yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: REFERENDUM E CRISI DI GOVERNO...... Una vittoria schiacciante del No (quasi 60%) ha affondato Matteo Renzi. Il giorno dopo la bocciatura del referendum costituzionale da parte degli italiani, il premier si prepara a salire al Colle per comunicare le dimissioni che ha annunciato ieri. Ora sarà il Quirinale a fare le sue valutazioni. Con un obiettivo, innanzitutto: far uscire il prima possibile il Paese dal cono d’incertezza in cui è precipitato.

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lunedì 5 dicembre 2016

REFERENDUM E CRISI DI GOVERNO...... Una vittoria schiacciante del No (quasi 60%) ha affondato Matteo Renzi. Il giorno dopo la bocciatura del referendum costituzionale da parte degli italiani, il premier si prepara a salire al Colle per comunicare le dimissioni che ha annunciato ieri. Ora sarà il Quirinale a fare le sue valutazioni. Con un obiettivo, innanzitutto: far uscire il prima possibile il Paese dal cono d’incertezza in cui è precipitato.

AP
Il momento in cui Matteo Renzi si è commosso durante il suo discorso a Palazzo Chigi


Una vittoria schiacciante del No (quasi 60%) ha affondato Matteo Renzi. Il giorno dopo la bocciatura del referendum costituzionale da parte degli italiani, il premier si prepara a salire al Colle per comunicare le dimissioni che ha annunciato ieri. Ora sarà il Quirinale a fare le sue valutazioni. Con un obiettivo, innanzitutto: far uscire il prima possibile il Paese dal cono d’incertezza in cui è precipitato.    

“HO PERSO IO, LASCIO”  
Il premier si è assunto «tutte le responsabilità» di una sconfitta «straordinariamente netta» e si è commosso ringraziando moglie e figli. «In Italia non vince mai nessuno ma non perde mai nessuno. Io sono diverso e dico ad alta voce, anche se con il nodo in gola, che ho perso. C’è rabbia e delusione, ma vorrei che foste fieri di voi - ha detto in conferenza stampa -. Fare politica contro qualcuno è molto facile, per qualcosa è più bello. Si fa pensando ai propri figli, non alle alchimie dei gruppi dirigenti». 


Il premier Matteo Renzi annuncia le sue dimissioni


GRILLO: SUBITO AL VOTO  
Ha subito esultato, invece, il fronte del No. Pugni chiusi, lacrime di gioia e «Bella Ciao» intonata in alcuni comitati per il No a Roma. Le principali forze di opposizione hanno subito invocato le urne. «Ha vinto la democrazia, ora bisogna andare subito al voto con l’Italicum», ha attaccato Grillo. Gli ha fatto eco Salvini: «Siamo pronti a votare con qualsiasi legge elettorale». Con lui anche la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Più cauta Forza Italia, che non esclude neanche l’ipotesi di un nuovo governo. 

GLI SCENARI  
E adesso? Si apre uno scenario articolato. Restano infatti il nodo della legge di Bilancio, attualmente al Senato, che va condotta in porto e salvaguardata dalle turbolenze della politica; ma soprattutto quello della legge elettorale. Sulla quale è già scattata la corsa contro il tempo. Il leader del M5s Beppe Grillo - dopo mesi di polemiche contro la legge voluta da Renzi - con un repentino testacoda ha detto: «La cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c’è già: l’Italicum». La legge elettorale infatti, con il largo premio di maggioranza che prevede, premia il primo partito, che potrebbe essere proprio il M5S. Ed è questa la paura che domina sia dalle parti del Nazareno che da quelle di Forza Italia. Non a caso, già in conferenza stampa, Renzi ha detto: «Ai leader del fronte del No oneri e onori, a iniziare dalla responsabilità di proporre la legge elettorale. Ci aspettiamo proposte serie e credibili».  

LA PREOCCUPAZIONE ALL’ESTERO  
La stampa internazionale ha commentato preoccupata il risultato del referendum: «Un vittoria populista nel cuore dell’Europa», l’analisi del Wall Street Journal. Il trionfo del No in Italia pone dei rischi per l’Eurozona, secondo il quotidiano finanziario americano. «Il voto - osserva il Wsj - rinforza la spaccatura, sempre più ampia, tra il contesto economico necessario per sostenere la moneta comune europea e la crescente marea del populismo nel continente». Sulla stessa linea il New York Times: «L’Italia è sprofondata in una fase di incertezza politica ed economica», ora c’è il rischio di «una rinnovata e verosimilmente contagiosa crisi finanziaria in Italia, dove le banche sono piene di crediti deteriorati e gli investitori saranno cacciati dal ritorno dell’instabilità italiana».  

CROLLA L’EURO, SPREAD SU  
Intanto si sono registrati i primi contraccolpi economici. L’euro è sceso ai minimi da un anno sul dollaro, per poi risalire leggermente. La moneta europea è arretrata ai livelli di novembre 2015 a 1,0565. Ha aperto in rialzo lo spread Btp-Bund, che si è attestato a quota 180 punti base. Ora è attesa la reazione dei mercati. Le Borse asiatiche hanno chiuso in leggero calo dopo la notizia delle dimissioni di Renzi. 


da "lastampa.it"




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