yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: SILEMZIO... PARLA DONALD TRUMP E DICHIARA AI MIDIA AMERICANI..... "So un sacco di cose in materia di hackeraggio. Hackerare è una cosa molto difficile da provare. Quindi potrebbe essere qualcun altro. E so cose che altri non sanno... Lo scoprirete martedì o mercoledì".......

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lunedì 2 gennaio 2017

SILEMZIO... PARLA DONALD TRUMP E DICHIARA AI MIDIA AMERICANI..... "So un sacco di cose in materia di hackeraggio. Hackerare è una cosa molto difficile da provare. Quindi potrebbe essere qualcun altro. E so cose che altri non sanno... Lo scoprirete martedì o mercoledì".......

Keystone
WASHINGTON - "So un sacco di cose in materia di hackeraggio. Hackerare è una cosa molto difficile da provare. Quindi potrebbe essere qualcun altro. E so cose che altri non sanno... Lo scoprirete martedì o mercoledì".
È il botto di Capodanno che Donald Trump fa esplodere tra i taccuini dei giornalisti dopo una partita a golf nel suo club, prima di diventare protagonista nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, di una festa con oltre 800 invitati, tra cui Silvester Stallone, Quincy Jones e il modello, nonché attore e scrittore italo-americano, Fabio Lanzone.
Dichiarazioni che danno il la in chiave russa anche al nuovo anno, con Trump che si insedierà alla Casa Bianca tra 19 giorni tenendo tutti con il fiato sospeso su quali saranno le sue prime mosse.
Il suo portavoce, Sean Spicer, ha già preannunciato che, oltre a continuare ad usare Twitter per avere un filo diretto con i suoi oltre 45 milioni di follower, farà "molte grandi cose", tra cui firmare una serie di decreti presidenziali per "abrogare molte delle norme e delle disposizioni che sono state decise da questa amministrazione durante gli ultimi otto anni e che hanno frenato la crescita economica e la creazione di posti di lavoro".
Grande attesa anche per le sue scelte di politica estera, a partire dai rapporti con Vladimir Putin, che ha congelato la risposta alle sanzioni di Barack Obama per i presunti hackeraggi durante le presidenziali in attesa di segnali dalla nuova amministrazione. Il tycoon ha ribadito il suo scetticismo sulle conclusioni dell'intelligence Usa, i cui dirigenti incontrerà nei prossimi giorni per avere dettagli sulla vicenda.
"Voglio che siano sicuri, perché sono accuse molto serie", ha spiegato, ricordando il bluff su Saddam: "Se si guarda alle armi di distruzione di massa, fu un disastro, ed erano in errore", ha aggiunto. Il presidente eletto ha inoltre invitato ad evitare l'uso dei pc quando si tratta di materiale delicato: "E' molto importante, se si ha qualcosa di davvero delicato, scriverlo e consegnarlo con un corriere, un mezzo dei vecchi tempi, perché vi assicuro che nessun computer è sicuro", ha ammonito. Lui del resto non lo usa, come Putin.
La risposta all'apertura di credito del leader del Cremlino sarà il primo banco di prova della nuova politica estera promessa da Trump. Ma revocare le sanzioni sarà imbarazzante e rischioso perché significherebbe sconfessare la propria intelligence e dover fare i conti con il partito repubblicano, in gran parte anti-russo e favorevole alle ritorsioni contro Mosca.
C'è poi da riflettere su altre sanzioni, quelle legate all'Ucraina. Da vedere anche se Trump lascerà carta bianca a Putin (e a Turchia-Iran) nella pax siriana, un successo che ha tenuto fuori l'Europa e gli Usa di Obama: il suo obiettivo principale sembra solo la guerra all'Isis ma lasciare che il Cremlino ridisegni il Medio Oriente incontrerà le resistenza dell'establishment della difesa e dei servizi segreti.
Più facile sembra la svolta (appoggiata dai repubblicani) su Israele che, rinfrancato dalla certezza dell'appoggio incondizionato americano, potrebbe sentirsi più sicuro e quindi più incline a discutere qualche compromesso. Ma spostare l'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme potrebbe suscitare una contro-reazione molto vasta nel mondo arabo.
Trump vuole inoltre ricucire le relazioni con l'Arabia Saudita e i suoi alleati del Golfo, offrendo in cambio del salvataggio tattico di Assad l'ostilità dichiarata contro l'Iran. Difficile però uno strappo sull'accordo nucleare, negoziato anche da altri partner, tra cui la Russia.
Il magnate minaccia inoltre di rivoluzionare i rapporti con la Cina, facendone la vittima del suo riposizionamento strategico filo russo. Trump è atteso al varco anche su Cuba, dove ha minacciato di bloccare il disgelo di Obama se non ci saranno aperture in campo democratico.
Pure l'Europa, insieme alla Nato, trema: si teme un asse privilegiato tra Washington e Londra e un contenimento dell'Alleanza Atlantica, senza impegni a difendere i Paesi che non pagano le giusta quota.
da "corrieredelticino.ch"

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