yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: PALLOTTA: "TOTTI? SARÀ IL NUOVO DIRETTORE TECNICO DELLA ROMA. MONCHI DA LUI AVRÀ DA IMPARARE" – IL CAPITANO AVREBBE VOLUTO CONTINUARE A GIOCARE MA ACCETTERÀ IL RUOLO DA DIRIGENTE SE SARÀ OPERATIVO – TORNA L’IPOTESI DI UNA FESTA A LUGLIO AL CIRCO MASSIMO PER CELEBRARE TOTTI E I 90 ANNI DELLA ROMA… - VIDEO

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venerdì 5 maggio 2017

PALLOTTA: "TOTTI? SARÀ IL NUOVO DIRETTORE TECNICO DELLA ROMA. MONCHI DA LUI AVRÀ DA IMPARARE" – IL CAPITANO AVREBBE VOLUTO CONTINUARE A GIOCARE MA ACCETTERÀ IL RUOLO DA DIRIGENTE SE SARÀ OPERATIVO – TORNA L’IPOTESI DI UNA FESTA A LUGLIO AL CIRCO MASSIMO PER CELEBRARE TOTTI E I 90 ANNI DELLA ROMA… - VIDEO


LE FESTE TRISTI DI TOTTI

Luca Valdiserri per il Corriere della Sera
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La voglia di fare festa non era molta perché, anche se con tatto, il nuovo d.s. Monchi gli aveva annunciato la fine della sua carriera di calciatore, almeno con la maglia della Roma, e un futuro al suo fianco per diventare un grande dirigente.

Ma al calendario non si comanda e così Francesco Totti, mercoledì sera, non ha potuto dare buca a due brindisi: uno per il compleanno di papà Enzo e uno per Radja Nainggolan. È alla festa del Ninja che i compagni di squadra hanno provato a consolarlo, perché la faccia del Capitano non è adatta a nascondere i sentimenti. Totti ha sperato che la società ci ripensasse, anche se sul contratto firmato un anno fa c' era scritto chiaro: ultima stagione.

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Un indizio importante era arrivato dall' ultima visita del presidente Pallotta a Roma, a metà marzo: nemmeno un minuto per incontrarlo faccia a faccia. Per Jim era già tutto definito. Totti è triste: voleva continuare a giocare. Monchi ha toccato le corde giuste e, soprattutto, ha dato un tocco di umanità al contatto con il giocatore più importante che la Roma abbia mai avuto. Adesso alle parole devono seguire i fatti. Totti accetterà il ruolo di dirigente se, come ha detto Monchi, sarà operativo. E Monchi sarà una grande scuola per imparare a diventare un dirigente. Totti resta legato alla Roma da un contratto di sei anni da 600 mila euro netti a stagione.

Una cifra importante, ma soprattutto un' opportunità per non staccarsi da quella che è stata sempre la sua vita. Per continuare a giocare dovrebbe andare all' estero, non certo in Italia. Stati Uniti? Australia? Cina? Le offerte potrebbero arrivare, sicuramente ricchissime, ma Totti sa che, accettandole, darebbe ragione a chi lo accusa di pensare più a se stesso che alla Roma. Aveva chiesto di non fare la «bandiera» e Monchi gli ha offerto di lavorare con lui al centro del progetto. La mossa giusta per far vincere la testa sul cuore.
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2. UN ANNUNCIO DI PERSONA E IL NUOVO RUOLO GIA’ DEFINITO

Guglielmo Buccheri per la Stampa

Deluso più che arrabbiato. Così mentre il mondo del pallone si chiede perchè a Francesco Totti non sia stato dato il tempo ed il modo di dire basta a 25 anni di carriera in giallorosso («Doveva dirlo lui...», afferma il presidente del Coni Giovanni Malagò), il Dieci della Roma incassa la parola fine annunciata dal club con amarezza. Malagò: «Toccava a lui» Il percorso che aspettava Totti era scritto, ma in fondo alle sue riflessioni il simbolo romanista aveva anche sperato in un improvviso, ed inatteso, ribaltone: un anno, un altro, ancora in campo, magari dopo la compiuta rivoluzione tecnica, con un nuovo allenatore e, soprattutto, una nuova aria.

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Totti è deluso. E, soprattutto, triste. «Quel giorno che non volevo arrivasse, è arrivato...», è il pensiero raccolto dai compagni. Totti parlerà e lo farà nelle prossime ore, magari a fine stagione, quando i giochi saranno chiusi. Ecco, fine stagione. Il capitano della Roma per sentirsi protagonista fino all' ultimo avrebbe, magari, voluto aspettare che il campionato fosse finita prima che lui, o qualcun' altro, raccontasse al mondo che il sipario era calato. «Merita di chiudere con il sorriso. Spiegherà...», così Alex Del Piero, uno che di addii se ne intende e che con l' amico giallorosso ha vinto un Mondiale.

Scarsa considerazione Totti è deluso perchè non si è sentito, e non si sente, al centro di un progetto che, come da contratto, lo vedrà nel ruolo di dirigente per i prossimi sei anni. Perché non annunciare la fine della carriera in campo insieme alla nuova posizione che assumerà da domani? Una maggiore considerazione lo avrebbe aiutato a chiudere con la sua, e non solo, storia.


3. L’ADDIO DI TOTTI

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Francesca Ferrazza per la Repubblica – Roma

Da San Siro al Genoa, con destinazione Circo Massimo. Si alza il sipario sulla passerella d' addio di Francesco Totti. E la corsa al biglietto per l' ultima di campionato all' Olimpico del numero dieci è iniziata, nonostante non siano ancora neanche in vendita i biglietti. Col Genoa, il 28 maggio, lo stadio si trasformerà nel palcoscenico finale della grande storia del capitano romanista, e la voglia di esserci travalica le difficoltà che ci saranno per assicurarsi un tagliando.

Ma si giocheranno tre gare prima, per consolidare il secondo posto, il passaggio delle quali preparerà mentalmente il numero dieci, oggetto quasi indiscusso nella giornata di ieri delle chiacchiere di social e radio private.

Non si parla d' altro, dalle dichiarazioni di Monchi in poi. «Ha già un accordo con la società che prevede che quest' anno termini il suo percorso da calciatore per cominciare quello da dirigente», le parole del nuovo diesse romanista si sono trasformate in una miccia incendiaria dello stato d' animo di una tifoseria ancora arrabbiata per la sconfitta nel derby. Un filo di malinconia che unisce un po' tutti, e che serpeggia anche in uno spogliatoio molto vicino a Francesco, che gli ha mostrato affetto anche durante la festa per il compleanno di Nainggolan, mercoledì sera, dopo poche ore dall' annuncio di Monchi. Da domenica sera, a San Siro, ci sarà il saluto di uno stadio che già nella gara contro l' Inter gli ha dedicato un' inaspettata standing ovation.
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Poi la Juventus, l' eterna rivale, in casa, prima del Chievo, fuori e, appunto, il Genoa in casa. Il dopo per il momento non prevede alcuna partita d' addio, ma un evento, semmai, al Circo Massimo, luogo nel quale Totti festeggiò lo scudetto nel giugno del 2001 e la vittoria della coppa del Mondo nell' estate 2006. Un posto simbolico, al quale Totti è molto legato, perché teatro delle due gioie più grandi della sua carriera. Proprio poco più di un anno fa, quando il giocatore si lamentava per una mancanza di rispetto nei suoi confronti, Francesco si informò con alcune autorità cittadine della possibilità di organizzare un evento per salutare i suoi venticinque anni di carriera in grande stile, nel cuore della capitale, circondato dalle persone a cui è più legato e che più gli vogliono bene.
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Magari unendo la giornata dedicata alla celebrazione del mito, alla festa per i novant' anni che la Roma compirà a luglio. Se ne riparlerà, nei prossimi mesi, perché non c' è fretta, e il numero dieci deve prima assorbire e metabolizzare un addio al calcio giocato che, se fosse per lui, rinvierebbe di un' altra stagione. Ma il conto alla rovescia è partito, e con il Milan sarà solo il primo tocco degli ultimi quattro. D' obbligo preparare i fazzoletti.
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