yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Lara Bombonati voleva “morire da martire”. E per farlo, da combattente musulmana, aveva bisogno di un marito nuovo, che aveva trovato a Bruxelles. Un guerriero con cui rientrare in Siria, dopo che la polizia turca, lo scorso gennaio, l’aveva arrestata al confine ed espulsa in Italia. Per questo motivo - “il pericolo di fuga” - la Digos di Alessandria ha fermato la 26enne di Garbagna, diventata ‘Khadija’ cinque anni fa, poche ore prima della partenza per il Belgio, prevista il 23 giugno........

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domenica 25 giugno 2017

Lara Bombonati voleva “morire da martire”. E per farlo, da combattente musulmana, aveva bisogno di un marito nuovo, che aveva trovato a Bruxelles. Un guerriero con cui rientrare in Siria, dopo che la polizia turca, lo scorso gennaio, l’aveva arrestata al confine ed espulsa in Italia. Per questo motivo - “il pericolo di fuga” - la Digos di Alessandria ha fermato la 26enne di Garbagna, diventata ‘Khadija’ cinque anni fa, poche ore prima della partenza per il Belgio, prevista il 23 giugno........

Lara Bombonati voleva “morire da martire”. E per farlo, da combattente
musulmana, aveva bisogno di un marito nuovo, che aveva trovato a Bruxelles. Un guerriero con cui rientrare in Siria, dopo che la polizia turca, lo scorso gennaio, l’aveva arrestata al confine ed espulsa in Italia. Per questo motivo - “il pericolo di fuga” - la Digos di Alessandria ha fermato la 26enne di Garbagna, diventata ‘Khadija’ cinque anni fa, poche ore prima della partenza per il Belgio, prevista il 23 giugno. 
La preparazione
Lara, prima del fermo, sarebbe stata ospite per alcuni mesi a Tortona, dove vive la sorella Valentina. A lei la giovane avrebbe confidato: “Sto imparando un numero di cellulare a memoria”. Forse quello del suo promesso sposo di Molenbeek. Durante il periodo di addestramento da terrorista al confine turco nel 2016, Lara aveva imparato come ci si muove. Prima regola, “usare solo canali non intercettabili”. In vista della partenza da Orio al Serio, aveva fatto sparire tutto: telefonino, pc. Era pronta a partire solo con le informazioni utili custodite nella sua memoria e la voglia di tornare in guerra. Il nuovo marito, ‘Khadija’ lo avrebbe conosciuto su internet, è l’ipotesi dell’Antiterrorismo della divisione centrale della polizia, che ha monitorato Lara in Italia attraverso le comunicazioni fatte con il suo pc. Ma Lara è stata anche intercettata, mentre racconta ai parenti i dettagli dell’esodo dalla Turchia alla Siria. 
Francesco morto combattendo 
E quelli della morte di Francesco Cascio, il ragazzo di Trapani emigrato ad Alessandria in cerca di lavoro nel 2011, che lei aveva sposato nel 2012, dopo essersi convertita “per amore ”. Dopo le nozze, Lara inizia a portare il niqab. Francesco parte per la Turchia nei primi mesi del 2014. Lei lo raggiunge dopo l’estate. La Digos di Alessandria si attiva in questa fase: troppo sospette quelle partenze di due individui “ad alto rischio di radicalizzazione”. «Francesco è morto combattendo, è quel che voleva», spiega Lara ai familiari al suo rientro in Italia, mentre realizza che è determinata a seguire lo stesso destino. Secondo gli inquirenti si ispira a Maria Giulia Sergio, la prima combattente italiana dell’Isis, “la quale – c’è scritto nel decreto di fermo - proprio al fine di raggiungere i territori dello Stato islamico convoglierà a nozze”. La convinzione della ragazza diventa sempre più salda a fine maggio, quando il Califfato divulga la “chiamata alle armi delle donne musulmane” indicate come “ansariyat”, “compagne”. 
L’ossessione per il comandante 
A spingerla non c’è solo la devozione alla causa jihadista, ma la fedeltà, tramutata in ossessione, per il suo “comandante militare” in Siria: Abu Mounir. È lui che in “guerra” la vuole sempre con sé, come “staffettista”. È lui che fa sapere che si sta adoperando per il suo ritorno. È seguendo Mounir, che in Siria Lara diventa sempre più feroce, arrivando a contestare il marito Francesco, che viola le regole per provare a chiamare il padre, per dirgli che è vivo. E intimando al marito di sparare, quando lui esita, non avendo mai tenuto un’arma in mano. Con Abu Mounir, secondo gli inquirenti, le comunicazioni si interrompono il 20 febbraio 2017. Lara, in Siria, sarebbe stata con lui quando andava personalmente dalle famiglie dei suoi “soldati” per avvisarli dei decessi o degli arresti. Non solo, Mounir aveva affidato all’alessandrina il compito di recuperare dei documenti segreti in Turchia. La Bombonati non avrebbe avuto contatti solo con quel capo, ma anche con altri terroristi. 
Il ritorno in Italia 
Sbarcata in Italia, la giovane aveva bonificato il suo cellulare, su cui era rimasto un contatto – molto prezioso - su Telegram. Quello relativo a un’utenza telefonica algerina intestata a Amine Mohamed Benslimane, nato ad Orano. L’uomo, 36enne, è “un terrorista segnalato, affiliato a Daesh, un uomo delle formazioni attive in Tunisia nella zona montuosa del Jebel Chaabi, facenti capo al network di Al Qaida nel Maghreb islamico Aqmi e Ansar Al Sharon”. I suoi pseudonimi sono @Talha e @Abou. Il recapito risulta l’unica utenza registrata nel telefono di Lara estranea alla stretta cerchia dei familiari. Un segno del ruolo potenzialmente rilevante che la 26enne di Garbagna stava ricoprendo.


di Elisa Sola per "corrieredellasera.it"

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