yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: MONTE PASCHI DI SIENA.... COME ERA PREVEDIBILE L'AUMENTO DI CAPITALE DEL MONTE PASCHI DI SIENA E' FALLITO... Il Consiglio dei ministri è già stato convocato per le 22, in modo da varare il decreto ‘Salvarisparmio’, un piano da 20 miliardi già approvato dal Parlamento e finalizzato anche a garantire il finanziamento per la ricapitalizzazione della banca. ......

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giovedì 22 dicembre 2016

MONTE PASCHI DI SIENA.... COME ERA PREVEDIBILE L'AUMENTO DI CAPITALE DEL MONTE PASCHI DI SIENA E' FALLITO... Il Consiglio dei ministri è già stato convocato per le 22, in modo da varare il decreto ‘Salvarisparmio’, un piano da 20 miliardi già approvato dal Parlamento e finalizzato anche a garantire il finanziamento per la ricapitalizzazione della banca. ......

Mps, aumento di capitale fallito. “Non raggiunti i 5 miliardi”. Consiglio dei ministri per decreto ‘Salvarisparmio’


È andata come previsto: l’aumento di capitale del Monte dei Paschi di Siena è fallito. L’operazione lanciata lunedì 19 dicembre, spiega l’istituto,”non si è chiusa con successo”, perché dei 5 miliardi di euro necessari per la ricapitalizzazione ne sono stati raccolti soltanto due e mezzo. Il Consiglio dei ministri è già stato convocato per le 22, in modo da varare il decreto ‘Salvarisparmio’, un piano da 20 miliardi già approvato dal Parlamento e finalizzato anche a garantire il finanziamento per la ricapitalizzazione della banca. Si tratta del quinto provvedimento d’urgenza sul sistema bancario dal 2015, dopo la riforma delle popolari, la riforma delle Bcc, il primo ‘salva-banche’ appunto e quello per la garanzia pubblica sulla cessione delle sofferenze. Un nuovo decreto che arriva a poco più di un anno da quello che ha mandato in risoluzione quelle che sono diventate le ‘4 banche’ (le vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti) e che consentirà di aprire l’ombrello pubblico su Mps, ma non solo. Secondo quando si apprende, il board della banca dovrebbe attendere che il consiglio dei ministri vari il decreto, in modo da poter poi deliberare la richiesta di ‘avvalersi’ dell’intervento di Stato previsto nel provvedimento, che potrebbe prevedere una ricapitalizzazione precauzionale.
Il fallimento dell’operazione – In sostanza, non sono stati raccolti ordini di investimento sufficienti a raggiungere i 5 miliardi di euro, somma necessaria a consentire il “deconsolidamento dei non performing loan e il raggiungimento degli altri obiettivi di rafforzamento patrimoniale” posti a base dell’operazione annunciata il 25 ottobre e delle autorizzazioni ricevute dagli organismi di vigilanza nazionali e sovranazionali. Nella nota diffusa dopo il fallimento dell’operazione, il consiglio di amministrazione di Mps ringrazia “tutti i dipendenti per il grande sforzo profuso al servizio della banca e dei clienti in questo delicato momento della vita dell’istituto”.
“In particolare – scrive la banca – non si sono concretizzate manifestazioni di interesse da parte di anchor investordisponibili a effettuare un investimento rilevante nella banca, circostanza che ha influito negativamente sulle decisioni di investimento degli investitori istituzionali limitando significativamente gli ordini di sottoscrizione“. Il mancato perfezionamento dell’aumento di capitale, spiega Rocca Salimbeni, “comporta il venir meno anche dell’operazione di cartolarizzazione definita nel contesto dell’operazione, e del complessivo esercizio di liability management su passività subordinate emesse o garantite dalla Banca. I titoli conferiti in adesione alle offerte Lme saranno restituiti ai rispettivi portatori nei termini indicati nella relativa documentazione di offerta”.
Il mancato perfezionamento dell’aumento di capitale comporta il venir meno anche dell’operazione di cartolarizzazione definita nel contesto dell’operazione, e del complessivo esercizio di liability management su passività subordinate emesse o garantite dalla banca. E le obbligazioni subordinate di Mps conferite in adesione alle offerte LME saranno restituiti ai rispettivi portatori nei termini indicati nella relativa documentazione di offerta. “Le banche d’affari coinvolte a vario titolo nel consorzio di collocamento, e nell’operazione di cartolarizzazione, ivi comprese JPMorgan e Mediobanca, non riceveranno alcuna commissione”.
Che cos’è il decreto ‘Salvarisparmio’ – Il decreto ancora una volta sarà un ‘omnibus’ bancario, e non conterrà solo la creazione del fondo da 20 miliardi per sostenere le banche in difficoltà sia garantendo la liquidità sia rafforzando il patrimonio. Sul fronte della garanzia con il decreto si dovrebbe attivare lo schema approvato da Bruxelles in estate (attivabile fino a fine 2016). La Ue aveva dato il via libera a una garanzia fino a 150 miliardi ma potrebbe essere messa in campo circa la metà di queste risorse, che non incideranno comunque sui saldi di bilancio fino a che la garanzia non sarà davvero operativa. Diverso il discorso dei 20 miliardi del nuovo fondo che il governo ha chiamato ‘salva-risparmio’, il quale, se utilizzato, aumenta il debito e per questo ha avuto bisogno di una autorizzazione ad hoc del Parlamento, incassata anche con il sostegno di Forza Italia mercoledì.
Nel decreto dovrebbe peraltro essere solo indicata la nascita del fondo senza riferimenti a casi specifici. Il paracadute infatti potrebbe servire non solo per Siena, ma anche per le due popolari venete o per Carige (ma si parla anche di istituti più piccoli). Tutti ‘casi’ che andranno valutati volta per volta e che per il salvataggio dello Stato potranno aver bisogno di decreti ministeriali attuativi dei singoli interventi. Il decreto dovrebbe anche dettagliare come saranno protetti gli obbligazionisti retail, chiamati, in caso di intervento pubblico, a partecipare alle perdite (burden sharing). Nel caso di Mps ci potrebbe essere un rimborso più generoso di quello delle 4 banche, attraverso azioni ordinarie. Ma ancora si starebbe affinando il meccanismo.
Il testo dovrebbe contenere inoltre la proroga di sei mesi del termine entro il quale le banche popolari più grandi hanno l’obbligo di trasformarsi in Spa, ora fissato al 27 dicembre, anche se di fatto il termine è stato ‘congelato’ già fino al 12 gennaio dall’intervento del Consiglio di Stato. Sarebbero poi introdotte alcune altre misure che non erano passate con la manovra, dalla possibilità anche per le Bcc di utilizzare le imposte differite (Dta) all’ammortamento in 5 anni delle risorse versate al Fondo di risoluzione.

da "ilfattoquotidiano.it"

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