yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Per «l’eroina dei poveri» bastano cinque euro. Il prezzo di una pasticca di Rivotril, un antidepressivo a base di benzodiazepine, venduta a tossici e sbandati che bivaccano alla stazione Centrale, acquistano e «si fanno» tranquillamente in mezzo ai pendolari e ai turisti che ogni giorno affollano lo scalo ferroviario. Il farmaco, se mescolato all’alcol, si trasforma in una miscela pericolosissima con effetti simili a quelli, per appunto, dell’eroina. La scoperta di questo nuovo mercato della disperazione l’hanno fatta gli agenti del commissariato Garibaldi Venezia. La squadra di investigatori guidati da Alessandro Chiesa ha arrestato un senegalese cinquantenne, pregiudicato, in Italia da 20 anni. ........

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venerdì 23 giugno 2017

Per «l’eroina dei poveri» bastano cinque euro. Il prezzo di una pasticca di Rivotril, un antidepressivo a base di benzodiazepine, venduta a tossici e sbandati che bivaccano alla stazione Centrale, acquistano e «si fanno» tranquillamente in mezzo ai pendolari e ai turisti che ogni giorno affollano lo scalo ferroviario. Il farmaco, se mescolato all’alcol, si trasforma in una miscela pericolosissima con effetti simili a quelli, per appunto, dell’eroina. La scoperta di questo nuovo mercato della disperazione l’hanno fatta gli agenti del commissariato Garibaldi Venezia. La squadra di investigatori guidati da Alessandro Chiesa ha arrestato un senegalese cinquantenne, pregiudicato, in Italia da 20 anni. ........

Per «l’eroina dei poveri» bastano cinque euro. Il prezzo di una pasticca di
Rivotril, un antidepressivo a base di benzodiazepine, venduta a tossici e sbandati che bivaccano alla stazione Centrale, acquistano e «si fanno» tranquillamente in mezzo ai pendolari e ai turisti che ogni giorno affollano lo scalo ferroviario. Il farmaco, se mescolato all’alcol, si trasforma in una miscela pericolosissima con effetti simili a quelli, per appunto, dell’eroina. La scoperta di questo nuovo mercato della disperazione l’hanno fatta gli agenti del commissariato Garibaldi Venezia. La squadra di investigatori guidati da Alessandro Chiesa ha arrestato un senegalese cinquantenne, pregiudicato, in Italia da 20 anni. 
Nello zaino aveva 597 compresse del farmaco che, recentemente, è stato inserito nelle tabelle ministeriali delle sostanze stupefacenti, se assunto al di fuori di prescrizioni e controllo medico. Ai poliziotti che la grande area della stazione Centrale, non è sfuggito il suo atteggiamento guardingo e sospetto, in mezzo a un assembramento di circa 40 immigrati africani vicino ad un chiosco di souvenir. Zaino appoggiato su una spalla, veniva cercato a colpo sicuro da clienti italiani e africani. Seguito durante uno spostamento nelle toilette della stazione, è stato trovato in possesso di 6 confezioni imbottite di pastiglie. «Soffro di insonnia» avrebbe provato a giustificarsi in un primo momento, salvo poi ammettere di vendere le compresse a cinque euro al pezzo. Una sorta di surrogato a basso costo dell’eroina, di cui le cronache degli ultimi tempi hanno «parlato» relativamente ad una operazione della Squadra Mobile di Catania, che aveva scoperto un giro analogo tra i migranti del Cara di Mineo. Sembra che i tossici ricorrano al mix alcol-benzodiazepine per combattere l’astinenza da eroina, ma gli effetti per la salute restano molto nocivi. Una novità, nel mercato degli stupefacenti avviato in Centrale, che vede senegalesi e gambiani spartirsi la piazza per quanto riguarda hashish e marijuana, e i «soliti» nordafricani padroni dello smercio al dettaglio della cocaina.
Fenomeni duramente contrastati dal personale della Questura, che in questo punto tradizionalmente problematico della città, negli ultimi due mesi ha arrestato 52 persone, ne ha denunciate 131 e ha rimpatriato 59 stranieri. Parliamo di una zona che resta un punto di riferimento per vagabondi e balordi, come era il giovane Ismail Hosni, italo-tunisino, piccolo spacciatore di strada, che un mese fa ha accoltellato due militari e un agente Polfer durante un normale controllo. Hosni, figlio di una coppia di sbandati e violenti, cresciuto per anni nella topaia di via Tommei fra case popolari, occupazioni, malavita e degrado, campava sì di spaccio. Ma aveva anche intrapreso, secondo gli inquirenti dell’Antiterrorismo di Milano, un percorso di «radicalizzazione». Lo aveva fatto «affiancando» un libico, conosciuto proprio in stazione Centrale, che aveva «raccolto» la rabbia del ragazzo e l’aveva convogliata verso un imminente «attacco», da effettuare forse all’interno dello scalo.


di Federico Beni per "corrieredellasera.it"

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