yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: DALL'EROINA ALL'ORO...... A Zurigo la centrale dell’eroina, a Milano quella della ricettazione di oro e orologi di grandi marche. Nella fascia lombarda a ridosso della frontiera si nascondono i bottini dei furti nelle abitazioni, mentre prendono la via dell’Est i soldi delle truffe casa per casa. Per ogni business criminale una banda, per ogni banda, che lavora in maniera modulare, una organizzazione che tira i fili da lontano. In mezzo il Ticino, attraversato da spacciatori, truffatori e rapinatori. Che ogni tanto finiscono nella rete della polizia. Prendiamo il mercato dei gioielli e dell’oro. Trentuno persone sono state denunciate in Italia, otto di loro - tutti già detenuti - sono sotto processo. Il loro capo girava in Ferrari, aveva cassette di sicurezza intestate a un prestanome, terreni e case.......

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domenica 18 dicembre 2016

DALL'EROINA ALL'ORO...... A Zurigo la centrale dell’eroina, a Milano quella della ricettazione di oro e orologi di grandi marche. Nella fascia lombarda a ridosso della frontiera si nascondono i bottini dei furti nelle abitazioni, mentre prendono la via dell’Est i soldi delle truffe casa per casa. Per ogni business criminale una banda, per ogni banda, che lavora in maniera modulare, una organizzazione che tira i fili da lontano. In mezzo il Ticino, attraversato da spacciatori, truffatori e rapinatori. Che ogni tanto finiscono nella rete della polizia. Prendiamo il mercato dei gioielli e dell’oro. Trentuno persone sono state denunciate in Italia, otto di loro - tutti già detenuti - sono sotto processo. Il loro capo girava in Ferrari, aveva cassette di sicurezza intestate a un prestanome, terreni e case.......

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A Zurigo la centrale dell’eroina, a Milano quella della ricettazione di oro e orologi di grandi marche. Nella fascia lombarda a ridosso della frontiera si nascondono i bottini dei furti nelle abitazioni, mentre prendono la via dell’Est i soldi delle truffe casa per casa. Per ogni business criminale una banda, per ogni banda, che lavora in maniera modulare, una organizzazione che tira i fili da lontano. In mezzo il Ticino, attraversato da spacciatori, truffatori e rapinatori. Che ogni tanto finiscono nella rete della polizia. Prendiamo il mercato dei gioielli e dell’oro. Trentuno persone sono state denunciate in Italia, otto di loro - tutti già detenuti - sono sotto processo. Il loro capo girava in Ferrari, aveva cassette di sicurezza intestate a un prestanome, terreni e case. Ma, soprattutto, negli anni aveva costruito a Milano una centrale unica per la ricettazione che fruttava milioni di guadagni ogni mese. Qui arrivava tutto ciò che veniva rubato. Cartier, Rolex, diamanti, lingotti, contanti, antichi crocifissi. E gioielli, come è stato stabilito dagli investigatori, rubati in un negozio in via Nassa a Lugano. Periodicamente il "malloppo" veniva trasferito a Monaco di Baviera dove c’erano altri componenti della banda che si occupavano di venderlo sul mercato clandestino.

Questo per l’oro. Più articolato il discorso per la droga. La cocaina, ad esempio, non è in mano a una singola banda. L’eroina invece sì. E non da oggi, perché il monopolio è degli albanesi, che fanno i pendolari da Zurigo e Milano, ma possono contare sull’ospitalità di connazionali in Ticino, come aveva fatto notare la polizia cantonale. L’ultimo arresto è di mercoledì 14 dicembre, con tre albanesi fermati in via Odescalchi a Chiasso, e una settimana prima altri due albanesi erano stati fermati a Taverne dalle Guardie di confine con 260 grammi di eroina. A fine novembre un terzo albanese era finito in carcere. Nascondeva sei etti di eroina nella borsa ed era stato fermato vicino alla stazione di Lugano. Nell’aprile scorso un altro albanese era stato bloccato a Rivera, sul treno partito da Zurigo, e a marzo a Bellinzona era stato fermato un altro albanese ancora e un suo complice svizzero. È la conferma di quanto detto a inizio 2016 dalla polizia federale: "Le bande di albanesi da anni dominano lo spaccio di eroina nel Paese". E con un sistema ormai collaudato. 
Sono le bande turche a funzionare da grossisti, mentre quelle albanesi, che all’inizio del Duemila portavano in Svizzera marijuana di scarsa qualità, acquistano attraverso una centrale nel loro Paese  grossi quantitativi che poi distribuiscono a largo raggio in Europa centrale e occidentale. I "corrieri" partono con valigie piene di droga e fanno tappa a Ginevra, Zurigo e Milano. Poi fanno le consegne agli spacciatori locali. Peraltro gli albanesi, come ha svelato anche l’operazione Domino che nel 2012 ha portato alla chiusura di diversi locali a luci rosse, si stavano infiltrando nel mondo della prostituzione, che già gestiscono in molte città d’Italia. 

Se le bande dell’eroina e quelle della ricettazione di preziosi sono ben individuate e sono state studiate a lungo dalle polizie, cantonale e federale, è più difficile invece ricomporre il frastagliato arcipelago dei gruppi che ciclicamente arrivano in Ticino per le truffe porta a porta. Dal falso nipote a quella dell’anticipo, dai falsi sordi al "gioco del cambio",  ai benefattori di associazioni mai esistite sino ai controllori dei contatori dei consumi dell’acqua che poi svuotano le case. Astuti, talvolta raffinati, comunque criminali, queste bande spesso arrivano dall’Est. Soprattutto dalla Romania. In questo caso si tratta di persone che provengono direttamente dal loro Paese d’origine e girano per l’Europa, tentando le loro operazioni un po’ ovunque. La caratteristica di questo business criminale, ha stabilito la polizia, è la velocità. Colpiscono e spariscono prima ancora che scatti l’allarme e le popolazioni vengono messe in allerta. Il consiglio, naturalmente, è di diffidare sempre, di non iniziare neppure un dialogo con queste persone che cercano soprattutto le loro vittime fra gli anziani.
Sono bande modulari anche quelle delle rapine ai distributori di benzina lungo la fascia di confine. Qui agiscono piccoli gruppi che si mettono insieme per tre, quattro colpi in successione e poi si sciolgono. Difficile fermarli, se non con la prevenzione che la polizia e le guardie di confine fanno da qualche anno. Con successo, visto che le rapine sono in calo.

di Mauro Spignesi per "ilcaffè.ch"

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