yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: La resa dei conti arriva in diretta su Rai 3 di domenica sera, una settimana esatta dopo quell'assemblea infuocata del Pd che ha sancito di fatto la scissione del partito. «A me dispiace molto perché abbiamo fatto di tutto per evitare che chiunque se ne andasse ma abbiamo avuto l'impressione che fosse un disegno già scritto», attacca Matteo Renzi, l'oramai ex segretario a «Che tempo che fa» con Fabio Fazio.«Scritto, ideato e prodotto da Massimo D'Alema». E, rivolgendosi direttamente all'ex premier, Renzi incalza: «A D'Alema dico, non scappare, vieni, corri e vediamo chi ha più consenso e più voti».....

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lunedì 27 febbraio 2017

La resa dei conti arriva in diretta su Rai 3 di domenica sera, una settimana esatta dopo quell'assemblea infuocata del Pd che ha sancito di fatto la scissione del partito. «A me dispiace molto perché abbiamo fatto di tutto per evitare che chiunque se ne andasse ma abbiamo avuto l'impressione che fosse un disegno già scritto», attacca Matteo Renzi, l'oramai ex segretario a «Che tempo che fa» con Fabio Fazio.«Scritto, ideato e prodotto da Massimo D'Alema». E, rivolgendosi direttamente all'ex premier, Renzi incalza: «A D'Alema dico, non scappare, vieni, corri e vediamo chi ha più consenso e più voti».....

La resa dei conti arriva in diretta su Rai 3 di domenica sera, una settimana esatta
dopo quell'assemblea infuocata del Pd che ha sancito di fatto la scissione del partito. «A me dispiace molto perché abbiamo fatto di tutto per evitare che chiunque se ne andasse ma abbiamo avuto l'impressione che fosse un disegno già scritto», attacca Matteo Renzi, l'oramai ex segretario a «Che tempo che fa» con Fabio Fazio.«Scritto, ideato e prodotto da Massimo D'Alema». E, rivolgendosi direttamente all'ex premier, Renzi incalza: «A D'Alema dico, non scappare, vieni, corri e vediamo chi ha più consenso e più voti».
«Posso dimettermi ma non rinunciare»
«Possono chiedermi di dimettermi, di rinunciare alla poltrona ma non di rinunciare a un ideale», aggiunge. «Ho detto a Massimo D'Alema di fare le primarie, ma da quando c'è stato il referendum si è tornati alla Prima Repubblica, e si stanno facendo tanti partiti. Rispetto il risultato del referendum, ma ora il Paese è bloccato. Tutti si scindono, tra poco si scinde l'atomo». Ma questo non significa che lui prefiguri nuove scissioni in arrivo: «Ulteriori scissioni non sono possibili perché abbiamo finito le sigle...», scherza Renzi.
«Sul voto decide Gentiloni»
Per Renzi lo scenario futuro è abbastanza chiaro. Il programma di votare prima è ormai tramontato, dopo che si è consumata la rottura. «Le Elezioni sono previste nel 2018. Punto. Se Gentiloni vorrà votare prima lo deciderà lui». Si sottrae a qualsiasi possibile conflitto di competenze, l'ex presidente del Consiglio: «C'è un altro capo. Lo stimo, gli voglio bene, ma tocca a lui. Io sono fuori, sono uscito» senza indennità, senza vitalizi, chiarisce Renzi. E infatti ora è pronto a ripartire «da zero, con la forza delle idee». Lasciare? «Volevo lasciare la politica- chiarisce Renzi - ma i miei figli devono sapere che il padre può perdere ma non può arrendersi, ho perso una partita ora cercherà di vincere la prossima, non si può lasciare l'Italia nella palude».
Consip: «Conosco mio padre ma sto coi magistrati»
Renzi parla anche dell'inchiesta Consip, che tocca anche suo padre. «Essendo io un personaggio pubblico non posso che dire che sto con i magistrati. Conosco mio padre e conosco i suoi valori, ma ora non posso che dire che sto con i magistrati. Però i tempi del processo devono essere brevi e si devono fare i processi nei tribunali e non sui giornali». 
Padoan? «Giusto che abbia tutte le rassicurazioni»
Sul piatto pure la possibile bacchettata che potrebbe arrivare dall'Ue per il bilancio. «In tre anni il nostro governo non ha mai fatto procedura di infrazione e sono convinto che debba continuare, spero che il governo mai debba fare una procedura», dice Renzi. «Quindi è giusto che Padoan abbia tutte le rassicurazioni». 
«Lavorare sul taglio delle tasse»
E, anche se dice di non voler mettere il becco nelle faccende del governo Gentiloni, i progetti dell'ex leader del Pd traspaiono, mescolati ai suoi rimpianti. Come sul fisco che strozza gli italiani: «Abbassare le tasse è un dovere- dice Renzi- Lo abbiamo fatto piano, troppo piano ma abbiamo fatto un passettino». È per questo che «stiamo lavorando al taglio dell'irpef per i prossimi cinque anni». In Europa, ad esempio, «bisognerebbe avere lo stesso sistema fiscale», con una sorta di «web tax»: «Non ci possono essere alcuni paradisi fiscali». Anche sul lavoro, l'ex premier ammette: «600 mila posti di lavoro in più vanno bene, ma è ancora poco, ne abbiamo persi un milione di posti durante la crisi». Tanto è vero che, come ha raccontato in un'intervista al Messaggero, sta pensando ad una proposta non di reddito di cittadinanza, come i grillini, ma piuttosto di un «lavoro di cittadinanza», attraverso cui restituire «dignità» ai cittadini. Un'idea che ha subito sollevato interesse: i Cinque Stelle parlano di «bieca propaganda», mentre il ministro alla Giustizia Andrea Orlando, candidato alla segreteria Pd, anticipa che presenterà una proposta sul tema nei prossimi giorni. «Il nodo cruciale - ha detto -è come si possa dare cittadinanza e reddito».

da "corrieredellasera.it"

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