yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: MONTE PASCHI DI SIENA.... Prima di approvare, nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, il decreto legge 237 sul salvataggio del Monte dei Paschi di Siena, il governo ha tessuto un fitto negoziato con la commissione europea a Bruxelles. Che ha dato un via libera di massima all’intervento pubblico. Ma, ora che il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e si mette in moto la complessa procedura di «ricapitalizzazione preventiva», in sostanza un’iniezione di soldi dello Stato (si ipotizza fino a 7 miliardi per acquisire la maggioranza assoluta della banca ed evitarne il fallimento), è bene ricordare i paletti previsti dalle regole Ue. La commissione europea presieduta da Jean-Claude Juncker, che dovrà autorizzare nei prossimi mesi i passaggi fondamentali della procedura, pone in sintesi 4 condizioni.......

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sabato 24 dicembre 2016

MONTE PASCHI DI SIENA.... Prima di approvare, nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, il decreto legge 237 sul salvataggio del Monte dei Paschi di Siena, il governo ha tessuto un fitto negoziato con la commissione europea a Bruxelles. Che ha dato un via libera di massima all’intervento pubblico. Ma, ora che il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e si mette in moto la complessa procedura di «ricapitalizzazione preventiva», in sostanza un’iniezione di soldi dello Stato (si ipotizza fino a 7 miliardi per acquisire la maggioranza assoluta della banca ed evitarne il fallimento), è bene ricordare i paletti previsti dalle regole Ue. La commissione europea presieduta da Jean-Claude Juncker, che dovrà autorizzare nei prossimi mesi i passaggi fondamentali della procedura, pone in sintesi 4 condizioni.......

Prima di approvare, nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, il decreto legge 237 sul salvataggio del Monte dei Paschi di Siena, il governo ha tessuto un fitto negoziato con la commissione europea a Bruxelles. Che ha dato un via libera di massima all’intervento pubblico. Ma, ora che il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e si mette in moto la complessa procedura di «ricapitalizzazione preventiva», in sostanza un’iniezione di soldi dello Stato (si ipotizza fino a 7 miliardi per acquisire la maggioranza assoluta della banca ed evitarne il fallimento), è bene ricordare i paletti previsti dalle regole Ue. La commissione europea presieduta da Jean-Claude Juncker, che dovrà autorizzare nei prossimi mesi i passaggi fondamentali della procedura, pone in sintesi 4 condizioni.
1) Innanzitutto la Banca centrale europea, attraverso il Single Supervisory Mechanism (SSM) guidato da Danièle Nouy, dovrà confermare la carenza di capitale di Mps nello scenario avverso dello stress test. Su questo non ci saranno problemi, visto che già lo scorso 29 luglio dallo stress test era emerso che Mps si sarebbe ritrovata al 2018 con un patrimonio netto negativo, pari a -2,2%.
2) L’intervento pubblico va accompagnato dal «burden sharing» a carico di azionisti e obbligazionisti subordinati. Significa che l’aiuto di Stato, perché di questo si tratta, può essere autorizzato solo se al costo del salvataggio partecipino in prima istanza gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati, i quali quindi subiranno delle perdite. Si salveranno solo i piccoli risparmiatori possessori di bond, per i quali è previsto un meccanismo di tutela dell’investimento. Sul burden sharing l’esame di Bruxelles sarà severo. In particolare sul prezzo della conversione dei titoli subordinati in azioni.
3) Il governo deve presentare un piano di ristrutturazione del Monte «credibile», dice la commissione, che metta la banca in sicurezza, escludendo in futuro altri interventi pubblici. In sostanza la nazionalizzazione deve avere carattere temporaneo. Una volta risanato, Mps dovrebbe essere venduto dal Tesoro ai privati.Il piano, che impegnerà i vertici del ministero fin dai prossimi giorni, prevederà migliaia di lavoratori in esubero e sportelli da chiudere, oltre che una rimodulazione dello smaltimento delle «sofferenze», cioè i 27,7 miliardi di crediti inesigibili. 
4) Il governo deve assicurare che l’aiuto di Stato non verrà utilizzato da Mps per fare concorrenza sleale alle altre banche. Verificato il rispetto di queste 4 condizioni, Bruxelles darà il via libera. Potrebbe quindi passare qualche mese. 
Come dicevamo al punto 2, la commissione consente la tutela piena dei piccoli risparmiatori, ma questo non rientra nelle condizioni per dare l’ok all’aiuto di Stato al Monte, bensì è una questione che attiene ai rapporti tra i clienti e la banca, la quale deve ammettere di aver ingannato i primi vendendo loro obbligazioni con un profilo di rischio del quale non erano stati adeguatamente informati. La tutela di questi 40 mila risparmiatori che hanno in mano bond per circa 2,1 miliardi avverrà, prevede il decreto legge, con la possibilità di ottenere obbligazioni ordinarie (più sicure delle subordinate) dello stesso valore nominale. Sono esclusi da questa tutela gli investitori istituzionali (banche, assicurazioni, fondi comuni, fondi pensione e società di gestione del risparmio), per i quali ci sarà solo la conversione dei bond in azioni pari al 75% del valore nominale delle obbligazioni

di Enzo Marro per "corrieredellasera.it"

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