yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Gli investigatori li chiamano «trasfertisti della truffa» perché passano tutta la settimana in giro per l’Italia a derubare pensionati che vivono da soli. Dopo le scorribande rientrano a casa, a Napoli, nei rioni Sanità e Arenuccia, solo nel weekend, giusto il tempo di trascorrere qualche giorno in famiglia. Hanno parenti e amici nel clan camorrista Sibillo, amano la bella vita: tra un colpo e l’altro (una cinquantina quelli accertati), le quattro gang dedite a truffe sgominate dai carabinieri di Napoli e La Spezia, che ieri hanno eseguito 17 arresti nel capoluogo partenopeo, frequentano hotel e ristoranti di lusso con pranzi e cene a base di pesce crudo e costose bottiglie di champagne. Si rilassano alle Maldive e vanno pazzi per il calcio. Talvolta pur di assistere a un match di cartello di serie A abbandonano le famiglie anche nel fine settimana. ........

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domenica 19 febbraio 2017

Gli investigatori li chiamano «trasfertisti della truffa» perché passano tutta la settimana in giro per l’Italia a derubare pensionati che vivono da soli. Dopo le scorribande rientrano a casa, a Napoli, nei rioni Sanità e Arenuccia, solo nel weekend, giusto il tempo di trascorrere qualche giorno in famiglia. Hanno parenti e amici nel clan camorrista Sibillo, amano la bella vita: tra un colpo e l’altro (una cinquantina quelli accertati), le quattro gang dedite a truffe sgominate dai carabinieri di Napoli e La Spezia, che ieri hanno eseguito 17 arresti nel capoluogo partenopeo, frequentano hotel e ristoranti di lusso con pranzi e cene a base di pesce crudo e costose bottiglie di champagne. Si rilassano alle Maldive e vanno pazzi per il calcio. Talvolta pur di assistere a un match di cartello di serie A abbandonano le famiglie anche nel fine settimana. ........

50 raggiri Le indagini dei carabinieri di Napoli e di La Spezia hanno accertato una cinquantina di truffe


Gli investigatori li chiamano «trasfertisti della truffa» perché passano tutta la settimana in giro per l’Italia a derubare pensionati che vivono da soli. Dopo le scorribande rientrano a casa, a Napoli, nei rioni Sanità e Arenuccia, solo nel weekend, giusto il tempo di trascorrere qualche giorno in famiglia. Hanno parenti e amici nel clan camorrista Sibillo, amano la bella vita: tra un colpo e l’altro (una cinquantina quelli accertati), le quattro gang dedite a truffe sgominate dai carabinieri di Napoli e La Spezia, che ieri hanno eseguito 17 arresti nel capoluogo partenopeo, frequentano hotel e ristoranti di lusso con pranzi e cene a base di pesce crudo e costose bottiglie di champagne. Si rilassano alle Maldive e vanno pazzi per il calcio. Talvolta pur di assistere a un match di cartello di serie A abbandonano le famiglie anche nel fine settimana.  

Ad esempio Felice Matteo, 27 anni, considerato il dominus di una delle gang, il 25 settembre 2016 si era allontanato con gli amici dal rione Sanità per recarsi a Firenze dove alla sera c’era Fiorentina-Milan. Gli investigatori erano già sulle loro tracce: grazie a una microspia nascosta nella vettura, si erano accorti che il gruppo si era perso tra le vie di Firenze. Nei giorni seguenti i banditi avevano approfittato della trasferta per piazzare qualche colpo in Toscana, una delle mete, assieme a Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia. La truffa è sempre la stessa e funziona quasi sempre. Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip spezzino Mario De Bellis la definisce «situazione di pericolo immaginario», perché «viene segnalato alle vittime che i rispettivi figli e o prossimi congiunti sono rimasti coinvolti in un incidente stradale privi di copertura assicurativa». In alcune occasioni i truffatori sono riusciti a farsi consegnare anche 5 mila euro.  

Un ruolo fondamentale è ricoperto dai cosiddetti «telefonisti»: da Napoli, contattano le vittime da cercare nelle località in cui si trovano in quel momento gli «operativi della banda». Secondo i carabinieri la «batteria di Matteo» (definita così nelle carte d’indagine) era formata da Luigi Cirino, Enrico Milucci, Ciro Russo, Giovanni Gallotti e Antonella Imperatore. Oltre a Luigi Ambra, specialista del trucco dei finti incidenti stradali. Ieri mattina sono tutti finiti in manette con gli amici della “banda Maranta”: Francesco e Rosario Rubino, Umberto D’Addio, Angelo Maranta e la fidanzata Nunzia Zito. Un terzo gruppo, il “clan Vastarelli”, è formato da Renato Zolfino, Giovanni Traversa, Valentina Coppola e Luciano Vastarelli. L’indagine era scattata nel giugno dell’anno scorso, grazie alla segnalazione della targa di una vettura sospetta individuata nella città ligure. Da lì i carabinieri della Spezia, coordinati dal procuratore capo Antonio Patrono, erano arrivati all’autonoleggio “Martina car” di Napoli, considerato «il punto di riferimento per un numero cospicuo di “batterie” dedite alla commissione di truffe ma anche di soggetti di cui risulta documentata l’affiliazione alla criminalità di tipo camorristico».  


di Tiziano Ivani per "lastampa.it"

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