yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Il collaboratore di giustizia Giuseppe Giglio parla chiaro: molti dei soldi che la cosca Arena e i suoi sodali hanno accumulato con "l’affare Misericordia» sono stati portati in Svizzera, compresi quelli del sacerdote. "Il prete della Misericordia - racconta Giglio - ha un fratello che vive in Svizzera (ndr. a Lugano)...........

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domenica 21 maggio 2017

Il collaboratore di giustizia Giuseppe Giglio parla chiaro: molti dei soldi che la cosca Arena e i suoi sodali hanno accumulato con "l’affare Misericordia» sono stati portati in Svizzera, compresi quelli del sacerdote. "Il prete della Misericordia - racconta Giglio - ha un fratello che vive in Svizzera (ndr. a Lugano)...........

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Il denaro accumulato tramite le attività della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, non poteva restare in Italia, doveva essere spedito altrove e nessun altro posto risultava più sicuro della Svizzera, dove don Eduardo Scordio - gestore di fatto dell’ente a cui sono affidati i servizi del centro accoglienza dei migranti Sant’Anna di Isola - ha un fratello. Don Scordio, 70 anni, il 15 maggio è stato tratto in arresto, insieme ad altre 68 persone, in seguito a un fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata dal procuratore Nicola Gratteri. Un’operazione interforze - coordinata dalla Dda, e portata avanti da Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza - dalla quale emerge, tra le altre cose, come la confraternita Misericordia di Isola Capo Rizzuto fosse diventata - attraverso l’opera dei suoi gestori, Leonardo sacco e don Eduardo Scordio - il "bancomat" della cosca Arena.

Il collaboratore di giustizia Giuseppe Giglio parla chiaro: molti dei soldi che la cosca Arena e i suoi sodali hanno accumulato con "l’affare Misericordia» sono stati portati in Svizzera, compresi quelli del sacerdote. "Il prete della Misericordia - racconta Giglio - ha un fratello che vive in Svizzera (ndr. a Lugano). Sia Beniamino Muto che Pasquale Riillo mi hanno detto che dalla Misericordia sono ‘usciti’ molti capitali per contanti che sono stati consegnati al fratello del prete, che a sua volta li ha depositati in conti svizzeri. Ancora Pasquale Riillo mi ha detto che Antonio Poerio aveva depositato molto denaro sui conti correnti della moglie e dei familiari. In un periodo che non so precisare Pasquale Riillo mi ha spiegato che Pecora zoppa (Antonio Poerio, ndr), temendo dei controlli da parte della Guardia di finanza, che gli erano stati annunciati come imminenti, aveva svuotato i conti dei propri familiari, portando il denaro in Svizzera. Lo stesso Pasquale Riillo mi ha detto che anche Lino Muraca è titolare di conti correnti in Svizzera, dove ha appostato il tanto danaro guadagnato con l’affare Misericordia». Non solo il prete dunque. Sono tanti i nomi di sodali e affiliati che aveva "spostato" il proprio denaro. Nel corposo fermo - vergato dal procuratore Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Luberto e dai sostituti Domenico Guarascio e Vincenzo Capomolla - le testimonianze sul travaso di capitali in territorio elvetico da parte del sacerdote non arrivano solo dalle parole del pentito Giglio. 
C’è anche una significativa conversazione intercorsa tra la moglie di un imprenditore ritenuto vicino agli Arena, e una tale Maria. 

Secondo la moglie dell’imprenditore, don Scordio "è un imprenditore non è un prete".
"Ma è un pazzo», commenta invece l’altra donna 
"Eh, un imprenditore vero e proprio".
"Dice che è pure di origine mafiosa?", chiede Maria.
"Non lo so - risponde la moglie dell’imprenditore -, lui ha un fratello in Svizzera, che tutti i soldi li manda là da Isola".
"I soldi di Isola partono e vanno in Svizzera. […] perciò non vediamo niente", è il commento finale. Perché il "bancomat" non deve essere intercettato ed è meglio se i soldi spariscono oltre confine.


di Alessia Truzzolillo per "ilcaffè.ch"

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