yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Ci sarebbero capitali depositati in Ticino da alcuni investitori italiani, della Lombardia, dietro le prime operazioni immobiliari dell’Adria costruzioni, l’impresa edile di Adriano e Filippo Cambria travolta da un crac milionario. Capitali su cui starebbe anche indagando la Guardia di Finanza per accertare se questi soldi siano stati dichiarati o meno al fisco italiano.........

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domenica 6 novembre 2016

Ci sarebbero capitali depositati in Ticino da alcuni investitori italiani, della Lombardia, dietro le prime operazioni immobiliari dell’Adria costruzioni, l’impresa edile di Adriano e Filippo Cambria travolta da un crac milionario. Capitali su cui starebbe anche indagando la Guardia di Finanza per accertare se questi soldi siano stati dichiarati o meno al fisco italiano.........

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Ci sarebbero capitali depositati in Ticino da alcuni investitori italiani, della Lombardia, dietro le prime operazioni immobiliari dell’Adria costruzioni, l’impresa edile di Adriano e Filippo Cambria travolta da un crac milionario. Capitali su cui starebbe anche indagando la Guardia di Finanza per accertare se questi soldi siano stati dichiarati o meno al fisco italiano.
La traccia della presenza di questi capitali in Ticino è in uno dei verbali d’interrogatorio di Filippo Cambria che fa riferimento a due operazioni immobiliari a Paradiso e Pregassona avviate assieme al suo socio in affari T. T., che non risulta tra i cinque rinviati a giudizio dal ministero pubblico. Quel socio che, sentito in qualità di testimone nell’indagine contro Giovanni Cuzari, scoperchierà davanti al procuratore generale John Noseda il calderone dei crediti facili della Banca Wir.  

Le operazioni di Paradiso e Pregassona riguardavano la realizzazione di due edifici per una quarantina di appartamenti, con un investimento complessivo, tra acquisto dei terreni e costi di costruzione, per oltre 30 milioni di franchi. Conclusi i contratti di  finanziamento con la sede luganese della Banca Wir, che col suo direttore Yves Wellauer sarà poi coinvolta pesantemente nel crac dell’Adria, per i Cambria e il loro socio T.T. restava il problema della copertura dei "mezzi propri", ossia la parte dell’investimento che avrebbero dovuto garantire con i loro soldi. Ebbene, a leggere le dichiarazioni fatte da Filippo Cambria agli inquirenti, T.T. non disponendo del denaro necessario sarebbe stato "finanziato" per le due operazioni  da alcuni investitori italiani, a cui in sostanza avrebbe fatto da prestanome nelle due operazioni, poiché loro, sprovvisti del permesso di residenza in Ticino, non potevano figurare nell’affare. 
Difatti, non avrebbero potuto ottenere l’autorizzazione Lafe, ossia la legge che regola l’acquisto di fondi in Svizzera da parte di persone residenti all’estero. Dichiara Cambria: "T.T. mi ha raccontato un giorno che ci sono tali M.B. (persona con un conto in una banca di Cassarate) e che sicuramente gli ha prestato 200mila franchi che lui ha utilizzato come mezzi propri per la nostra operazione di Pregassona. Inoltre, vi sarebbe tale I.S. che, a detta di Trezzi, dovrebbe detenere un patrimonio di 51 milioni di franchi in nero presso la banca....  Di quest’ultima so che ha fornito 500mila franchi a Trezzi che lui ha utilizzato come mezzi propri per l’operazione di Paradiso". Versione, ovviamente, contestata da T.T. il quale sostiene invece di aver utilizzato per le due operazioni soltanto dei soldi suoi.

di Libero D'Agostino per "ilcaffè.ch"

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