yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: BELGRADO - Il Montenegro è sotto shock dopo che si è scoperto di un tentativo di colpo di stato progettato per la giornata elettorale del 16 ottobre scorso da nazionalisti russi, con l'obiettivo di destabilizzare il piccolo Paese balcanico. Un piano finalizzato a ostacolare il cammino del Montenegro verso l'integrazione euroatlantica e il suo ingresso, dato ormai per certo, nella Nato........

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sabato 12 novembre 2016

BELGRADO - Il Montenegro è sotto shock dopo che si è scoperto di un tentativo di colpo di stato progettato per la giornata elettorale del 16 ottobre scorso da nazionalisti russi, con l'obiettivo di destabilizzare il piccolo Paese balcanico. Un piano finalizzato a ostacolare il cammino del Montenegro verso l'integrazione euroatlantica e il suo ingresso, dato ormai per certo, nella Nato........

Keystone
L'obiettivo finale era l'abbattimento dell'attuale governo montenegrino e l'uccisione del premier Milo Djukanovic


BELGRADO - Il Montenegro è sotto shock dopo che si è scoperto di un tentativo di colpo di stato progettato per la giornata elettorale del 16 ottobre scorso da nazionalisti russi, con l'obiettivo di destabilizzare il piccolo Paese balcanico. Un piano finalizzato a ostacolare il cammino del Montenegro verso l'integrazione euroatlantica e il suo ingresso, dato ormai per certo, nella Nato.
Mentre a Podgorica restano in carcere 14 dei 20 serbi che, secondo l'accusa, erano incaricati di attuare il piano eversivo e che erano stati arrestati nella notte elettorale del mese scorso, i nazionalisti russi presunti ideatori del piano sarebbero stati espulsi nei giorni scorsi dalla Serbia in tutta segretezza.
Stando ai media belgradesi, che citano tuttavia fonti vicine ai vertici del governo serbo, l'operazione di rimpatrio dei responsabili russi sarebbe avvenuta in concomitanza con la visita a Belgrado a fine ottobre di Nikolai Patrushev, segretario del consiglio di sicurezza della Federazione russa. Patrushev, ufficialmente giunto in Serbia per rafforzare la collaborazione fra le intelligence di Mosca e Belgrado, in realtà avrebbe effettuato una missione in segreto legata agli eventi in Montenegro e avrebbe riportato in patria almeno tre spie russe coinvolte nel tentato putsch a Podgorica, espulse dalle autorità di Belgrado.
Non è un caso peraltro che tra i 14 serbi detenuti in Montenegro vi sia un tale Aleksandar Sindjelic, un nazionalista serbo che è stato in passato in Ucraina a combattere a fianco dei russi. Riferendo del coinvolgimento dei nazionalisti e 007 russi negli eventi in Montenegro, il procuratore speciale montenegrino Milivoje Katnic ha tuttavia sottolineato che non vi sono elementi che dimostrino una partecipazione a tutto ciò di strutture statali e ufficiali della Russia o della Serbia. Il piano eversivo, secondo Katnic, era stato messo a punto da una organizzazione criminale basata oltre che in Russia anche in Serbia e Montenegro.
L'obiettivo finale era l'abbattimento dell'attuale governo montenegrino e l'uccisione del premier Milo Djukanovic. Il quotidiano Pobjeda di Podgorica scrive oggi che Bratislav Dikic, ex comandante della Gendarmeria serba, ritenuto il capo dei golpisti in Montenegro, avrebbe fatto sapere dal carcere di voler parlare e ammettere le sue responsabilità. Cosa, questa, però subito smentita dal suo avvocato.
Una ventata di instabilità, quella del Montenegro, che preoccupa non poco e che si aggiunge alle altre situazioni non certo rassicuranti che si registrano nel resto dei Balcani occidentali - dal Kosovo alla Bosnia-Erzegovina e alla Macedonia. La stessa Serbia, considerata il Paese più stabile e affidabile della regione, ha fatto registrare di recente episodi inquietanti per la sicurezza del premier Aleksandar Vucic, con il ritrovamento di grosse partite di armi e munizioni in luoghi frequentati dal capo del governo.
da "corrieredelticino.ch"

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