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giovedì 24 novembre 2016

Mafia Capitale: la mappa dei 76 clan che governano Roma, quartiere per quartiere.........

Mafia Capitale mappa dei 76 clan che governano Roma quartiere per quartiere
Mafia Capitale: la mappa dei 76 clan che governano Roma, quartiere per quartiere


Se qualcuno pensa che Mafia Capitale finisca con la cronaca dell’arresto di CarminatiBuzzi e soci si sbaglia di grosso.
Secondo l’ultimo rapporto 2016 dell’Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità
Roma è governata da 76 clan mafiosi, che si spartiscono il territorio in maniera scientifica.”
Quartiere per quartiere.
Massimo Carminati, ieri e oggi mafia capitale
Massimo Carminati, ieri e oggi
Dal rapporto 2016, realizzato in collaborazione con l’Associazione Libera, si evince che:
“Si tratta perlopiù di “famiglie”, cosche e clan, nonché consorterie autoctone, che hanno operato e operano in associazione fra loro commettendo reati aggravati dal metodo mafioso e con la finalità di agevolare l’organizzazione criminale di cui fanno parte. 
Sulla Capitale e nel territorio della provincia di Roma, incidono circa 76 clan, 23 invece sono le organizzazioni dedite al narcotraffico, nei diversi quartieri che compongono il territorio capitolino.”
E pensare che l’Osservatorio che ha redatto il rapporto è stato costituito con decreto del Presidente della Regione Lazio il 24 luglio 2013. Quando il Sindaco di Roma era Alemanno, il politico più in vista di una città segnata dal sole delle Mafie.

MAFIA CAPITALE, AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA

La mangiatoia capitolina è democratica, aperta a tutti e tutti partecipano alla spartizione dei pani e dei pesci. 
Appalti, droga, armi, usura, gioco d’azzardo e prostituzione sono i business illecitipiù fiorenti:
“A Roma sono significativamente presenti e con un ampio potenziale criminale, le mafie cosiddette “tradizionali” (‘ndrangheta, camorra e Cosa nostra).”
Pippo Calò, boss di Cosa Nostra, è stato il referente della Mafia siciliana a Roma mafia capitale
Pippo Calò, boss di Cosa Nostra, è stato il referente della Mafia siciliana a Roma
A queste si aggiungono:
“Le organizzazioni criminali autoctone, che nel Rapporto sono state denominate come “Mafie e organizzazioni criminali di Roma””.
La collaborazione è ampia e il Sistema mafioso è fluido ed efficiente:
“Queste diverse organizzazioni criminali si misurano e spesso integrano con altri due fattori, non secondari: da un lato la cosiddetta “malavita romana” (killer professionisti, pusher, rapinatori, gruppi criminali stranieri, criminali di strada) e dall’altro con un ampio sistema di reti di corruzione che attraversa diversi segmenti del tessuto socio-economico romano.”
Il mondo di sopra, quello di sotto e il mondo di mezzo.
Tutto torna.
E la pax mafiosa, che resiste dagli anni ’80, regna sovrana, a parte qualche piccolo contraccolpo, vedi omicidio, di assestamento. Così gli affari vanno a gonfie vele e la Capitale affonda sotto i colpi dei clan.
Franco Giuseppucci, detto Er Negro, boss della Banda della Magliana mafia capitale
Franco Giuseppucci, detto Er Negro, boss della Banda della Magliana

MAFIA CAPITALE, ROMA (E LO STATO) SOTTO SCACCO

Il degrado, la lentezza nei lavori, gli sprechi, la disoccupazione alle stelle: sono tutti fattori che dipendono da Mafia Capitale.
L’economia legale viene soggiogata dall’economia mafiosa e lo Stato non ha i mezzi (o non vuole averli) per contrastare lo strapotere dei clan.
Basti pensare che, come rivela il Rapporto 2016:
“Nel periodo dal 1996 al febbraio 2001, vi sono state complessive 37 richieste di misure di prevenzione patrimoniale. Ne sono state accolte 18 e respinte 5. Le rimanenti sono tuttora pendenti dopo l’emissione del provvedimento di sequestro. 
La linea di tendenza delle richieste è crescente ed altrettanto quella dei provvedimenti di accoglimento. 
Nel periodo considerato sono stati gestiti e amministrati beni e patrimoni per centinaia di miliardi. Sono stati, inoltre, definiti procedimenti relativi a notevoli consistenze e a “personaggi eccellenti”, come: Aldo De Benedettis, Enrico Nicoletti e Manlio Vitale (nel 1996); Marcello Speranza, Angelo Coarelli e Matilde Ciarlante (nel 1998); Andrea Belardinucci, Mauro Di Giandomenico, Antonio Nicoletti, Alessandro Battistini, Luigi De Giorni, Angelo Angeletti, Ciro Maresca, Voiko Misanovic, Fausto Pellegrinetti, Franco Gambacurta (nel 2000); Daniela Scalambra e Primo Ferrareso (nel 2001).”
Nonostante la linea di tendenza al sequestro patrimoniale dei beni mafiosi sia crescente parliamo di numeri ancora troppo bassi: 37 richieste a fronte di 76 clan
Come voler spegnere un incendio con un bicchiere.
Anche perché Roma è talmente grande che non esiste gruppo mafioso in grado di dominarla autonomamente. 
Ecco perché:
“Tra le organizzazioni criminali è intervenuto un accordo in base al quale il campo delle losche attività è stato lottizzato anche in relazione al territorio.”

IL PUPARO E IL SOCIO

Secondo l’Ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Flavia Costantini a carico di Massimo Carminati, il 28 novembre 2014:
“Mafia Capitale è una organizzazione che presenta tratti di originarietà e originalità; un gruppo criminale con a capo Massimo Carminati, attualmente detenuto in regime di 41bis, che attraverso una rete di imprese collegate al responsabile di alcune cooperative che operano nel sociale, Salvatore Buzzi, era riuscito a mettere le mani su diversi appalti pubblici assegnati dal comune di Roma e dalle sue società controllate.”

IL MONDO DI MEZZO

Ma la descrizione più lucida di quel che è diventata Roma la fornisce il procuratore generale presso la corte d’Appello di Roma, Giovanni Salvi:
“L’associazione di stampo mafioso emersa nelle indagini denominate “Mondo di Mezzo” presenta caratteristiche proprie, solo in parte assimilabili a quelle delle mafie tradizionali e agli altri modelli di organizzazione di stampo mafioso fin qui conosciuti. 
La forza d’intimidazione del vincolo associativo e le conseguenti condizioni di assoggettamento e di omertà sono infatti generate dal combinarsi di fattori criminali, istituzionali, storici e culturali che delineano un profilo del tutto originale e originario. 
Originale perché l’organizzazione criminale presenta caratteri suoi propri, in nulla assimilabili a quelli di altre consorterie note; originario perché la sua genesi è propriamente romana, nelle sue specificità criminali e istituzionali
Questo gruppo criminale costituisce il punto d’arrivo di organizzazioni che hanno preso le mosse dall’eversione di estrema destra, anche nei suoi collegamenti con apparati istituzionali, che evolse, in alcune sue componenti, nel fenomeno criminale della Banda della Magliana. La memoria ci porta ad antiche vicende, senza il cui ricordo quelle di oggi non si comprendono.”

MAFIA CAPITALE, LA MAPPA DEI CLAN QUARTIERE PER QUARTIERE

Mafia Capitale Mappa Clan Quartieri
da "infiltrato.it"



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