yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: gennaio 2015

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sabato 31 gennaio 2015

Si potrebbe pensare a un corto circuito quando due opposti giganti della musica americana si incontrano, soprattutto se sono due icone così lontane: uno il diabolico intramontabile boss che nella voce suadente aveva il sesso, l’intima perfezione di “uno che canta a te, e non per te” (come rivela lo stesso Dylan); l’altro il folksinger che nella voce scabra e inquieta aveva la rivoluzione e le vette geniali della miglior poesia musicale, uno puro interprete, fascinoso e ambiguo, l’altro profondamente e ineluttabilmente autore, scomodo, letterario, ribelle a ogni convenzione. E invece no, la cosa funziona, paradossalmente. Frank Sinatra e Bob Dylan, un ampio cerchio che si chiude nel modo più sorprendente, con Dylan che pubblica Shadows in the night (in uscita lunedì), un cd con 10 standard di vecchissima data, tutti una volta o l’altra interpretati a suo tempo da “old blue eye”, per cui il riferimento, che Dylan del resto non nega, è inevitabile.


1. DYLAN CANTA SINATRA
Gino Castaldo per la repubblica

BOB DYLAN SHADOWS IN THE NIGHTBOB DYLAN SHADOWS IN THE NIGHTfrank sinatra x02FRANK SINATRA X02
Si potrebbe pensare a un corto circuito quando due opposti giganti della musica americana si incontrano, soprattutto se sono due icone così lontane: uno il diabolico intramontabile boss che nella voce suadente aveva il sesso, l’intima perfezione di “uno che canta a te, e non per te” (come rivela lo stesso Dylan); l’altro il folksinger che nella voce scabra e inquieta aveva la rivoluzione e le vette geniali della miglior poesia musicale, uno puro interprete, fascinoso e ambiguo, l’altro profondamente e ineluttabilmente autore, scomodo, letterario, ribelle a ogni convenzione.
Frank SinatraFRANK SINATRA

E invece no, la cosa funziona, paradossalmente. Frank Sinatra e Bob Dylan, un ampio cerchio che si chiude nel modo più sorprendente, con Dylan che pubblica Shadows in the night (in uscita lunedì), un cd con 10 standard di vecchissima data, tutti una volta o l’altra interpretati a suo tempo da “old blue eye”, per cui il riferimento, che Dylan del resto non nega, è inevitabile.
Frank SinatraFRANK SINATRA

Bob Dylan - Sinatra - SpringsteenBOB DYLAN - SINATRA - SPRINGSTEEN
Gli occhi azzurri ce li ha anche Dylan, per la verità, meno celebri di quelli di Sinatra, ma questa volta si è impegnato a fondo, canta, non strapazza le melodie, le rispetta, le ama, le accarezza con la sua roca e malmessa voce da ultrasettantenne.
Bob DylanBOB DYLAN

«Sono canzoni che amo» ha raccontato Dylan nell’unica intervista concessa, anzi da lui espressamente proposta, alla rivista americana A-ARP, dedicata prevalentemente ai pensionati (ma con 35 milioni di lettori), non smentendo i suoi imprevedibili vezzi di comunicazione, «non potrei mancare di rispetto. Rovinarle sarebbe un sacrilegio. Tutti noi le abbiamo sentite rovinate, e ci siamo abituati. In un certo senso ho voluto riparare il torto che hanno subito».

E questo sì appare incredibile, Dylan il guastatore, Dylan che strapazza le sue canzoni fino a renderle quasi irriconoscibili, si mette a cantare I’m a fool to want you e Autumn leaves con cura e dedizione, pacato, sentimentale, rispettoso. «Non mi è sembrato di fare delle cover di queste canzoni. Ne sono state fatte talmente tante che alcuni brani sono stati sepolti dalle loro stesse cover. Con questo album io e la mia band stiamo sostanzialmente facendo riscoprire queste canzoni».
sinatraSINATRAFrank Sinatra © Archivio CicconiFRANK SINATRA © ARCHIVIO CICCONI

Può sorprendere questo tributo al vecchio Frank, ma Dylan non ha incertezze, rivela che da tempo voleva cantare queste canzoni e i più attenti si saranno accorti che qua e là nei suoi concerti aveva cantato, per dirne una, That lucky old sun, la canzone che chiude questo imprevedibile e a suo modo imperdibile disco.

Bob DylanBOB DYLAN
Altre tracce ce n’erano. Nella sua autobiografia, Chronicles Vol. I, aveva scritto di Sinatra: “Sentivo spesso la sua versione di Ebb tide, e ogni volta non mancava di stupirmi, quando Frank cantava quella canzone nella sua voce sentivo tutto, la morte, Dio, l’universo ».

Altro che tributo dunque, e per dirla tutta Dylan aveva presenziato nel 1995 alla cerimonia per l’ottantesimo compleanno di Sinatra (che scomparve tre anni dopo) e gli aveva cantato Restless farewell, una sua vecchissima magistrale canzone che a rileggerla, in linea con l’obliquo modo di mandare messaggi tipico di Dylan, può essere considerata la sua My way , anche se l’ha scritta quando aveva poco più di vent’anni. E Dylan aveva chiuso guardando il festeggiato e dicendo: “Happy birthday Mr. Frank”.
FRANK SINATRAFRANK SINATRA

Il disco Dylan l’ha inciso praticamente in diretta, tre ore a pezzo, senza sovraincisioni, come se le cantasse in un club, con arrangiamenti semplici, senza fronzoli retorici, come per riscoprirne l’essenziale e immutata bellezza. Stay with me, Fool moon and empty arms , Where are you , scorrono con lieve e dolce malinconia, trattate per quello che sono, pezzi della grande arte americana della canzone.

Bob DylanBOB DYLAN
Non le sembra rischioso toccare un monumento come Frank? Gli ha chiesto l’intervistatore di A-ARP, e Dylan regala una delle sue riposte più argute: «Rischioso? Come attraversare un campo minato? O come lavorare in una fabbrica di gas tossici? Fare dischi non ha nulla di rischioso. Paragonare me a Frank? Non scherziamo. Già essere menzionati nella stessa frase è un gran bel complimento. Quanto a toccarlo, nessuno lo tocca, né io né nessun altro».
frank sinatra fs 47FRANK SINATRA FS 47

FRANK SINATRA AL COVO DI NORD EST IL GIUGNOFRANK SINATRA AL COVO DI NORD EST IL GIUGNO
Precedenti nel rock del resto ce ne sono, diversi tributi a Sinatra sono arrivati da David Bowie, da Amy Winehouse, dai Frankie goes to Hollywood, Bon Jovi, Jay Z, solo per citarne una piccola parte, e perfino, “alla sua maniera”, da Sid Vicious. E del resto in tempi sono cambiati. Quando nel 1970 Dylan incise Blue moon, cantandola come un crooner ubriaco, ci fu una mezza sollevazione popolare. I fan indignati non gradirono, ma ora c’è solo da divertirsi. I monumenti del ‘900 si incontrano e questa volta non c’è niente di male.

2. UN DYLAN MAI SENTITO
Leonardo Iannacci per Liberoquotidiano.it

BOB DYLAN NELLO SPOT CHRYSLER DEL SUPER BOWLBOB DYLAN NELLO SPOT CHRYSLER DEL SUPER BOWL
La domanda è:si può ancora sorprendere a 75 anni, dopo 35 album e una storia infinita di canzoni poetiche, mille concerti dal vivo e un Premio Pulitzer, vinto nel 1997, per l’arte che Bob Zimmermann - in arte Bob Dylan - ha sempre infilato nelle sue composizioni, dal 1960 ad oggi?

Sì, perché «Shadows in the night», alla lettera «Ombre nella notte», non è soltanto l’ultimo disco, il 36esimo, di questa leggenda della musica contemporanea ma l’ulteriore sberleffo che Mister Tambourine, ormai bisnonno, fa allo show-business e alle sonorità del 2015.
frank sinatra x01FRANK SINATRA X01

JOE ALPER Bob Dylan JA xJOE ALPER BOB DYLAN JA X
Addio rock’n’roll, nessuna concessi ne all’hip hop e neppure a strumenti come gli archi, le batterie hard e i fiati. Prodotto da Jack Frost, «Shadows In The Night» è la prima raccolta di inediti dopo il successo di Tempest, datato 2012 ed è una suggestiva reinterpretazione di dieci classici della musica americana, note con le quali Bob è cresciuto e si è poi confrontato: da «Autumn Leaves» a «That Lucky Old Sun», da «Some En-chanted Evening» a «Stay With Me», inno che risale al 1957. Non ricordiamo un’intervista concessa da Bob Dylan ed è per questo che i suoi pensieri che abbiamo ricevuto dagli Stati Uniti, grazie al magazine AARP, sono gemme rare.Tutte da bere.
JOE ALPER Bob Dylan JA xJOE ALPER BOB DYLAN JA X

DYLAN E IL DISCO
«Da tempo volevo fare un album come questo ma non ho mai avuto il coraggio di avvicinarmi ad arrangiamenti complessi per 30 elementi e adattarli per una band di cinque musicisti. Il segreto di queste interpretazioni? Conoscere bene i brani. È stato fatto tutto dal vivo, in una sola take, due al massimo. Niente sovraincisioni, niente cabina voce, niente cuffie, niente tracce separate. E non mi sento un archeologo della musica».
ava gardner e frank sinatraAVA GARDNER E FRANK SINATRA

DYLAN E SINATRA 1
«Lui ha inciso nella sua car-riera tutte queste dieci canzoni. È rimasto con noi anche se non c’è più. Tutte le altre cose che pensavamo sarebbero rimaste sono sparite. Lui no. Penso che sarebbe sorpreso di ascoltare Shadows in the night e vedere che l’ho inciso con un quintetto».
JOE ALPER Bob Dylan Suze Rotolo JA xJOE ALPER BOB DYLAN SUZE ROTOLO JA X

DYLAN E SINATRA 2
«Sinatra cantava “a” te, non “per” te. Per questo non ho mai voluto essere un tipo di cantante che cantava “per” ma “a” qualcuno».

DYLAN E L’AVIDITÀ
frank sinatra foto segnaleticaFRANK SINATRA FOTO SEGNALETICA
«Queste dieci canzoni celebrano grandi virtù. La vita delle persone di oggi è piena di vizi e dei loro emblemi: l’ambizione, l’avidità e l’egoismo hanno a che fare con il vizio. Prima o poi bisogna rendersi conto di come stanno le cose, o non si sopravvive. Non vediamo la gente distrutta dal vizio, ne intuiamo solo il fascino malato, ogni giorno. Dai cartelloni ai film, dai quotidiani alle riviste. Vediamo la distruzione e il dileggio della vita umana, ovunque guardiamo».

DYLAN E L’AMORE
bob dylan a washington nel sessantatreBOB DYLAN A WASHINGTON NEL SESSANTATRE
«Le canzoni di Shadows in the night sono tutto tranne che avide e viziate. Se qualcuno le trova banali o sdolcinate, pazienza. Il romanticismo in ogni caso non passa mai di moda. È radicale. Forse non è al passo con l’attuale cultura dei media».

DYLAN E I FAN
«Ai miei concerti vedo 70enni in blazer e ragazze punk, adolescenti in blue jeans e signore in abito da sera».
barillari sinatraBARILLARI SINATRA

DYLAN E IL SUO VATE
«C’è stata una sola persona che musicalmente sapeva fare tutto ma proprio tutto, ed era Irving Berlin. Scriveva la melodia e persino i testi. Era un genio assoluto. Aveva questo dono».

DYLAN E LO SHOWBIZ
sinatra e crosbySINATRA E CROSBY
«Negli Usa le corporation hanno preso il controllo, anche in studio di registrazione. Se vai da una costa all’altra, noti che tutti indossano gli stessi vestiti, pensano le stesse cose e mangiano lo stesso cibo. È tutto confezionato».

DYLAN E LA TV
«La mia è stata l’ultima generazione a crescere senza. Per questo ascoltavamo molto la radio... Era un po’ la nostra TV. Tutto ciò che sentivamo ce lo immaginavamo. Non potevo vedere i cantanti alla radio, allora me li immaginavo».
craxi frank sinatra mogli anna barbara lapCRAXI FRANK SINATRA MOGLI ANNA BARBARA LAP

DYLAN E IL COMUNISMO
«Non sono comunista ma mi chiedo: un miliardario che può comprarsi trenta automo- bili e una addirittura squadra di calcio è felice? La felicità è come l’acqua, scivola via».

frank sinatraFRANK SINATRA
DYLAN E IL RITIRO
«Nel 1966 mollai la musica. Rinunciai alla mia arte per i figli. Lo feci, e mi costò: fu frustrante e doloroso. Ma non avevo scelta. Poi sono tornato».



LA PRIMA VITTORIA DELL’ITALIA DI MATTARELLA: I “CHICCHI” FOGNINI-BOLELLI TRIONFANO NEL DOPPIO – IL “FOGNA”: “ABBIAMO VINTO UNO SLAM, CAZZO. ADESSO FACCIAMO FESTA. PECCATO CHE BOLELLI SIA SPOSATO” - Agli Australian Open la coppia azzurra Bolelli-Fognini 56 anni dopo Pietrangeli-Sirola torna a vincere un titolo dello Slam in doppio – Fognini e la sfida in famiglia con la Pennetta: “Ho vinto qualcosa al suo livello. Lei ha 10 titoli, io solo 3. Lei è stata top ten, io al massimo numero 13”…




BOLELLI FOGNINI 3BOLELLI FOGNINI 3
Scusate il ritardo. Dopo 56 anni un doppio azzurro torna a vincere un titolo dello Slam. Agli Australian Open Bolelli-Fognini battono in due set (6-4; 6-4) i francesi Mahut-Herbert e conquistano una vittoria che a una coppia italiana mancava dal 1959 quando Pietrangeli e Sirola si imposero nella finale di doppio a Parigi.

Partita senza storia, i “Chicchi” – come si sono autodefiniti Bolelli-Fognini ironizzando un po’ sulle “Chici” Errani&Vinci - non sbagliano nei momenti decisivi e possono festeggiare un trionfo storico per l’Italtennis in un torneo di doppio maschile dello Slam nell’era Open.
PENNETTA FOGNINIPENNETTA FOGNINI

Il capolavoro di Melbourne – oltre ad essere il primo successo sportivo dell’era Mattarella - racconta una storia di orgoglio e riscatto: «Una vittoria splendida. Centrarla con Fabio è incredibile. Abbiamo fatto qualcosa di speciale e non ce ne rendiamo conto», le parole di Bolelli trasudano entusiasmo e gratitudine nei confronti del compagno. «Con Fabio c'è un ottimo rapporto e questo è fondamentale, giochiamo insieme da 2-3 anni. Siamo giocatori di singolare, il doppio è secondario: questo risultato è, quindi, una sorpresa».
BOLELLI FOGNINIBOLELLI FOGNINI

Dopo l’exploit a Roma nel 2008 contro il francese Simon (all’epoca numero 34) il tennista bolognese ha infilato un tunnel di occasioni fallite, infortuni, rimpianti fino al coinvolgimento in un giro di scommesse sportive clandestine al quale lui si è dichiarato estraneo («Non ho mai giocato un euro sugli altri sport tanto meno sul tennis»). E ora? «Giocheremo ancora di più – aggiunge Bolelli - il nostro obiettivo diventano le Atp Finals».

Non sono mancate le polemiche: nel primo game del secondo set un errore del giudice di sedia ha negato agli azzurri una palla break: «Il giudice ha sbagliato e poi lo ha ammesso, è la prima volta che mi capita. Hanno rivisto le immagini, avevamo ragione noi», ringhia Fognini che sul rapporto con gli ufficiali di gara può fare concorrenza a McEnroe.

BOLELLI FOGNINI 1BOLELLI FOGNINI 1
Non solo proteste e racchette sbattute per terra, il tennista ligure ha esibito la parte migliore del suo repertorio: lob, colpi di classe, risposte sfacciate e vincenti: « Abbiamo vinto uno Slam, cazzo. Noi la versione maschile di Vinci e Errani? Il tennis femminile è diverso. Con loro facciamo giusto qualche scambio indoor per scherzare», dice Fognini che incassa il tweet della fidanzata Flavia Pennetta (Orgogliosa di voi, grandi ragazzi) e rilancia la sfida in famiglia: «Ho vinto qualcosa al suo livello. Lei ha 10 titoli, io solo 3. Lei è stata top ten, io al massimo numero 13». Ci sarà tempo per pensare alle Atp Finals, alla Davis e ai prossimi tornei. Il tennista ligure vuole solo godersi il momento della festa. «Sì, ma Bolelli è sposato»...


Francesco Persili per “Dagospia”
PENNETTA FOGNINIPENNETTA FOGNINI



FOGNINIFOGNINI




Un lungo silenzio, un'intervista cinque anni fa e poi basta, un distacco che fa apparire Sergio Mattarella grigio, scialbo, facilmente malleabile e perciò perfetto per il decisionista Renzi. Un'impressione ingannevole, però, prodotta dal silenzio in cui si è riparato l'ex vicepremier del governo D'Alema da quando ha lasciato il Parlamento (nel 2008) ed è diventato prima presidente del Consiglio della giustizia amministrativa e poi giudice della Consulta. In realtà «Sergio il Tenace», come lo definì Giampaolo Pansa all'epoca della Dc, da politico ha esternato eccome, e anche con durezza. Ecco, in pillole, il pensiero politico del nuovo presidente in pectore della Repubblica.



sergio mattarellaSERGIO MATTARELLA
Un lungo silenzio, un'intervista cinque anni fa e poi basta, un distacco che fa apparire Sergio Mattarella grigio, scialbo, facilmente malleabile e perciò perfetto per il decisionista Renzi.

Un'impressione ingannevole, però, prodotta dal silenzio in cui si è riparato l'ex vicepremier del governo D'Alema da quando ha lasciato il Parlamento (nel 2008) ed è diventato prima presidente del Consiglio della giustizia amministrativa e poi giudice della Consulta. In realtà «Sergio il Tenace», come lo definì Giampaolo Pansa all'epoca della Dc, da politico ha esternato eccome, e anche con durezza. Ecco, in pillole, il pensiero politico del nuovo presidente in pectore della Repubblica.
sergio mattarella e rosy bindiSERGIO MATTARELLA E ROSY BINDI

Silvio Berlusconi/1
«Il lupo, ammonisce un antico detto, perde il pelo ma non il vizio. Il lupo in questo caso risponde al nome di Silvio Berlusconi. E il vizio è quello di ricorrere ai sondaggi fasulli. Il suo programma politico? Ha tratti illiberali». 23 maggio 1994, primo governo Berlusconi.

Silvio Berlusconi/2
«Chi definisce la par condicio come un provvedimento liberticida è lo stesso che, per concessione dello Stato, possiede tre tv nazionali. Dovrebbe essere più misurato nei termini». 9 agosto 1999.

sergio mattarella e romano prodiSERGIO MATTARELLA E ROMANO PRODI
Silvio Berlusconi/3
«Da una parte abbiamo l'Ulivo, che in cinque anni ha dimostrato capacità di governo. Dall'altra Berlusconi che dice di essere il più bravo del mondo. Una dichiarazione del genere già di per sé genera allarme, ma io sono convinto che ci creda ed è questo che mi preoccupa di più». 10 marzo 2001.

Forza Italia
«Forza Italia nei Popolari europei? Mi sembra un incubo irrazionale. Il partito europeo si fonda sul senso della misura, e questi di Forza Italia non ne hanno, evocano il comunismo tentando di tenere l'Italia ingabbiata in schemi di mezzo secolo fa». 6 giugno 1999.

Partito democratico
sergio mattarella e pierferdinando casiniSERGIO MATTARELLA E PIERFERDINANDO CASINI
«Il manifesto del Pd è un documento proiettato sul futuro, rivolto in particolare ai giovani. Il Pd è necessario perché il nostro Paese ha bisogno di un baricentro nel sistema politico». 24 febbraio 2007.

Lega Nord
«Quella del Nord oppresso è una battuta che fa sorridere, che arriva al limite del ridicolo. Dell'alleanza Polo-Lega tutto si può dire tranne che sia in favore del Meridione, visti i programmi antimeridionalisti di Umberto Bossi. Fini e An per la smania di occupare il governo hanno accettato senza difficoltà l'inquietante proposta di Bossi di spaccare l'Italia, barattando il federalismo con la promessa di presidenzialismo». 9 aprile 1994.

Destra e sinistra
sergio mattarella e nicola mancinoSERGIO MATTARELLA E NICOLA MANCINO
«Destra e sinistra hanno dato vita a una lotta politica rissosa, aggressiva, senza esclusione di colpi e si sono dimostrate politicamente inaffidabili. Il Partito popolare si contrappone ai due schieramenti e si presenta con un programma: non con slogan, promesse facili e frasi ad effetto come fanno la destra e la sinistra». 25 marzo 1994.

Comunismo
«Sono personalmente convinto, avendo sempre militato in una forza politica che ha contrastato il comunismo, quando questo era forte e comandava in molti Stati d'Europa, che l'ideologia comunista o, volendo essere più precisi, il marxismo-leninismo, rappresenti una negazione della libertà e sia in conflitto, insuperabile, con i principi di una democrazia liberale». 20 ottobre 1999.
sergio mattarella e massimo dalemaSERGIO MATTARELLA E MASSIMO DALEMA

Oscar Luigi Scalfaro
«Grazie signor presidente, per la grande sensibilità e saggezza con la quale ha retto in questi sette anni le istituzioni, riuscendo a portarle verso una ripresa di autorevolezza». 21 marzo 1999.

Istituzioni
«È un errore pensare che chi vince le elezioni può occupare, possedere le istituzioni. Le istituzioni sono di tutti». 25 ottobre 2005.

Porcellum
sergio mattarella e ciriaco de mitaSERGIO MATTARELLA E CIRIACO DE MITA
«È una legge che danneggia il Paese. Voi cambiate la legge elettorale solo per avere delle regole che vi fanno comodo. Vi siete giovati di un sistema che vi ha garantito stabilità e ora cercate di danneggiare il prossimo Parlamento. È davvero inammissibile che per fare i vostri interessi voi sacrifichiate quelli dei cittadini italiani!». 13 ottobre 2005.

Conflitto di interesse
«La maggioranza (di centrodestra, ndr ) farà la legge che dichiara legittimo il conflitto di interesse, ed esso resterà politicamente e moralmente irrisolto, un macigno sulla strada di questo governo». 26 febbraio 2002.

Fecondazione assistita
sergio mattarella dario franceschiniSERGIO MATTARELLA DARIO FRANCESCHINI
«I deputati del Ppi sono contrari alla fecondazione assistita cosiddetta eterologa, cioè fuori dal matrimonio e contro la possibilità che venga concessa anche alle coppie di fatto». 14 maggio 1998.

Madonna (la popstar)
sergio mattarella 6SERGIO MATTARELLA 6
«Il ministro della Pubblica Istruzione Sergio Mattarella si schiera con i vescovi e parla dell'ultimo show della rockstar italoamericana come di un'offesa al buongusto e si associa nella loro condanna nei confronti di miss Luisa Veronica Ciccone, colpevole di usare e abusare in scena di simboli ed emblemi religiosi». Luglio 1990


sergio mattarella 2SERGIO MATTARELLA 2

Il senatore Razzi dorme in Transatlantico: la foto spopola su Twitter - Lo scatto pubblicato dal senatore M5S Roberto Cotti. Ma Razzi nega la pennichella: «Stavo pensando»


Sono giorni difficili per i Parlamentari. Lo dimostra Antonio Razzi, fotografato dal Senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Cotti su una poltrona del Transatlantico mentre sembra addormentato. Cotti ha pubblicato lo scatto suFacebook corredato dalla seguente didascalia: «Votare per il Presidentedella Repubblica stanca…». Pronta la risposta di Razzi: «Non dormivo, tenevo gli occhi chiusi per pensare e ricaricarmi». La reazione della Rete? Qualche commento indignato ma anche parole di apprezzamento per Razzi, ormai diventato personaggio che supera il suo essere Senatore.
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Maghdi Abo Abia per -Giornalettismo.com-