yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: SILVIO BERLUSCONI HA AVVERTITO I SUOI : «Bisogna tenersi pronti. Mi dicono che Renzi non lo tengono fermo, che non ci sta ad essere l’unico fuori dal governo e dal Parlamento, che vuole il voto subito»....

video

Loading...

lunedì 27 febbraio 2017

SILVIO BERLUSCONI HA AVVERTITO I SUOI : «Bisogna tenersi pronti. Mi dicono che Renzi non lo tengono fermo, che non ci sta ad essere l’unico fuori dal governo e dal Parlamento, che vuole il voto subito»....

Ha avvertito i suoi: «Bisogna tenersi pronti. Mi dicono che Renzi non lo
tengono fermo, che non ci sta ad essere l’unico fuori dal governo e dal Parlamento, che vuole il voto subito». E se per giugno «è difficile» che lo ottenga, per l’autunno invece è probabile: «Servirà una manovra pesante, e se hanno difficoltà a trovare 3 miliardi oggi, figuriamoci 20 ad ottobre...». Per questo Silvio Berlusconi si prepara alla campagna elettorale. Ha chiesto ai big di mandargli i curriculum di possibili candidati per liste che immagina composte «per un terzo da politici, un terzo da giovani e professionisti, un terzo da amministratori locali bravi» visto che con le preferenze serve gente forte sul territorio. 
Il programma da mettere a punto
Non solo: è impegnatissimo nel mettere a punto il programma. Quello che chiama «il grande albero di FI» avrà tanti rami, uno per capitolo: dalla tradizionale flat tax alla sicurezza, all’immigrazione passando per una novità. Convinto che l’esplosione dei partiti populisti in tutto in mondo sia dovuta all’aumento esponenziale «delle povertà», e che per questo non bastino a far perdere loro consensi né scandali né errori, Berlusconi vuole caratterizzare FI anche come partito della protezione sociale per i «15 milioni di italiani in difficoltà». E una delle ricette, alle quali lavorano da tempo un think tank di giovani studiosi e la consulta della Libertà (con Martino e Marzano), è quella (ieri ripresa anche da Renzi) di un «lavoro di cittadinanza», sorta di integrazione del reddito per chi lo percepisce basso e insicuro. 
Il terreno di gioco 
Sì perché Berlusconi pensa che su questo terreno si giocheranno le prossime elezioni, alle quali vuole correre non solo per partecipare. I sondaggi gli assicurano che già oggi un centrodestra unito supererebbe comodamente il 30%, ma visto che il suo obiettivo è far tornare FI a quel 20-21% del ‘96 come del 2013, non sarebbe un’utopia per il centrodestra raggiungere quel 40% che assicura il premio di maggioranza. In coalizione, ovvio. Perché i suoi sono convinti che Berlusconi voglia davvero correre assieme agli alleati. Il suo continuo parlare di «voto utile», e il fatto che nonostante i freddissimi rapporti personali con Salvini (meno con la Meloni, che vorrebbe «recuperare») abbia voluto presentare una proposta di legge con il premio di coalizione, testimoniano che mira ad un’intesa. 
Le primarie
Certo non gli si parli di primarie e nemmeno di lista unica, che l’ex premier vede come una camicia di forza per il presente e il futuro. Vanno bene tutte le intese — per le amministrative è accordo quasi ovunque, in Lombardia ci saranno candidati forzisti a Monza, Como, Lecco —, ma deve essere assicurata a FI la possibilità di giocarsi con margine di autonomia la corsa elettorale. Il che si scontra con la spinta sempre più forte che arriva dagli azzurri capeggiati da Toti, ma anche da Meloni, Fitto, Quagliariello e con cautela Salvini, per una lista unica o un contenitore sovranista da presentare alle prossime elezioni. 
La proposta
Ieri, dopo un incontro nei giorni scorsi con lo stesso Toti, Giorgetti e Salvini che ne hanno ragionato a voce alta, è stata Giorgia Meloni a «In Mezz’ora» ad intestarsi la proposta: «Sono ottimista che si possa fare una lista unica del centrodestra. Alle amministrative vorrei fosse fatto questo tentativo». Proposta subito accolta da Quagliariello, Saltamartini, Santanchè, Napoli. E naturalmente Toti, perché l’esperimento potrebbe essere messo in campo proprio in Liguria: si ragiona infatti di una lista unica da presentare a Genova (ci sono contatti anche con Fitto e Lupi) e Berlusconi avrebbe lasciato ampia libertà al suo governatore per accordi sul territorio. Se ci si arrivasse davvero, se avesse successo e se si votasse in tempi non ravvicinati, i quarantenni del centrodestra avrebbero un’arma in più per la rivoluzione a cui pensano: un partito repubblicano con accenti alla Trump e parole d’ordine alla Brexit, che sceglie leader e classe dirigente con meccanismi dal basso. Sempre che Berlusconi non si metta di traverso.

di Paola Di Caro per "corrieredellasera.it"

Nessun commento: