yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei

domenica 17 novembre 2019

Miky’s Dream Bakery ha annunciato l’iniziativa attraverso un post su Facebook, che recita “Ogni sera alla chiusura lasceremo appesi fuori dei pacchetti con il non venduto! Per chi volesse…”. Chiunque, senza dover entrare nel locale ed esporsi all’imbarazzo, può prendere una o più borse e concedersi un vassoio di pasticcini....

Non di solo pane vive l'uomo. Questo vecchio adagio, attribuito nei vangeli all'apostolo Matteo, è un
modo per dire che le persone non vivono solo dei beni di prima necessità ma anche di piccoli piaceri. Lo sa bene un pasticcere di Quartu Sant’Elena, in Sardegna: Nicola Loi, titolare della pasticceria Miky’s Dream Bakery, ha pensato che il proverbio non dovesse essere valido solo per i benestanti, ma anche – anzi, soprattutto – per quelle persone che magari non possono permettersi un ricco vassoio di pasticcini.

Per questo da un paio di settimane a questa parte ogni sera, poco prima dell'orario di chiusura, Nicola e il suo staff sistemano fuori dal locale diverse borse con i dolci invenduti lasciandoli a disposizione di chi desidera prenderli. Un gesto semplice che da una parte combatte la piaga insopportabile dello spreco alimentare e dall'altra regala un momento di piacere e dolcezza a chi non può permettersi di entrare comprare dolciumi in una pasticceria.

Miky’s Dream Bakery ha annunciato l’iniziativa attraverso un post su Facebook, che recita “Ogni sera alla chiusura lasceremo appesi fuori dei pacchetti con il non venduto! Per chi volesse…”. Chiunque, senza dover entrare nel locale ed esporsi all’imbarazzo, può prendere una o più borse e concedersi un vassoio di pasticcini. E a quanti fanno notare che le buste con i dolci potrebbero essere prese da chi non ne ha nessun bisogno ma vuole solo risparmiare, la pasticceria risponde: “Abbiamo messo in conto anche quello ma non importa facciamo questo lavoro con il cuore e buttare del cibo ci farebbe veramente male”.


di Davide Falcioni per "fanpage.it"


LEGGO CON SOMMO STUPORE MA POI NEMMENO COSI' TANTO ARTICOLO PUBBLICATO DA "FANPAGE" CHE RIPORTO PARI PARI SENZA ALCUNE AGGIUNTE. ORA MI ASPETTO CHE I VERTICI DELLA LEGA PRENDANO LE DISTANZE DA QUESTE ACCUSE PERCHE' ALTRIMENTI RIPETO CHE SAREBBE SCANDALOSO E I MIDIA A QUESTO PUNTO TUTTI INSIEME DEVONO FAR SAPERE CHE NESSUNO E' IMMUNE DA ACCUSE E ALTRO... MA RIPETO CHE IO NON CI VOGLIO CREDERE MA ASPETTO LA REAZIONE DEL SIGNOR MATTEO SALVINI.......

Decine di dipendenti della Lega retribuiti per almeno quindici anni con soldi pubblici, invece che con

quelli del partito. Stipendi sborsati dai gruppi regionali per pagare persone che in Regione non mettevano piede. Un meccanismo che ha fatto risparmiare parecchi milioni di euro alla Lega e di cui avrebbero beneficiato diversi volti noti dell'attuale parlamento italiano. Come Raffaele Volpi, il deputato leghista di recente nominato presidente del Copasir, l'organo parlamentare preposto a controllare l'operato dei servizi segreti italiani.

Lo racconta a Fanpage.it una fonte che ha lavorato fino al 2017 all'interno dell'amministrazione del partito, per anni a stretto contatto con i suoi massimi dirigenti. Ce lo ha assicurato dandoci prova dei suoi contatti con i vertici della Lega, e chiedendoci di rimanere anonima per paura di possibili ritorsioni. L'escamotage sarebbe stato introdotto nel 2003, quando in Lombardia c'era l'attuale vice segretario federale Giancarlo Giorgetti e usato in forma diversa, anni dopo, anche dal leader leghista Matteo Salvini. La fonte dice di sapere queste cose perché riferitegli «direttamente da Giorgetti, oltre che da vari dipendenti del partito».

Il trucco per utilizzare i fondi dei gruppi
I gruppi regionali, detti anche gruppi consiliari, esistono in tutte le regioni. La legge prevede che siano finanziati con soldi pubblici, provenienti per lo più dalle imposte pagate dai cittadini. Di quanto parliamo? La Lega nel quinquennio 2013-2017 ha incassato contributi pubblici per circa mezzo miliardo di euro. E questo solo considerando la regione Lombardia; per conoscere il totale andrebbero aggiunti quelli ottenuti dalle altre Regioni dove il Carroccio ha un gruppo. Tutto dipende dal numero di consiglieri regionali eletti: più un partito ne ha, più ha diritto di incassare. La legge pone però dei limiti. Dice che questi soldi possono essere spesi esclusivamente per l'attività del gruppo regionale, non per quella del partito: «I gruppi consiliari non possono utilizzare, neppure parzialmente, i contributi erogati dal Consiglio regionale per finanziare direttamente o indirettamente le spese di funzionamento degli organi centrali e periferici dei partiti». Ma è proprio questo che avrebbe fatto la Lega a partire dal 2003 e fino almeno alla fine del 2017: usare soldi pubblici per pagare i propri dipendenti.

Il trucco sarebbe stato inaugurato nel 2003, poco dopo l'elezione di Giorgetti a segretario regionale della Lega in Lombardia. «Un giorno», racconta la fonte, «Giorgetti mi disse: “Cerchiamo di scaricare un po' di costi nostri sul gruppo regionale: facciamo figurare che il gruppo assume del personale che in realtà lavora qui da noi in Lega”». Così il partito più forte d'Italia avrebbe iniziato a far pagare i suoi dipendenti da tutti i cittadini italiani, leghisti e non leghisti. Ai dipendenti andava bene, perché l'alternativa era quella di fare i collaboratori a progetto della Lega: così invece risultavano dipendenti della Regione, con cinque anni di contratto assicurato.

«Ricordo che Giorgetti chiedeva al presidente del gruppo regionale della Lega in Lombardia, che all'epoca era Stefano Galli, quanti soldi aveva a disposizione per pagare il personale che lavorava in via Bellerio. In funzione di questo c'erano molti dipendenti che venivano pagati dal gruppo regionale, ma che in realtà lavoravano in sede. Gente che stava da mattina a sera in via Bellerio per svolgere compiti che nulla avevano a che fare con l'attività del gruppo regionale. Erano persone che seguivano le attività dei vari sindaci sparsi sul territorio, gli enti locali, organizzavano le feste di Pontida o di Venezia, tutto questo genere di attività. Io ero lì, le vedevo tutti i giorni al lavoro. È andata avanti in questo modo per molti anni, almeno fino al 2017, dopodiché non so, perché da allora non faccio più parte del partito. Di certo in tutti quegli anni la Lega Lombarda aveva solo un dipendente ufficiale, mentre tutti gli altri erano a carico del gruppo regionale».

Considerando solo la Lombardia, stiamo parlando di almeno 15-20 persone. Ma il trucco è stato adottato anche in altri consigli regionali. Secondo la fonte interna al partito, infatti, «questo metodo veniva usato sicuramente anche in Piemonte: avevo dei contatti lì e so che c'era questa cosa. Non ho certezza che avvenisse anche in altre regioni, so per certo solo di Lombardia e Piemonte».

L'era Salvini
Dopo dieci anni Giorgetti lascia la guida della sezione lombarda del partito. Gli succede Salvini. È il giugno del 2012, di lì a poco la Lega verrà travolta dal processo per i rimborsi elettorali usati per pagare le spese di Umberto Bossi e della sua famiglia, la laurea del Trota in Albania, gli investimenti in Tanzania e a Cipro fatti dall'allora tesoriere Francesco Belsito. Vicende che hanno portato alla condanna per truffa ai danni dello Stato del fondatore del Carroccio e dello stesso Belsito (poi prescritti), aprendo la strada al sequestro (tentato) dei 48,9 milioni di euro e all'avvicendamento che avrebbe portato, un anno e mezzo dopo, all'incoronazione di Salvini a leader assoluto del partito.

Giugno 2012, dunque. L'ex comunista padano inizia la sua scalata al vertice ottenendo il posto che fu di Giorgetti: segretario della Lega Lombarda, la sezione più importante del partito. Che succede con il trucco dei dipendenti pagati con soldi pubblici? «Poco dopo l'arrivo di Salvini», racconta la fonte, «una persona face causa di lavoro alla Lega Lombarda denunciando proprio quello: che lui aveva il contratto con la Regione Lombardia ma in realtà lavorava per il partito. Salvini decise perciò di mascherare un po' la cosa. Mantenne i vari contratti con il gruppo regionale, ma iniziò a fare andare le persone due giorni alla settimana in Regione e gli altri tre in via Bellerio. In questo modo i vari dipendenti facevano presenza in Regione, presso il gruppo Lega, timbravano il cartellino e poi tornavano in via Bellerio».

«Io non ho i contratti di queste persone», dice la fonte, «ce li hanno i gruppi regionali di Lombardia e Piemonte. Ma ero in via Bellerio, ho visto che queste persone fino al 2003 sono state pagate da noi e poi, pur continuando a lavorare lì, hanno smesso di ricevere lo stipendio dalla Lega». L'accusa è pesante. Parliamo di soldi pubblici. Tanti. Secondo la fonte gli stipendi erano in media di 1700-2000 euro netti al mese, e il sistema sarebbe andato avanti dal 2003 ad almeno la fine del 2017. In totale fanno circa 7 milioni di euro, considerando solo i 15-20 dipendenti leghisti pagati dai contribuenti lombardi. In qualche caso parliamo di persone oggi molto influenti. Non solo Giorgetti e Salvini, che il trucco l'avrebbero utilizzato per far risparmiare soldi al partito, ma anche Raffaele Volpi, che il meccanismo l'avrebbe in qualche modo subìto. «Una decina di anni fa era responsabile degli enti locali della Lega, ma era pagato dal gruppo regionale in Lombardia», assicura la fonte. Volpi è oggi uno dei massimi dirigenti della Lega. Siede alla Camera da tre legislature consecutive. È stato scelto da Salvini per portare il suo progetto di Lega al Sud. A inizio ottobre è stato eletto per uno degli incarichi più delicati del parlamento: presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, quello che dovrebbe monitorare l'attività dei nostri servizi segreti. È vero che mentre svolgeva il ruolo di responsabile degli enti locali della Lega veniva pagato dal gruppo regionale in Lombardia?  Volpi non ha risposto alle nostre domande di chiarimento. Lo stesso vale per Galli, Giorgetti e Salvini.


di Stefano Vergine per "fanpage.it"

Britain's media attacked Prince Andrew's effort to rebut claims he had sex with a woman who says she was trafficked as a teenager by Jeffrey Epstein, branding the interview a public relations disaster.......

Prince Andrew repeatedly insisted he was 'not close' to the disgraced financier Jeffrey Epstein [David Parker/Daily Mail via AP]
Prince Andrew repeatedly insisted he was 'not close' to the disgraced financier Jeffrey Epstein [David Parker/Daily Mail via AP]
Britain's media attacked Prince Andrew's effort to rebut claims he had sex with a woman who says she was trafficked as a teenager by Jeffrey Epstein, branding the interview a public relations disaster.
In a rare interview with BBC Newsnight broadcast on Saturday, Andrew categorically denied having sex with the woman, Virginia Roberts Giuffre. But Britain's newspapers and social media commentators criticised him for failing to show sympathy for the convicted sex offender's victims.
During the hour-long conversation, Andrew insisted he had "no recollection" of ever having met his accuser.
The prince also conceded his continued association with Epstein after he was convicted of soliciting prostitution had let the royal family down - but he did not believe it had damaged the reputation of his mother, Queen Elizabeth II.
"I can absolutely categorically tell you it never happened," Andrew said on the allegations he had sex with Roberts, now Giuffre, on three occasions.
"I've said consistently and frequently that we never had any sort of sexual contact whatever. I have no recollection of ever meeting this lady, none whatsoever."
Andrew said he was "at home with the children" on the March 2001 night Giuffre alleges they had sex, after earlier taking his daughter Princess Beatrice to a pizza restaurant near London.

'Unconcerned'

The interview dominated the front pages of Britain's newspapers on Sunday, with several headlines across the political spectrum focusing on the prince's apparent lack of regret.
"Not one single word of remorse," said the Mail on Sunday - a headline echoed by the Sunday Mirror, which said: "No sweat ... and no regret."
The prince "seemed unconcerned by the seriousness of the matter, laughing and smiling at several points during the interview ... and expressed no regrets or concern about Epstein's victims", commented The Guardian.
Image consultant Mark Borkowski said the exchanges were "like watching a man in quicksand" and he had "never seen anything so disastrous".
Andrew, 59 - eighth in line to the throne - has been heavily criticised over his links to multimillionaire Epstein, who was found dead in a New York jail in August.
A coroner ruled he committed suicide by hanging while awaiting trial on federal charges he trafficked girls as young as 14 for sex.
Epstein pleaded guilty in 2008 to procuring a girl under the age of 18 for prostitution and served 13 months in a US prison before being released on probation.
Nonetheless, Andrew, who hosted him at Windsor Castle and remained in contact immediately following his release, is adamant it has not tarnished Britain's head of state.
"I don't believe it's been damaging to the queen at all, it has to me," he said, noting "the wider family couldn't have been more supportive".
"It has been, what I would describe as a constant sore in the family," the father-of-two added of the effect on his immediate family.

'Wrong thing to do'

Over the years, Epstein, 66, hobnobbed with politicians, socialites and celebrities, including Donald Trump before he was president, and Bill Clinton.
The royal, who repeatedly insisted he was "not close" to the disgraced financier, discussed a photograph showing him with his arm around then 17-year-old Roberts, now Giuffre, with Epstein's friend Ghislaine Maxwell in the background.
Andrew cast doubt on the picture's veracity, which he described as "a photograph of a photograph of a photograph".
Andrew also faced questions over staying with Epstein at his Manhattan townhouse shortly after his release from prison.
He said it was "a convenient place to stay" and he did so to end their friendship face-to-face.
"I have gone through this in my mind so many times. At the end of the day ... it was definitely the wrong thing to do. But at the time I felt it was the honourable and right thing to do."
Andrew went on to concede it was "not something that was becoming of a member of the royal family".
"We try and uphold the highest standards and practices and I let the side down, simple as that," he said.
Jack Scarola, a lawyer for Giuffre, told The Times that Andrew should "submit to an interview under oath with the investigating authorities" who continue to investigate whether others assisted Epstein in the US.
"Talking to the media doesn't quite cut it," he said.
The prince said he would "in the right circumstances" but added he was "bound by what my legal advice is".

da "aljazeera.com"

Iran's Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei has backed a decision to ration and increase the price of petrol by at least 50 percent, a move that has sparked protests across the country.......

Protesters clashed with police and security forces in cities and towns across Iran after the price rise announcement [EPA]
Protesters clashed with police and security forces in cities and towns across Iran after the price rise announcement [EPA]
Iran's Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei has backed a decision to ration and increase the price of petrol by at least 50 percent, a move that has sparked protests across the country.
On Sunday, Khamenei also blamed opponents of the Islamic Republic and foreign enemies for "sabotage", state television reported.

He described those setting fire to public property during the protests as "bandits" backed by the enemies of Iran, without elaborating.

"Some people are no doubt worried by this decision ... but sabotage and arson is done by hooligans not our people. The counter-revolution and Iran's enemies have always supported sabotage and breaches of security and continue to do so," he said, according to state TV.
Khamenei said the increase in petrol prices was based on expert opinion and should be supported.
"I am not an expert and there are different opinions but I had said that if the heads of the three branches make a decision I will support it," he was quoted as saying.
The price hike, part of efforts to offset the effect of crippling US sanctions, was agreed by the High Council of Economic Coordination, which consists of the president, the head of the judiciary and the parliament speaker.
A highway is blocked by vehicles as protests block the roads following fuel price increase in Tehran, Iran, 16 November 2019.  Media reported that people protested on highways after the government inc
Authorities announced in the early hours of Friday that petrol will now be rationed across the country using smart fuel cards [Abedin Taherkenareh/EPA]

Protests

The decision, introduced on Friday, was followed by overnight demonstrations that spilled into Saturday, when protesters blocked roads in cities and towns and occasionally clashed with police.
It remains to be seen how many people have been injured, killed and arrested as videos from the protests have shown people gravely wounded.
Iranian authorities on Sunday raised the official death toll in the violence surrounding the unrest to at least two. Attackers targeting a police station in Kermanshah on Saturday killed one officer there, the state-run IRNA news agency reported Sunday.
Earlier, one man was reported killed in the central city of Sirjan overnight on Friday.
Videos posted on social media purportedly showed protesters setting fire to buildings and clashing with riot police. In other videos, they appeared to block roads and set fires in the streets of the capital, Tehran, and some other cities.
State television said police clashed with what it called rioters in some cities and fired tear gas to disperse them.
Iranian Interior Minister Abdolreza Rahmani Fazli told state TV on Saturday that security forces "have so far shown restraint" but will act to restore calm if the demonstrators "damaged public properties".
Khamenei's remarks came as authorities shut down the Internet across Iran in a bid to smother the protests in some two dozen cities and towns.
Netblocks, an NGO monitoring internet censorship, said in a Twitter post late on Saturday that Iran is now "in the midst of a near-total national internet shutdown".
Videos circulating on social media on Sunday showed demonstrators abandon their cars along major highways and join mass protests in Tehran and elsewhere. 

Economic fears

According to Friday's decision, vehicles for private use are to be restricted to 60 litres (16gal) of fuel monthly, while the price of petrol will jump 50 percent to 15,000 Iranian rials ($0.13) a litre. Any fuel purchases in excess of allotted rations will incur an additional charge of 30,000 rials ($0.26) a litre.
The moves prompted fears of households facing further economic pressure in a country whose economy is forecast to shrink by 9.5 percent this year.
Iranians, especially those getting by on low- and middle-income wages have already taken a massive hit due to a currency crisis and an inflationary wave that formed on the back of the sanctions imposed after US President Donald Trump last year unilaterally withdrew Washington from a landmark nuclear deal signed between world powers and Iran in 2015.
The demonstrations, though not as widespread as the economic protests that shook the country nearly two years ago, put new pressure on the government of Iran's President Hassan Rouhani before parliamentary elections in February.

da "aljazeera.com"
This is to amend image epa08002047 issued on 16 November 2019, correcting CITY to Isfahan (not: Tehran). The revised caption reads:   Iranian protesters block a highway following fuel price increase i

da

Demokratski front poziva sve one građane, medije i NVO organizacije iz Crne Gore, koji su prethodnih godina bili podržani od strane Soroševih fondacija, da prekinu saradnju sa ovom opasnom ličnošću i prestanu da primaju novac od njegovih filijala, kako bi istinski pomogli promjene u Crnoj Gori. .............

Demokratski front poziva sve one građane, medije i NVO organizacije iz Crne Gore, koji su prethodnih godina bili podržani od strane Soroševih fondacija, da prekinu saradnju sa ovom opasnom ličnošću i prestanu da primaju novac od njegovih filijala, kako bi istinski pomogli promjene u Crnoj Gori. 
“Vjerujem da je najvećem broju onih koji sarađuju sa ovim „filantropom“, a u javnosti zastupaju stavove kako su promjene neophodne, postalo jasno da je Sorošev glavni partner na ovom prostoru režim Mila Đukanovića”, saopštio je Mandić.
DF je, kaže, postao dio ogromnog pokreta koji vodi planetarnu bitku protiv ove pošasti na svim meridijanima. 
“Danas su zajedno evropski narodnjaci i konzervativci sa američkim republikancima i evroazijskim patriotama koji su najduži vremenski period bili predmet brutalnog napad ovog opasnog čovjeka i njegove organizacije. Mi nemamo nikakve dileme da će ovaj protivnik tradicionalizma biti poražen jer je tek odnedavno otkrivena prava priroda i karakter tog mračnjačkog projekta, koji je uvijek dolazio kod buduće žrtve noseći danajske darove. 
Širenje političkog uticaja preko parapolitičkih NVO, kontrolisanih medija, kupljenih analitičara, poslovnih aranžmana i pranja novca preko tajkuna su prljave metode hibridnog rata koje decenijama razvija globalni bankar Džordž Soroš, a koje su do sada nepogrešivo bile usmjerene na odbranu i zaštitu duboko kriminalizovanog režima u Crnoj Gori.
Soroševa mreža je i danas najsnažniji mehanizam hibridnog rata u kolonizaciji Crne Gore. Oni usmjeravaju političko javno mnenje, kontrolišu korumpirane funkcionere režima, razbijaju opozicione partije, sabotiraju proteste i amortizuju narodno nezadovoljstvo, dodaje on.
Preko ove mreže perfidno se napada na temeljne vrijednosti hrišćanstva i naše tradicije, a mete su nacionalni identitet, suverenost država, Pravoslavna crkva, porodica, nacionalni patriotizam u oružanim snagama, kao i tradicionalni moral. 
“Podrivaju se temelji društava koji su i onako bili značajno razoreni revolucijom i komunizmom u prethodnom periodu. Zato imamo obavezu da ovdje kod nas, pozovemo sve one koji mu se nisu bespovratno obećali, da umjesto uz Soroša stanu uz svoj narod i bez ikakve zadrške i kalkulisanja pomognu da se obori ovaj korumpirani marionetski režim koji nam je upravo instalirao i godinama podržavao baš taj isti Soroš. 
Nije od goreg podsjetiti da je Soroš prvi put primijenio metode hibridnog rata gradeći kontakte Đukanovićevog režima sa evropskim bankarima za uvođenje njemačke marke u Crnoj Gori.
Namjerno i bez ikakve kazne sprovedeno kršenje Ustava RCG i Ustava SRJ je bio ključni politički korak ka razbijanju SRJ, što je osnovni cilj hibridnog rata koga je protiv naše Otadžbine u kontinuitetu vodio Soroš. Soroš je, takođe, obezbijedio Đukanoviću veze sa globalnim bankarskim neokolonijalistima, kroz kupovinu CKB i Arsenal-Tivat, preko njegove investicione grupacije TRIGRANIT. Porto Montenegro je tako, u najvećem dijelu, postao igraonica za bogate globalne bankare, tajkune i kriminalce, i zadovoljavanje čak i njihovih nastranih sklonosti.
Tako uspostavljena pravila ponašanja, koja su suprotna tradicionalnom, duhovnom, civilizacijskom i moralnom kodu Crne Gore, danas se pokušavaju predstaviti kao nešto normalno i poželjno, i dužnost svih patriotskih snaga je da stanu na put uništavanju ove zemlje i njenog naroda, zaključio je Mandić.

da "borba.me"

It is estimated that in the last five years alone, more than 11,000 Albanians from Kosovo and Metohija have immigrated to southern Serbia. The massive purchase of Serb homes and land by Serbs began as early as 2010. Albanians mostly buy property in Serb villages along the administrative line with Kosovo and Metohija........

Kosovo 2.0? Albanians Mass Purchase Property In Balkan Countries To Create Greater Albania


It is estimated that in the last five years alone, more than 11,000 Albanians from Kosovo and Metohija have immigrated to southern Serbia. The massive purchase of Serb homes and land by Serbs began as early as 2010. Albanians mostly buy property in Serb villages along the administrative line with Kosovo and Metohija.
The Bujanovac municipality in recent months has been reminiscent of a large construction site. Buildings are sprouting like mushrooms, and mostly no one lives in the new apartments. The squares are sold at unrealistically high prices, around 700 euros per square meter, and the apartments are bought exclusively by Albanians.
Is this an attempt by the Albanians to “silently occupy” like with the “Kosovo scenario”?
Dream of “Greater Albania”
Dr. Jelena Vukoicic said that the mass migration of Albanians to Kosovo and Metohija also began to prepare the ground for everything that happened to us later.
“They virtually” conquered “Kosovo and Herzegovina in a very short period of time during the SFRY. It is clear that Albanians have a strategy of settling the areas they consider their own and thus affirm the idea of ​​the so-called ‘Greater Albania’, which is their long-term plan,” she explained.
She warns that in this case one has to be very cautious, especially since Albanians in the diaspora have huge amounts of money, and this money largely ends up realizing the idea of ​​Albanians in one country.
“It is dirty money, made from drug trafficking, and with that money they have lobbied, in large part, for recognition of Kosovo’s independence as well as American support. With that money, they buy land and real estate and thus squeeze Serbs out of those areas, making them stronger in number. This is also the case in southern Serbia, which is only one part of their project,” she explains.
She argues that special care should be taken when it comes to the municipality of Medvedja, where Albanians are not the majority, but have drawn it within their borders. She added that this process is not only taking place in Serbia.
They already have half of Skopje
“This is also happening in North Macedonia, where Albanians have taken half of Skopje, and we see similar things happening in Montenegro. They do it wherever they are in numbers and where they feel they need to conquer territory. We should not wake up at some point and realize that we are surrounded by Albanians who have never lived in the area and then seek international support to take away another part of our territory,” she concludes.
Serbs from southern Serbia consider the Albanian ethnic minority to be displaced, and fear that some of the intentions for the sudden settlement of a large number of Albanians are being hidden.
A roundtable in 2017, dedicated to internal dialogue on Kosovo, stated that Albanians in the south and in central Serbia have been buying everything Serbian for the last 15 years. This trend is particularly prevalent in Bujanovac and Medvedja, and there are infinitely more voters in these municipalities than citizens, because of the thousands of fictitious Albanians who actually live in the diaspora.
Unrealistic prices
It is estimated that in the last five years alone, more than 11,000 Albanians from Kosovo and Metohija have immigrated to Nis, and the reason why Serbs sell property is cashless. On the other hand, the goal of the Albanians is to extend beyond the administrative line of Kosovo numerically. The massive purchase of Serb homes and land by Serbs began as early as 2010.
Albanians mostly buy land and houses in Serbian villages along the administrative line with Kosovo and Metohija, the area around Vranje, along the border with Bujanovac, but also the Toplica District, Prokuplje, Kursumlija, Blace… higher than the real price. However, there is no track record for the sale of property, so it is difficult to determine how many Albanians actually own property in this part of Serbia. The property is being purchased for them by Serbs from Kosovo, and a court has made a contract under which an Albanian allegedly lends the sum to a Serb, while it is precisely the real estate that guarantees his money.
The Serb “does not return the money on time” and thus the Albanian becomes the owner of the apartment without leaving a trace of the sale.
Another problem is that Albanians from Kosovo are still considered citizens of the state of Serbia, so they can freely buy real estate in Serbia.
Novi Pazar is also on the list of preferred locations for Albanians, but buyers there are mostly interested in large rural estates, away from the city, which is widely speculated to be for the Wahhabi movement. Newcomers in the area around Pazar are also very interested in buying property in Apatin, in Vojvodina, where, allegedly, a large number of salas and other properties have already been purchased.


di Paul Antonopoulos per "fort-russ.com"

MINSK – President Alexandr Lukashenko denied that Belarus is building a military alliance with Russia to invade neighboring nations.......

Lukashenko Denies Belarus-Russia Military Alliance Is For Invasion Purposes


MINSK – President Alexandr Lukashenko denied that Belarus is building a military alliance with Russia to invade neighboring nations.
“Do not even think of writing that we are creating here with any Russia to move tanks against you. It will never happen,” Lukashenko said, addressing a Polish journalist, who asked not to publish unproven data.
The Belarusian president made this comment during an appearance before the press at a polling station in Minsk, after casting his vote in the parliamentary elections held today in Belarus.
Lukashenko recalled referring to the same issue during a meeting with the Ukrainian president, Volodimir Zelenski.
“I said that we will never threaten [Ukraine] with force,” he said.
Relations with the West
In addition, the Belarusian leader described as “nonsense” the claim that the US is dragging Belarus towards the West.
“If in Russia someone worries that the Americans have already dragged us to the West, it is nonsense. With Lukashenko, no one will drag Belarus to the West,” he said.
The Belarusian president also added that the US “never requires anything” from him.
Lukashenko also pointed out that Belarus follows Russia’s trail as regards the development of relations with the North Atlantic Treaty Organization (NATO) and the European Union (EU), in which it is not integrated.
“We follow in the footsteps [of Russia],” he said, referring to the issue of cooperation with the West.
2020 presidential elections
Lukashenko, who has ruled Belarus since 1994, left no doubt that he will seek re-election in the 2020 elections.
“I will run without fail in these [presidential] elections,” said the 65-year-old president.
At the same time, the Belarusian leader said he does not hold onto the position.
“Of course I would take a categorical rejection to heart, if I perceive it, but they will have to reject my candidacy at the polls,” he said in an appearance before reporters at a polling station in Minsk.
Lukashenko ruled out introducing changes to the constitution for the elections.
“It would be stupid of me to declare that we are going to change the Constitution for the presidential elections,” he said.
Regarding a road map to deepen integration with Russia, Lukashenko said he will not sign a single document that contradicts the basic principles of the current Constitution, independence and sovereignty of Belarus.
Among the things that are being negotiated with Russia, the president mentioned a reduction in the price of natural gas and said he expects “progress” in this matter in 2020.


di Paul Antonopoulos per "fort-russ.com"

DAMASCUS – On Saturday evening, Russian President Vladimir Putin and his Turkish counterpart, Recep Tayyip Erdogan discussed the situation in Syria on the phone, where both countries are guarantors of the settlement process. The leaders of Russia and Turkey stressed the importance of coordinating actions in northeast Syria and confirmed their adherence to the principle of protecting the territorial integrity of Syria.......

Life Is Slowly But Surely Returning To Normal In Syria (VIDEO)


DAMASCUS – On Saturday evening, Russian President Vladimir Putin and his Turkish counterpart, Recep Tayyip Erdogan discussed the situation in Syria on the phone, where both countries are guarantors of the settlement process. The leaders of Russia and Turkey stressed the importance of coordinating actions in northeast Syria and confirmed their adherence to the principle of protecting the territorial integrity of Syria.
On Friday, the Russian Military Police and Turkish border guards conducted the third patrol on the Syrian-Turkish border. At the same time, US troops are “securing” Syrian oil in the eastern areas of the country. This clearly shows the real intention of the US and its allies in regards to Syria.
Meanwhile, life is finally getting back to normal in the liberated areas of the country. Damascus, Aleppo, Latakia and Homs are the most striking examples. Although the situation is far from perfect and it will take some time before the tourists start coming to the country, at least there is hope for a better future.

ANKARA/WASHINGTON, D.C. -As Trump made comments on how “they looked pale and failed to find an answer to the main question” regarding the speeches of the first two witnesses at the impeachment hearings, spokesperson of the White House said a little earlier that the president didn’t actually watch the broadcast but “worked hard” trying to reach an agreement with Erdogan as to what Turkey should do with the S-400s purchased from Russia......

MAJOR: Relations Between Turkey And US Sour As Negotiations Over S-400s And F-35 Fail (VIDEO)


ANKARA/WASHINGTON, D.C. -As Trump made comments on how “they looked pale and failed to find an answer to the main question” regarding the speeches of the first two witnesses at the impeachment hearings, spokesperson of the White House said a little earlier that the president didn’t actually watch the broadcast but “worked hard” trying to reach an agreement with Erdogan as to what Turkey should do with the S-400s purchased from Russia.
Trump decided not to support the negotiations, probably because he failed to come to an agreement with the Turkish leader. The leaders decided to form a commission, which they would entrust with the search for a viable solution. While Turkey insists that the S-400 purchase from Russia is an internal matter, the US considers that the purchase undermines NATO and allegedly “jeopardizes” the troubled F-35 program, from which Turkey was expelled earlier, precisely due to the S-400 purchase.


La bellissima escort e pornostar brasiliana, Veronika Havenna, vincitrice del prestigioso premio Miss Mundo t-girl 2016 ma da 10 anni residente in Italia ci svela in esclusiva il suo sogno erotico più ricorrente, ossia quello di passare una nottata di passione con l’ex ministro dell’interno Matteo Salvini.....






Comunicato stampa

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La bellissima escort e pornostar brasiliana, Veronika Havenna, vincitrice del prestigioso premio Miss Mundo t-girl 2016 ma da 10 anni residente in Italia ci svela in esclusiva il suo sogno erotico più ricorrente, ossia quello di passare una nottata di passione con l’ex ministro dell’interno Matteo Salvini.

“Lo ritengo un uomo veramente affascinante e virile, un vero uomo di polso e deciso come piace a me, con lui mi piacerebbe andare in un tipico ristorante milanese a mangiare il risotto e la cotoletta e poi andare in hotel e fare l’amore tutta la notte....sono sicura che se non è mai andato a letto con una trans poi gli si aprirà un mondo e delle donne non ne vorrà più sapere”.
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E poi svela alcuni dettagli che scottano sul suo lavoro di escort: “la maggior parte dei miei clienti così detti maschi alpha sono delle passive incredibili, mi è capitato una volta di ricevere un giovane e bellissimo imprenditore, mi chiese di infilargli un braccio nel sedere, ero basita da quanto spazio c’era lì dentro, ma l’ho fatto urlare di piacere!

I miei 22 centimetri in erezione sembrano una stecca di cioccolato al latte e fanno impazzire tutti, tra i miei clienti ho calciatori di serie A e politici che siedono spesso nei salotti televisivi; fanno tanto i virili e gli uomini dediti alla famiglia ma poi da me si fanno sodomizzare e femminilizzare.
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La cosa più eccitante che ho fatto? Una gang bang con 70 uomini, nell’occasione ho fatto delle doppie penetrazioni da urlo, alcuni facevano sesso tra loro, guardarli è stato eccitante e mi hanno fatto salire il mio istinto maschile che in fondo ho: questa è stata la più bella esperienza sessuale della mia vita!”
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da "dagospia"