yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: MATTEO SALVINI ....... «Non sono disponibile a fare il segretario della Lega con il 51%. Se alle primarie non raggiungo la cifra che ho in mente, al congresso di Parma faccio un passo indietro». Parola di Matteo Salvini, che oggi ha parlato al consiglio federale della Lega dopo la sconfitta della sua alleata Marine Le Pen in Francia. ........

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martedì 9 maggio 2017

MATTEO SALVINI ....... «Non sono disponibile a fare il segretario della Lega con il 51%. Se alle primarie non raggiungo la cifra che ho in mente, al congresso di Parma faccio un passo indietro». Parola di Matteo Salvini, che oggi ha parlato al consiglio federale della Lega dopo la sconfitta della sua alleata Marine Le Pen in Francia. ........

ANSA
Matteo Salvini


«Non sono disponibile a fare il segretario della Lega con il 51%. Se alle primarie non raggiungo la cifra che ho in mente, al congresso di Parma faccio un passo indietro». Parola di Matteo Salvini, che oggi ha parlato al consiglio federale della Lega dopo la sconfitta della sua alleata Marine Le Pen in Francia.  

Nelle stesse ore, domenica 7 maggio, è arrivata la conferma che il suo sfidante interno Gianni Fava, mantovano, assessore lombardo all’Agricoltura, ha superato le 1000 firme tra gli iscritti necessarie per correre alle primarie de 14 maggio. Salvini ha salutato lo sfidante con fair play, «Sarà una bella gara», ma in mattinata con i suoi più stretti collaboratori ha messo nero su bianco il suo paletto. E, raccontano fonti leghiste, ha mostrato il biglietto con indicata la soglia da superare: «Se non raggiungo l’80% torno a essere un semplice militante come ho fatto per 30 anni. La mia sfida è per l’egemonia nel campo del centrodestra. Se qualcuno ha nostalgia di una Lega al 3% in ginocchio da Berlusconi, si cerchi un altro segretario».  

Parole dure, sintomo di un momento difficile. Questo inizio maggio, nei piani del leader leghista, doveva andare in modo molto diverso. E ora nel mirino c’è Berlusconi: «Come si fa a fare un’alleanza con uno che è contento della vittoria di Macron? E’ in corso una operazione di sostituzione etnica del popolo francese, e toccherà anche all’Italia. In ogni caso, se resta il Consultellum a noi conviene correre da soli». E ancora: «Mi sembra che Berlusconi stia in pessima compagnia, perché la pensa come Renzi, Boldrini e i 5 stelle. Chi crede di fare l’Italia schiava di quest’Europa dalle regole assurde e dall’immigrazione incontrollata, si scordi pure l’alleanza con la Lega». Salvini è parso seccato per le critiche interne alla linea lepenista e sovranista che ha portato avanti negli ultimi anni: «Il nostro nemico è l’Europa, e Marine è l’alleata più preziosa che abbiamo. Questa è la mia linea». 

I suoi avversari interni prendono la palla al balzo: «Sono riuscito a fare un’impresa con 1055 firme, grazie ad altrettanti coraggiosi che si sono presi questo rischio», sorride Fava. «Le strutture del partito sui territori hanno lavorato per il segretario uscente e ci hanno reso la vita difficile. Ma ce l’abbiamo fatta». Nel dettaglio, Salvini ha raccolto 6925 firme, Fava 1055 di cui 735 in Lombardia. «Da oggi cambia tutto: il progetto sovranista va ripensato completamente, dobbiamo fare tesoro dell’esperienza francese: con i radicalismi magari riempi le piazze, ma poi perdi le elezioni. Alle primarie ci sarà l’occasione di tornare a parlare di Nord e di indipendenza, e questo farà bene alla Lega, perché consentirà a tanti militanti di restare nel partito». 


A sostegno di Fava nelle settimane scorse si è schierato il fondatore Umberto Bossi. E anche il governatore Roberto Maroni negli ultimi giorni su Facebook ha postato il suo vecchio slogan “Prima il Nord”, foto di Pontida (commentando: «Emozioni mai spente») e la notizia della candidatura di Fava. Oggi commenta: «Le primarie saranno una grande operazione di democrazia che fa onore a Salvini che le ha volute. E’ molto interessante perché si confrontano due visioni che sono quelle della Lega, ma con accenti piuttosto diversi».  

Maroni, almeno per ora, non si schiera ufficialmente. Ma nella sua città, Varese, Fava ha fatto incetta di firme superando le 130 su 700 militanti. E tra i principali sostenitori dello sfidante ci sono diversi dirigenti che facevano parte della corrente maroniana dei Barbari sognanti: dal deputato romagnolo Gianluca Pini al consigliere regionale dell’Emilia Fabio Rainieri e al trentino Maurizio Fugatti. Anche il presidente del Copasir Giacomo Stucchi ha dato una mano a Fava nella raccolta firme nella sua Bergamo e non nasconde la sua simpatia. Dunque Fava è riuscito a rimettere insieme Bossi e Maroni? «A me interessa salvare la Lega, se poi Umberto e Roberto fanno pace mi fa molto piacere…», spiega il candidato.  

Ora la parola passa agli iscritti il 14 maggio. Il 21 a Parma il congresso del Carroccio. «Sono orgoglioso -ha detto Salvini - di aver guidato questo movimento negli ultimi tre anni, di averlo portato dal 3 al 13% e di aver finalmente ottenuto, dopo 20 anni di battaglie, il referendum per l’autonomia fiscale del Veneto e della Lombardia». «Domenica mi auguro grande partecipazione alle primarie. Ogni militante potrà scegliere se riconfermarmi alla segreteria oppure no, ricordandosi chiaramente che l’avversario della Lega non è dentro ma è fuori». 


di Andrea Carugati per "lastampa.it"

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