yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: VARESE - Con l'accusa di aver venduto illecitamente ai servizi segreti siriani materiale informatico destinato a intercettare i telefoni e il traffico internet dell'intero Paese arabo "non per uso civile ma militare", la società Area, con sede a Vizzola Ticino (Provincia di Varese), specializzata in servizi d'intercettazione e con appalti in diverse procure italiane, è stata perquisita oggi dal Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) della Guardia di finanza (Gdf) su disposizione della procura di Milano........

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giovedì 1 dicembre 2016

VARESE - Con l'accusa di aver venduto illecitamente ai servizi segreti siriani materiale informatico destinato a intercettare i telefoni e il traffico internet dell'intero Paese arabo "non per uso civile ma militare", la società Area, con sede a Vizzola Ticino (Provincia di Varese), specializzata in servizi d'intercettazione e con appalti in diverse procure italiane, è stata perquisita oggi dal Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) della Guardia di finanza (Gdf) su disposizione della procura di Milano........

 


VARESE - Con l'accusa di aver venduto illecitamente ai servizi segreti siriani materiale informatico destinato a intercettare i telefoni e il traffico internet dell'intero Paese arabo "non per uso civile ma militare", la società Area, con sede a Vizzola Ticino (Provincia di Varese), specializzata in servizi d'intercettazione e con appalti in diverse procure italiane, è stata perquisita oggi dal Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) della Guardia di finanza (Gdf) su disposizione della procura di Milano.
L'operazione è stata coordinata dal capo dell'antiterrorismo milanese Alberto Nobili e dal pubblico ministero (pm) Piero Basilone nell'ambito di uno dei due filoni di indagine nel quale sono stati indagati, l'amministratore delegato (a.d.) della società e il project manager. I due rispondono di attività illecita destinata alla esportazione di materiale "dual use" (per uso civile e militare).
Al centro dell'inchiesta c'è un contratto da 13 milioni di euro (14,2 milioni di franchi) con la Syrian Telecom, società di telecomunicazioni dietro cui, è l'ipotesi, si nascondeva l'agenzia di intelligence "Lea". Contratto che prevedeva la vendita di attrezzature e materiale informatico "dual use" e che sarebbe stato trasportato in Siria tra il 2010 e il 2011 da dipendenti della società in modo "clandestino e aggirando i controlli doganali".
Dal febbraio al novembre 2011, il materiale sarebbe stato esportato non più occultato ma con copertura formale di un'autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico, "ottenuta fornendo dichiarazioni" e documentazioni "false".
Per questo la Gdf, su ordine dei pm, ha anche effettuato un sequestro preventivo su un conto della società Area di quasi 8 milioni di euro, cifra che corrisponderebbe alla caparra versata dalla Syrian Telecom per la fornitura considerata illegale.
Uno dei due dipendenti, ascoltato come testimone, ha messo a verbale che, dopo un suo viaggio a Damasco, l'a.d. gli ha detto: "business is business", Area "è come una fabbrica di coltelli, e i coltelli possono essere utilizzati in cucina, come per uccidere persone". L'uomo ha spiegato di avere rinunciato a un nuovo contratto nell'agosto 2011 per motivi "etici".
In più ha raccontato che durante il suo soggiorno a Damasco, nel dicembre di sei anni fa, un rappresentante dei servizi di intelligence siriani lo "spronò a realizzare in fretta il monitoring center in quanto gli disse: 'con il casino che sta succedendo in Egitto, Tunisia e Libia, dobbiamo essere pronti a intercettare quando succederà anche qui'". Infine ha anche precisato che la società di servizi di intercettazione aveva vinto la gara di appalto internazionale, grazie all'intervento di un partner siriano che avrebbe avuto "legami di amicizia e collaborazione con l'attuale presidente siriano (Bashar al-)Assad".
La seconda tranche dell'inchiesta su Area riguarda la presenza di una banca dati con le intercettazioni, disposte da diverse Procure italiane, sul computer di una dipendente dell'azienda, anche lei indagata. Da quanto è stato riferito, però, non sono state trovate prove dell'eventuale utilizzo di tale materiale riservato e coperto dal segreto istruttorio.
da "corrieredelticino.ch"

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