yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: 1. Addio Equitalia. Almeno così recita l'annuncio. Che al momento, però, resta tale. Perché non c'è traccia di un testo che spieghi modalità e tempi della chiusura dell'Agenzia di riscossione più contestata dai contribuenti. E neppure cosa comporti lo sconto degli interessi e delle sanzioni, i fattori, cioè, che moltiplicano l'importo del debito dovuto allo Stato. Ma soprattutto non si sa cosa verrà dopo. Un punto, questo, rilevante. Anzi, secondo alcuni esperti contattati da “l'Espresso”, decisivo..... - 2. Equitalia nel 2015 ha riscosso 8 miliardi e 200 milioni di euro, più 11 per cento rispetto al 2014. Di questi, 4,5 miliardi, sono i crediti vantati dall'Agenzia delle Entrate. Due miliardi, invece, sono dell'Inps. Il resto sono i crediti vantati da comuni e vari enti locali. Ma non è tutto qui. C'è l'impressionante "magazzino" di Equitalia, ovvero l'ammontare di tasse e tributi mai incassate dal 2000 al 2015: 51 miliardi di euro. Somma che ha iniziato a lievitare ben prima della nascita di Equitalia. Di questo malloppo mai riscosso, 30, 7 spetterebbero ad Agenzia delle Entrate, 10,7 all'Inps, 1,1 all'Inail, 5,1 agli enti locali e 3,7 ad altri istituti. Soldoni utili soprattutto per quei Comuni che non navigano nell'oro.........

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giovedì 20 ottobre 2016

1. Addio Equitalia. Almeno così recita l'annuncio. Che al momento, però, resta tale. Perché non c'è traccia di un testo che spieghi modalità e tempi della chiusura dell'Agenzia di riscossione più contestata dai contribuenti. E neppure cosa comporti lo sconto degli interessi e delle sanzioni, i fattori, cioè, che moltiplicano l'importo del debito dovuto allo Stato. Ma soprattutto non si sa cosa verrà dopo. Un punto, questo, rilevante. Anzi, secondo alcuni esperti contattati da “l'Espresso”, decisivo..... - 2. Equitalia nel 2015 ha riscosso 8 miliardi e 200 milioni di euro, più 11 per cento rispetto al 2014. Di questi, 4,5 miliardi, sono i crediti vantati dall'Agenzia delle Entrate. Due miliardi, invece, sono dell'Inps. Il resto sono i crediti vantati da comuni e vari enti locali. Ma non è tutto qui. C'è l'impressionante "magazzino" di Equitalia, ovvero l'ammontare di tasse e tributi mai incassate dal 2000 al 2015: 51 miliardi di euro. Somma che ha iniziato a lievitare ben prima della nascita di Equitalia. Di questo malloppo mai riscosso, 30, 7 spetterebbero ad Agenzia delle Entrate, 10,7 all'Inps, 1,1 all'Inail, 5,1 agli enti locali e 3,7 ad altri istituti. Soldoni utili soprattutto per quei Comuni che non navigano nell'oro.........

Addio Equitalia. Almeno così recita l'annuncio. Che al momento, però, resta tale. Perché non c'è traccia di un testo che spieghi modalità e tempi della chiusura dell'Agenzia di riscossione più contestata dai contribuenti. E neppure cosa comporti lo sconto degli interessi e delle sanzioni, i fattori, cioè, che moltiplicano l'importo del debito dovuto allo Stato. Ma soprattutto non si sa cosa verrà dopo. Un punto, questo, rilevante. Anzi, secondo alcuni esperti contattati da “l'Espresso”, decisivo.

Che non esista ancora nulla di scritto e ufficiale, a parte slide governative, lo confermano anche fonti interne a Equitalia. Le stesse, tra l'altro, spiegano come nell'ultimo semestre la riscossione abbia comunque fatto segnare il segno più. Il superamento di Equitalia è stato annunciato ormai una settimana fa, durante la presentazione della legge di stabilità.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi mostrando alcune slide ha messo sul piatto l'abolizione dell'istituto guidato da Ernesto Maria Ruffini, l'ispiratore della formula “Fisco amico”. Si presume che le funzioni saranno attribuite all’Agenzia delle entrate, che già oggi controlla Equitalia. Si presume, appunto. Perché di scritto, va ribadito non c'è nulla. Per questo all'orizzonte sembra profilarsi un periodo di grande incertezza.

Tuttavia Renzi ha chiarito anche che il decreto di abolizione arriverà entro la fine dell'anno e che questo provvedimento porterà nel 2017 ben 4 miliardi di nuove entrate allo Stato. Ecco perché in molti hanno già parlato di condono. In pratica, chi ha un debito con Equitalia avrà la possibilità di pagare meno in cambio di un pagamento immediato. È la cosiddetta, per usare un temine assai caro al premier, “rottamazione delle cartelle”, che dovrebbe azzerare interessi e sanzioni, chiedendo al contribuente di versare solo il debito originario. Anche in questo caso, però, al momento si possono fare solo ipotesi.

Chi parla di condono in maniera netta è la senatrice modenese Pd Maria Cecilia Guerra, membro della Commissione Finenze e Tesoro, sottosegretario nel Governo Monti,viceministro nel Governo Letta e docente di Scienza delle Finanze al Dipartimento di Economia dell’Università di Modena. «È a tutti gli effetti un condono. E come tale indebolirà il sistema, perché è un favore a chi non ha pagato. Nell'attesa di procedure certe, il cittadino difficilmente continuerà a pagare, preferirà aspettare per capire che tipo di benefici potrà avere. Chi invece ha già raetizzato e sta versando il dovuto passa per meno furbo».

Ma non c'è solo lo sconto- che in periodo di referendum non fa mai male- sugli interessi previsto dal governo, a creare grande aspettativa è anche il taglio delle sanzioni. «Queste per definizione servono da deterrente, se le elimino torniamo al periodo buio dei condoni che di certo non ha giovato al nostro Paese», continua Guerra. E aggiunge: «Non dico che quello attuale sia il miglior modello possibile, dico solo che il provvedimento annunciato mi sembra un'improvvisazione che non tiene conto di studi e documenti all'esame della commissione Finanza e Tesoro. Materiale che indica un'altra strada da percorrere, individuando il punto debole, per esempio, nella rigidità che obbliga Equitalia a trattare tutti allo stesso modo. Ma questo non dipende dall'ente, bensì dalla norma. E cosa facciamo? Invece che intervenire laddove richiesto, chiudiamo l'ente». L'ex viceministro riflette anche su un altro punto: «Equitalia ha quasi 8 mila dipendenti, inqiuadrati come bancari, non sarà facile ricollocarli».

Intanto, dopo l'annuncio, i contribuenti sono in fibrillazione. Chi ha un debito e la cartella da pagare sta valutando il da farsi. «Diversi nostri clienti ci stanno contattando dopo la notizia sullo sconto degli interessi e delle sanzioni per capire se forse è il caso di rimandare il pagamento» spiega Simona Ficola che per lo studio Santacroce-Procida segue il filone Equitalia. «Noi consigliamo di pagarle comunque, anche perché al momento non abbiamo notizie certe. C'è poi un'altra questione. Cosa succedera dopo? A chi si appoggeranno gli enti che ora incassano i crediti attraverso Equitalia? Non sarà semplice, anche perché se si dovesse decidere che saranno dipartimenti interni della pubblica amministrazione a gestire la riscossione sarà necessaria una riorganizzazione interna di non poco conto,  e per farlo saranno necessarie notevoli risorse».

Equitalia nel 2015 ha riscosso 8 miliardi e 200 milioni di euro, più 11 per cento rispetto al 2014. Di questi, 4,5 miliardi, sono i crediti vantati dall'Agenzia delle Entrate. Due miliardi, invece, sono dell'Inps. Il resto sono i crediti vantati da comuni e vari enti locali. Ma non è tutto qui. C'è l'impressionante "magazzino" di Equitalia, ovvero l'ammontare di tasse e tributi mai incassate dal 2000 al 2015: 51 miliardi di euro. Somma che ha iniziato a lievitare ben prima della nascita di Equitalia. Di questo malloppo mai riscosso, 30, 7 spetterebbero ad Agenzia delle Entrate, 10,7 all'Inps, 1,1 all'Inail, 5,1 agli enti locali e 3,7 ad altri istituti.

Soldoni utili soprattutto per quei Comuni che non navigano nell'oro. A partire da luglio scorso, poi, l'amministratore delegato Ruffini è riuscito a tagliare di netto alcuni costi in Equitalia. Ben 2 milioni di euro risparmiati rispetto alle gestioni precedenti, grazia al taglio degli stipendi dei dirigenti, al ritiro delle carte di credito, allo sfoltimento del parco auto di servizio e all'obbligo per la dirigenza a viaggiare solo in seconda classe. Tutto questo, però- insieme alle novità introdotte per rendere meno “violento” il momento della riscossione, il famoso “fisco amico”- non è bastato a salvare Equitalia. Che nel frattempo continuerà la sua attività, lanciando, ad esempio, nelle prossime settimane nuove iniziative per avvicinare il cittadino all'agenzia, come l'Sms( Se mi scordo).

Renzi ha annunciato comunque la chiusura. «C'è solo da sperare che non venga affidato tutto ad agenzie private» racconta una fonte intera a Equitalia, così come è accaduto in Lombardia. La Regione guidata da Roberto Maroni, infatti, da settembre ha salutato Equitalia per affidare tramite gara europea la gestione a delle società private. Che per quanto "amiche", dovranno comunque portare a termine lo sporco lavoro. «Il giorno prima dell'annuncio di questa grande rivoluzione, però, il governatore lombardo ha girato a Equitalia decine di migliaia di pratiche relative ai debiti contratti dai cittadini con il bollo auto», continua la fonte. Insomma, a Equitalia la patata bollente, ai nuovi esattori la gloria.


di Giovanni Tizian per "l'espresso.it"

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