yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: VIRGINIA RAGGI..... Io a volte mi chiedo se lei faccia pace con il cervello prima di parlare». È Affari Italiani degli screenshot (le foto) della chat interna, relativa proprio al dossieraggio. Virginia Raggi che scrive, nella chat dei consiglieri comunali, nella scorsa consiliatura. Destinataria della definizione non benevola è Roberta Lombardi, nemica numero uno della futura sindaca di Roma e avversata da molti altri esponenti ai vertici dei 5 Stelle......

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giovedì 2 febbraio 2017

VIRGINIA RAGGI..... Io a volte mi chiedo se lei faccia pace con il cervello prima di parlare». È Affari Italiani degli screenshot (le foto) della chat interna, relativa proprio al dossieraggio. Virginia Raggi che scrive, nella chat dei consiglieri comunali, nella scorsa consiliatura. Destinataria della definizione non benevola è Roberta Lombardi, nemica numero uno della futura sindaca di Roma e avversata da molti altri esponenti ai vertici dei 5 Stelle......

Io a volte mi chiedo se lei faccia pace con il cervello prima di parlare». È Affari Italiani degli screenshot (le foto) della chat interna, relativa proprio al dossieraggio.
Virginia Raggi che scrive, nella chat dei consiglieri comunali, nella scorsa consiliatura. Destinataria della definizione non benevola è Roberta Lombardi, nemica numero uno della futura sindaca di Roma e avversata da molti altri esponenti ai vertici dei 5 Stelle. La vicenda del dossieraggio contro Marcello De Vito, accusato con toni da inquisizione di reati e abusi, tutte accuse poi cadute rapidamente, sta acquisendo toni shakespeariani. Ma anche una rilevanza politica crescente, che i 5 Stelle negano pervicacemente, sperando che il silenzio seppellisca un intrigo nel quale sono coinvolti molti esponenti di peso del Movimento. Ieri, a dare un tocco surreale, ma anche a fornire concretezza a quelli che continuano a derubricare come gossip giornalistici, è arrivata la pubblicazione sul sito 
«In caso chiami la polizia»
Uno scambio di messaggi pesantissimo in una chat nella quale è assente, non a caso, solo De Vito. Le accuse nei suoi confronti sono diverse, ma su tutte c’è quella di aver compiuto un accesso agli atti illegittimo. La Raggi, di lì a poco sfidante proprio di De Vito alle primarie, ormai infangato in Rete, è tra le più accanite accusatrici. Scrive: «Ragazzi, scusate, ma per verificare sospetto di mazzette all’ufficio condoni fai l’accesso agli atti di un procedimento?! E che le mazzette si annotano come fondo spese a margine degli atti? Maddai… E poi non ne parli con noi? Maddai…». E ancora: «In caso chiami la polizia». De Vito si difese dalle accuse inviando una mail dell’avvocato Paolo Morricone che provava come fosse stato il legale dei 5 Stelle a chiedere, per conto di un cliente, l’accesso agli atti. «Scelsi De Vito — spiega Morricone — a caso, solo perché era quello che conoscevo meglio». Ma per Daniele Frongia, accanito accusatore poi vicesindaco (defenestrato da Grillo), «la linea di difesa peggiora la situazione di Marcello: l’accesso era voluto da Paolo Morricone che con quell’accesso voleva scoprire una non meglio precisata mazzetta».

«Me lo magno pure in Campidoglio»
A dir la verità, dopo che fu compiuto l’accesso agli atti, curiosamente non si ebbe notizia dei risultati: «De Vito non mi disse più nulla — spiega Morricone — Non so perché, poi cadde Marino e tutta la faccenda finì nel dimenticatoio». Tornando alle chat, la Raggi scrive ancora: «De Vito non rispetta le regole basilari per candidarsi a sindaco. Continua a forzare la mano per fare come vuole lui. Sono stanca, in due anni non è cambiato nulla». A darle manforte interviene Marco Terranova: «Non ho paura ad andare da De Vito, me lo magno pure in Campidoglio da sindaco se serve, non dobbiamo dargliela vinta a lui ma soprattutto alla Lombardi». Sulla stessa linea altri partecipanti a vario titolo alla chat, Veronica Mammì (la moglie di Enrico Stefano, che scrive «ma che stiamo giocando a bazzico rampichino?»), Alessandra Agnello, Giusy Campanini, Monica Lozzi.

«De Vito e Raggi in buoni rapporti»
Frongia, contattato, nega l’evidenza: «Le chat? Il dossieraggio? Ricostruzioni fantasiose». Stefano pure: «Tutto falso». Roberta Lombardi allunga il passo in Transatlantico. Si ferma Alfonso Bonafede, uno dei due deputati chiamati ad «aiutare» la Raggi in queste settimane: «De Vito e Raggi sono in buoni rapporti. Ma proprio buoni eh». Anche se si sono massacrati per mesi?: «Io li ho sempre visti lavorare bene». Quanto al dossieraggio: «Se esistesse, ed è tutto da provare, non avrebbe influito minimamente sulle primarie». Tutto bene, insomma. Splende il sole sul Campidoglio, a sentire Bonafede e gli altri. Eppure, la pubblicazione di queste chat, insieme all’inchiesta che la vede indagata per abuso d’ufficio e falso, mettono la Raggi in una situazione difficile. E se in quella fase godeva dell’appoggio dei vertici dei 5 Stelle, che non volevano De Vito sindaco anche per ridimensionare il potere di Roberta Lombardi, ora la Raggi sembra sempre più sola. Intanto la Procura indaga. Dopo la Lombardi, che ha evocato come possibile mandante della trappola Raffaele Marra, è stato il turno di De Vito ad essere sentito. E si è deciso di interrogare anche Alessandro Di Battista, Carla Ruocco, Paola Taverna e gli altri big che sapevano tutto e non hanno mai parlato.


di Alessandro Trocino per "corrieredellasera.it"

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