yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: PYONYANG - Un fallimento, che lancia però un segnale di sfida forte e chiaro: "La Corea del Nord non teme gli Stati Uniti". Pyongyang ha risposto alle provocazioni americane effettuando questa mattina il temuto test nucleare previsto da Washington per il 15 aprile, in occasione del "grande evento", ossia i festeggiamenti in onore del "presidente eterno" Kim Il-sung. ......

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domenica 16 aprile 2017

PYONYANG - Un fallimento, che lancia però un segnale di sfida forte e chiaro: "La Corea del Nord non teme gli Stati Uniti". Pyongyang ha risposto alle provocazioni americane effettuando questa mattina il temuto test nucleare previsto da Washington per il 15 aprile, in occasione del "grande evento", ossia i festeggiamenti in onore del "presidente eterno" Kim Il-sung. ......

Keystone

PYONYANG - Un fallimento, che lancia però un segnale di sfida forte e chiaro: "La Corea del Nord non teme gli Stati Uniti". Pyongyang ha risposto alle provocazioni americane effettuando questa mattina il temuto test nucleare previsto da Washington per il 15 aprile, in occasione del "grande evento", ossia i festeggiamenti in onore del "presidente eterno" Kim Il-sung. Test dimostratosi un completo fallimento secondo fonti sudcoreane e del Pentagono, il razzo non intercontinentale sarebbe infatti esploso poco dopo il decollo, nella base di Simpo. Una prova di forza che ha mostrato quindi le debolezze del paese asiatico, proprio mentre il vice presidente americano Mike Pence è diretto in Corea del Sud. Il presidente Trump non ha parlato e all'ennesima provocazione di Pyongyang ha risposto con un "no comment" veicolato dal capo del Pentagono James Mattis.
È la scelta tattica di Washington di non dedicare troppa attenzione alle provocazioni di Kim Jong-un. Non per ora, o almeno presumibilmente fino a quando non sarà più chiara la natura di quest'ultimo gesto. Nello specifico la natura del missile che, lanciato dalle coste orientali del Paese alle 17.21 di sabato ora di Washington (già il giorno seguente in Corea del Nord), dalla città di Sinpo, è esploso quasi immediatamente dopo il decollo. Le prime indicazioni dalla Difesa sudcoreana, poi la conferma dei militari Usa, hanno stabilito che è stato utilizzato un unico missile e che l'area interessata è la stessa individuata per recenti tentativi falliti di lanci. Adesso Corea del Sud e Stati Uniti sono impegnate a ottenere maggiori informazioni sul tipo di missile utilizzato.
"Il presidente e la sua squadra militare sono al corrente dell'ultimo tentativo fallito di lancio missilistico della Corea del Nord. Il presidente non ha alcun ulteriore commento", è la breve nota diffusa da Mattis, mentre il presidente Trump resta nel suo resort di Mar-a-Lago in Florida, che sembra così sottolineare la scelta della Casa Bianca di rispondere senza clamore.
Nonostante, o forse proprio per via, delle risolute parole di Trump degli ultimi giorni. Il presidente è stato chiaro nel suo tentativo di cercare il coinvolgimento della Cina nella risoluzione del 'problema' nordcoreano, ma altrettanto esplicito è stato nello scandire che se l'aiuto non dovesse arrivare, gli Stati Uniti sono pronti ad occuparsene anche senza Pechino. E per dimostrarlo Trump ha mobilitato una "armada", ovvero due cacciatorpedinieri in grado di lanciare missili Tomahawk verso il sito dove sono stati effettuati test nucleari nordcoreani. Ma anche bombardieri pesanti B-52 e B-2 Spirith nella base aerea di Guam, pronti ad attaccare se necessario, e la portaerei Uss Carl Vinson, in avvicinamento.
Gli Usa potrebbero intervenire anche da soli, ma non senza la previa consultazione degli alleati nell'area che è già in corso. Domani Pence vedrà il premier sudcoreano Hwang Kyo-ahn, che svolge le funzioni presidenziali in attesa delle elezioni di maggio. Martedì sarà a Tokyo, dove incontrerà il premier Shinzo Abe.
Quella col Giappone è infatti per l'America alleanza cruciale per gli equilibri regionali e anche a livello globale. Secondo le prime segnalazioni del ministero della Difesa dopo il tentativo di lancio del missile balistico da parte della Corea del Nord, la sicurezza sul territorio giapponese non è stata messa a rischio.
Certo è che l'arsenale di Pyongyang può davvero far paura. Durante i festeggiamenti di ieri, sotto agli occhi del leader Kim Jong-un, hanno infatti sfilato numerosi missili a lungo raggio, in grado di colpire Europa e Stati Uniti. Insomma, nonostante le navi da guerra Usa nei pressi della Penisola asiatica, i nordcoreani non sembrano intimoriti. La sfida lanciata da Donald Trump è stata dunque raccolta, e al mondo non resta che attendere con il fiato sospeso la reazione del presidente americano.
da "corrieredelticino.ch"

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