yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: CATANIA.... È terrorizzato il medico aggredito la sera di Capodanno al pronto soccorso del Vittorio Emanuele, in questo inferno di Catania da dove è «in fuga per sicurezza». In fuga? «Sì, qui scappa chi viene aggredito», commenta amaro da una città lontana Rosario Puleo, occhi pesti per pugni e ceffoni, il torace dolorante. «Mi hanno lasciato solo. Già la notte del pestaggio quando ho dovuto chiamare dei familiari perché mi scortassero fino a casa. Poi, quando hanno arrestato il capobanda e denunciato altri quattro dello squadrone composto da almeno dieci persone, dalla polizia è arrivato il consiglio di allontanarmi. E io sono andato via con moglie e figli...». ........

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venerdì 6 gennaio 2017

CATANIA.... È terrorizzato il medico aggredito la sera di Capodanno al pronto soccorso del Vittorio Emanuele, in questo inferno di Catania da dove è «in fuga per sicurezza». In fuga? «Sì, qui scappa chi viene aggredito», commenta amaro da una città lontana Rosario Puleo, occhi pesti per pugni e ceffoni, il torace dolorante. «Mi hanno lasciato solo. Già la notte del pestaggio quando ho dovuto chiamare dei familiari perché mi scortassero fino a casa. Poi, quando hanno arrestato il capobanda e denunciato altri quattro dello squadrone composto da almeno dieci persone, dalla polizia è arrivato il consiglio di allontanarmi. E io sono andato via con moglie e figli...». ........

Vittorio Emanuele, in questo inferno di Catania da dove è «in fuga per sicurezza». In fuga? «Sì, qui scappa chi viene aggredito», commenta amaro da una città lontana Rosario Puleo, occhi pesti per pugni e ceffoni, il torace dolorante. «Mi hanno lasciato solo. Già la notte del pestaggio quando ho dovuto chiamare dei familiari perché mi scortassero fino a casa. Poi, quando hanno arrestato il capobanda e denunciato altri quattro dello squadrone composto da almeno dieci persone, dalla polizia è arrivato il consiglio di allontanarmi. E io sono andato via con moglie e figli...». 
L’angoscia 
È il racconto angosciato di un uomo che pensa che questa storia di Capodanno sia stata sottovalutata, già archiviata fra i disastri di un ospedale dove negli ultimi mesi un infermiere è stato pestato a sangue, accusato di avere rubato una collanina a una paziente, e una collega del dottor Puleo è stata aggredita al pronto soccorso per essersi rifiutata di rilasciare un certificato falso. Il contesto è una corte di miracoli dove «a Capodanno però è stato toccato davvero il fondo», racconta Puleo evocando l’arrivo del primo «picciotto», il pregiudicato poi arrestato, Mauro Cappadona, 47 anni, alto e massiccio, deciso a ottenere nome, cognome e indirizzo di una signora ricoverata dopo che con lo scooter gli aveva graffiato l’auto.
L’aggressione
E lui ha detto no: «Stavo visitando una paziente. Questo signore irrompe in ambulatorio alle 21.20 e pretende dati che non potevo certo riferire. Intanto, perché è vietato da codici e deontologia. Ma anche perché il fatto era accaduto intorno alle 17 e io avevo preso servizio alle 20». Dopo questa prima richiesta l’energumeno va via. Ma torna altre tre volte. «La seconda con un altro. La terza pure. Arroganti, volgari, accompagnati da un operatore del 118 in abiti borghesi. La quarta volta è una valanga. Con il capobanda spalleggiato dallo squadrone. È il raid della punizione. Pochi secondi e mi ritrovo ammaccato, gli occhi pesti, a terra, senza possibilità di reagire perché circondato».
I sospetti
Adesso che dal suo rifugio segreto ha visto e rivisto il video delle telecamere di sorveglianza rimbalzato sulla Rete, il dottor Puleo è sconvolto: «Ho scoperto che, oltre al gruppo del pestaggio, lo squadrone era composto da altri cinque o sei compari rimasti fuori come pali, come vedette, a controllare ogni porta del corridoio per bloccare la collega della stanza vicina, infermieri ed eventuali soccorritori. D’altronde, grazie a quell’operatore del 118, per il raid finale erano riusciti pure a farsi aprire una porta codificata». Come dire che il sospetto è anche «su una mano interna». Ipotesi prospettata al direttore sanitario Salvatore Paolo Cantaro, deciso ad intervenire, come invoca il sindaco Enzo Bianco. Dal canto suo Puleo ha una sola certezza: «Che si tratti di mafia o di delinquenza, è un’azione di un’arroganza unica e indescrivibile con connivenze esterne e interne».
La paura
Adesso spera nella fine del suo «esilio»: «Per il momento, io sono in fuga. E loro a piede libero. A parte il caporione arrestato. Si aspetta l’udienza di convalida il 31 gennaio. Ma posso tornare a lavorare? Può tornare a lavorare mia moglie? Posso mandare lunedì i miei figli a scuola?». Ecco le sue domande. «Andrò io dal questore che non ho avuto il piacere di incontrare», dice rivelando che gli sono arrivate «strane telefonate». Qualcuno chiama in ospedale per avere il suo telefono. «Propongono interviste per siti online che però non esistono. Ma non so nemmeno con chi parlarne. Non c’è un ispettore, un funzionario che mi abbia lasciato un cellulare in caso di necessità».


di Felice Cavallaro per "corrieredellasera.it"

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