yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: DEUTSCHE BANK..... LA GRANDE BANCA TEDESCA CONTINUA AD AVERE CONTRO TUTTI I MERCATI FINANZIARI... PENSATE CHE DEUTSCHE BANK PAGA PIU' DELLE BANCHE GRECHE E ITALIANE PER FINANZIARSI......... INCREDIBILE MA VERO.......

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giovedì 13 ottobre 2016

DEUTSCHE BANK..... LA GRANDE BANCA TEDESCA CONTINUA AD AVERE CONTRO TUTTI I MERCATI FINANZIARI... PENSATE CHE DEUTSCHE BANK PAGA PIU' DELLE BANCHE GRECHE E ITALIANE PER FINANZIARSI......... INCREDIBILE MA VERO.......






La fiducia (o meglio la sfiducia) si paga. E cara. Come dimostrano i collocamenti di bond di questi giorni di Deutsche Bank, prezzati con un premio al rischio doppio rispetto solo a un anno fa. È l’effetto del clima surriscaldato attorno al colosso tedesco, come evidenzia anche l’impennata subita nei giorni scorsi dai Cds, le polizze anti-default, il cui prezzo è schizzato, sulle subordinate a un anno, a 466 punti e viaggia sul debito senior sopra quota 200. Ieri Deutsche è tornata sul mercato del debito con un collocamento privato da 1,5 miliardi a un gruppo di investitori americani. È la seconda volta in pochi gioni dopo che venerdì scorso era stato perfezionato un collocamento da 3 miliardi sempre in Usa.
Il ritorno sul mercato subito dopo lo choc della maxi-multa da 14 miliardi di dollari chiesto dal Dipartimento di Giustizia Usa è indubbiamente un segnale positivo per i vertici della banca. Il rovescio della medaglia è l’impatto che la crisi di fiducia ha inevitabilmente avuto. Per piazzare i suoi bond infatti Deutsche ha dovuto offrire rendimenti elevati. Secondo Bloomberg infatti il collocamento di ieri si sarebbe chiuso con uno spread sul tasso di riferimento di 290 punti base. E, sempre secondo Bloomberg, il collocamento di venerdì scorso sarebbe stato piazzato con un premio di 300 punti base. Sono livelli di rendimento doppi rispetto solo all’estate scorsa quando Deutsche pagava uno spread di 143 punti base. 
Non solo. Secondo Reuters oggi Deutsche bank pagherebbe per prendere a prestito denaro più di ogni altra banca in Europa, compresi gli istituti greci e quelli italiani in difficoltà. Forse la valutazione di Reuters è fin eccessiva. Ma sta di fatto che le ultime notizie su Deutsche - dalla maxi-multa americana; alla previsione sempre più convinta da parte degli analisti che anche per il secondo anno consecutivo la banca chiuderà in perdita - hanno nelle ultime settimane fatto crollare i prezzi dei bond, alzandone il rendimento. Solo per fare un esempio un bond senior collocato al retail a metà settembre, scadenza 2018, ha visto il rendimento impennarsi dal 2% al 5,8% a fine settembre complice la caduta del prezzo a 93. Ovvio che sono tutti segnali delle difficoltà palesate, e introiettate dal mercato, dal colosso dai piedi d’argilla che ha visto dopo la crisi Lehaman entrare in crisi pesantemente il suo modello di business. Deutsche ha vissuto e vive da allora una parabola amara. 
La redditività della prima banca tedesca è andata via via scemando nel tempo. Dal picco di utili da 4 miliardi nel 2011, Deutsche ha chiuso il 2015 con un buco da 6,7 miliardi. Complice gli oneri spesati per le innumerevoli cause legali che sono ammontate a ben 13 miliardi di euro tra il 2011 e il 2015. Una vera e propria zavorra sui conti complessivi del gruppo tedesco. Ma non solo. C'è un altro capitolo tra le partite straordinarie che continua a pesare sui bilanci del colosso di Francoforte. Sono le svalutazioni degli avviamenti (le attività acquisite anni prima il cui valore viene rettificato) costate solo negli ultimi 4 anni ben 6,6 miliardi. E poi c’è il capitolo dei titoli illiquidi, derivati e quant’altro, che per la banca valgono 28 miliardi di euro e che non hanno un prezzo di mercato. Quei titoli tossici pesano per quasi metà del patrimonio netto della banca. Dovesse accadere anche una parziale svalutazione, il patrimonio attuale verrebbe drammaticamente eroso.
di Fabio Pavesi per "ilsole24ore.it"

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