yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: SILVIO BERLUSCONI TORNA AL VECCHIO AMORE GIULIO TREMONTI E GIANNI LETTA DICE LA SUA SUL RITORNO DI FIAMMA...... «Giulio e Silvio hanno ricominciato a sentirsi con una regolare frequenza. Diciamola tutta: Giulio è il più intelligente ed è stato profetico con i suoi libri».....

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domenica 4 dicembre 2016

SILVIO BERLUSCONI TORNA AL VECCHIO AMORE GIULIO TREMONTI E GIANNI LETTA DICE LA SUA SUL RITORNO DI FIAMMA...... «Giulio e Silvio hanno ricominciato a sentirsi con una regolare frequenza. Diciamola tutta: Giulio è il più intelligente ed è stato profetico con i suoi libri».....





Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti si sono riavvicinati. Sono tornati a dialogare con una certa costanza come nei primi giorni del ’94, l’anno della discesa in campo del Cavaliere. Da anni le loro strade si erano separate al punto che l’ex ministro dell’Economia alle elezioni del 2013 fu costretto a chiedere riparo fra le liste della Lega Nord. Con un tratto di penna si ruppe un legame pluridecennale, fatto di alti e bassi. Di accuse e invidie. «Non so se Giulio sia un genio, o un cretino», ripeteva Berlusconi ai suoi. Di certo, annota un azzurro di rango, «senza l’aiuto di Tremonti non avremmo mai ricucito con la Lega e Berlusconi sarebbe rimasto “Berluscazz” (celebre definizione del senatur Bossi)». Nel 2011 lo strappo definitivo. Berlusconi ormai ritiene Tremonti un ostacolo. Alcuni arrivano a pensare che la decisione di dimettersi sia stata sollecitata dallo stesso ministro. I due si scontrano a muso duro e danno vita a un botta e risposta. Tremonti avrebbe detto: «Se avessi potuto fare il ministro come avrei voluto, oggi non saremmo a questo punto». E Berlusconi gli avrebbe replicato: «Se avessi potuto fare il premier come avrei voluto, tu non saresti il mio ministro». La stima però non è mai mancata. Silvio ha sempre considerato «Giulio, il più intelligente, il più preparato». Tremonti non ha mai lesinato affettuosità. E proprio qualche settimana fa in una intervista a Repubblica si è espresso in questi termini: «Berlusconi aveva un apparato, ma soprattutto era un uomo straordinario». Un messaggio che il Cavaliere non ha mancato di apprezzare: «Giulio resta sempre il migliore, ha compreso prima di altri quello che stava succedendo in Europa».  

Così nelle ore in cui l’ex premier disconosceva la leadership di Stefano Parisi, troppo ostile nei confronti di Matteo Salvini e della sua Lega Nord, ecco il colpo a sorpresa del Cavaliere. Quale modo migliore per disinnescare le ambizioni leaderistiche di Salvini che ha lanciato l’Opa sull’intero centrodestra? La soluzione è proprio l’ex capo di via XX settembre. Raccontano che l’inquilino di palazzo Grazioli abbia pensato a Tremonti perché «lui è il nuovo Gianfranco Miglio». Intellettuale, docente universitario, voce critica nei confronti dell’Europa con i suoi pamphlet, Tremonti, secondo Berlusconi, ha le caratteristiche per riconquistare con idee e programmi l’elettorato del Nord e chissà magari un domani affidargli nuovamente il ministero dell’economia. Il tramite è stato Umberto Bossi, il Sènatur che continua a frequentare il palazzo da semplice parlamentare, e che certo non adora Salvini. L’idea è quella di ritagliare a Tremonti un ruolo da «coach» per “allenare” deputati e senatori azzurri e così difendere le ragioni del nord, che attualmente sono difese soltanto dalla Lega.  

Il riavvicinamento è confermato, secondo alcuni voci, perfino da Gianni Letta che non perde occasione per lodare l’ex ministro: «Giulio e Silvio hanno ricominciato a sentirsi con una regolare frequenza. Diciamola tutta: Giulio è il più intelligente ed è stato profetico con i suoi libri». Tra Berlusconi e Tremonti c’è ormai un ponte telefonico, i due si chiamano spesso durante la settimana e non sono soltanto telefonate di cortesia, ma veri e propri dialoghi sulla linea politica. A favorire il riavvicinamento dei due c’è anche un particolare che non va sottovalutato. Nel 1999 Tremonti insieme a Giuliano Urbani è stato l’artefice di un disegno di legge elettorale di taglio proporzionale. Proprio quel sistema proporzionale che oggi è tra i desideri del Cavaliere.  


di Giuseppe Alberto Falci per "lastampa.it"

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