yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Dieci e nove giorni per poter guarire dopo essere state picchiate in maniera selvaggia. È questa la prognosi per due giovani, di 21 e 18 anni, rimaste vittime di una vera e propria aggressione dall’estetista. Si tratta di una coppia di amiche picchiate, secondo quanto hanno denunciato entrambe ai carabinieri della stazione di Udine, dalla "professionista" e dalla madre, che avrebbe provato a colpire una delle due con una mazza da baseball.

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domenica 25 giugno 2017

Dieci e nove giorni per poter guarire dopo essere state picchiate in maniera selvaggia. È questa la prognosi per due giovani, di 21 e 18 anni, rimaste vittime di una vera e propria aggressione dall’estetista. Si tratta di una coppia di amiche picchiate, secondo quanto hanno denunciato entrambe ai carabinieri della stazione di Udine, dalla "professionista" e dalla madre, che avrebbe provato a colpire una delle due con una mazza da baseball.


RAGAZZE DI UDINE AGGREDITE PER AVER CHIESTO UNA FATTURA ALL ESTETISTARAGAZZE DI UDINE AGGREDITE PER AVER CHIESTO UNA FATTURA ALL ESTETISTA
Dieci e nove giorni per poter guarire dopo essere state picchiate in maniera selvaggia. È questa la prognosi per due giovani, di 21 e 18 anni, rimaste vittime di una vera e propria aggressione dall’estetista. Si tratta di una coppia di amiche picchiate, secondo quanto hanno denunciato entrambe ai carabinieri della stazione di Udine, dalla "professionista" e dalla madre, che avrebbe provato a colpire una delle due con una mazza da baseball.

LA VICENDA. L’episodio si è verificato nella mattinata di venerdì in via di Toppo - verso le 10.30 - , vicino a piazzale Diacono. La più grande delle giovani aveva un appuntamento per sistemarsi le unghie, e si è fatta accompagnare dalla più piccola. «Conoscevamo la ragazza che ci ha ricevute da Facebook, piattaforma dove si propone come specialista del settore - ci ha raccontato l’amica della cliente - e così si è  fissato un appuntamento con lei.
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Appena arrivate la situazione non mi entusiasmava, mi sembrava un posto poco adatto per un tipo di servizio del genere: una stanza completamente spoglia solo con un tavolo, una lampada e un paio di sedie. Comunque la mia amica ha voluto provare lo stesso. Ha chiesto dei disegni particolari e le è stato detto che non c’era verso. Allora ha optato per una tinta unica, ma dopo un quarto d’ora non ne poteva più, quanto le stava facendo era davvero scadente, e ha iniziato a fare delle rimostranze».

LA REAZIONE. Di fronte alle lamentele l’estetista - secondo il racconto della ragazza - ha reagito subito con forza. «Le ha chiesto se sapesse fare le unghie con un’aggressività tale che io ho controbattuto chiedendole se lei invece facesse la fattura. Apriti cielo, non ci ha visto più, e ha iniziato ad alterarsi. A quel punto ci ha intimato di abbandonare la casa, sostenendo che il lavoro fosse finito e che se avessimo voluto la fattura saremmo dovute andare da un’altra parte. Ci stavamo preparando per andare, eravamo verso l’uscio, ed è partita con le minacce - “se non ve ne andate vi arrivano due schiaffi” - e poi è passata direttamente alle vie di fatto».

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IL PESTAGGIO. «Temendo per l’incolumità della mia amica - prosegue il racconto della testimone - mi sono frapposta fra loro due, vista la situazione molto tesa. In quel momento è scattata la scintilla, con l’estetista che mi ha prima presa per i capelli, e successivamente mi ha gettata a terra picchiandomi con forza, prima facendomi sbattere più volte la testa su un vaso e poi immobilizzandomi e prendendomi a pugni in faccia e sulle braccia. A quel punto la mia amica ha reagito, ed è riuscita a bloccarla, rimediando però lo stesso trattamento che ho subito io».

LA MADRE. Alla scena, secondo il racconto della malcapitata, ha assistito una donna che avrebbe dovuto essere la madre dell’estetista, che non ha fatto nulla per interrompere la violenza. Anzi. «La chiamava mamma - racconta la giovane - e quindi desumo che fosse tale. La imploravamo di calmare la figlia, senza esito. Vista la scena - il tutto si è sviluppato in pochi attimi - si è diretta in casa ed è uscita imbracciando una mazza da baseball. Nella concitazione del momento io e la mia amica siamo riuscite a divincolarci e a prendere la via di fuga verso l’esterno, giusto in tempo per evitare i colpi inferti dalla madre, che ci ha solo sfiorate di pochissimo».

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