yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: gor l’imprendibile non si trova. Lo cercano nell’oasi di Marmorta, nelle valli di Campotto, tra campi marcite e acquitrini, in un’area di 20 chilometri per 5 dal comune di Molinella a meno di 30 da Bologna. Lo cercano in 800 battendo la campagna con le cartine militari come in Afghanistan e con i visori notturni. Lo cercano ma non si trova Igor Vaclavic, 41 anni, «il lupo» come si faceva chiamare in carcere, nato forse il 21 ottobre 1976, forse a Taskent in Uzbekistan allora nelle Repubbliche Socialiste Sovietiche o molto più probabilmente Serbia quando ancora era Jugoslavia. In carcere diceva a tutti di essere un ex militare che aveva combattuto nei Balcani fino al 1999 ma per ora non risulta che avesse mai indossato una divisa. ....

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lunedì 10 aprile 2017

gor l’imprendibile non si trova. Lo cercano nell’oasi di Marmorta, nelle valli di Campotto, tra campi marcite e acquitrini, in un’area di 20 chilometri per 5 dal comune di Molinella a meno di 30 da Bologna. Lo cercano in 800 battendo la campagna con le cartine militari come in Afghanistan e con i visori notturni. Lo cercano ma non si trova Igor Vaclavic, 41 anni, «il lupo» come si faceva chiamare in carcere, nato forse il 21 ottobre 1976, forse a Taskent in Uzbekistan allora nelle Repubbliche Socialiste Sovietiche o molto più probabilmente Serbia quando ancora era Jugoslavia. In carcere diceva a tutti di essere un ex militare che aveva combattuto nei Balcani fino al 1999 ma per ora non risulta che avesse mai indossato una divisa. ....

ANSA
I militari assicurano: «Termineremo le ricerche solo quando lo avremo catturato»


Igor l’imprendibile non si trova. Lo cercano nell’oasi di Marmorta, nelle valli di Campotto, tra campi marcite e acquitrini, in un’area di 20 chilometri per 5 dal comune di Molinella a meno di 30 da Bologna. Lo cercano la polizia e i carabinieri, il reparto Paracadutisti del Tuscania da Livorno, le squadre elitrasportate dei Cacciatori di Calabria di base in Aspromonte e gli uomini dell’Uopi, l’Unità Operativa Pronto Intervento del Viminale. Lo cercano con gli elicotteri che spazzano la campagna a bassa quota. Con i cani che annusano le tracce partendo dal giubbotto lasciato sul Fiorino abbandonato a Trava di Portomaggiore, dopo aver ammazzato la guardia venatoria Valerio Verri al quale ha rubato una calibro 9 e averne ferita un’altra Marco Ravaglia. 

Lo cercano in 800 battendo la campagna con le cartine militari come in Afghanistan e con i visori notturni. Lo cercano ma non si trova Igor Vaclavic, 41 anni, «il lupo» come si faceva chiamare in carcere, nato forse il 21 ottobre 1976, forse a Taskent in Uzbekistan allora nelle Repubbliche Socialiste Sovietiche o molto più probabilmente Serbia quando ancora era Jugoslavia. In carcere diceva a tutti di essere un ex militare che aveva combattuto nei Balcani fino al 1999 ma per ora non risulta che avesse mai indossato una divisa. 


È stato il ferito di sabato notte a riconoscerlo. Sarebbe proprio l’uomo che ha ucciso il tabaccaio di Budrio Davide Fabbri lo scorso 1° aprile. L’uomo che due giorni prima aveva rapinato un’altra guardia giurata rubandogli la pistola. Ma il pm di Bologna Marco Forte è cauto: «La sua necessità di aprirsi un varco, come ha fatto sabato notte, ci fa pensare che si tratti dello stesso autore dell’omicidio di Budrio». A giudicare dallo spiegamento di forze non c’è dubbio che stiano cercando proprio Igor Vaclavic. Dalla caserma dei carabinieri di Molinella escono le colonne di mezzi militari con equipaggiamento pesante. Un elicottero dei carabinieri li accompagna dall’alto. A coordinare le operazioni c’è un capitano dei paracadutisti del Tuscania. 


In un raggio di 20 chilometri attorno a questa oasi naturale dove anche ieri i bambini giocavano a pallone e le famiglie facevano il pic nic, non c’è incrocio che non sia presidiato dai carabinieri con il mitra al collo e il dito sul grilletto. Sulla strada per Argenta le auto sono guardate a vista: «Controlliamo anche le tubature dell’irrigazione nei campi. Alcune sono abbastanza grandi da poter ospitare un uomo come un rifugio». I cani avrebbero trovato il giaciglio dove Igor l’imprendibile deve aver passato la notte. Una consuetudine per uno come lui senza amici, senza fissa dimora, abituato a dormire nei campi d’estate e nei casolari abbandonati quando fa freddo. Sul Fiorino abbandonato oltre alla bicicletta con cui si spostava, hanno trovato mele e zucchine prese in questi campi che dimostra di conoscere troppo bene.  


Dopo sabato nei paesi e nelle frazioni di qua e di là del fiume Reno è arrivata anche la paura. Davanti alla caserma dei carabinieri di Molinella dove c’è la fila di telecamere passa la gente in bicicletta. Una donna col golfino scuro e gli occhiali guarda l’amica mentre parla: «La sera preferiamo stare in casa. Fino a che non lo prendono c’è solo ad aver paura ad andare in giro». Il sindaco di Budrio Giulio Pierini invita a non perdere la testa: «Dobbiamo avere fiducia nelle forze dell’ordine. Sono sicuro che lo prenderanno». Quella coordinata dal capitano dei Tuscania in gergo è un’operazione di bonifica. Ogni cascina, ogni casolare abbandonata, ogni edificio in costruzione viene controllato. Se ci sono abitanti ci si assicura che non siano ostaggi. Poi per ore rimane un militare di guardia. Così metro dopo metro, tana di animale dopo animale, anfratto dopo anfratto. Igor l’imprendibile ha 3 pistole e almeno 40 proiettili. 

Nel 2010 quando l’hanno arrestato la prima volta andava in giro con arco e frecce, giacca mimetica e bandana in testa. Dicono che allora per sfuggire alla cattura si sia buttato in una roggia respirando attraverso una canna di una pianta acquatica. Probabilmente non è vero ma nell’immaginario collettivo Igor l’imprendibile è già diventato John Rambo. Un Rambo cattivo che sospettano di aver ucciso nel 2015 una guardia giurata anche a Savio nel ravennate, appena uscito di carcere dopo 5 anni e 8 mesi di condanna per una serie di rapine. In Italia era arrivato nel 2007. Nel 2010 il questore di Rovigo aveva firmato il decreto di espulsione. «Non ci fermiamo finché non lo prendiamo», assicurano i militari. Il timore è che Igor non si arrenda. La paura, che possa arrivare a Comacchio, verso i lidi a 50 chilometri da qui, rubare una barca e sparire dall’altra parte dell’Adriatico. 

di Fabio Poletti per "lastampa.it"

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