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venerdì 10 marzo 2017

BOB MARLEY..... Oakley Street 42, Chelsea: è qui che Bob Marley e i suoi Wailers si trasferirono per una parentesi londinese che tra mille eccessi e sperimentazioni rappresentò anche un periodo di enorme creatività, con la nascita degli album «Exodus» e «Kaya» nonché brani come «One Love», «Jammin'», «Waiting in vain». Marley definiva la capitale inglese la sua «seconda base, una casa spirituale» ed è questa trasferta il punto di partenza del primo musical con le sue canzoni...








Paola De Carolis per il Corriere della Sera

BOB MARLEYBOB MARLEY
Oakley Street 42, Chelsea: è qui che Bob Marley e i suoi Wailers si trasferirono per una parentesi londinese che tra mille eccessi e sperimentazioni rappresentò anche un periodo di enorme creatività, con la nascita degli album «Exodus» e «Kaya» nonché brani come «One Love», «Jammin'», «Waiting in vain». Marley definiva la capitale inglese la sua «seconda base, una casa spirituale» ed è questa trasferta il punto di partenza del primo musical con le sue canzoni.

Regista, sceneggiatore e produttore è Kwame Kwei-Armah, ex attore, direttore del Center Stage Theater di Baltimora, per il quale lo spettacolo è diventato «una fissazione»: rappresenta dieci anni di lavoro. Non è stato facile convincere gli eredi di Marley a concedere il nullaosta per l' utilizzo della musica, così come non è stato semplice scavare nel personaggio, «trovare l' uomo dietro la leggenda e il mito».
Kwame Kwei-Armah MUSICAL MARLEYKWAME KWEI-ARMAH MUSICAL MARLEY 

La trama si limita ai due anni tra l' attentato del 1976 e il ritorno in Giamaica nel 1978 per il concerto per la pace «One Love», canzone che dà anche il titolo allo spettacolo (in scena da oggi al 10 aprile al Birmingham Rep). «Non è un musical juke box - assicura Kwei-Armah con un riferimento a opere come Mamma mia , dove la trama non sempre si sposa con i brani -. Ho lavorato molto sul copione e ho preso in prestito uno dei concetti fondamentali del teatro musicale, ovvero che si canta quando non si può più parlare».

Kwei-Armah ricorda di essersi appassionato a Marley proprio negli anni in cui il cantante si trasferì a Londra. «Lo considero responsabile per il mio risveglio politico, è stato il mio idolo. Mi sembrava che con le sue canzoni parlasse proprio a me, che fosse il mio guru personale».

bob marleyBOB MARLEY
Quando arrivò nella capitale inglese, Marley era un uomo a pezzi. «Non era stato ferito gravemente nell' attentato, ma il suo spirito e la sua anima, secondo me, avevano accusato un colpo molto serio - racconta -. Scelse Londra, ma il trasferimento fu una specie di esilio in una città dove il punk stava acquistando terreno e i giovani neri britannici cominciavano a scoprire la loro identità».

BOB MARLEY GIOVANEBOB MARLEY GIOVANE 
Ancora adesso, sottolinea Kwei-Armah, gli sembra incredibile che Bob Marley abbia frequentato la sua città, sia andato a fare shopping al mercato di Shepherd' s Bush, o a Portobello e abbia fatto due passi in King' s Road. Il musical si pone domande importanti, esamina l' identità birazziale di Marley e la sua religione. «Perché divenne un rastafariano? Cosa volle dire questo per le sue canzoni?
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