yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: I conti sono presto fatti. Perché all’appello mancano oltre 300 milioni. "In pratica - spiegano alla Federazione dei casinò - in nove anni, dal 2007 al 2016, il prodotto lordo dei giochi ha perso il 32 per cento". Si è passati da 1’020 milioni a 689 milioni. Sono i soldi che vanno via, dispersi nei casinò online sparpagliati per il mondo. Casinò che spesso hanno anche sigle che richiamano alla Confederazione, ma che con la Svizzera non hanno nulla da spartire. .......

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domenica 21 maggio 2017

I conti sono presto fatti. Perché all’appello mancano oltre 300 milioni. "In pratica - spiegano alla Federazione dei casinò - in nove anni, dal 2007 al 2016, il prodotto lordo dei giochi ha perso il 32 per cento". Si è passati da 1’020 milioni a 689 milioni. Sono i soldi che vanno via, dispersi nei casinò online sparpagliati per il mondo. Casinò che spesso hanno anche sigle che richiamano alla Confederazione, ma che con la Svizzera non hanno nulla da spartire. .......

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I conti sono presto fatti. Perché all’appello mancano oltre 300 milioni. "In pratica - spiegano alla Federazione dei casinò - in nove anni, dal 2007 al 2016, il prodotto lordo dei giochi ha perso il 32 per cento". Si è passati da 1’020 milioni a 689 milioni. Sono i soldi che vanno via, dispersi nei casinò online sparpagliati per il mondo. Casinò che spesso hanno anche sigle che richiamano alla Confederazione, ma che con la Svizzera non hanno nulla da spartire. Se non appunto i soldi che portano via e che stanno progressivamente rinsecchendo i bilanci delle sale da gioco elvetiche, oltre che il gettito fiscale. Le piattaforme sulle quali si può scommettere liberamente, però, fanno una concorrenza sleale, come è emerso durante il dibattito, in Parlamento a Berna, sulla revisione della legge federale sui casinò e il gioco d’azzardo. E dunque è necessario, anzi è urgente, trovare dei correttivi. Quali? Innanzitutto regole stringenti. Ma è necessario avere la consapevolezza che i tempi d’oro non torneranno.

In tutto vanno via ogni anno circa 250 milioni. Cento finiscono nelle sale da gioco e delle macchinette dei Paesi di confine, Italia, Francia o Germania, altri 150 invece confluiscono nelle scommesse online nei siti stranieri. La conclusione è che i 21 casinò svizzeri arrancano, e se anche l’anno scorso hanno registrato 689 milioni di fatturato dai giochi con una crescita dell’1,2 per cento, rispetto anche solo a 10 anni fa il prodotto lordo dei giochi (sempre calcolato in raffronto con il 2016) è calato del 32 per cento. "È vero, i nostri fatturati calano, ma la somma di denaro giocato rimane e anzi cresce. Allora dobbiamo chiederci dove va a finire? A parte le sale slot nelle zone di confine, buona parte finisce nei giochi online. La prima concorrenza dei nostri casinò è dunque online", spiega l’avvocato Emanuele Stauffer, presidente del Consiglio d’amministrazione del Casinò di Lugano, che insieme a Mendrisio nel 2016 ha registrato un fatturato in crescita. "Detto questo – aggiunge Stauffer - bisogna dire che per arginare questa tendenza non basta rendere più attrattive le nostre case da gioco, con proposte di qualità e nel nostro caso con più posteggi. Bisogna anche che le regole siano uguali per tutti". Un aspetto, quest’ultimo, che sottolinea anche l’avvocato Vittorio Mariotti, presidente del consiglio d’amministrazione del casinò di Locarno. "La mia opinione personale - spiega Mariotti - è che se non si arriva a controllare i flussi dei soldi che generano i casinò online è tutto inutile. Certo sarà davvero complicato riuscirci, ma un controllo serve. Dobbiamo individuare strumenti che permettano alle autorità di bloccare i flussi di soldi all’estero, un po’ come è accaduto nella lotta al riciclaggio".
A livello nazionale, in particolare in questi ultimi mesi, si è ricordato che in Svizzera non possono essere aperti portali per giocare d’azzardo. Ma non vi sono interventi da parte delle autorità per vietare che si scommetta in queste case da gioco online, che possono contare su una grande varietà di proposte, un po’ come le scommesse sportive. 

E questa articolazione, questo supermercato dell’azzardo fa brillare gli occhi agli amanti del gioco. Contromisure? A Locarno, così come a Mendrisio, fanno notare che lo spazio di manovra è limitato visto che possiedono una concessione federale di tipo B. E dunque possono offrire soltanto alcune specialità. Anche questo, insieme alla concorrenza online e a quella straniera e al franco forte, ha eroso il giro d’affari delle sale da gioco. Sale da gioco dove appunto l’incremento maggiore è stato registrato dal casinò di Mendrisio ( 7,5% a 50,9 milioni). Dietro Mendrisio c’è la casa da gioco di Davos ( 7,4% a 2,1 milioni). Lugano ha incassato 34,1 milioni ( 1,5%). Locarno con 20,2 milioni (-5,4%) incassati registra una evoluzione negativa, dopo anni di crescita. Ma in futuro lo scenario dei casinò svizzeri è destinato a mutare. Perché il dibattito sulla nuova legge sulle 21 "sale" della Confederazione si sta orientando a concedere a ogni casa da gioco riconosciuta dalla Confederazione una sua piattaforma online. "Ma questo - spiega Stauffer - sarà interessante soltanto se sarà punibile chi va a giocare nei siti illegali, dove non ci sono controlli. Non si fa prevenzione contro la dipendenza da gioco se non ci sono controlli sul riciclaggio e così via. Insomma, servono regole stringenti come quelle che dobbiamo rispettare noi. Sarà possibile, visto che il web è sfuggente? Sarà possibile bloccare i server o anche solo l’accesso ai siti non autorizzati? Il problema vero alla fine sta qui, nella protezione del giocatore che deve avere le stesse garanzie sia che venga a giocare in una delle nostre sale sia che lo faccia davanti al computer". 

Su questo fronte ci sono cifre precise. Dati ufficiali della federazione dei casinò. E dicono che dai 70 milioni del 2002 il gioco illegale è cresciuto a 430 milioni del 2015. Se si contano gli ultimi sei anni si arriva a cifre record, miliardarie. Questa tendenza in qualche modo si lega all’andamento dei fatturati, che sono passati a livello nazionale dai 950 milioni di franchi giocati nel 2005 sino ai 680 milioni del 2015. E meno cifra d’affari vuol dire anche meno gente e meno gente vuol dire sale più piccole. Insomma, il rischio è serio, perché non c’è niente di più triste di un casinò vuoto. "Abbiamo bisogno - conclude Vittorio Mariotti - di combattere la concorrenza che arriva dall’estero e via web, con strumenti adatti, non con le armi spuntate".


di Mauro Spignesi per "ilcaffè.ch"

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