anche la giornata di Sarkozy, eletto presidente dell'Ump. Si propone come l'uomo che unisce. Lei è la leader che divide?
«Vedrete cosa accadrà nell'Ump. La prima cosa che farà Sarkozy sarà uccidere Alain Juppé politicamente, per stroncare la sua corsa alle presidenziali 2017».
Suo padre dice che nel 2017 sarà Sarkozy-Le Pen e che lei diventerà presidente. Comincia a Lione la sua corsa all'Eliseo?
«Qui comincia l'assalto ai dipartimenti, cioè la preparazione al voto di marzo 2015. Abbiamo messo in campo un esercito di ottomila candidati. E siamo il solo partito che a ogni elezione registra una crescita. Perciò sì, la fine sarà il 2017. Noi siamo preparati».
In questi giorni il premier inglese Cameron ha annunciato lo stop alle prestazioni sociali per gli immigrati. Anche voi farete lo stesso?
«È quello che diciamo da anni. E infatti l'annuncio di Cameron mi sembra di buon senso, anche se mosso probabilmente da ragioni elettoralistiche. Rientra nell'ambito di quella politica dissuasiva dell'immigrazione che il Fn predica da sempre».
Gli immigrati al largo di Lampedusa vanno aiutati o lasciati in mare?
«Sono stata a Lampedusa. Arrivano giovani di venti e trent'anni, spesso cercano di raggiungere la Francia e la Germania. Ma chi, in quei Paesi, fa credere che l'Europa sia un Eldorado ha una grande responsabilità. Sono convinta che questa gente vada ovviamente messa in sicurezza, sfamata e dissetata. Ma poi bisogna subito riportarli sulle coste dalle quali sono partiti».
Per questo da anni siete considerati un partito razzista e xenofobo…
«L'accusa di razzismo è solo una strategia per impedire che si facciano buone politiche anti-immigrazione. I francesi non credono più a questa storia».
A Strasburgo, il Fn ha votato una mozione di sfiducia a Juncker insieme con Grillo e Farage. È l'inizio di una nuova alleanza?
«Se ci sarà convergenza, lo valuteremo di volta in volta. E voteremo di conseguenza».
Juncker ha annunciato un piano di investimenti da 300 miliardi. Sono molti soldi…
«Sono molte parole e pochi soldi. Juncker è la nuova frode».
Tutta da buttare l'Unione Europea?
«Ha adottato un modello ultraliberista che sopprime la libertà dei popoli di decidere e ha messo in ginocchio il continente con la sua austerità».
La sua alleanza con Matteo Salvini è sempre più solida. Che vedete nel futuro della Lega Nord?
«Guardo con grande entusiasmo crescere i voti della Lega, con cui abbiamo una relazione di fiducia. Credo che sarà presto al centro della scena politica italiana come lo è oggi il Front National in Francia».
Ha invitato Salvini a Lione. C'è grande affinità politica con il leader della Lega?
«È un uomo estremamente coraggioso. Ha dato alla Lega un respiro nazionale. Ha un'energia debordante. Certe volte, quando lo vedo al lavoro, lo guardo estasiata».
Lo vede primo ministro?
«Perché no?»
E Renzi?
«L'altro Matteo è come Sarkozy. Un grande talento al servizio della menzogna».
Il prestito di 9 miliardi dalla banca ceco-russa. Siete al soldo del Cremlino?
«Sia chiaro: non c'è stata una sola banca europea pronta a prestarci dei soldi. Mi sembra ci sia una volontà di impedirci di partecipare alla vita politica del Paese. Noi continuiamo a fare il nostro lavoro: denunciare le banche e i loro interessi contro l'economia reale, mentre loro non svolgono il ruolo di prestare soldi e finanziare la democrazia».
Per la crisi in Ucraina, la Francia ha bloccato la consegna della nave porta-elicotteri Mistral
«Un grave errore storico, politico ed economico. La parola della Francia dovrebbe sempre essere rispettata. Se basta che Obama apra bocca perché i nostri dirigenti rompano i patti…».
da "Ilgiornale.it"

Ruby, la strana puntualità dei pm: arriva il ricorso contro l'assoluzione - Altro sgambetto delle toghe nel giorno della manifestazione milanese: depositato di sabato il fascicolo in Cassazione


Milano - Non è finita fino a quando non è finita. E così, anche per il processo Ruby, Silvio Berlusconi dovrà aspettare i tempi supplementari.
Com'era prevedibile, infatti, la procura generale di Milano ha presentato il ricorso - circa sessanta pagine depositate ieri mattina nella cancelleria centrale penale della Corte d'Appello - con cui chiede alla Cassazione di annullare l'assoluzione dell'ex premier decisa dai giudici di secondo grado il 18 luglio scorso. «Credo fosse ampiamente atteso, e ampiamente ingiusto», ha commentato Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia presente ieri al «No Tax Day» organizzato dal partito nel capoluogo lombardo. E proprio la coincidenza con la manifestazione di piazza non è passata inosservata nel popolo degli azzurri.
È lo stesso Berlusconi a interpretarla come l'ennesimo sgambetto tentato dalle toghe, fatto proprio nel giorno in cui il leader del partito torna tra i suoi elettori. «Appena dò un segno di vita - sibila infatti dal palco milanese - dopo averne messi sotto 10 e l'undicesimo è Grillo, subito arriva l'uso politico...». Non fa in tempo a concludere, interrotto dall'applauso del suo pubblico. Ma il senso è chiaro: uso. Politico. Della giustizia. «Ancora una volta - commenta da Roma il parlamentare azzurro Gianfranco Rotondi - il presidente Berlusconi è vittima di un paradosso, di un accanimento e di uno sfregio che non merita». Che il ricorso fosse un passaggio inevitabile era stato chiaro fin dalla lettura della sentenza d'appello. Il sostituto procuratore generale Piero De Petris, infatti, non aveva fatto proclami di fronte all'assoluzione dell'imputato. «Prima bisogna leggere le motivazioni», si era limitato a dire fuori dall'aula del palazzaccio milanese. Ma era chiaro che - avendo concluso la propria requisitoria chiedendo la condanna di Berlusconi a 7 anni di reclusione - difficilmente avrebbe archiviato la partita processuale senza l'ultima mossa a disposizione.
Enrico Lagattolla per "Ilgiornale.it"

Milano - Nel «No Tax Day» organizzato (anche oggi) da Forza Italia in tutte le città, ieri mattina la telefonata a Roma e nel pomeriggio a Milano il suo primo comizio dopo l'assegnazione ai servizi sociali. Silvio Berlusconi lancia la sua «rifondazione» da Piazza san Fedele, sotto le finestre del sindaco Giuliano Pisapia che con la sua giunta più rossa che arancione, secondo il vice capogruppo alla Camera di Fi Mariastella Gelmini, «ha trasformato proprio Milano nella capitale delle tasse». La ricetta del Cavaliere per uscire dal tunnel: tasse al 20% e due monete


Milano - Nel «No Tax Day» organizzato (anche oggi) da Forza Italia in tutte le città, ieri mattina la telefonata a Roma e nel pomeriggio a Milano il suo primo comizio dopo l'assegnazione ai servizi sociali.
Silvio Berlusconi lancia la sua «rifondazione» da Piazza san Fedele, sotto le finestre del sindaco Giuliano Pisapia che con la sua giunta più rossa che arancione, secondo il vice capogruppo alla Camera di Fi Mariastella Gelmini, «ha trasformato proprio Milano nella capitale delle tasse».
Perché, le fa eco Laura Ravetto, «il governo Renzi una patrimoniale l'ha già messa ed è quella sulla casa che agli italiani costa 30 miliardi di euro». Per Daniela Santanché «finalmente Fi torna in piazza a difendere le sue riforme liberali e contro un governo che sa fare bene solo una cosa: mettere più tasse».
Ai gazebo c'è la coda per firmare contro l'aumento della Tasi su tutti gli immobili, quello dell'imposta sui rifiuti, il prelievo sui risparmi che passa dal 20 al 26 per cento, l'Irap per i commercianti, la riduzioni delle detrazioni Irpef, il crescere della tassazione sui fondi pensione dall'11 al 20 per cento e del Tfr dall'11 al 17. Con il rischio che a salire dal 10 al 13 e dal 22 al 25,5 per cento sia anche l'Iva. Una ricetta troppo facile per un governo Renzi che non riesce a tagliare le sue spese e per questo è costretto a mettere continuamente le mani nelle tasche degli italiani. Da dove gli 80 euro (per quelli che li hanno visti) escono ancor prima di esserci entrati. A questo Berlusconi dal palco di Milano contrappone una serie di interventi choc per rilanciare l'economia. «Per sei mesi le compravendite sulla casa siano senza imposte da versare allo Stato». Perché «la casa è qualcosa di sacro» e tassarla «va contro la regola aurea della crescita e del benessere». Ecco perché per lo sviluppo Paese servono «meno tasse sulla famiglia, meno tasse sulle imprese e meno tasse sul lavoro». E già mercoledì Fi presenterà una proposta di tassazione con aliquota fissa al 20 per cento per tutte le famiglie. Duro anche l'attacco a una moneta unica che essendo sopravvalutata, sta mettendo in ginocchio le imprese italiane. «Non possiamo andare avanti con questo euro - dice Berlusconi - bisogna ottenere la parità col dollaro». In mattinata aveva detto di essere convinto della necessità di «creare una seconda moneta, recuperando parte della nostra sovranità monetaria: una seconda moneta che possa essere stampata da noi e messa sul mercato che poi valuterà il cambio con l'euro». Nessuna fiducia, invece, nel jobs act del governo Renzi che «non serve assolutamente a niente». Berlusconi racconta di aver parlato con i vertici di Confindustria che «non pensano che si potrà assumere un solo italiano in più». Dal palco, invece, l'ex premier propone una graduale «riduzione in tre o quattro anni e fino all'abolizione dell'Irap», insieme alla «decontribuzione completa per tre anni» per chi fa assunzioni a tempo indeterminato.
«I tre governi non eletti si sono dimenticati dei pensionati, noi vogliamo alzare le pensioni minime a mille euro per tredici mensilità».
Assoluta opposizione alla strategia economica del governo, ma collaborazione per senso di responsabilità su altro. «Viene un signore che non è di sinistra e propone le riforme che noi avevamo deciso. E noi cosa dobbiamo fare? Non votare le riforme che abbiamo proposto noi? Le votiamo, ma per tutto il resto siamo fortemente all'opposizione». Poi un pensiero al partito. «Forza Italia c'è ancora e c'è ancora tutta». E un taglio deciso alle polemiche. Perché «i giornali scrivono solo bugie e io a Matteo Salvini ho fatto solo i complimenti per le elezioni e ho detto che è un goleador aggiunto del centrodestra». Il suo successo? «È stato dieci anni a Radio Padania a rispondere alle telefonate e ha imparato ad avere un linguaggio molto concreto che piace alla gente». Ma non per questo è lui il leader del centrodestra.
Giannino Della Frattina per "Ilgiornale.it"


Una manovra con la sorpresa: sarà stangata da 50 miliardi - Per le famiglie in arrivo una mazzata di oltre 800 euro. Il disegno segreto di Palazzo Chigi: l'aumento dell'imposta sui beni al 25,5%


Forza Italia è in piazza in tutta Italia per dire: «Basta tasse», sulla casa e sul risparmio. In Italia, il passaggio dall'Ici di Berlusconi (prima casa esclusa) all'Imu di Monti prima e alla Tasi di Letta e Renzi poi ha comportato un aumento della pressione fiscale sugli immobili di 20 miliardi che noi dal 2015 vogliamo restituire.
Con il governo Berlusconi nel 2011 il gettito totale sugli immobili era pari a 11 miliardi, diventati 24 con Monti nel 2012 e oltre 30 con i governi Letta e Renzi. Una patrimoniale bella e buona. Il gettito derivante dalla tassazione del risparmio è passato da 6 a 10,7 miliardi di euro. Con i 2,6 miliardi di maggior gettito derivanti dall'aumento della tassazione sul risparmio voluto da Renzi da maggio 2014 l'aumento complessivo della tassazione è raddoppiata a 13,3 miliardi. Un aggravio fiscale su immobili e risparmi pari a quasi 30 miliardi.
No all'aumento di Iva, benzina e accise contenuto nella legge di Stabilità di Matteo Renzi per 51,6 miliardi in 3 anni cancellando tutte le clausole di salvaguardia.
Diamo fiato alle famiglie e rilanciamo l'edilizia. Riduciamo di 20 miliardi la pressione fiscale sugli immobili. Questo inusitato aumento di imposizione determinato dall'introduzione della tassazione sulla prima casa (esclusa nel 2008 dal governo Berlusconi) è stato aggravato dai moltiplicatori catastali alla base delle imposte locali, dalla riduzione al 5% della deduzione forfettaria Irpef delle spese relative ai redditi da immobili locati e dalla reintroduzione della tassazione Irpef delle seconde case
Come segnala Confedilizia l'Italia è il Paese con il maggior livello di tassazione sugli immobili, pari al 2,2% del Pil, contro la media Ocse dell'1,27%. L'offensiva fiscale senza precedenti ha portato a una svalutazione di circa 2.000 miliardi del patrimonio edilizio delle famiglie italiane pari a 80 volte il gettito ottenuto: un furto legalizzato.
Circa l'80% degli italiani è proprietario della casa in cui abita, che Forza Italia considera un bene sacro sul quale fondare la propria sicurezza. Una conseguenza diretta della svalutazione immobiliare è stata la contrazione dei consumi da parte dei tanti proprietari di casa, che hanno trasferito sui propri comportamenti quotidiani il disagio psicologico determinato dal carico fiscale sulla casa.
I danni provocati da una politica fiscale miope e restrittiva si sono manifestati attraverso effetti depressivi sul settore immobiliare (crollo delle compravendite, per dirne una, proprio a partire da gennaio 2012), ma anche su tutti i comparti che all'immobiliare sono direttamente o indirettamente collegati, e che hanno patito ingenti perdite di posti di lavoro, conseguenti alla chiusura delle imprese operanti nei settori coinvolti.
La situazione ha assunto caratteri di tale drammaticità che nel nostro Paese si sono cominciati a registrare 2 fenomeni un tempo impensabili: la distruzione da parte dei proprietari dei loro stessi immobili, per renderli privi delle caratteristiche di edifici e di conseguenza non assoggettabili a tassazione e la rinuncia ai propri beni in favore dello Stato. La stessa casa, da simbolo di sicurezza, è diventato un incubo da cui fuggire.
Gli effetti della scellerata politica fiscale dei governi Monti, Letta e Renzi sono stati devastanti anche dal punto di vista sociale. Basti pensare al fatto che dall'aumento dell'imposizione sugli immobili non sono state salvate neppure le abitazioni affittate a canone calmierato, attraverso i cosiddetti contratti concordati, pensati per venire incontro alle necessità dei meno abbienti, con la conseguente distruzione di questo settore della locazione fondamentale sul piano sociale.
Dove il fisco è civile, tassare la casa come avviene in Italia non sarebbe possibile, perché la Costituzione lo impedisce. La Corte costituzionale federale tedesca ( Bundesverfassungsgericht ), per esempio, ha stabilito in una sentenza del 22 giugno 1995 che «il prelievo fiscale trova il proprio limite costituzionale nella capacità di reddito del patrimonio». L'imposta sul patrimonio, pertanto, può aggiungersi alle normali imposte sui redditi solo nella misura in cui il contribuente risulti in grado di far fronte con i proventi normalmente prevedibili e disponga ancora, dopo il pagamento dell'imposta, di una parte del proprio reddito. Il che comporta l'intassabilità del «minimo vitale» per il contribuente e per la sua famiglia.
Siamo seriamente preoccupati per l'aumento di Iva, benzina e accise contenuto nella legge di Stabilità. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi non dice che il provvedimento ha «gittata» quadriennale, e che se le tasse diminuiranno di 18 miliardi nominalmente nel 2015, aumenteranno certamente, di fatto, di 12,4 miliardi nel 2016; 17,8 miliardi nel 2017 e 21,4 miliardi nel 2018. Un valore cumulato, in 3 anni, di 51,6 miliardi: più di 3 punti di Pil.
Significa che aumenterà l'Iva fino al 25,5% e che aumenteranno benzina e accise. Se a ciò si aggiunge, come abbiamo visto, l'aumento della tassazione del risparmio, già fatto da Renzi ad aprile, e l'aumento della tassazione sulla casa, che appena giunto a palazzo Chigi il presidente del Consiglio non ha voluto bloccare, il conto per gli italiani diventa insostenibile.
L'Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf) ha calcolato che l'aumento di Iva, benzina e accise che subiremo se scatteranno le clausole di salvaguardia di Renzi causerà un aggravio medio per le famiglie di 842 euro l'anno: 461 euro come ricaduta diretta dell'aumento Iva ordinaria dal 22% al 25,5%; 266 euro come ricaduta diretta dell'aumento Iva agevolata dal 10% al 13%; 28 euro l'anno a famiglia come ricaduta diretta dell'aumento delle accise sulla benzina; 87 euro l'anno a famiglia come ricaduta indiretta per l'aumento dell'Iva su gas e elettricità.
Come faranno i nostri cittadini, che già non arrivano alla terza settimana del mese, ad arrivare al 2018? E perché Renzi parla sempre del suo bonus di 80 euro e dei suoi fantomatici 18 miliardi di riduzione delle tasse nel 2015 e non dice agli italiani la verità, cioè l'aumento delle tasse di oltre 50 miliardi dal 2016? È fin troppo facile dedurre che questo imbroglio avrà effetti nefasti in tema di aspettative, tanto dei consumatori quanto degli investitori, che non si lasceranno ingannare dall'alleggerimento apparente del prossimo anno, ma guarderanno all'aumento medio complessivo della pressione fiscale nell'intero arco temporale considerato dalla legge di Stabilità, tutt'altro che espansiva, di Renzi.
Renato Brunetta per "Ilgiornale.it"

REGIONALI IN VENETO - Le primarie della Moretti, tra unghie spezzate e militanti perplessi


Lo stile "ladylike", una critica feroce a quello di Rosy Bindi, pare cosa dimenticata in questa campagna elettorale autunnale, tra le brume del Veneto che Alessandra Moretti, ex fedelissima di bersani, poi di Cuperlo, infine di Renzi, sta conducendo in vista delle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato governatore.

In un ritratto-intervista che oggi le dedica il Corriere della Sera, la Moretti ci va giù diretta sui motivi per cui ha deciso di candidarsi in quella che comunque è la sua terra natìa: "Matteo Renzi, dove mi dice vado. E' lui il capo del partito, no?". Lei, per la verità, è appena stata eletta al Parlamento europeo ma Renzi deve aver pensato che qquelle 230mila preferenze raccolte dalla bella Alessandra nella circorscrizione Nord-Ovest potevano essere una bella dote di voti perprovare a dare fastidio a Luca Zaia. Così ora a lei tocca pure spiegare perchè voglia impegnarsi in Veneto sei mesi appena dopo la nomina a Strasburgo.

Il Corriere la segue a Battaglia Terme, in provincia di Padova, dove la attendono gli ambulanti del mercato. Al gazebo c'è nervosismo e nervosi sono pure gli ambulanti, che si trovano a dover far sconti con prezzi già da hard discount. "per essere credibile devi essere puntuale, i compagni vanno rispetati". Lei, alla fine, arriva trafelata, accolta, scrive sempre il Corriere, da tre bambine che le portano un omaggio floreale, neanche fosse la principessa Sissy. "Un, che carina. Grazie bambine" dice trafelata, prima di giuraare che se perderà "lascerei comunque il pParlamentto europe e resterei qui, come consigliera regionale". Vita dura, quella della campagna elettorale sul territorio: "Ecco qui, guardi pure - dice all'inviato di via Solferino - controlli, unghie spezzate nemmeno l'ombra di smalto...Sa quant'è che non vado dall'estetista?". Addio stile Ladilike. Chissa come gode la Bindi...

da "Liberoquotidiano.it"

L'ALLARME DEI CAFI - sindacati: a rischio il 730 precompilato a casa

Certo, Matteo Renzi adesso urlerà al boicottaggio dei sindacati, che poco bene gli vogliono. Ma il fatto è che il 730 precompilato a casa, uno dei cardini del fisco più semplice annunciato dal governo Renzi, rischia di non arrivare. O di non arrivare nei tempi dovuti, quelli per la prossima dichiarazione dei redditi. A lanciare l'allarme sono i Caf, i centri assistenza fiscale dei sindacati. Che, come riporta oggi il quotidiano La Repubblica, prevedono il caos se il governo non definirà al più presto regole e compensi per la compilazione e la trasmissione dei nuovi modelli via web. E che non garantiscono, pertanto, la riuscita dell'operazione per il prossimo anno. 

"Non possiamo programmare l'attività - spiegano a La Repubblica - e siamo già in fortissimo ritardo". Il punto è che, I caf non sono in grado di pianificare aspetti fondamentali dell'attività 2015: "Ad esempio, non possiamo decidere quanti lavoratori stagionali reclutare e programmare la formazione che va conclusa entro aprile". Nonostante questo, il governo ribadisce che l'operazione va avanti con la pubblicazione del decreto delegato in Gazzetta ufficiale. Dalla prossima primavera, la dichiarazione dei redditi online arriverà a circa 20 milioni di contribuenti italiani, lavoratori dipendenti e pensionati. O almeno, dovrebbe, sempre che anche quello del 730 precompilato non finisca per essere l'ennesimo annuncio cui seguono pochi fatti.

da "Liberoquotidiano.it"

Prima il Colle poi le riforme? "Non esiste": Renzi - in un'intervista in apertura di Repubblica - ricorda a Berlusconi l'impegno per le riforme entro gennaio. Amato? "Non apro una discussione" finché c'è Napolitano, i nomi si fanno anche "per bruciarli".


Prima il Colle poi le riforme? "Non esiste": Renzi - in un'intervista in apertura di Repubblica - ricorda a Berlusconi l'impegno per le riforme entro gennaio. Amato? "Non apro una discussione" finché c'è Napolitano, i nomi si fanno anche "per bruciarli".
Matteo Renzi e berlusconiMATTEO RENZI E BERLUSCONI
"L'Italicum è in aula a dicembre", ribadisce Renzi, e Berlusconi "si è impegnato con noi a dire sì al pacchetto con la riforma costituzionale entro gennaio. Io resto a quel patto". E, aggiunge: "i nomi si fanno per sostenerli o per bruciarli. È sempre la stessa storia dal 1955. La corsa è più complicata del palio di Siena. E i cavalli non sono nemmeno entrati nel campo". Quindi sul metodo per la futura elezione: "È bene che il presidente della Repubblica si elegga con la maggioranza più ampia possibile. E dico 'possibile'".
RENZI E BERLUSCONI BATMAN E ROBINRENZI E BERLUSCONI BATMAN E ROBIN
Il premier Renzi, nell'intervista, si dice per l'acciaio "gestito da privati" ma non al costo di "far saltare Taranto". "Stiamo valutando se intervenire sull'Ilva con un soggetto pubblico", per tutelare occupazione e ambiente, quindi "rilanciarla sul mercato". 
   La Cgil deve "tenere alta la tensione e i toni in vista dello sciopero generale" ma "se pensano di bloccarci, si sbagliano di grosso". Il "tema vero" è creare occupazione e "dare nuove tutele a chi lavora". Questo, dice Renzi, fa "una sinistra moderna".
"La diversità aiuta e stimola il dibattito", ma "quando poi ci sarà il premio alla lista servirà una gestione diversa dei processi decisionali": la discussione su "disciplina" e "libertà di coscienza" è la "nuova sfida" del gruppo dirigente Pd. Lo dice Renzi intervistato da Repubblica.
renzi e berlusconi italicumRENZI E BERLUSCONI ITALICUM


Da Ansa.it

SE NON HAI IL PELO NON ENTRI! - TUTTI IMPELLICCIATI AL PARTY GUCCI. ANCHE MARCO TRAVAGLIO SFOGGIA UN COLLO DI PELLICCIA – TRA FRIDA GIANNINI E ISABELLA FERRARI, SI DIVERTONO ANCHE DUE CUCCIOLI DI LEOPARDO (COL DOMATORE) - Siamo in corso Vittorio Emanuele. Un attico da capogiro del produttore Gianluca De Marchi. Festa del capo della comunicazione di Gucci: Lorenzo d'Elia, che compie 40 anni. Fur party. Tutti impellicciati. Dalla Gerini a Pasotti….



Frida GianniniFRIDA GIANNINI
Fur party. Tutti impellicciati. Siamo in corso Vittorio Emanuele. Un attico da capogiro del produttore Gianluca De Marchi. Festa del capo della comunicazione di Gucci: Lorenzo d'Elia, che compie 40 anni. Se non hai il pelo non entri. Anche Marco Travaglio sfoggia un collo di pelliccia.

C'è Isabella Ferrari al fianco di Renato De Maria, Desirée Colapietro Petrini, Edoardo Leo, la zarina di Gucci Frida Giannini, la vispa attrice Giulia Michelini, Dino Abbrescia, Susy Laude, Giorgio Pasotti, Fabio Troiano, Fabio lovino, Claudia Gerini scortata da Federico Zampaglione. Ci sono 2 cuccioli di leopardo che girano col domatore. C'è fatale Nunzia (moglie di Garrone), Brando De Sica, Paola Minaccioni.

fonte "DAGOREPORT"
Isabella Ferrari e Marco TravaglioISABELLA FERRARI E MARCO TRAVAGLIO


Al parlamento europeo Draghi ha esordito con un'affermazione che, pur avendola già pronunciata in vari luoghi, non aveva mai sostenuto in modo così esplicito: è necessario che l'Europa garantisca i debiti sovrani di tutti gli Stati membri. Il motivo proviene dal rischio delle elezioni politiche in Grecia. I sondaggi danno in testa Tsipras che guida il suo partito Syriza, ma una sua vittoria porterebbe con sé una situazione di estremo pericolo per l'Europa e per la moneta comune perché Tsipras è deciso a ripudiare sia l'euro sia l'Europa.




tsipras saluta i militanti di selTSIPRAS SALUTA I MILITANTI DI SELnikyvendola mai alkaila alexis tsiprasNIKYVENDOLA MAI ALKAILA ALEXIS TSIPRASstudenti contestano draghi 7STUDENTI CONTESTANO DRAGHI 7
Al parlamento europeo Draghi ha esordito con un'affermazione che, pur avendola già pronunciata in vari luoghi, non aveva mai sostenuto in modo così esplicito: è necessario che l'Europa garantisca i debiti sovrani di tutti gli Stati membri. Il motivo proviene dal rischio delle elezioni politiche in Grecia. I sondaggi danno in testa Tsipras che guida il suo partito Syriza, ma una sua vittoria porterebbe con sé una situazione di estremo pericolo per l'Europa e per la moneta comune perché Tsipras è deciso a ripudiare sia l'euro sia l'Europa.

Potrebbe tuttavia restarci solo ad una condizione: che l'Europa si assuma per la durata di cinquant'anni il debito greco pagando alla Grecia anche gli interessi. Questa richiesta, ha detto Draghi, potrebbe anche essere accolta per la modesta entità di quel debito, se non che essa crea un precedente che può interessare soprattutto l'Italia. Ma adottare per l'Italia la stessa procedura chiesta da Tsipras è assolutamente impossibile: le dimensioni del nostro debito sovrano sono preclusive e per di più si scatenerebbe un'ondata speculativa di lunga durata che porterebbe al default l'Italia e con essa il sistema bancario mondiale.

Ecco perché le elezioni greche sono la dinamite che può mandare in crisi non solo il sistema europeo ma quello bancario del mondo con una crisi anche politica di dimensioni planetarie.

C'è un solo modo di reagire, secondo Draghi: imboccare con celerità la strada dell'Europa unita e sovrana. Ci vorranno anni, ma i primi passi irreversibili vanno fatti subito, le cessioni di sovranità economiche e politiche debbono essere discusse dal Parlamento di Strasburgo, dalla Commissione di Bruxelles e dai singoli Stati membri dell'Unione.

Chi parla ancora, in Italia, di un'ipotesi di Draghi al Quirinale ignora o non valuta l'importanza del compito che il presidente della Bce si è assunto. Altri pensano che sia un personaggio debole, contestato dalla Germania e dai potentati di Wall Street e della City. Direi che chi fa queste valutazioni non ha capito qual è l'importanza e il peso di Draghi presso tutte le altre banche centrali a cominciare dalla Federal Reserve, dalla Banca d'Inghilterra, dalla Banca Centrale del Giappone e da quella della Cina. Questo è Mario Draghi il quale si sta apprestando a dare esecuzione (si pensa che lo farà entro il prossimo febbraio ma forse anche prima) alle misure non convenzionali più volte da lui indicate.

Quando si parla di queste misure gran parte dell'opinione pubblica e degli operatori europei pensa all'acquisto dei titoli del debito sovrano dei vari Paesi membri dell'Unione. È possibile che si tratterà di questo intervento, ma non è detto. Può trattarsi di massicci acquisti di obbligazioni di debiti di aziende private che la Bce è pronta ad acquistare anche se prive di garanzia bancaria. In realtà questi acquisti sono già in corso ma in misura limitata; nelle prossime settimane si tratterebbe invece di acquisti molto rilevanti in tutti i Paesi membri dell'Ue.

Per questo Mario Draghi, a mio personale avviso, è la personalità più importante e non soltanto in Europa.

Eugenio Scalfari per “La Repubblica
Mario Draghi Ignazio Visco a NapoliMARIO DRAGHI IGNAZIO VISCO A NAPOLI

sabato 29 novembre 2014

Come scrive Dagospia, “se i celerini malmenano, tutti a guaire sdegno. se un agente viene insultato, come accaduto a Milano durante uno sgombero, silenzio. È giusto che una ragazza dica a un poliziotto: “Sei ignorante, fai schifo, sei un servo del potere”?”. Ecco le immagini scioccanti.


Milano, via Tracia, zona San Siro. È il 26 novembre e il Santo del Giorno è Siricio, 38° Papa della Chiesa Cattolica passato alla storia per aver combattuto fermamente contro gli eretici.
Chissà se pensava a questo il poliziotto insultato durante gli sgomberi da una ragazza italiana di colore. Se Eretico è dunque chi proclama con forza una propria scelta definitiva allora si può dire a ragione che quella ragazza stava commettendo un’eresia.
I fatti: la polizia viene chiamata a sgomberare gli appartamenti popolari del quartiere San Siro occupati abusivamente. Giusto o sbagliato che sia – e chi scrive pensa sia sbagliato ledere il diritto alla casa – i poliziotti, schierati in tenuta antisommossa, sono stati insultati  dagli attivisti dei centri sociali e dagli occupanti delle case.
In particolare, come si vede dalle immagini del video realizzato da Repubblica, una ragazza italiana di colore se la prende con un celerino. Che passa, nel giro di un lampo, da “carnefice” a “vittima” – suo malgrado – della giovane oratrice dalla parlantina lesta e fluente. Peccato che le parole diventino presto pesantissime e sembra di assistere a una scena del film Acab. Invece è tutto terribilmente vero.
«Quando andrai a fare una roba sensata nella vita? - grida la ragazza in faccia allo sbirro. «Mi dispiace perché non capisci, non ci arrivi e non ci arriverai mai e morirai infelice, ma tu nel mondo sei servo del potere. C'è della gente che ti mangia in testa e te sei qua a sgomberare una famiglia con quattro bambini, hai capito? Hai capito perché fai schifo?».
Il poliziotto non risponde. Un compagno della ragazza, dopo la prima frase, interviene: «Non capisce un c... - dice rivolto a lei ma indicandole il poliziotto -. È ignorante. Fa 'sto mestiere perché non ha studiato nella vita, lascialo stare».
E un altro aggiunge: «Ha tolto gli specchi in casa perché non si può guardare la mattina». Il finale è ridicolo: «Chi ve l'ha insegnato a fare 'sto lavoro? Il Grande Puffo. Mah, veramente...».
Manganello rivolto verso il basso, il celerino resta immobile: sta facendo il suo lavoro, bello o brutto che sia, che è quello di sgomberare una famiglia che occupa abusivamente uno stabile Aler.
A difesa del poliziotto è intervenuto il segretario del Sap: «Possibile - chiede - che un poliziotto o un carabiniere siano considerati bravi solo si espongono a rischi fisici, se vengono insultati, aggrediti, se sono oggetto di lanci di pietre? A questo gioco al massacro noi non ci stiamo più».
In questo contesto caldissimo il governo è pronto ad attuare la legge delega in Gazzetta ufficiale già da maggio scorso per depenalizzare le occupazioni abusive, “a meno che non abbiano a oggetto edifici pubblici o siano compiute armi alla mano o in gruppi numerosi.”
Gli anni ’70 ritornano e con loro la posizione di Pasolini, che facciamo nostra e riportiamo integralmente: “Siete in ritardo, figli. Avete facce di figli di papà. Buona razza non mente. Avete lo stesso occhio cattivo. Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici. Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.”
Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.

Venerdì 28 novembre l’attore americanoMickey Rourke, a 62 anni, ha vinto a Mosca un incontro di boxe di esibizione contro Elliot Seymour, un ex atleta professionista di 29 anni. Seymour è stato mandato due volte al tappeto nel secondo round prima della fine dell’incontro.



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Venerdì 28 novembre l’attore americanoMickey Rourke, a 62 anni, ha vinto a Mosca un incontro di boxe di esibizione contro Elliot Seymour, un ex atleta professionista di 29 anni. Seymour è stato mandato due volte al tappeto nel secondo round prima della fine dell’incontro.
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Per prepararsi all’incontro, Rourke ha perso 15 chili, arrivando a pesarne 81 come il suo avversario. Seymour, prima di ritirarsi, era il 256° pugile nella classifica americana. Su dieci incontri aveva ottenuto un k.o. e nove sconfitte.

Gli organizzatori del match hanno dichiarato, senza scendere nei dettagli, che entrambi i partecipanti hanno ricevuto “molto denaro” per partecipare all’incontro. Per Rourke quello di venerdì è stato il secondo ritorno sul ring nella sua carriera. Era un pugile non professionista prima di diventare famoso soprattutto con il film “9 settimane e 1/2″.
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Negli anni ’90 ritornò alla boxe come pugile professionista e vinse sei incontri pareggiando in altri due. Durante quel periodo subì alcune ferite al volto che lo costrinsero a ricorrere alla chirurgia estetica. Nel 2008 Rourke aveva vinto diversi premi cinematografici per “The Wrestler”, un film in cui interpreta un lottatore oramai invecchiato.
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